{"id":65379,"date":"2017-04-17T16:33:41","date_gmt":"2017-04-17T14:33:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65379"},"modified":"2017-11-03T15:12:36","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:36","slug":"turchia-erdogan-non-vittoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/turchia-erdogan-non-vittoria\/","title":{"rendered":"Turchia: per Erdogan una &#8216;non vittoria&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>Passa con il 51,3% il referendum costituzionale che trasformer\u00e0 la Turchia in una Repubblica presidenziale. La riforma introduce super-poteri per il presidente, che sar\u00e0 detentore unico del potere esecutivo con facolt\u00e0 di sciogliere il Parlamento, nominare i ministri ed emettere decreti e leggi; inoltre, potr\u00e0 nominare giudici e avr\u00e0 il controllo delle forze armate.<\/p>\n<p>La carica sar\u00e0 rinnovabile per due mandati e sar\u00e0 compatibile con quella di segretario di partito. La riforma diventer\u00e0 operativa a partire dal 3 novembre 2019, per permettere al Parlamento di fare le necessarie modifiche legislative, ma non \u00e8 escluso che il Parlamento stesso decida di indire consultazioni anticipate.<\/p>\n<p><b>Per Erdogan una non-vittoria<\/b><br \/>\nLa riforma costituzionale \u00e8 passata, ma \u00e8 difficile definire questa come una vittoria netta per il presidente RecepTayyip Erdo?an e per il suo partito. Il 51,3% di consenso per il s\u00ec rasenta la sconfitta, considerando che il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp) e il Partito del Movimento nazionalista (Mhp), che insieme sostenevano la riforma, nelle scorse elezioni politiche del novembre 2015 raggiungevano insieme pi\u00f9 del 60% dell\u2019elettorato.<\/p>\n<p>Inoltre, la campagna elettorale \u00e8 stata completamente sbilanciata a favore della riforma. I due co-leader del partito filo kurdo Hdp, fervente oppositore della riforma presidenziale, sono ancora in carcere, accusati di favoreggiamento all\u2019attivit\u00e0 terroristica del Pkk.<\/p>\n<p>Anche il Chp ha avuto forti difficolt\u00e0 a condurre la sua campagna per il no, mentre il fronte del si ha potuto contare sul controllo totale dei mezzi di informazione e di stampa. Per mesi, televisioni e giornali hanno passato il messaggio del referendum come una riforma che avrebbe portato stabilit\u00e0 nel Paese ed aiutato il governo a sconfiggere la minaccia terroristica. Insomma, Erdo?an e l\u2019Akp avevano il coltello dalla parte del manico, ma non sono comunque riusciti ad aggiudicarsi una schiacciante vittoria.<\/p>\n<p><b>Il no ha vinto nelle grandi citt\u00e0<\/b><br \/>\nErdo?an raggiunge la vittoria nel momento in cui il suo popolo gli volta le spalle. Questo \u00e8 ancora pi\u00f9 ovvio se si analizza la distribuzione del voto e in particolare il fatto che il no ha vinto ad Istanbul, dove la carriera politica di Erdo?an era iniziata, e anche ad Ankara e Smirne. Tre citt\u00e0 che non solo sono le maggiori metropoli del Paese, ma sono anche ideologicamente tra loro molto diverse: Ankara pi\u00f9 conservatrice; Smirne pi\u00f9 progressista e storicamente roccaforte del partito kemalista Chp; Istanbul, moderna e cosmopolita.<\/p>\n<p>Nonostante il basso margine, Erdo?an prende per buono il risultato del referendum, ma il suo disappunto \u00e8 evidente nella conferenza durante la quale ha annunciato la \u201cvittoria\u201d della sua riforma. Di certo il referendum ha ulteriormente spaccato il Paese e distrutto la coesione sociale: Erdo?an user\u00e0 la mano dura per imporre questa vittoria.<\/p>\n<p><b>Brogli e schede contestate<\/b><br \/>\nGi\u00e0 durante lo spoglio, sono scoppiate le prime polemiche per scorrettezze durante il voto. La decisione della Commissione elettorale di accettare schede non validate, in contrasto con una norma elettorale approvata nel 2010, ha scatenato la reazione dei maggiori partiti di opposizione.<\/p>\n<p>Sarebbero circa 1.5 milioni le schede non stampigliate conteggiate nel computo totale: un numero rilevante se consideriamo che la differenza tra il s\u00ec e il no \u00e8 stata di meno di 1,3 milioni di elettori. Le opposizioni contestano l\u2019andamento del voto in almeno il 60% dei seggi. Inoltre, decine di video sui social network testimoniano brogli e pressioni nei seggi.<\/p>\n<p>Anche il rapporto preliminare degli osservatori Osce ha confermato che il referendum si \u00e8 svolto in un contesto politico polarizzato, nel quale le due parti non hanno avuto eguali opportunit\u00e0 durante la campagna. Commentando la decisione della Commissione elettorale turca di validare le schede non timbrate, l\u2019Osce ha affermato che questo ha minato le garanzie contro le frodi.<\/p>\n<p><b>Un futuro incerto<\/b><br \/>\nLa nuova riforma avrebbe dovuto consegnare ai turchi un Paese pi\u00f9 stabile (nelle dichiarate intenzioni di chi l\u2019ha proposta). Ma l\u2019obiettivo non \u00e8 stato di certo raggiunto. Oltre alla gi\u00e0 citata polarizzazione e divisione della societ\u00e0 con cui il governo dovr\u00e0 fare i conti, resta un\u2019incredibile incertezza sulle sorti del Paese da oggi al giorno in cui la riforma verr\u00e0 realmente attuata.<\/p>\n<p>Sul piano internazionale, il referendum rischia di minare le gi\u00e0 precarie relazioni tra la Turchia e l\u2019Unione europea. Oltre alla decisione dell\u2019Osce di bocciare il risultato elettorale, il ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz ha gi\u00e0 chiesto di interrompere le trattative per l\u2019ingresso di Ankara nell\u2019Ue. Pi\u00f9 attendiste le posizioni della Germania e di Bruxelles, che chiedono al governo turco di impegnarsi in un dialogo rispettoso di tutte le parti civili.<\/p>\n<p>Preoccupa, inoltre, la decisioni del presidente turco di accennare alla reintroduzione della pena di morte proprio nel discorso in cui ha confermato ai suoi sostenitori i risultati del referendum: se Erdo?an decidesse di proseguire veramente per questa strada, nessuna posizione attendista reggerebbe.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Passa con il 51,3% il referendum costituzionale che trasformer\u00e0 la Turchia in una Repubblica presidenziale. 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