{"id":65415,"date":"2017-05-29T17:47:03","date_gmt":"2017-05-29T15:47:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65415"},"modified":"2017-11-03T15:12:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:16","slug":"ue-made-italy-etichette-francesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/ue-made-italy-etichette-francesi\/","title":{"rendered":"Ue: Made in Italy contro etichette francesi"},"content":{"rendered":"<p>Mentre \u00e8 ancora fresco il giubilo europeo per l\u2019avvento alla presidenza francese di Emmanuel Macron, gli ultimi giorni del governo Hollande hanno lasciato eredit\u00e0 che spaventano l\u2019agroalimentare italiano.<\/p>\n<p>Nutri-Score, un sistema di etichettatura d\u2019informazione alimentare lanciato dall\u2019ormai ex ministro della Salute Marisol Touraine, \u00e8 stato infatti notificato alla Commissione europea il 24 aprile ed entrer\u00e0 in vigore a partire dal 25 luglio se da Bruxelles non perverranno richieste di modifica.<\/p>\n<p><b>Le caratteristiche del Nutri-Score<\/b><br \/>\nBasato su una scala alfabetica e cromatica a cinque tonalit\u00e0 tra il verde e il rosso per classificare il valore nutrizionale di ogni prodotto, il Nutri-Score si ispira alle cosiddette etichette a semaforo lanciate nel Regno Unito nel 2013. Identica \u00e8 la base giuridica, il Regolamento Ue 1169 del 2011, che ha infatti modificato la normativa in materia di indicazioni nutrizionali obbligatorie, aprendo alla possibilit\u00e0 di utilizzare \u00abpittogrammi o simboli\u00bb per il loro inserimento sulle confezioni.<\/p>\n<p>I due sistemi differiscono in realt\u00e0 per la loro definizione, l\u2019uno misurando il tenore di grassi, grassi saturi, zuccheri e sodio in rapporto alla porzione, l\u2019altro in base al contenuto per ogni 100 grammi di prodotto. Tuttavia, come gi\u00e0 in Gran Bretagna, il coinvolgimento delle principali catene distributive \u00e8 stato immediato: Intermarch\u00e9, Leclerc, Auchan eFleury Michon hanno infatti annunciato la conclusione di un\u2019intesa con il ministero francese per l\u2019immediata applicazione in via volontaria del sistema di etichettatura.<\/p>\n<p><b>In difesa del Made in Italy<\/b><br \/>\nLa notifica di Nutri-Score ha trovato una pronta e sonora reazione nel mondo dell\u2019agroalimentare italiano. Il timore, come gi\u00e0 nel caso dei semafori britannici, \u00e8 che il sistema di etichettatura finisca per fornire un\u2019indicazione negativa anche a prodotti tradizionali tipici che pure godono di denominazioni di origine protetta.<\/p>\n<p>L\u2019anno scorso furono sei (Spagna, Cipro, Slovenia, Grecia, Portogallo e Romania) i Paesi che appoggiarono l\u2019Italia nell\u2019opposizione alle etichette britanniche, culminata con l\u2019approvazione di una risoluzione del Parlamento europeo proposta dalla Commissione ENVI, guidata sino allo scorso febbraio dall\u2019italiano Giovanni La Via, che invitava a ripensare la validit\u00e0 dell\u2019etichettatura nutrizionale.<\/p>\n<p>Ora l\u2019Italia prova invece a rispondere con una task force presieduta dal ministro degli Esteri Alfano, in cui i ministeri delle Politiche agricole, della Salute e dello Sviluppo economico lavoreranno per la tutela del Made in Italy, con l\u2019intento di spingere la Commissione e il nuovo governo Macron al ripensamento.<\/p>\n<p>In ballo c\u2019\u00e8 la tenuta delle esportazioni verso un mercato, quello francese, che \u00e8 secondo per la destinazione dei prodotti agroalimentari italiani dopo la Germania, con un valore di 4,1 miliardi di euro nel 2016. Tra i settori pi\u00f9 a rischio per il tipo di indicazione nutrizionale, secondo le stime di Assolatte, vi \u00e8 quello caseario: un business da oltre 450 milioni di euro in Francia nel 2016, in crescita del 7,5% rispetto all\u2019anno prima e che nel febbraio 2017 ha fatto segnare un +9,6% rispetto allo stesso periodo nel 2016.<\/p>\n<p>I timori delle associazioni di categoria hanno una base fattuale, come rilevato da uno studio del think tank Nomisma pubblicato nella primavera del 2016: dal dicembre 2013, cio\u00e8 dall\u2019introduzione dei semafori nella grande distribuzione britannica, al settembre 2015 prodotti italiani DOP come il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma avevano perso il 13% ed il 14% delle vendite. Le grandi federazioni dei produttori italiani (Federalimentare, Confagricoltura e Coldiretti in primis) fanno quindi scudo comune per chiedere regole europee uniche ed evitare distorsioni di mercato.<\/p>\n<p><b>Geopolitica del food<\/b><br \/>\nLa difesa degli interessi dell\u2019agroalimentare non \u00e8 una novit\u00e0 per il governo italiano: non \u00e8 mistero che il tiepido supporto del governo Renzi alle sanzioni contro la Russia per le aggressioni in Ucraina sia da addebitarsi anche ai malumori dei produttori italiani che, secondo stime Coldiretti, avrebbero perso circa 850 milioni di export.<\/p>\n<p>Non stupisce, infatti, che la stessa federazione degli agricoltori abbia plaudito al recente incontro tra Putin e Gentiloni, auspicando un pronto disgelo tra i due Paesi. Favorito, perch\u00e9 no, dalla forte ascesa all\u2019interno del Partito democratico del ministro per l\u2019agricoltura Maurizio Martina. Spetter\u00e0 anche a lui, inoltre, sorvegliare l\u2019avvio dei negoziati per la Brexit, con 3,2 miliardi di export alimentare italiano che potrebbe venire penalizzato da altre iniziative simili al semaforo introdotte dalla Gran Bretagna al di fuori del mercato unico.<\/p>\n<p>Da ultimo, alla bagarre sulle etichette si aggiunge anche un\u2019iniziativa non governativa: sei grandi multinazionali del settore, Coca-Cola, Mars, Mondelez, Nestl\u00e9, PepsiCo e Unilever, stanno infatti mettendo a punto un proprio sistema di etichette per i mercati europei, che faranno riferimento ai nutrienti presenti per ciascuna porzione anzich\u00e9 in 100g, con l\u2019intento di contribuire al controllo dei comportamenti alimentari scorretti. Un cambio di tattica rispetto al 2013, quando le majors dell\u2019alimentare si scagliarono contro il sistema di etichettatura britannico, che rischia di prendere in contropiede i piccoli produttori italiani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre \u00e8 ancora fresco il giubilo europeo per l\u2019avvento alla presidenza francese di Emmanuel Macron, gli ultimi giorni del governo Hollande hanno lasciato eredit\u00e0 che spaventano l\u2019agroalimentare italiano. 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