{"id":65395,"date":"2017-04-22T16:49:34","date_gmt":"2017-04-22T14:49:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65395"},"modified":"2017-11-03T15:12:34","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:34","slug":"iraq-buio-oltre-la-presa-mosul","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/iraq-buio-oltre-la-presa-mosul\/","title":{"rendered":"Iraq: il buio oltre la presa di Mosul"},"content":{"rendered":"<p>Dopo circa sei mesi dall\u2019inizio dell\u2019operazione per la riconquista del governatorato di Ninewa e il suo capoluogo Mosul, l\u2019esercito regolare, la polizia federale, le forze speciali irachene &#8211; le Golden Division &#8211; e le Pmu, l\u2019organizzazione ombrello che racchiude decine di milizie figlie della\u00a0<i>longa manus<\/i>\u00a0iraniana, hanno conquistato circa il\u00a0<a href=\"http:\/\/musingsoniraq.blogspot.it\/\" target=\"blank\"><b><u>75% della roccaforte del sedicente Stato islamico<\/u><\/b><\/a>, Isis o Daesh, tagliando il collegamento tra altre due importanti roccaforti:\u00a0<a href=\"https:\/\/pietervanostaeyen.files.wordpress.com\/2017\/04\/img_7273.png\" target=\"blank\"><b><u>Tal Afar e al-Ba\u2019aj<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Recentemente, dopo uno stallo durato un mese, le forze irachene hanno avviato una\u00a0<a href=\"http:\/\/www.reuters.com\/article\/us-mideast-crisis-iraq-mosul-idUSKBN17I0BH\" target=\"blank\"><b><u>nuova offensiva nella citt\u00e0<\/u><\/b><\/a>\u00a0vecchia di Mosul, che per lungo tempo era rimasta impermeabile a causa della morfologia del territorio e la tenace resistenza dei combattenti Daesh.<\/p>\n<p>La Gran moschea di al-Nuri, dalla quale Abu Bakr al-Baghdadi proclam\u00f2 il Califfato nel giugno del 2014, s\u2019avvicina progressivamente, cos\u00ec come il crollo della roccaforte jihadista. Tuttavia, in una\u00a0<a href=\"http:\/\/www.metronews.ca\/news\/world\/2017\/03\/14\/in-mosul-a-heavy-but-not-crushing-blow-to-is-group.html\" target=\"blank\"><b><u>comunicazione interna<\/u><\/b><\/a>\u00a0del Daesh rinvenuta di recente, l\u2019organizzazione anticipa la sconfitta negli agglomerati urbani, promettendo che \u201cIl Califfato non finir\u00e0 con la perdita del suo territorio\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pressreader.com\/lebanon\/the-daily-star-lebanon\/20170321\/281749859174040\" target=\"blank\"><b><u>Al momento<\/u><\/b><\/a>, data la centralit\u00e0 del progetto di costituzione di uno Stato, condizionato all\u2019esercizio di un effettivo controllo territoriale, non \u00e8 dato sapere se, o come, Daesh rivisiter\u00e0 la propria ideologia per far fronte alle sfide della nuova, verosimile, realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che oggi sappiamo per\u00f2, \u00e8 che la nascita del Daesh \u00e8 il frutto di complesse logiche sociali e politiche che dalla fine dell\u2019invasione statunitense in Iraq del 2003 sono progressivamente venute ad intersecarsi nei territori dell\u2019antica Mesopotamia. Ora che Mosul si appresta ad esser conquistata, evitare il riaffermarsi di tali variabili potrebbe rappresentare una delle chiavi di volta per una pace duratura in Iraq.<\/p>\n<p><b>L\u2019esclusione della comunit\u00e0 sunnita<\/b><br \/>\nSin dell\u2019invasione americana del 2003, gli insorti che si opponevano al nuovo assetto politico del Paese riuscirono a\u00a0<a href=\"http:\/\/www.washingtoninstitute.org\/html\/pdf\/PolicyFocus50.pdf\" target=\"blank\"><b><u>penetrare la societ\u00e0 arabo sunnita<\/u><\/b><\/a>, da sempre maggiormente vicino all\u2019ex Ra\u00ecs Saddam Hussein: anzi, eccetto per la minoranza salafita-jihadista &#8211; il cui passaggio in territorio iracheno veniva tacitamente tollerato, quando non incoraggiato, dal\u00a0<a href=\"http:\/\/www.washingtoninstitute.org\/uploads\/Documents\/pubs\/PolicyFocus111.pdf\" target=\"blank\"><b><u>regime iraniano<\/u><\/b><\/a>\u00a0e da quello siriano di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.middleeasteye.net\/news\/iraq-asked-syrias-assad-not-aid-jihadists-former-official-1553468312\" target=\"blank\"><b><u>Bashar al-Assad<\/u><\/b><\/a>\u00a0-, essi erano reale espressione di quella stessa societ\u00e0.<\/p>\n<p>I laici saddamisti ed arabo-nazionalisti appartenenti al partito Ba\u2019th (smantellato da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.usip.org\/publications\/2004\/05\/post-conflict-iraq-race-stability-reconstruction-and-legitimacy\" target=\"blank\"><b><u>Paul Bremer<\/u><\/b><\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.independent.co.uk\/news\/obituaries\/ahmed-chalabi-politician-who-furnished-bush-and-blair-with-the-false-information-that-led-to-the-a6720136.html\" target=\"blank\"><b><u>Ahmed Chalabi<\/u><\/b><\/a>), gli elementi collegati ad unit\u00e0 tribali, gli islamisti moderati e radicali, acquisirono un \u201cvantaggio morale\u201d rispetto al governo centrale a causa del senso di insicurezza ed incertezza generatosi nella comunit\u00e0 della Sunnah sin dal 2003.<\/p>\n<p>Per i membri delle forze di sicurezza e del partito Ba\u2019th, tali frustrazioni erano causate dalla perdita di status economico e sociale, per alcune trib\u00f9, dalla fine di incentivi economici elargiti dal passato regime e, per i sunniti in generale, dal timore di un governo di lungo corso a guida sciita che avrebbe inesorabilmente marginalizzato economicamente e politicamente la suddetta minoranza.<\/p>\n<p>Ad oggi, tali preoccupazioni risultano giustificate. Infatti, con l\u2019elezione a premier nel 2006 dello sciita e filo iraniano Nouri al-Maliki, l\u2019embrione delle politiche\u00a0<a href=\"https:\/\/www.transparency.org\/country\/IRQ\" target=\"blank\"><b><u>corrotte<\/u><\/b><\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.crisisgroup.org\/middle-east-north-africa\/gulf-and-arabian-peninsula\/iraq\/failing-oversight-iraq-s-unchecked-government\" target=\"blank\"><b><u>settarie<\/u><\/b><\/a>\u00a0e discriminatorie verso la minoranza sunnita, che si acuiranno dopo il ritiro statunitense nel 2011 e con l\u2019inizio del suo secondo mandato, era gi\u00e0 in grembo.<\/p>\n<p><b>Le responsabilit\u00e0 di al-Maliki<\/b><br \/>\nNegli anni successivi infatti, egli accentr\u00f2 il potere militare e politico nella figura del premier che, assieme alla politica del\u00a0<i>divide et impera<\/i>\u00a0nei confronti della leadership arabo sunnita, nonch\u00e9 alla dilagante corruzione, contribu\u00ec a generare quel risentimento che riaccese nel tardo 2012 l\u2019ondata di proteste pacifiche contro il governo nelle regioni della Sunnah, che si trasformarono da un movimento di protesta,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.crisisgroup.org\/middle-east-north-africa\/gulf-and-arabian-peninsula\/iraq\/make-or-break-iraq-s-sunnis-and-state\" target=\"blank\"><b><u>violentemente represso<\/u><\/b><\/a>, a una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.crisisgroup.org\/middle-east-north-africa\/gulf-and-arabian-peninsula\/iraq\/make-or-break-iraq-s-sunnis-and-state\" target=\"blank\"><b><u>vera e propria lotta armata<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Fu in tale contesto macchiato da eccidi settari che l\u2019allora Isi, dal 2013 Stato Islamico dell\u2019Iraq e del Levante, riusc\u00ec a plasmare l\u2019insorgenza, proclamando nel giugno del 2014 il Califfato.<\/p>\n<p>Con tutta probabilit\u00e0, questa storia sarebbe potuta andare diversamente se solo la minoranza sunnita non fosse stata marginalizzata negli anni addietro: difatti, nel 2008 il ramo di al-Qaeda in Iraq &#8211; ribattezzatosi Isi dal 2006 &#8211; si trovava nel mezzo di un inesorabile declino.<\/p>\n<p>A dircelo era il successore di Osama bin Laden\u00a0<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/ludovicodeangelis\/Desktop\/Letters%20from%20al%20Qaeda%20leaders%20show%20Iraqi%20effort%20is%20in%20disarray%20%7C%20FDD's%20Long%20War%20Journal.html\" target=\"blank\"><b><u>Ayman al-Zawahiri<\/u><\/b><\/a>, in accese missive con l\u2019allora leader di al-Qaeda in Iraq (Aqi), Abu Ayyub al Masri &#8211; successore di al-Zarqawi &#8211; che l\u2019organizzazione aveva compromesso la propria credibilit\u00e0 agli occhi dei cittadini arabi sunniti iracheni.<\/p>\n<p>Il motivo risiedeva nella brutalit\u00e0 delle operazioni terroristiche compiute, le quali, mietendo ingenti vittime tra la popolazione civile ed elevandone a dismisura la percezione d\u2019insicurezza, contribuirono a delegittimare l\u2019operato jihadista: tale fattore, assieme alla\u00a0<a href=\"http:\/\/www.longwarjournal.org\/archives\/2006\/09\/drawing_the_battleli.php\" target=\"blank\"><b><u>rivolta delle trib\u00f9 sunnite<\/u><\/b><\/a>\u00a0nella provincia di Anbar del 2007 &#8211; l\u2019<a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2006\/09\/17\/world\/middleeast\/17cnd-iraq.html?_r=1&amp;ei=5094&amp;en=55ed48eed408153d&amp;hp=&amp;ex=1158552000&amp;oref=slogin&amp;partner=homepage&amp;pagewanted=print\" target=\"blank\"><b><u>Anbar Awakening<\/u><\/b><\/a>\u00a0&#8211; e la capacit\u00e0 delle forze di sicurezza volontarie ad essa associate &#8211; i\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cfr.org\/iraq\/finding-place-sons-iraq\/p16088\" target=\"blank\"><b><u>Sons of Iraq<\/u><\/b><\/a>\u00a0&#8211; di escludere progressivamente dal territorio Aqi, ridusse notevolmente il raggio d\u2019azione ed influenza di quest\u2019ultima: in definitiva, fu proprio il ritrovato\u00a0<i>empowerment\u00a0<\/i>della comunit\u00e0 arabo sunnita ad espellere Aqi, considerata un corpo estraneo.<\/p>\n<p><b>Uno spiraglio per la pace<\/b><br \/>\nLa storia recente irachena ci insegna che l\u2019assenza di un\u2019alternativa politica, securitaria ed economica alla violenza armata ha favorito il proliferare di gruppi estremisti. Ma nel pantano iracheno, il flebile fuoco della pace continua ancora ad ardere. Difatti,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.mercycorps.org\/sites\/default\/files\/Investing%20in%20Iraqs%20Peace_Final%20Report.pdf\" target=\"blank\"><b><u>ricerche<\/u><\/b><\/a>\u00a0dimostrano che la popolazione irachena ha storicamente avuto, pi\u00f9 che un concreto supporto, una diluita acquiescenza nei confronti del Daesh: la natura etnico-settaria \u00e8 pi\u00f9 una conseguenza che la vera causa del conflitto, la quale \u00e8 insita pi\u00f9 che in antiche e millenarie rivalit\u00e0 tra gruppi, nella governance discriminatoria, e corrotta, del governo centrale.<\/p>\n<p>Per tali ragioni, una reale risoluzione del conflitto dovr\u00e0 necessariamente passare da un\u2019adeguata partecipazione della minoranza sunnita all\u2019interno dei meccanismi politico-governativi centrali, ma anche dalle concessioni alle istituzioni delle province sunnite, quale quella di Mosul, che dovranno rafforzare gli organi di governance locale \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.usip.org\/publications\/2017\/04\/usips-work-isis-threat\" target=\"blank\"><b><u>sia securitari che politici<\/u><\/b><\/a>\u00a0&#8211; in un concreto e progressivo processo di decentramento che sappia offrire strumenti autonomi di gestione alle realt\u00e0 sunnite indigene.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo circa sei mesi dall\u2019inizio dell\u2019operazione per la riconquista del governatorato di Ninewa e il suo capoluogo Mosul, l\u2019esercito regolare, la polizia federale, le forze speciali irachene &#8211; le Golden Division &#8211; e le Pmu, l\u2019organizzazione ombrello che racchiude decine di milizie figlie della\u00a0longa manus\u00a0iraniana, hanno conquistato circa il\u00a075% della roccaforte del sedicente Stato islamico, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[157,94,110],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65395"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65395"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65395\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65398,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65395\/revisions\/65398"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65395"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}