{"id":65417,"date":"2017-05-27T17:48:36","date_gmt":"2017-05-27T15:48:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65417"},"modified":"2017-11-03T15:12:17","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:17","slug":"sconfitta-nazionalismo-debacle-sinistre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/sconfitta-nazionalismo-debacle-sinistre\/","title":{"rendered":"Sconfitta nazionalismo e d\u00e9b\u00e2cle sinistre"},"content":{"rendered":"<p>Nei primi mesi del 2017, l\u2019Unione europea \u00e8 stata teatro di elezioni nazionali in Olanda in Francia dove, mai come ora, lo spettro del nazionalismo sembrava potere stravolgere il futuro dei due Paesi e quello del progetto di integrazione europea. Ad oggi, il dato interessante che si evince dai risultati elettorali non \u00e8 tanto la sconfitta dei movimenti nazionalisti ed anti-europei, quanto la disfatta dei partiti tradizionali di sinistra, che potrebbe condizionare l\u2019imminente futuro politico dell\u2019Ue.<\/p>\n<p><b>Nazionalisti battuti, ma mai cos\u00ec bene<\/b><br \/>\nNel caso dei partiti nazionalisti, si deve parlare di sconfitta parziale perch\u00e9 sebbene sia in Olanda che in Francia il Partito per la Libert\u00e0 (PVV) e il Front National (FN) non siano riusciti ad esprimere governi nazionali hanno avuto un successo elettorale mai registrato prima d\u2019ora. In Olanda, il PVV, con una campagna elettorale islamofoba,votata a cancellare l\u2019immigrazione e a ridurre l\u2019Ue ad un semplice mercato unico, \u00e8 riuscito ad attestarsi 20 dei 150 seggi, 6 in pi\u00f9 rispetto al 2012,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3862\" target=\"blank\"><b><u>divenendo cos\u00ec il secondo partito del quadro politico olandese<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>In Francia, al secondo turno delle elezioni presidenziali, il Front National, con una campagna nazionalista, euroscettica e anti-globalizzazione, si \u00e8 ascritto il 33,94% delle preferenze con oltre 10,6 milioni di voti. Anche quest\u2019ultimo \u00e8 un trend nuovo, se si considera che, nelle elezioni presidenziale del 2002, l\u2019allora leader del Front National, Jean Marie Le Pen, aveva avuto solo il 17.8% dei voti contro l\u201982,2% del candidato repubblicano Jacques Chirac.<\/p>\n<p><b>Sinistra tradizionale, mai cos\u00ec male<\/b><br \/>\nSe per i partiti euroscettici e nazionalisti si pu\u00f2 dunque parlare di sconfitta parziale, non si pu\u00f2 dire altrettanto dei partiti tradizionali di sinistra. In Olanda, lo storico Partito laburista (PvDA) ha ottenuto solo 9 seggi, 30 in meno rispetto al 2012, mentre in Francia, il Partito socialista (PS) guidato da Beno\u00eet Hamon ha registrato solo il 6,4% dei consensi elettorali. I motivi che spiegano l\u2019affossamento della sinistra tradizionale sono identificabili in tre fattori principali: l\u2019andamento economico, la crisi dei valori di solidariet\u00e0 universale propagati dalla sinistra e gli effetti della globalizzazione sull\u2019elettorato.<\/p>\n<p>Dal 2007, l\u2019Ue ha vissuto una crisi economica senza precedenti, crisi che, sebbene non abbia intaccato tutti i Paesi membri allo stesso modo (in Francia, nel 2016 la crescita del Pil era attorno al 1,2%, mentre in Olanda era del 2,2%, contro una media europea dell\u20191,6%), ha avuto come unica risposta l\u2019attuazione di politiche di austerit\u00e0.<\/p>\n<p>In questo frangente, il fallimento del PS in Francia pu\u00f2 essere legato all\u2019impossibilit\u00e0 del governo socialista di Hollande di rispondere in maniera efficace alla crisi se non attuando politiche di austerit\u00e0 per cercare di rimanere in linea con i parametri economici imposti dal Patto di Stabilit\u00e0. Risultato di fatto non ottenuto, visto che la Francia non ha comunque raggiunto l&#8217;obiettivo di non superare il 3% di deficit rispetto al Pil.<\/p>\n<p>Diversamente, nel caso olandese, nonostante le performance economiche nettamente migliori, il PvDA, come membro della colazione di governo guidata dal partito di destra di Mark Rutte, il Partito della Libert\u00e0 e Democrazia (VVD), ha tuttavia appoggiato politiche di austerit\u00e0 che hanno portato a tagli, seppur parziali, delle pensioni o del sistema di sanit\u00e0, intaccando cio\u00e8 quei baluardi di equit\u00e0 sociale di cui il Partito laburistasi era da sempre fatto garante.<\/p>\n<p><b>Crisi di sicurezza sia materiale che valoriale<\/b><br \/>\nAl di l\u00e0 dell\u2019economia, il diniego di supporto verso la sinistra tradizionale \u00e8 dovuto anche alla crisi di sicurezza sia materiale che valoriale, che l\u2019Ue sta vivendo e che viene molto spesso, e a torto, legata alle ondate migratorie. Per loro natura, sia il PS che il PvDA hanno un approccio universalistico di solidariet\u00e0 sociale che pu\u00f2 difficilmente supportare forme di chiusura, soprattutto verso la questione migratoria.<\/p>\n<p>In conformit\u00e0 con questa linea politica, la Francia solo nel 2016 ha registrato pi\u00f9 di\u00a0<a href=\"http:\/\/appsso.eurostat.ec.europa.eu\/nui\/show.do?dataset=migr_asyappctza&amp;lang=en\" target=\"blank\"><b><u>86 mila<\/u><\/b><\/a>\u00a0domande di asilo, mentre l\u2019Olanda, dove il PvDA era un partito all\u2019interno di una coalizione, solo\u00a0<a href=\"http:\/\/appsso.eurostat.ec.europa.eu\/nui\/show.do?dataset=migr_asyappctza&amp;lang=en\" target=\"blank\"><b><u>20 mila<\/u><\/b><\/a>, il 50% in meno rispetto al 2015. Per questo motivo, in Francia, anche a seguito dei numerosi attentati terroristici, tale forma di solidariet\u00e0 si \u00e8 scontrato con il clima di profonda insicurezza, sia materiale che valoriale, che la societ\u00e0 francese sta vivendo. In Olanda, invece, il PvDA, adottando politiche non sempre coerenti con la propria ideologia di solidariet\u00e0 sociale ed economica, ha perso immediatamente credibilit\u00e0.<\/p>\n<p>A questo dilemma si deve poi aggiungere anche il fatto che l\u2019elettorato francese ed olandese, come del resto quello europeo, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere diviso in cluster sociali di facile identificazione, ma \u00e8 divenuto molto pi\u00f9 complesso, creando spaccature all\u2019interno della societ\u00e0. Sia in Francia che in Olanda, anche se con diverse intensit\u00e0, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 una contrapposizione politica tra classi sociali, ma tra individui che sentono di beneficiare pi\u00f9 o meno della globalizzazione.<\/p>\n<p>Ad oggi, la cosiddetta \u201cworkingclass\u201d, storicamente base elettorale dei partiti socialisti, non guarda pi\u00f9 necessariamente a sinistra per risolvere i propri problemi. D\u2019altro canto, dall\u2019essere la voce del popolo, le sinistre tradizionali, quando rispettano i propri valori di solidariet\u00e0 universale, vengono molto spesso identificate come partiti delle \u00e9lite culturali, perch\u00e9 giudicate incapaci di declinare azioni politiche nazionali concrete a favore dei cittadini meno abbienti. Dall\u2019altro, quando si adeguano a politiche non in linea con i propri ideali, perdono legittimit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Le vere novit\u00e0 sulla scena europea<\/b><br \/>\nProprio per questo, se le sinistre tradizionali sono state affossate, movimenti politici come En Marche, che con un anno di vita \u00e8 riuscito a vincere le elezioni presidenziali in Francia, o come il Partito dei Verdi in Olanda, che ha ottenuto 14 seggi rispetto ai 4 delle precedenti elezioni, trionfano. Questi ultimi sono la vera innovazione nello scenario politico.<\/p>\n<p>Da un lato, avendo un occhio fermo sulle questioni di iniquit\u00e0 sociale, che vanno dall\u2019inquinamento ambientale all\u2019accesso ai servizi, si presentano come movimenti politici dalla visione globale, perch\u00e9 fanno appello proprio alle istituzioni sovranazionali, come quelle europee, per risolvere questioni che affliggono s\u00ec il loro elettorato ma anche la maggior parte dei cittadini europei e non solo.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 esempio la proposta di Macron di creare un fondo di investimenti per rilanciare l\u2019economia europea e il welfare dei cittadini. Dall\u2019altro, non avendo una base ideologica cos\u00ec rigida, possono pi\u00f9 agilmente adattare la propria campagna elettorale ad un elettorato poliforme, mutuando idee, sia in campo economico che sociale, sia da destra che da sinistra senza perdere credibilit\u00e0. In terzo luogo, non avendo mai governato, non devono fare i conti con azioni politiche pregresse.<\/p>\n<p>In conclusione, non \u00e8 tanto che le politiche di sinistra non siano pi\u00f9 applicabili oggi, ma in una societ\u00e0 composta da gruppi sociali non facilmente identificabili, e le cui cause di malessere non sono molto spesso risolvibili a livello nazionale, l\u2019ideologia della sinistra tradizionale diviene nel migliore dei casi un\u2019eredit\u00e0 pesante.<\/p>\n<p>Da un lato, come \u00e8 successo in Olanda, ogni volta che un partito di sinistra agisce in maniera pragmatica, accettando riforme che non sono consone alle proprie ideologie, perde legittimit\u00e0. Dall\u2019altro, in un mondo cos\u00ec connesso, dove le crisi non sono molto spesso risolvibili a livello nazionale, i partiti della sinistra tradizionale, come il PS, che esprimono la necessit\u00e0 di solidariet\u00e0 universale, sembrano poi non essere in grado di espletare le proprie promesse.<\/p>\n<p>In un momento storico di grandi trasformazioni, dove nazionalismo e xenofobia rimangono comunque alle porte, c\u2019\u00e8 sicuramente ancora bisogna della sinistra tradizionale, che, per non svanire, ha bisogno di rinnovarsi, traducendo la propria crisi esistenziale in una spinta riformista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei primi mesi del 2017, l\u2019Unione europea \u00e8 stata teatro di elezioni nazionali in Olanda in Francia dove, mai come ora, lo spettro del nazionalismo sembrava potere stravolgere il futuro dei due Paesi e quello del progetto di integrazione europea. 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