{"id":65370,"date":"2017-04-14T16:25:19","date_gmt":"2017-04-14T14:25:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65370"},"modified":"2017-11-03T15:12:37","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:37","slug":"g7-la-tappa-lucca-dei-grandi-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/g7-la-tappa-lucca-dei-grandi-italia\/","title":{"rendered":"G7: la tappa di Lucca dei Grandi in Italia"},"content":{"rendered":"<p>Dopo Firenze e Roma, i riflettori del mondo si sono da poco spenti su Lucca, in attesa di riaccendersi sulla nuova tappa del G7 sotto la presidenza italiana, Bari, per la Ministeriale Finanze.<\/p>\n<p>L\u2019incontro pi\u00f9 atteso di questa carovana diplomatica e mediatica \u00e8 il Vertice di Taormina che si terr\u00e0 nella cittadina siciliana a fine maggio, il 26 e 27. Gli incontri annuali del Gruppo dei Sette sono da sempre fonti di riflessione, punti di partenza per nuove politiche, momenti di confronto e talora di decisione. Questo G7 cade in un momento in cui, pi\u00f9 che altre volte, si paga il prezzo della mancanza di vero dialogo tra le maggiori potenze.<\/p>\n<p><b>Tra la Cultura &#8211; bene &#8211; e l\u2019Energia \u2013 male<\/b><br \/>\nProprio su questo tema si \u00e8 basata la prima riunione dei ministri della Cultura nell\u2019ambito del G7, intitolata \u2018La cultura come strumento di dialogo tra i popoli\u2019, che si \u00e8 conclusa con la firma della Dichiarazione di Firenze.<\/p>\n<p>Azzeccata la scelta logistica e tematica di questo primo incontro, dato il ruolo preminente dell\u2019Italia nell\u2019ambito della tutela dei patrimoni artistici e culturali a livello internazionale. Posizione di rilievo confermata dall\u2019appoggio dato alla cosiddetta \u2018diplomazia culturale\u2019 e, in particolare, dalla creazione dei \u2018caschi blu della cultura\u2019.<\/p>\n<p>Questa iniziativa \u00e8, infatti, uno degli elementi cardini della politica estera italiana e uno dei punti saldi dell\u2019agenda del ministro Dario Franceschini, presidente di turno dell\u2019incontro. Oltre ai rappresentanti dei Sette Grandi, hanno preso parte ai lavori delle sessioni tecniche anche organizzazioni intergovernative e non-governative collegate al settore.<\/p>\n<p>Meno positivo l\u2019andamento della ministeriale Energia di Roma che, risentendo dei ripensamenti interni all\u2019Amministrazione Trump, non ha prodotto un documento finale condiviso. Gli Stati Uniti, rappresentati dal segretario all\u2019Energia Rick Perry, hanno infatti precisato che, a causa delle revisioni in corso da parte della nuova presidenza, chiariranno solo nei prossimi giorni la loro posizione ufficiale sui temi energetici, bloccando di fatto la stesura di un testo congiunto.<\/p>\n<p>Si \u00e8 fatta notare l\u2019assenza della Russia, importante attore energetico internazionale, ma soprattutto fornitore chiave di Germania, Italia, Francia e Giappone, nonch\u00e9 pezzo fondamentale sul fronte ucraino, non solo politico, ma anche energetico &#8211; c\u2019\u00e8 unanimit\u00e0 fra i Sette sullo sviluppo di un piano energetico autonomo ucraino.<\/p>\n<p>Alcune organizzazioni come RES4 Africa, Enel Foundation, e Africa-EU Energy Partnership (AEEP) hanno organizzato un\u00a0<i>side-event\u00a0<\/i>dedicato al rafforzamento energetico del Continente africano attraverso l\u2019innovazione e soluzioni\u00a0<i>green-tech<\/i>, denominato Africa 2030. Per ricordare che il surriscaldamento globale non aspetta le lente dinamiche delle convenienze politiche, Greenpeace ha donato ai rappresentanti dei Sette un enorme termometro, a memento degli accordi di Parigi sul clima rimessi in discussione dall\u2019Amministrazione Trump.<\/p>\n<p>Il tema dell\u2019energia non s\u2019\u00e8 certamente esaurito con l\u2019incontro di Roma: le prossime occasioni di dibattito saranno Bologna e Torino, sedi delle tre ministeriali su Ambiente, Industria e Scienza.<\/p>\n<p><b>Gli Esteri con lo sguardo strabico tra la Siria e la Corea<\/b><br \/>\nSicuramente \u00e8 risultato pi\u00f9 movimentato, per tematiche e partecipazioni, l\u2019incontro di Lucca tra i ministri degli Esteri. La Farnesina, nel quadro del summit straordinario sulla Siria, ha coinvolto nella partecipazione ai lavori anche le delegazioni di Turchia, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar. Con l\u2019Iran, ci sono stati contatti telefonici.<\/p>\n<p>I lavori sono stati preceduti da una visita a Sant\u2019Anna di Stazzema, luogo simbolo della Seconda Guerra Mondiale, dove il segretario di Stato Usa Rex Tillerson, ha spiegato l\u2019attacco di venerd\u00ec 7 contro il governo di Damasco come un atto punitivo nei confronti di chiunque commetta crimini contro innocenti.<\/p>\n<p>La Siria \u00e8 stata, come era facile prevedere, il principale focus del dibattito della ministeriale: un consenso \u00e8 stato raggiunto sull\u2019esigenza di evitare una soluzione militare, a favore di una negoziale.<\/p>\n<p>Il ricordo del disastro libico, rievocato dal ministro italiano Angelino Alfano, fa apparire impraticabile la proposta del ministro franceseJean-Marc Ayrault di rovesciare il regime di Assad. Nuovamente, il dibattito \u00e8 stato condizionato dall\u2019assenza della Federazione russa, il cui peso nello scenario siriano non pu\u00f2 certo essere ignorato.<\/p>\n<p>\u00c8 stata rigettata la proposta britannica, appoggiata in sede bilaterale dagli Stati Uniti, di aumentare le sanzioni contro Mosca: il ministro tedesco Sigmar Gabriel considera un importante segnale positivo il fatto che la Russia abbia chiesto un\u2019indagine internazionale indipendente in Siria, mentre Alfano, nella prospettiva delle visite in successione al presidente Putin del presidente Mattarella e del premier Gentiloni, definisce un errore isolare il Cremlino, condividendo la posizione dell\u2019Alto Rappresentante dell\u2019Unione europea Federica Mogherini.<\/p>\n<p>Tra gli altri temi in agenda, la Nord Corea, l\u2019Iraq, la Libia, il Sahel, il Corno d\u2019Africa e lo Yemen, in rilievo la situazione ucraina, rispetto alla quale i Grandi ribadiscono la condanna all\u2019adesione della Crimea da parte di Mosca e affermano che la crisi pu\u00f2 essere risolta soltanto per vie diplomatiche. Viene risollevata inoltre la necessit\u00e0 di raggiungere la pace e di porre fine al conflitto israelo-palestinese, che da troppo tempo ormai affligge il Medio Oriente.<\/p>\n<p>La strada per Taormina \u00e8 ormai tracciata e sembra gi\u00e0 chiaro quali temi potranno essere riproposti in sede di Vertice, sebbene l\u2019incontro barese sulla finanza potrebbe aggiungerne uno ulteriore: il libero mercato e la minaccia protezionista. Sempre a prescindere dalla imprevedibilit\u00e0 di molti degli attuali attori sulla scena mondiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo Firenze e Roma, i riflettori del mondo si sono da poco spenti su Lucca, in attesa di riaccendersi sulla nuova tappa del G7 sotto la presidenza italiana, Bari, per la Ministeriale Finanze. 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