{"id":65358,"date":"2017-04-14T16:14:45","date_gmt":"2017-04-14T14:14:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65358"},"modified":"2017-11-03T15:12:37","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:37","slug":"g7-salviamo-lalleato-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/g7-salviamo-lalleato-trump\/","title":{"rendered":"G7: salviamo l\u2019alleato Trump"},"content":{"rendered":"<p>Le 30 pagine del comunicato approvato alla fine del G7 dei ministri degli Esteri si contrappongono all\u2019assenza di accordo finale del G7 dei ministri dell\u2019energia. Questo e altri segnali fanno pensare che il prossimo Vertice del G7, a Taormina il 26 e 27 maggio, potrebbe avere una grande importanza. Poich\u00e9 molto probabilmente la parte economica dell\u2019incontro sar\u00e0 molto difficile, assume maggior rilievo la parte politica, che la riunione dei ministri degli Esteri doveva preparare.<\/p>\n<p>Il G7, si diceva, ha perso la sua prominenza da che \u00e8 stato inventato il G20, dove siedono anche le importantissime nuove potenze e l\u2019Asia conta forse pi\u00f9 dell\u2019Europa. Certamente i Sette non possono pi\u00f9 pretendere di rappresentare il mondo, o anche solo di poterlo guidare, senza la cooperazione degli altri.<\/p>\n<p>Ma in compenso, da che la Russia \u00e8 stata esclusa dal Vertice (che da 8 \u00e8 tornato a 7), questa \u00e8 nuovamente la riunione tra gli Usa e i loro maggiori alleati: quella in cui il vecchio, ma pur sempre importantissimo, \u2018Occidente\u2019 pu\u00f2 decidere quali siano i suoi interessi comuni e se ha una strategia unitaria per affermarli.<\/p>\n<p><b>Ancora alleati?, fin dove e come?<\/b><br \/>\nQuesta insomma rischia di essere la riunione in cui scopriremo fino a che punto e come siamo alleati con Donald Trump.<\/p>\n<p>Intanto sappiamo che sui dossier energetici non c\u2019\u00e8 accordo. Abbiamo ancora alcune settimane per vedere se al Vertice riusciremo a fare di meglio, ma tutto fa pensare che potrebbe essere pi\u00f9 produttivo occuparsi di altro, a cominciare da quello che \u00e8 stato discusso al G7 degli Esteri.<\/p>\n<p>Il lungo comunicato contiene cose che piacciono di pi\u00f9 agli alleati ed altre che piacciono di pi\u00f9 agli americani. Cos\u00ec, ad esempio, i ministri hanno approvato senza riserve l\u2019attacco americano contro la base aerea siriana di Shayat, definendolo \u201cattentamente calibrato, limitato negli obiettivi e rivolto contro siti militari direttamente coinvolti nell\u2019attacco chimico\u201d.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, hanno anche sottolineato pi\u00f9 volte l\u2019importanza delle Nazioni Unite e in particolare del Meccanismo investigativo congiunto dell\u2019Onu e dell\u2019Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, che ha pi\u00f9 volte accusato il governo siriano di averne fatto uso e che ora \u00e8 invitato a proseguire nella sua missione di indagine. Peccato che al successivo incontro tra Rex Tillerson e Sergey Lavrov a Mosca, questo tema si sia esaurito in uno sterile muro contro muro.<\/p>\n<p><b>I paletti di un accordo con Trump<\/b><br \/>\nNel complesso il G7 degli Esteri ha cercato di individuare alcuni paletti di un possibile accordo \u2018occidentale\u2019 con Trump. Tralasciamo molti punti che non sembrano contenere novit\u00e0 di grande rilievo e limitiamoci a sottolineare alcuni aspetti di maggiore interesse.<\/p>\n<p>Tutto il comunicato \u00e8 percorso dalla necessit\u00e0 di dare priorit\u00e0 alla lotta al terrorismo, anche al di l\u00e0 delle sezioni a ci\u00f2 specificamente dedicate. Semmai una curiosit\u00e0, che potrebbe nascondere qualche problema politico, deriva dal fatto che a parte il sedicente Stato islamico, cui \u00e8 dedicata grande attenzione, nel comunicato non si fa mai riferimento diretto ad Al Qaida, neanche quando si tratta di Siria, di Yemen o di Africa, dove pure questa organizzazione terroristica svolge ruoli di rilievo.<\/p>\n<p>Molto esplicite e ripetute sono invece le critiche alla Russia, nei cui confronti si riconferma il mantenimento delle attuali \u201cmisure restrittive\u201d (sanzioni), per spingerla a \u201ctornare all\u2019interno di un ordine di sicurezza basato su regole\u201d condivise.<\/p>\n<p>Nel complesso, pur riconoscendo alla Russia di essere un importante protagonista internazionale e di condividere con Mosca molti comuni interessi, quali la lotta al terrorismo e la non proliferazione nucleare, i Paesi del G7 non accettano in alcun modo l\u2019annessione della Crimea e ritengono che la Russia abbia grandi responsabilit\u00e0 sia in Ucraina che in Siria, che non usa come dovrebbe, o di cui, al contrario, abusa.<\/p>\n<p>Poche novit\u00e0 anche per quel che riguarda la Corea del Nord, dove per\u00f2 si riconosce che la sfida lanciata dal regime nord-coreano ha raggiunto nuovi livelli e richiede quindi una \u201creazione decisa ed efficace\u201d. Poich\u00e9 sembra impossibile che quel regime si adegui alle richieste di apertura, disarmo e rispetto dei diritti umani avanzate dai paesi del G7, rimane aperta la questione di quale dovrebbe essere la \u201creazione\u201d di cui sopra.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tranquilla la posizione sull\u2019Iran dove si conferma l\u2019importanza dell\u2019accordo raggiunto sul nucleare (che dovr\u00e0 per\u00f2 essere integralmente attuato) e ci si limita a deplorare i test di missili balistici effettuati da Teheran.<\/p>\n<p>Piuttosto decisa, anche se di tono nettamente diverso rispetto a quello usato con Mosca, anche la reazione alle rivendicazioni marittime cinesi, ad Est e a Sud. Ci si riferisce ad esempio al giudizio emesso dal Tribunale arbitrale il 12 luglio 2016, sfavorevole alle tesi cinesi, come ad una \u201cutile base\u201d per andare avanti pacificamente, e si ribadisce l\u2019opposizione a iniziative unilaterali.<\/p>\n<p>Il comunicato tocca molti altri punti: ad esempio, \u00e8 interessante una sezione sul cyber (anche se insiste sulla ricerca di regole non obbligatorie), ed \u00e8 importante una sezione sulla opportunit\u00e0 di rafforzare il sistema Onu di gestione delle crisi. Ma complessivamente questo testo sembra soprattutto voler offrire un ramoscello d\u2019ulivo da parte degli alleati alla nuova Amministrazione americana. Esso suggerisce un possibile compromesso che pu\u00f2 consentire all\u2019Occidente di proseguire insieme: salviamo l\u2019alleato Trump (per la nostra stessa tranquillit\u00e0). Vedremo come andr\u00e0 a Taormina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le 30 pagine del comunicato approvato alla fine del G7 dei ministri degli Esteri si contrappongono all\u2019assenza di accordo finale del G7 dei ministri dell\u2019energia. Questo e altri segnali fanno pensare che il prossimo Vertice del G7, a Taormina il 26 e 27 maggio, potrebbe avere una grande importanza. 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