{"id":65328,"date":"2017-06-07T15:23:07","date_gmt":"2017-06-07T13:23:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65328"},"modified":"2017-11-03T15:12:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:11","slug":"marocco-le-nuove-proteste-nel-rif","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/marocco-le-nuove-proteste-nel-rif\/","title":{"rendered":"Marocco: le nuove proteste nel Rif"},"content":{"rendered":"<p>A met\u00e0 maggio sono esplose in Marocco nuove proteste nella citt\u00e0 di Al-Hoceima, centro importante del Rif, per denunciare gli alti livelli di corruzione e di disoccupazione, due dati endemici nel Paese, ma che si impennano nelle regioni lontane da Rabat.<\/p>\n<p>Le manifestazioni sono avvenute a sette mesi dalle sommosse seguite alla morte di Mouhcine Fikri, il pescatore che rimase schiacciato da un camion nel tentativo di recuperare la sua merce sequestrata dalle autorit\u00e0.<\/p>\n<p>La folla si \u00e8 mobilitata con forza nelle strade delle citt\u00e0 del Nord e la polizia ha inasprito le misure di sicurezza, gi\u00e0 particolarmente dure dopo gli eventi di novembre. Il leader delle proteste \u00e8 Nasser Zefzafi, guida del movimento Hirak, che rappresenta l\u2019opposizione nel Rif.<\/p>\n<p>I media governativi hanno accusato il leader e la popolazione locale di minacciare l\u2019integrit\u00e0 dello Stato, sostenendo che Zefzafi \u00e8 un leader separatista pagato da potenze straniere per minare la stabilit\u00e0. Nel contempo, il governo ha riconosciuto le problematiche che la regione vive e si \u00e8 proposto di lanciare un serio piano di sviluppo economico.<\/p>\n<p><b>La regione del Ruif<\/b><br \/>\nIl Rif \u00e8 sempre stata una regione ribelle, innanzitutto per l\u2019alta presenza di berberi. A questo dato di carattere identitario si deve aggiungere che \u00e8 una delle aree meno sviluppate del Paese: ci\u00f2 ha sempre segnato gli sviluppi della societ\u00e0 locale e il suo rapporto con il governo centrale.<\/p>\n<p>In questa zona del Paese negli Anni 20, al momento dell\u2019indipendenza dalla Spagna, la popolazione aveva creato una repubblica indipendente, usando come simbolo la bandiera berbera, con a capo Abdelkrim al-Khattabi, che tutt\u2019ora \u00e8 considerato un eroe locale. La repubblica fu riconquistata dalle truppe della monarchia marocchina in pochi mesi, ma i \u2018lealisti\u2019 furono costretti a sedare nuovamente una rivolta nel 1956 quando la popolazione si ribell\u00f2 per le condizioni di vita proibitive.<\/p>\n<p>In quel frangente fu imposta la legge marziale, la rivolta fu sedata nel sangue e l\u2019allora monarca Hassan II arriv\u00f2 a definire gli abitanti dei selvaggi, paragonandoli a delle bestie. Per molto tempo la legge marziale non venne abrogata.<\/p>\n<p><b>La Hogra e la disoccupazione<\/b><br \/>\nLa situazione nella regione \u00e8 rimasta nel tempo molto dura e nel 2011 quando inizi\u00f2 la primavera araba in Marocco, fu una delle zone pi\u00f9 attive nelle manifestazioni e anche il luogo in cui si registrarono gli unici scontri. Il monarca Muhammad II, con una posizione diplomatica, \u00e8 riuscito a calmare le rivolte garantendo dei diritti culturali alla popolazione berbera e aprendo un processo per garantire alla zona maggiore autonomia. La situazione politica era sembrata migliorare fino quando a novembre l\u2019uccisione di MouhcineFikri ha fatto riesplodere le problematiche.<\/p>\n<p>Al centro delle proteste di novembre e di met\u00e0 maggio ci sono due temi fondamentali.Il primo \u00e8 indicato dalla parola araba \u201chogra&#8221;, che indica la perdita di dignit\u00e0 profonda di un individuo. Questo concetto, spesso ripetuto negli slogan delle proteste, definisce la condizione di vita della popolazione locale.<\/p>\n<p>Lo Stato centrale \u00e8 considerato il responsabile di questa situazione: infatti, la totale assenza dello Stato permette ai governatori e alla polizia locale di diventare i padroni incontrollati di quelle zone, trasformando la corruzione nella regola economica della regione. Inoltre la decisione del governo centrale di aderire a regolamentazioni internazionali sulla pesca ha privato l\u2019area di uno dei mezzi fondamentali per il proprio sostentamento.<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 la disoccupazione, in particolare giovanile. Il Marocco, come tutti i paesi del Nord Africa, \u00e8 duramente colpito dalla crisi occupazionale che raggiunge picchi del 30%, ma nelle zone periferiche, come il Rif, il dato si impenna anche oltre.<\/p>\n<p><b>Le soluzione del governo<\/b><br \/>\nLo sviluppo economico, guidato dallo Stato, si \u00e8 concentrato nelle regioni del centro, mentre il Sud sopravvive grazie al turismo. In questo quadro il Nord non riesce a trovare mezzi di sostentamento adeguati.<\/p>\n<p>Questi due problemi sono adesso percepiti centrali da re Muhammad II che ha risposto in modo molto diverso alle proteste di questi giorni e ha aperto una commissione che valuti un piano di sviluppo economico per il Rif. La monarchia ha confermato la capacit\u00e0 di capire le profonde problematiche del Paese, non utilizzando solamente lo strumento coercitivo, ma promettendo e lavorando sul fronte economico, confermando le proposte che erano state portate avanti nel 2011.<\/p>\n<p>Nonostante tutto questo processo, mancano in realt\u00e0 veri risultati. Non sembra infatti che le misure prese nel campo dello sviluppo possano realmente riuscire a risolvere il problema a breve termine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A met\u00e0 maggio sono esplose in Marocco nuove proteste nella citt\u00e0 di Al-Hoceima, centro importante del Rif, per denunciare gli alti livelli di corruzione e di disoccupazione, due dati endemici nel Paese, ma che si impennano nelle regioni lontane da Rabat. 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