{"id":65406,"date":"2017-04-26T16:57:17","date_gmt":"2017-04-26T14:57:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65406"},"modified":"2017-11-03T15:12:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:32","slug":"usa-trump-record-dei-suoi-primi-cento-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/usa-trump-record-dei-suoi-primi-cento-giorni\/","title":{"rendered":"Usa: Trump, i record dei suoi primi Cento Giorni"},"content":{"rendered":"<p>Ha cominciato con largo anticipo a celebrare i suoi primi cento giorni alla Casa Bianca, che cadono a fine aprile. Quando non aveva ancora compiuto tre mesi nell\u2019esercizio dei suoi poteri, annunciava su Twitter, la lavagna virtuale di tutti i suoi proclami: \u201cI primi 90 giorni della mia presidenza hanno mostrato il totale fallimento degli ultimi otto anni di politica estera. Com\u2019\u00e8 vero!\u201d.<\/p>\n<p>Ed ha poi dato una lunga intervista all\u2019Ap, in cui batte con insistenza proprio su questo tasto: la differenza tra lui e il suo predecessore, quel \u2018mollaccione\u2019 di Barack Obama, che non fren\u00f2 il flusso degli immigrati, non cacci\u00f2 dal potere il presidente siriano Bashar al-Assad e non convinse gli alleati Nato a pagare di pi\u00f9 per la sicurezza comune.<\/p>\n<p>A dire il vero, neppure Donald Trump, 45\u00b0 presidente degli Stati Uniti, insediatosi alla Casa Bianca il 20 gennaio, \u00e8 finora riuscito a fare almeno una di quelle cose. Per\u00f2, sta litigando con il Congresso per farsi dare i soldi per alzare il muro al confine con il Messico, ha lanciato una gragnola di missili su una base siriana e sta \u2018mobbizzando\u2019 tutti i leader europei che vanno a incontrarlo a Washington \u2013 ultimo, il premier italiano Paolo Gentiloni \u2013 con l\u2019impegno di spendere di pi\u00f9 nella Nato, centrando l\u2019obiettivo del 2% del Pil per la sicurezza.<\/p>\n<p><b>I primati che lo distinguono dai suoi predecessori<\/b><br \/>\nA Trump, comunque, i primati non mancano, per distinguersi dai suoi predecessori: \u00e8 il presidente con l\u2019indice di gradimento pi\u00f9 basso durante la \u2018luna di miele\u2019 con il popolo americano, da quando esistono sondaggi del genere, anche se, dopo fuochi d\u2019artificio e pugni sul tavolo, la sua popolarit\u00e0 \u00e8 un po\u2019 cresciuta; ed \u00e8 il presidente che ha firmato pi\u00f9 \u2018ordini esecutivi\u2019 \u2013 l\u2019equivalente americano dei nostri decreti legge \u2013 nei suoi esordi, pi\u00f9 di John F. Kennedy che era finora il recordman con 23; ed \u00e8 anche il presidente che passa pi\u00f9 tempo sui campi di golf (gioca una volta ogni cinque giorni, in media, secondo i calcoli di Market Watch, un sito di finanza, il doppio di quanto non giocasse Obama \u2013 una volta ogni quasi dieci giorni -). Eppure, Trump criticava spietato l\u2019\u2018etica del lavoro\u2019 di Obama, che non gli impediva di giocare a golf \u201ccon tutti i problemi che gli Usa hanno\u201d \u2013 e che lui, per ora, non ha risolto.<\/p>\n<p>Ma dove nessuno lo batte davvero \u00e8 nell\u2019uso di Twitter: \u2018cinguettii\u2019 strategici, a notte o all\u2019alba, che dettano l\u2019agenda dei media \u2013 lo strumento, per\u00f2, \u00e8 recente e il confronto pu\u00f2 solo essere con Obama -. Quanto ai \u2018cancri\u2019 dell\u2019informazione del XXI Secolo, \u2018fake news\u2019, \u2018alternative facts\u2019, \u2018post-truth\u2019, Trump ne \u00e8 un untore. Ma spesso i politici lo sono stati, usando gli strumenti di cui disponevano.<\/p>\n<p><b>Partenza in quarta, poi freno a mano tirato<\/b><br \/>\nPartito in quarta, nelle primissime settimane alla Casa Bianca Trump pareva un turbo-presidente: non passava giorno senza che, con una firma e un tratto di penna, non cancellasse qualche decisione dell\u2019amministrazione Obama.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3830\" target=\"blank\"><b><u>Via il Tpp<\/u><\/b><\/a>, il patto di libero scambio dell\u2019area pacifica: basta negoziati sul Ttip, l\u2019analogo patto trans-atlantico; un colpo di freno alla parit\u00e0 dei diritti per Lgtbq; niente fondi per le ong che includono l\u2019aborto fra i metodi per controllare le nascite; drastici tagli alle norme per la tutela dell\u2019ambiente e abbandono di fatto degli obiettivi dell\u2019accordo di Parigi contro il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3910\" target=\"blank\"><b><u>riscaldamento globale<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Pareva tutto facile. Poi, per\u00f2, le cose si sono complicate. Il provvedimento di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3811\" target=\"blank\"><b><u>blocco dell\u2019ingresso<\/u><\/b><\/a>\u00a0negli Stati Uniti dei rifugiati e dei cittadini di sei Paesi musulmani s\u2019\u00e8 urtato a due riprese contro giudici federali e l\u00ec s\u2019\u00e8 incagliato \u2013 l\u2019Amministrazione non ha scelto la via della Corte Suprema, riconoscendo di fatto la partita persa.<\/p>\n<p>E la revoca dell\u2019Obamacare, la riforma sanitaria di Obama, punto focale di tutte le promesse elettorali, \u00e8 naufragata in Congresso, nonostante i repubblicani controllino sia la Camera che il Senato. Quanto alla riforma fiscale e al programma per il rilancio delle infrastrutture, pi\u00f9 facile annunciarli che farli: la riforma sta per essere presentata in fanfara, ma ci vorr\u00e0 poi del tempo per perfezionarla.<\/p>\n<p><b>Le nomine e la squadra: rose e spine<\/b><br \/>\nSe la nomina e l\u2019insediamento del giudice mancante della Corte Suprema sono \u2018andati in buca\u2019 \u2013 Neil Gorsuch ha superato l\u2019esame Senato, ma solo perch\u00e9 i repubblicani, che altrimenti non avevano i numeri, hanno forzato la consueta procedura \u2013, la composizione della squadra di governo s\u2019\u00e8 rivelata una corona di spine. E molti posti restano vacanti, compromettendo l\u2019ordinaria gestione della cosa pubblica.<\/p>\n<p>Il riflusso post-elettorale del Russia-gate \u2013 con l\u2019intreccio delle interferenze russe nella campagna, sempre a danno di Hillary Clinton, e dei magheggi dei consiglieri di Trump con emissari di Putin \u2013 ha costretto quasi subito a dimissioni catartiche il generale Michael Flynn, scelto come consigliere per la sicurezza nazionale, mentre le gerarchie nel \u2018cerchio magico\u2019 intorno al magnate-presidente andavano assestandosi, con la figlia Ivanka e il genero Jared Kushner a guadagnare posizioni e invece il suprematista Steve Bannon a perderne, dopo l\u2019infelice esito di alcune sue iniziative.<\/p>\n<p><b>La politica estera palestra di voltafaccia<\/b><br \/>\nLa politica estera pareva una cosa semplice semplice: pappa e ciccia con la Russia; unghie in fuori con la Cina; divido l\u2019Europa e non le bado; combatto il terrorismo, ma sto fuori dal Medio Oriente. Invece, non \u00e8 proprio stata una passeggiata. Anzi, \u00e8 su questo terreno che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3895\" target=\"blank\"><b><u>Trump presidente<\/u><\/b><\/a>, tale quale il Trump candidato, ha esercitato un tratto saliente dei suoi primi \u2018cento giorni\u2019: il voltafaccia.<\/p>\n<p>Faccio la pace con la Russia; anzi no, ci litigo. Il futuro della Siria non \u00e8 una priorit\u00e0; anzi no, bombardo al-Assad e voglio che se ne vada perch\u00e9 ha usato i gas contro i suoi nemici che improvvisamente scopro essere miei amici. Bisticcio con la Cina; anzi no, le chiedo di tenere a bada la Corea del Nord, ch\u00e9, altrimenti, ci penso io con portaerei e sottomarini nucleari. La Nato \u00e8 obsoleta; anzi no, \u00e8 utile contro il terrorismo \u2013 e se gli alleati pagano la loro quota.<\/p>\n<p>Elemento costante \u2013 e mai tradito \u2013 \u00e8 stato la indubbia fascinazione per gli uomini, o le donne, forti: riceve il presidente egiziano, l\u2019autoritario generale al-Sisi; si congratula con il presidente turco, l\u2019altrettanto autoritario Erdogan, per il successo di misura nel referendum che instrada la Turchia verso un regime presidenziale semi-dispotico; e non mostra repulsione per la candidatura in Francia di Marine Le Pen, che prende i soldi a Mosca, ma \u00e8 alfiere di quel processo di smembramento dell\u2019Unione che a Trump \u2013 l\u2019uomo della Brexit \u2013 piace tanto.<\/p>\n<p>L\u2019isolazionista diventa interventista. Con la tentazione di aggiustare le cose del mondo assestando qualche martellata, visto che quelle dell\u2019America non vanno a posto da sole. I suoi metodi gli hanno gi\u00e0 valso un altro record: le ricerche su Google su Terza Guerra Mondiale e su Guerra Nucleare non sono mai state cos\u00ec numerose dal 2004, da quando cio\u00e8 ne esistono statistiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha cominciato con largo anticipo a celebrare i suoi primi cento giorni alla Casa Bianca, che cadono a fine aprile. 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