{"id":65408,"date":"2017-04-26T16:58:55","date_gmt":"2017-04-26T14:58:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65408"},"modified":"2017-11-03T15:12:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:32","slug":"francia-en-marche-verso-sovranita-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/francia-en-marche-verso-sovranita-europea\/","title":{"rendered":"Francia: En Marche verso una sovranit\u00e0 europea"},"content":{"rendered":"<p>La Francia ha votato al primo turno per il suo nuovo presidente: il ballottaggio sar\u00e0 tra Macron e Le Pen, ma il dato significativo del 23 aprile \u00e8 che il popolo francese non si \u00e8 astenuto: il 78,7% \u00e8 andato alle urne, rifiutandosi, per\u00f2, di votare i due partiti storici del maggioritario francese.<\/p>\n<p>Les R\u00e9publicains, la destra gollista di questo secolo, e il Partito Socialista non vanno al ballottaggio: hanno deluso il loro elettorato non rispondendo ai veri e pi\u00f9 percepiti bisogni, occupazione, protezione sociale e sicurezza. La tradizionale bipolarizzazione, LR e PS, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9: gli esclusi hanno trovato come essere elettoralmente visibili.<\/p>\n<p>Aspettiamo il secondo turno, consapevoli delle conseguenze dirompenti che avrebbe una vittoria dell\u2019FN sia per la Francia sia per l&#8217;Unione europea. La storia ed i comportamenti di chi rappresenta la destra al secondo turno non vanno trascurati: il 25 Aprile ci serve a non dimenticare. La Francia, per\u00f2, pu\u00f2 aiutare a capire le contraddizioni ed i limiti dell\u2019agire democratico, se riflettiamo anche sul referendum britannico per la Brexit e sul recente referendum in Turchia.<\/p>\n<p><b>La belle saison?<\/b><br \/>\nMentre parte della stampa anglosassone \u201cinneggiava\u201d alla Brexit, i francesi davano una lezione di cultura democratica, scegliendo coerentemente la via del dialogo e rifiutando &#8220;le colpe&#8221; dell&#8217;euro &#8211; meno di un quarto dava il voto all\u2019FN, antiglobalista, xenofobo e convinto che la Francia possa affrontare da sola, senza l&#8217;Unione, le sfide di questo secolo. Sempre pi\u00f9 soli i sudditi del Regno Unito e dell\u2019Irlanda del Nord che, il 23 giugno 2016, si erano espressi a maggioranza risicata per una Brexit dall&#8217;Ue. La procedura d\u2019avvio dell&#8217;articolo 50 e il relativo dibattito hanno smentito &#8220;le bugie&#8221; dei sostenitori della Brexit, chiarendo che il referendum &#8220;consultivo&#8221; rendeva necessario che si pronunciasse l&#8217;Alta Corte ed il Parlamento.<\/p>\n<p>La May, viste difficolt\u00e0 e rischi d\u2019un approdo non semplice fuori dall&#8217;Unione, ha anticipato all&#8217;8 giugno il voto per la Camera dei Comuni, la cui naturale scadenza sarebbe stata nel 2020. Il 24 gennaio la Corte Suprema aveva confermato la decisione dell&#8217;Alta Corte, ribadendo che, prima di avviare l\u2019uscita, il Parlamento doveva pronunciarsi: la Camera dei Comuni l\u2019ha fatto e i deputati non hanno dissentito dal referendum, dichiarandosi favorevoli ad attivare l&#8217;art. 50 e ad uscire dall&#8217;Ue, cos\u00ec come i Lords.<\/p>\n<p>Ma come conciliare un\u2019Irlanda nell\u2019Unione e un\u2019Irlanda del Nord nella Brexit? La situazione della Germania prima della caduta del Muro agita gli irlandesi. Mentre la Scozia studia come rimanere nell\u2019Ue, non \u00e8 secondario considerare che chi ha votato Brexit tra venti anni non sar\u00e0 pi\u00f9 in vita, mentre i giovani hanno votato Remain. Ed \u00e8 pure evidente che pi\u00f9 si discute pi\u00f9 si prende coscienza che rimanere conviene: le statistiche dicono che la sterlina si \u00e8 svalutata rispetto all&#8217;Euro ed al dollaro; le importazioni comportano un aumento dei prezzi; e sono rilevanti i contratti di manodopera sottopagata e senza prospettive di miglioramento.<\/p>\n<p>Rileviamo, invece, che, dopo il primo turno in Francia, le Borse hanno risposto positivamente e con &#8220;entusiasmo&#8221;. La stabilit\u00e0 porta bene, se la coerenza perdura. E ricordiamo che il 21 aprile 2002 oltre l&#8217;80% dei francesi vot\u00f2 Chirac presidente per evitare che Le Pen padre divenisse presidente: i socialisti, dopo l\u2019eliminazione di Jospin al primo turno, votarono con realismo democratico, ma qualche anno dopo non seguirono Chirac nel referendum sulla Costituzione europea e votarono contro, affondando il progetto. Non commettiamo di nuovo l&#8217;errore d&#8217;interpretare il voto francese pro o contro l&#8217;Unione: distinguiamo le due sovranit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Le temps perdu<\/b><br \/>\nI ritardi dell&#8217;Unione nel riformare le proprie Istituzioni per adeguarle ai cambiamenti e rendere politicamente gestibili gli allargamenti suggeriscono di non trascurare il referendum in Turchia che &#8220;giustifica&#8221; una Repubblica presidenziale senza suddivisione dei poteri e senza libert\u00e0 di stampa, ben diversa dalla Francia, ma non lontana dai &#8220;nostri confini&#8221;. Come conciliare la democrazia con le svolte autoritarie? La Turchia per posizione geografica, confini condivisi, partecipazione Nato, non pu\u00f2 essere lasciata sola: immigrazione docet.<\/p>\n<p>Se guardiamo all&#8217;Europa con le dovute distinzioni, in comune c&#8217;\u00e8 il superamento di sistemi elettorali che soffocano la richiesta di democrazia con sistemi di voto che permettano a tutte le istanze o a tutti i bisogni di essere rappresentati. Altro elemento comune \u00e8 il non avere percepito le priorit\u00e0 o i cambiamenti, consentendole strumentalizzazioni nella convinzione che il voto potesse cancellare &#8220;i peccati&#8221; e innescando la sconfitta pur di non consentire ad altri di rappresentare la tradizione del partito.<\/p>\n<p>Se guardiamo agli Usa, i democratici non hanno percepito il bisogno di cambiamento, affidandosi a una candidata che rappresentava la continuit\u00e0. Quale voto, quindi, per lo sviluppo locale inclusivo e la democrazia in Europa e non solo? Dividendo il globo l&#8217;Occidente deve rivedere il maggioritario che esclude, l&#8217;Oriente deve intraprendere la via democratica non percorsa da alcuni suoi Stati. Le elezioni in Francia confermano che l&#8217;Unione deve avere una sua sovranit\u00e0, per evitare il rischio che l&#8217;elezione in uno Stato metta in crisi il processo d&#8217;integrazione stesso: pace e benessere.<\/p>\n<p><b>Una nuova chance per l\u2019Europa<\/b><br \/>\nLa presidenza di turno maltese del Consiglio dell&#8217;Unione europea, che politicamente si concluder\u00e0 con il Consiglio europeo di giugno, consentir\u00e0 di constatare e\/valutare la risposta dell&#8217;Unione alle sfide interne ed esterne, mentre il G7 di Taormina sar\u00e0 pi\u00f9 realistico delle dichiarazioni elettorali del nuovo presidente Usa, che nel contesto Nato avr\u00e0 prima riflettuto sugli squilibri di un cammino di recessione tipo Brexit.<\/p>\n<p>Il Ceta, l\u2019accordo di libero scambio tra Canada e Ue, sar\u00e0 un ostacolo a un nuovo Commonwealth, mentre Il Mare Nostrum di Taormina e Malta confermer\u00e0 che la democrazia \u00e8 irreversibile. L&#8217;Unione dei piccoli passi resiste, ma le sfide intercontinentali suggeriscono che urge un cammino pi\u00f9 spedito per evitare che le elezioni di fine settembre in Germania impediscano alle Istituzioni europee di decidere.<\/p>\n<p>Le elezioni in Francia hanno permesso di capire che l&#8217;Ue \u00e8 anche un&#8217;opportunit\u00e0, che i cittadini europei non possono trascurare; Per creare sviluppo ed occupazione non serve rinchiudersi nei propri confini, ma dotare l&#8217;Unione di una politica economica che includa la politica fiscale con risorse proprie adeguate ed eviti la concorrenza di sistemi di prelievo che consentono elusioni e paradisi in terra.<\/p>\n<p>Gli Anni Ottanta dal Vertice di Milano (1985) segnarono un&#8217;accelerazione verso una Comunit\u00e0 che con la caduta del Muro (1989) e il Trattato di Maastricht \u00e8 diventata Unione. Delors rilanci\u00f2 il ruolo d&#8217;iniziativa della Commissione in un contesto in cui Mitterrand e Kohl percepivano i rischi di non integrarsi e rafforzarsi rispetto all&#8217;incerto futuro della Russia, pur sempre potenza nucleare, dopo il dissolvimento dell&#8217;Urss.<\/p>\n<p>Le sfide rimangono e i ritardi sono visibili, mentre l&#8217;Unione priva di una propria sovranit\u00e0 non parla con una sola voce ed \u00e8 politicamente debole. I processi decisionali nazionali testimoniano che i confini sono solo mentali, mentre il processo d&#8217;integrazione insegna che la pace in Europa esiste, perch\u00e9 alcune politiche, non secondarie, sono in comune e hanno consentito ai pi\u00f9 scettici di coglierne le opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Il cammino degli equilibri istituzionali con il Parlamento europeo eletto direttamente dal popolo e un Consiglio dell&#8217;Unione europea che rappresenta i governi nazionali abbisogna di un ulteriore approdo con una Commissione che abbia un rapporto pi\u00f9 diretto con i cittadini. Di conseguenza, i commissari vanno eletti allo stesso tempo degli eurodeputati, in collegi che non siano solo nazionali, ma mettano assieme anche le regioni di confine &#8211; un ulteriore passo, perch\u00e9 lo sviluppo locale non riguardi un singolo Stato, ma l&#8217;Unione.<\/p>\n<p>Dopo il secondo turno in Francia e le elezioni legislative (11 e 18 giugno), il G7 di Taormina, il Consiglio europeo (22 e 23 giugno) e la fine del semestre di presidenza di Malta del Consiglio dell&#8217;Unione europea (il 30 giugno 2017 si chiuder\u00e0 il \u2018trio\u2019, 18 mesi di presidenza, Olanda, Slovacchia, Malta), potremo meglio capire quali risposte la nostra Unione vuole e sapr\u00e0 dare alla politica intercontinentale: \u2018Quo vadis Europa?\u2019, tra democrazia cooptante e democrazia dei &#8220;nuovi nobili&#8221;, con il superamento del bipartitismo nell&#8217;era della digitalizzazion e partiti e &#8220;nuvole&#8221; nell&#8217;Europa dei popoli, diversi ma democratici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Francia ha votato al primo turno per il suo nuovo presidente: il ballottaggio sar\u00e0 tra Macron e Le Pen, ma il dato significativo del 23 aprile \u00e8 che il popolo francese non si \u00e8 astenuto: il 78,7% \u00e8 andato alle urne, rifiutandosi, per\u00f2, di votare i due partiti storici del maggioritario francese. Les R\u00e9publicains, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[85,87,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65408"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65408"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65408\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65410,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65408\/revisions\/65410"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65408"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65408"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65408"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}