{"id":65363,"date":"2017-05-30T16:18:12","date_gmt":"2017-05-30T14:18:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65363"},"modified":"2017-11-03T15:12:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:15","slug":"usa-ed-europa-la-forza-valzer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/usa-ed-europa-la-forza-valzer\/","title":{"rendered":"Usa ed Europa, la forza o il valzer"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"testo_articoli\">Il presidente Donald Trump in altri tempi sarebbe stato definito un isolazionista. Non crede nelle alleanze e negli alleati e non pensa che gli Stati Uniti debbano preoccuparsi di governare il nuovo disordine della globalizzazione, ma piuttosto che essi debbano concentrarsi sulla difesa dei loro interessi immediati, soprattutto quelli di natura economica e commerciale.<\/span><\/p>\n<p><b>Sulla sicurezza, visioni limitate<\/b><br \/>\nAnche sulla sicurezza ha una visione ristretta e parziale: si tratta di difendere le frontiere, non solo dalle minacce militari, ma anche dall&#8217;immigrazione clandestina e dalla concorrenza &#8220;sleale&#8221;. Inoltre \u00e8 necessario eliminare chi minaccia di uccidere cittadini americani, cio\u00e8 oggi in primo luogo i terroristi.<\/p>\n<p>A questo scopo non \u00e8 il caso di fare gli schizzinosi: chiunque possa aiutare gli americani \u00e8 accettabile, quali che siano le sue caratteristiche, dai principi sauditi ai governi europei. Gli americani guarderanno solo ai risultati della lotta al terrorismo. Tutto il resto non li riguarda.<\/p>\n<p><b>L&#8217;articolo 5 grande assente<\/b><br \/>\nMolto si \u00e8 detto sulla scelta di Trump, nel suo intervento al Vertice atlantico di Bruxelles, di non citare l&#8217;impegno contenuto nell&#8217;articolo 5 del Trattato di Washington, per cui qualsiasi attacco militare contro un alleato \u00e8 considerato un attacco contro tutti: lo invocammo una volta sola, dopo l&#8217;attacco terroristico dell&#8217;11 Settembre 2001, ma \u00e8 il fondamento della Nato, l&#8217;organizzazione militare transatlantica.<\/p>\n<p>L&#8217;omissione \u00e8 grave, non tanto in pratica (finch\u00e9 ci saranno militari americani nei vari Paesi europei alleati qualsiasi attacco contro di essi coinvolger\u00e0 direttamente anche gli Usa) quanto politicamente e strategicamente. Il problema maggiore non \u00e8 che il presidente Trump non voglia impegnarsi a difendere gli europei, ma che, cos\u00ec facendo, egli faccia pensare di non ritenere i suoi alleati importanti per la difesa e la sicurezza degli Stati Uniti. Se cos\u00ec fosse, le fondamenta politiche e strategiche dell&#8217;Alleanza crollerebbero. Si tratta di un gigantesco errore.<\/p>\n<p><b>Conseguenze di un grave errore<\/b><br \/>\n\u00c8 anche un falso. Senza gli europei, ad esempio, gli americani non potrebbero controllare le rotte dei sottomarini atomici russi n\u00e9 lo spazio aereo euro-atlantico. Senza gli europei la prosperit\u00e0 economica americana andrebbe in crisi.<\/p>\n<p>Certo, senza gli americani gli europei sarebbero in condizioni anche peggiori, ma mentre essi lo sanno e lo dicono, il presidente Trump sembra ignorare l&#8217;altra faccia della medaglia. Questo \u00e8 molto pericoloso perch\u00e9 pu\u00f2 portare a gravi errori e sottovalutazioni, ad esempio nel trattare con la Russia o con la Cina o nell&#8217;affrontare l&#8217;instabilit\u00e0 politica in Medio Oriente e in Africa.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 pu\u00f2 anche spingere qualche avversario pi\u00f9 opportunista a prendere rischi maggiori, violando frontiere e linee di contenimento divenute all&#8217;improvviso pi\u00f9 confuse e fragili. Questo tipo di errori, in passato, ha spesso portato alla guerra.<\/p>\n<p><b>Le difficili alternative europee<\/b><br \/>\nUna seconda conseguenza riguarda gli alleati. Essi sono naturalmente obbligati a reagire, ma hanno di fronte a loro due grandi categorie di scelte: quelle incentrate sulla forza e quelle orientate al valzer.<\/p>\n<p>Le prime, pi\u00f9 lineari e sicure, richiedono il concreto e rapido rafforzamento dell&#8217;autonomia militare e diplomatica europea, non contro gli Usa, ma indipendentemente da essi. Sembra questa essere la linea verso cui si orientano Angela Merkel ed Emanuel Macron. Ma sono scelte che richiederanno un forte e continuativo impegno politico e finanziario, nonch\u00e9 un rafforzamento delle politiche comuni europee. Tutte cose non facilissime.<\/p>\n<p>Il secondo tipo di scelte segue, invece, la linea di minore resistenza, nella direzione, ben nota alla storia italiana, di quel detto popolare secondo il quale &#8220;viva la Francia, viva la Spagna, purch\u00e9 si magna&#8221;. Esse sacrificano l&#8217;indipendenza e l&#8217;autonomia dei nostri Paesi alla ricerca di nuovi protettori, tatticamente intercambiabili.<\/p>\n<p>\u00c8 una politica estremamente difficile da perseguire, molto instabile e probabilmente, alla lunga, anche rovinosa economicamente. \u00c8 infine molto difficile che l&#8217;unit\u00e0 europea possa sopravvivere ad un simile tatticismo esasperato in cui ogni Paese sarebbe di fatto isolato. Tuttavia questo tipo di scelte potrebbero divenire una necessit\u00e0 ineluttabile se non si riuscisse a seguire la strada della forza.<\/p>\n<p><b>E gli americani in tutto questo?<\/b><br \/>\nSe questi sono gli scenari suggeriti da questa prima uscita internazionale del presidente Trump, gli Stati Uniti, oltre ad essere pi\u00f9 soli potrebbero anche essere meno sicuri. In un mondo con un attore europeo pi\u00f9 forte ed autonomo la loro sicurezza non soffrirebbe minimamente, anzi potrebbe migliorare, ma la loro autorit\u00e0 e leadership diminuirebbero e cos\u00ec anche la loro capacit\u00e0 di modellare a proprio vantaggio le regole del mercato globale.<\/p>\n<p>Nel caso invece di una grave crisi europea, l&#8217;instabilit\u00e0 internazionale crescerebbe, il contributo europeo alla ricchezza americana diminuirebbe, gli avversari degli Stati Uniti diverrebbero pi\u00f9 forti.<\/p>\n<p>Non sappiamo ancora se il presidente Trump vorr\u00e0 (o riuscir\u00e0) a condurre al termine la sua rivoluzione isolazionista, o se cambier\u00e0 idea, n\u00e9 quali siano le sue preferenze circa le scelte che debbono affrontare gli europei. Sappiamo solo che il gioco \u00e8 cambiato e che dobbiamo prenderne atto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente Donald Trump in altri tempi sarebbe stato definito un isolazionista. 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