{"id":65394,"date":"2017-04-21T16:47:32","date_gmt":"2017-04-21T14:47:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65394"},"modified":"2017-11-03T15:12:34","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:34","slug":"francia-la-parola-agli-elettori-ai-terroristi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/francia-la-parola-agli-elettori-ai-terroristi\/","title":{"rendered":"Francia: la parola agli elettori (e ai terroristi)"},"content":{"rendered":"<p>Tempo due settimane e la Francia avr\u00e0 un nuovo presidente: potrebbe essere un conservatore o un riformista, un liberista o un anticapitalista, un visionario o un realista. Potrebbe anche essere donna e antieuropeista.<\/p>\n<p>Undici candidati, cinque e forse solo quattro i veri papabili. Domenica 23 aprile il primo turno: se nessuno raggiunger\u00e0 il 50 % pi\u00f9 uno dei voti validi &#8211; come gi\u00e0 si prevede &#8211; il prossimo 7 maggio i francesi torneranno alle urne per il secondo turno, un ballottaggio tra i due che avranno raccolto pi\u00f9 suffragi.<\/p>\n<p>A 72 ore dalle elezioni i sondaggi parlano di elettori ancora indecisi o, peggio, propensi all\u2019astensione, per ora attesa al 30%. Sulle intenzioni di voto pesano, in queste ore, le incognite collegate alle pulsioni suscitate dall\u2019attentato di gioved\u00ec notte sui Campi Elisi: un attacco integralista in uno dei luoghi simbolo di Parigi, non articolato e corale come la notte del Bataclan e non drammaticamente letale come a Nizza, ma comunque capace di suscitare apprensione e paura.<\/p>\n<p>Confonde, e non giova, l\u2019assenza di una netta contrapposizione tra destra e sinistra: i colori politici primari sono sfumati in tante tinte secondarie, con esponenti dei vecchi partiti ora candidati con formazioni create a misura di elezione.<\/p>\n<p>Tanto che a risaltare, in campagna elettorale e nei dibattiti televisivi, sono stati gli estremi &#8211; e i pi\u00f9 in polemica con l\u2019Ue &#8211; Marine Le Pen e Jean-Luc M\u00e9lenchon: l\u2019una che da destra chiede di uscire dall\u2019Unione, l\u2019altro che da sinistra vorrebbe rinegoziare i Trattati. A spaventare di pi\u00f9 resta il Front National, il partito della Le Pen su cui gli euroscettici d\u2019Europa &#8211; fallito il colpo in Olanda &#8211; ripongono le loro speranze.<\/p>\n<p>I socialisti con le primarie hanno scelto un candidato di sinistra cui ora contendono i voti altri candidati di sinistra. La destra tradizionale repubblicana, sempre con le primarie, ha puntato su un candidato minato dagli scandali personali, rinunciando a carte probabilmente vincenti. E forse le forze politiche classiche pagheranno le loro scelte e la loro frammentazione alle prossime legislative.<\/p>\n<p>Un mese dopo il ballottaggio &#8211; l\u201911 e il 18 giugno &#8211; i francesi dovranno infatti votare il loro Parlamento, con un sistema maggioritario che, ad oggi, fa prevedere risultati anomali: un presidente senza il suo partito &#8211; o senza maggioranza &#8211; all\u2019Assemblea Nazionale, costretto a convivere con il governo di un partito, o di una coalizione, di segno diverso.<\/p>\n<p><b>Marine Le Pen, la populista per eccellenza<\/b><br \/>\nHa ereditato e ristrutturato un partito di antagonisti con la pretesa di farne un movimento rispettabile ma comunque anti-sistema. La figlia di Jean Marie, che approd\u00f2 al ballottaggio nel 2002, complici le divisioni della sinistra, \u00e8 riuscita meglio di altri in Europa ad attirare l\u2019attenzione su un programma fortemente euroscettico e populista: con lei via dall\u2019euro via dall\u2019Unione e via pure dalla Nato (malgrado il parere opposto di alcuni dirigenti del suo partito).<\/p>\n<p>La sua Francia, come l\u2019America di Trump, deve venire prima di qualsiasi altro interesse. Sull\u2019immigrazione, che vede come una minaccia, ha ammonito pure il Papa, \u201creo\u201d di interferire coi suoi messaggi di carit\u00e0 nelle scelte dei governi. Marine Le Pen \u00e8 la scelta di chi \u201cvuole rovesciare il tavolo\u201d. Per i suoi slogan, e per la presa che sembrano avere sugli elettori francesi, \u00e8 la populista pi\u00f9 temuta a Bruxelles. \u00c8 accusata di aver affidato a persone a lei vicine finti incarichi al Parlamento europeo.<\/p>\n<p><b>Francois Fillon, il Thatcher francese<\/b><br \/>\nPrimo ministro con Nicolas Sarkozy, esponente dell\u2019ala destra dei Repubblicani, Fillon ha vinto le primarie del partito battendo a sorpresa Alain Jupp\u00e9 e il \u201csuo\u201d ex presidente. Lo chiamano il Thatcher francese, per il suo programma vagamente ispirato alle politiche dell\u2019ex premier britannica: tagli alla spesa pubblica e agli oltre cinque milioni di funzionari attualmente impiegati nel settore pubblico.<\/p>\n<p>Ha saputo allearsi con alcuni ambienti cattolici conservatori, come l\u2019associazione Sens Commun, garantendosi da un lato uno zoccolo duro di elettori, limitando dall\u2019altro il suo margine d\u2019azione. Le sue posizioni conservatrici in materia di immigrazione e diritti civili &#8211; gradite ai cattolici che lo sostengono &#8211; in un primo momento hanno fatto pensare a lui come all\u2019unico candidato in grado di arginare il Front National di Marine Le Pen.<\/p>\n<p>Come la Le Pen, pi\u00f9 della Le Pen, la sua credibilit\u00e0 \u00e8 per\u00f2 compromessa da quello stipendio sospetto pagato alla moglie per l\u2019incarico &#8211; fittizio? &#8211; di assistente parlamentare, su cui indaga la magistratura.<\/p>\n<p><b>Emmanuel Macron, l\u2019europeista in solitaria<\/b><br \/>\nAlto funzionario uscito dalla prestigiosa Ena, l\u2019\u00c9cole nationale d&#8217;Administration, poi banchiere d\u2019affari, poi consigliere economico di Fran\u00e7ois Hollande e da ultimo ministro dell\u2019Economia con Manuel Valls, Emmanuel Macron \u00e8 uscito dal governo per mettersi \u201cEn Marche\u201d da solo a met\u00e0 strada tra la sinistra e la destra. Ha beneficiato della vittoria di Fillon alle primarie repubblicane e di Benoit Hamon a quelle socialiste, che hanno creato al centro un habitat per la formazione di un partito moderato.<\/p>\n<p>\u00c8 forse questo suo impegno a rappresentare una soluzione di compromesso, a correre non per i partiti storici ma \u201cper la Francia\u201d, a farlo figurare oggi fra i favoriti. Il suo programma, che lui sintetizza con l\u2019espressione \u201crivoluzione democratica\u201d, si caratterizza per l\u2019orientamento liberista e &#8211; soprattutto &#8211; europeista. I suoi slogan non sono piaciuti ad alcuni critici, che dietro alla sua terza via hanno visto pi\u00f9 che altro un vuoto di idee.<\/p>\n<p><b>Benoit Hamon, l\u2019utopista vicino a Sanders<\/b><br \/>\n\u00c8 il candidato del \u201creddito minimo universale\u201d, la proposta che pi\u00f9 si ricorda del suo programma. Anche lui gi\u00e0 ministro, con Ayrault e con Valls, ha sconfitto l\u2019ex premier alle primarie socialiste. Se Fillon \u00e8 la Thatcher, Hamon \u00e8 ormai noto come il Bernie Sanders francese (o il Jeremy Corbyn, a seconda dei punti di vista): ecologista, vicino agli interessi dei lavoratori, il candidato socialista vuole anche ridurre la settimana di lavoro da 35 a 32 ore e introdurre una tassa sui robot.<\/p>\n<p>La sua campagna, inizialmente promettente, ha perso il sostegno di alcuni fra gli stessi compagni di partito: i pi\u00f9 moderati si sono spostati verso Macron, i pi\u00f9 radicali verso M\u00e9lenchon. E ora Hamonviv e la vigilia delle elezioni lontano dal ballottaggio sulla griglia di partenza.<\/p>\n<p><b>Jean-Luc M\u00e9lenchon, il megafono della classe operaia<\/b><br \/>\nPolitico di lungo corso, gi\u00e0 socialista, ha saputo costruirsi uno spazio alla sinistra del partito raggruppando sotto la sua bandiera &#8211; la France Insoumise &#8211; i comunisti e alcune formazioni della sinistra radicale. \u00c8 stato l\u2019oratore pi\u00f9 abile della campagna elettorale, guadagnando punti soprattutto nei dibattiti televisivi. Si presenta come il candidato delle fasce operaie, ma ha saputo attirare a s\u00e9 anche le classi medie e gli intellettuali di sinistra, con un programma visionario che propone una rivoluzione dei cittadini e una nuova Costituzione.<\/p>\n<p>M\u00e9lenchon vuole tassare i pi\u00f9 ricchi e garantire un salario minimo che favorisca i pi\u00f9 poveri, riportare l\u2019et\u00e0 pensionabile a sessant\u2019anni, promuovere politiche a tutela dell\u2019ambiente. In politica estera propone di rinegoziare i Trattati con l\u2019Unione europea e di dialogare di pi\u00f9 con la Russia. Un\u2019accoppiata Le Pen \/ M\u00e9lenchon al ballottaggio, non esclusa dai sondaggi, anche se non la pi\u00f9 probabile, \u00e8 l\u2019incubo degli europeisti.<\/p>\n<p><b>Francia: i presidenti della Quinta Repubblica (Scheda)<\/b><\/p>\n<p><i>Charles de Gaulle, 1959-1969<\/i><br \/>\n\u00c8 il padre dell\u2019attuale Costituzione francese, che fa redigere durante il mandato da presidente del Consiglio, nel 1958. Eletto alla presidenza della neonata Quinta Repubblica, il generale si impegna a prendere le distanze tanto dagli Stati Uniti quanto dal blocco sovietico, ponendo inoltre il veto all\u2019ingresso del Regno Unito nella allora Cee. Tra le preoccupazioni di un presidente della Francia, in quegli anni, ci sono anche la guerra d\u2019Algeria, cui De Gaulle riconosce l\u2019indipendenza, e l\u2019ondata di proteste operaie e studentesche nel 1968 passata alla storia come il Maggio francese.<\/p>\n<p><i>Georges Pompidou1969-1974<\/i><br \/>\nAnnunciando la morte di De Gaulle, nel 1970, dichiara che la \u201cFrancia \u00e8 vedova\u201d. Quattro anni dopo sar\u00e0 lui a privare il Paese del suo Presidente, morendo prima della fine del settennato e lasciando incompiuto il suo programma di riforme, economiche e non solo: a lui si deve, ad esempio, la nascita in Francia del Ministero dell\u2019Ambiente. Nel 1969 all\u2019Aja, Pompidou propone il rilancio dell\u2019integrazione europea, e nel 1972 indice un referendum sull\u2019ingresso del Regno Unito nella Cee.<\/p>\n<p><i>Val\u00e9ry Giscard d&#8217;Estaing 1974-1981<\/i><br \/>\nEuropeista della prima ora, \u00e8 tra i promotori dell\u2019elezione diretta del Parlamento europeo, dell\u2019istituzione del Consiglio europeo e dei primi passi verso la creazione della moneta unica, con l\u2019Emu. Sua \u00e8 anche l\u2019idea, nel 1975, di convocare e ospitare il primo Vertice dei Grandi a Rambouillet &#8211; un G5 inizialmente, allargatosi poi a Italia e quindi Canada fino a diventare il G7.<\/p>\n<p><i>Fran\u00e7ois Mitterrand 1981-1995<\/i><br \/>\n\u00c8 il primo presidente socialista della Quinta Repubblica, carica che mantiene per 14 anni, affermandosi come il coinquilino pi\u00f9 longevo dell\u2019Eliseo. Con lui la Francia abolisce la pena di morte e depenalizza l\u2019omosessualit\u00e0. In Europa porta avanti e ravviva il percorso iniziato dal suo predecessore, rinvigorendo inoltre &#8211; con la collaborazione del cancelliere tedesco Helmut Kohl &#8211; l\u2019amicizia con la Germania. Nel 1992 indice un referendum per chiedere ai francesi di esprimersi sulla ratifica del Trattato di Maastricht, che trasforma la Comunit\u00e0 in Unione. Vinceranno i S\u00ec.<\/p>\n<p><i>Jacques Chirac 1995-2007<\/i><br \/>\nLeader dei neogollisti, fondatore del Raggruppamento per la Repubblica, \u00e8 sotto la sua presidenza che il mandato viene ridotto da sette a cinque anni. Tra i provvedimenti presi da Chirac anche la riduzione dell\u2019orario settimanale di lavoro e l\u2019introduzione delle unioni di fatto. Durante il suo secondo mandato, nel 2005, deve affrontare le rivolte delle Banlieue parigine, un\u2019esplosione delle tensioni etniche e razziali covate nelleperiferie e una ferita ancora aperta nella Francia di oggi. Tiene la Francia, con la Germania, fuori dalla \u2018coalizione dei Volenterosi\u2019 che partecipa all\u2019invasione dell\u2019Iraq.<\/p>\n<p><i>Nicolas Sarkozy 2007-2012<\/i><br \/>\nRepubblicano, \u00e8il presidente della \u201cRupture\u201d, come lui stesso definisce il suo programma riformatore, ed \u00e8 anche soprannominato l\u2019Americano, per le sue posizioni nettamente pi\u00f9 filo-Usa rispetto a quelle del predecessore. Nel 2014 \u00e8 il primo ex capo di Stato francese ad essere posto in stato di fermo: l\u2019accusa \u00e8 di corruzione e traffico d\u2019influenze. Torna alla vita politica l\u2019anno dopo, vincendo le elezioni provinciali con una nuova coalizione di centro-destra. Si ricandida infine alle primarie dei Repubblicani per le presidenziali: sconfitto, annuncia il ritiro a vita privata, come gi\u00e0 aveva fatto dopo aver perso nel 2012 contro Hollande.<\/p>\n<p><i>Fran\u00e7ois Hollande 2012-2017<\/i><br \/>\nIl presidente uscente lascia l\u2019Eliseo dopo sette anni di travagli, pubblici e privati, segnati da un costante calo in termini di popolarit\u00e0. L\u2019uomo che con la sua \u201cnormalit\u00e0\u201d, aveva battuto l\u2019ex presidente Sarkozy, che ha riformato il fisco e introdotto matrimoni e adozioni gay, ha poi imboccato la strada del declino senza riuscire a fermarsi: dalla storia clandestina con Julie Gayet alla contestata riforma del lavoro, all\u2019atteggiamento per alcuni troppo conciliante verso la cancelliera Merkel. Ma Hollande sar\u00e0 anche ricordato come il presidente della Francia umana e composta di fronte alla minaccia del terrorismo e dell\u2019estremismo jihadista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tempo due settimane e la Francia avr\u00e0 un nuovo presidente: potrebbe essere un conservatore o un riformista, un liberista o un anticapitalista, un visionario o un realista. Potrebbe anche essere donna e antieuropeista. Undici candidati, cinque e forse solo quattro i veri papabili. 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