{"id":65349,"date":"2017-04-12T16:09:37","date_gmt":"2017-04-12T14:09:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65349"},"modified":"2017-11-03T15:12:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:38","slug":"sicurezza-sviluppo-binomio-scintille","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/sicurezza-sviluppo-binomio-scintille\/","title":{"rendered":"Sicurezza e sviluppo, binomio da scintille"},"content":{"rendered":"<p>Al tempo in cui la presidenza Usa dichiara che taglier\u00e0 i fondi per gli aiuti alla cooperazione internazionale, per investirne di pi\u00f9 nella difesa e in armi; al tempo in cui agli attacchi dei terroristi si risponde innalzando muri sempre pi\u00f9 solidi tecnologicamente e si studia come contrastare gli attacchi \u201ccyber\u201d; il binomio sicurezza-aiuti allo sviluppo fa scintille.<\/p>\n<p>Scintille che si accendono attorno ad alcune domande di fondo: si pu\u00f2 accettare di spendere denaro per sostenere quei Paesi da cui provengono alcuni protagonisti degli attentati pi\u00f9 efferati?, e lo slancio verso la solidariet\u00e0 internazionale non \u00e8 \u201cbuono\u201d e ragionevole solo nelle stagioni sicure?, e non sarebbe pi\u00f9 saggio finanziare barriere e metal detector sofisticati per controllare i flussi di rifugiati tra i quali si potrebbe nascondere chi ha come aspirazione uccidere uccidendosi?<\/p>\n<p>Sono domande che costringono a mettere a fuoco in modo pi\u00f9 preciso come oggi si debba intendere il tema \u201caiuto\u201d, a partire da esperienze concrete maturate sul campo, nel senso letterale della parola.<\/p>\n<p><b>Le caratteristiche dell\u2019aiuto intelligente<\/b><br \/>\nL\u00e0 dove si realizzano concretamente i progetti si misura, infatti, come un aiuto intelligente debba rispondere soprattutto a due caratteristiche: sostenibilit\u00e0 e \u201cresistenza\u201d al tempo, ai mutamenti, ai conflitti. Per avere questo profilo l\u2019aiuto deve insistere su due piani che sempre si integrano e completano a vicenda, quasi al punto di sovrapporsi: il piano \u201csocio-economico\u201d e quello \u201ceducativo\u201d.<\/p>\n<p>Prendiamo l\u2019esperienza, ad esempio, dei progetti di \u201ccash for work\u201d sostenuti dalla cooperazione italiana, attuati da AVSI recentemente in Libano: questi progetti offrono ai siriani che vivono nei campi profughi la possibilit\u00e0 di ricevere \u201ccash\u201d, aiuti in contante, in cambio di ore di lavoro per progetti che hanno anche una ricaduta sociale, una sorta di \u201clavori socialmente utili\u201d con pi\u00f9 spessore.<\/p>\n<p>Una formula questa che offre al capo famiglia, altrimenti costretto all\u2019inattivit\u00e0, la spinta a rimettersi in gioco e alla famiglia una nuova autonomia: i figli possono andare a scuola e la famiglia riacquista un ritmo di vita \u201cnormale\u201d anche in una condizione di grande provvisoriet\u00e0. Un lavoro, quando si \u00e8 profughi vicini al confine con il proprio Paese, \u00e8 come un filo tenace che tiene attaccati all\u2019origine, alla speranza di potere tornare un giorno a casa: cos\u00ec non si avverte pi\u00f9 come impellente il bisogno di scappare lontano, imbarcandosi su barconi fatiscenti verso un\u2019Europa non troppo accogliente, n\u00e9 di cercare altri modi (violenti?) per dare un senso al tempo.<\/p>\n<p>Ma questo non basta.<\/p>\n<p><b>Progetti tra Libano e Giordania<\/b><br \/>\nPrendiamo un secondo esempio: i progetti che puntano a riportare a scuola le decine di migliaia di bambini siriani che sono profughi in Giordania, Libano, Iraq, Turchia. L\u2019Unione europea (attraverso il Trust Fund Madad) e l\u2019Unicef stanno finanziando progetti che puntano a garantire educazione e a ri-portare a scuola centinaia di migliaia di bambini siriani, quasi una generazione intera, figlia della guerra, che rischia di crescere \u201cperduta\u201d, senza una chance educativa.<\/p>\n<p>In questa sfida epocale e miliardaria (basti pensare che la Conferenza organizzata il 4 e 5 aprile scorsi dall&#8217;alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza europea insieme a Germania, Regno Unito, Norvegia, Kuwait e Qatar ha promesso 6 miliardi di dollari per il 2017) \u00e8 in gioco non solo un percorso di scolarizzazione, per insegnare a scrivere, leggere e far di conto &#8211; che restano lezioni indispensabili.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 radicale e potente: la possibilit\u00e0 di accompagnare bambini nati con la guerra a conoscere, per esperienza, che nelle situazioni di crisi la violenza non \u00e8 l\u2019unica opzione; che, al contrario di quanto predicano il sedicente Stato islamico, l\u2019Isis, e i reclutatori della morte, la persona diversa per idee, religione, cultura, costumi, lingua non \u00e8 un\u2019obiezione, non \u00e8 un ostacolo alla riuscita personale, anzi. Che sulla relazione con l\u2019altro\/gli altri, diversi, \u00e8 possibile costruire un tessuto di vita comune, fatto di libert\u00e0, nel quale pu\u00f2 fiorire uno sviluppo giusto per tutti.<\/p>\n<p><b>Aiuto come investimento in sicurezza<\/b><br \/>\nSe l\u2019aiuto si articola con questa costante duplice attenzione, nei fatti e non in astratto, si traduce in un investimento concreto, effettivo, in sicurezza: contribuisce infatti a contrastare alla radice alcuni fattori che sono all\u2019origine dell\u2019opzione violenta di chi si fa foreign fighter e terrorista. Qualcuno chiama alcuni di questi \u201clupi solitari\u201d, come fossero dei pazzi sganciati da contesti e relazioni, ma non lo sono in realt\u00e0. Sono espressione di ramificazioni e rapporti complessi, che chiedono di essere indagati.<\/p>\n<p>Gli esperti di jihadismo si dividono, faticano a trovare la quadra rispetto ai meccanismi che inducono una persona, un giovane spesso, a \u201cradicalizzarsi\u201d al punto da lasciarsi sedurre dal richiamo della morte pi\u00f9 che dal desiderio di vita.<\/p>\n<p>La povert\u00e0, l\u2019ignoranza, il disagio sociale ed economico, il fanatismo religioso, la ricerca di un motivo per cui vivere, la follia pura: nessuno di questi dati preso singolarmente basta a spiegare il perch\u00e9 un giovane sceglie di fare una strage di innocenti nel centro di una citt\u00e0 occidentale e suicidarsi. Perch\u00e9 analizzando i singoli casi, le vicende personali, non sempre i conti tornano.<\/p>\n<p>Ma pi\u00f9 che in nuove armi o strategie o confini rinforzati o rimpatri che non decollano, si tratta di investire in piani di lungo periodo, in aiuti, appunto, che pongano la cura della persona e i suoi reali bisogni al centro: la persona singola, in tutta l\u2019ampiezza della sua dignit\u00e0, considerata inserita in una rete di relazioni strutturanti e irrinunciabili con la famiglia e la comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Queste modalit\u00e0 di aiuto ad ampio spettro, per cos\u00ec dire, non sono interventi magici che garantiscono soluzioni rapide, n\u00e9 escludono l\u2019importanza di interventi nel campo della sicurezza nel senso proprio del termine.<\/p>\n<p>Ma per visione e prospettiva che propongono, provano almeno a stare all\u2019altezza della complessit\u00e0 di questo tempo che viviamo, ferito cos\u00ec profondamente in certezze che sembravano ormai acquisite.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al tempo in cui la presidenza Usa dichiara che taglier\u00e0 i fondi per gli aiuti alla cooperazione internazionale, per investirne di pi\u00f9 nella difesa e in armi; al tempo in cui agli attacchi dei terroristi si risponde innalzando muri sempre pi\u00f9 solidi tecnologicamente e si studia come contrastare gli attacchi \u201ccyber\u201d; il binomio sicurezza-aiuti allo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[143,99],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65349"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65349"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65349\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65350,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65349\/revisions\/65350"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65349"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65349"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65349"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}