{"id":65430,"date":"2017-05-25T18:09:39","date_gmt":"2017-05-25T16:09:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65430"},"modified":"2017-11-03T15:12:17","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:17","slug":"nuova-via-della-seta-italia-fra-porti-investimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/nuova-via-della-seta-italia-fra-porti-investimenti\/","title":{"rendered":"Nuova Via della Seta: Italia fra porti e investimenti"},"content":{"rendered":"<p>Con il viaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Cina nel febbraio scorso e la recente partecipazione del premier Paolo Gentiloni al\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3955\" target=\"blank\"><b><u>Belt and Road Forum for International Cooperation<\/u><\/b><\/a>\u00a0di Pechino, torna al centro dell\u2019interesse italiano la nuova Via della Seta, la strategia di sviluppo promossa da Pechino volta a stimolare gli scambi commerciali, gli investimenti e la costruzione di infrastrutture nel territorio euroasiatico.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa, lanciata dal presidente cinese Xi Jinping all\u2019inizio del suo mandato e articolata in\u00a0<i>Silk Road Economic Belt\u00a0<\/i>sul piano terrestre e in\u00a0<i>Maritime Silk Road<\/i>\u00a0sul piano marittimo, vede infatti nell\u2019Italia la destinazione ideale di investimenti e potenziali infrastrutture. Quali saranno quindi le sfide che nei prossimi anni l\u2019Italia dovr\u00e0 affrontare?<\/p>\n<p><b>Da Shanghai a Venezia\u00a0<\/b><br \/>\nNel settore infrastrutturale, la penisola si prepara ad accogliere i flussi della\u00a0<i>Maritime Silk Road<\/i>\u00a0con il progetto dei \u201ccinque porti\u201d, l\u2019alleanza tra cinque dei maggiori scali del Nord Adriatico pianificata dalla North Adriatic Ports Association (Napa).<\/p>\n<p>Il consorzio interesser\u00e0 le strutture portuali italiane di Venezia, Trieste e Ravenna e i porti di Capodistria, in Slovenia, e di Fiume, in Croazia, con l\u2019obiettivo di attrarre\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3849\" target=\"blank\"><b><u>le navi cargo cinesi che percorreranno il Mediterraneo<\/u><\/b><\/a>\u00a0attraverso il Canale di Suez e indirizzarle fino a Malamocco, localit\u00e0 marittima nei pressi di Venezia dove \u00e8 prevista la costruzione di una piattaforma off-shore.<\/p>\n<p>Se la tratta Shanghai-Amburgo \u00e8 lunga 11 mila miglia, il viaggio necessario per collegare Shanghai al Mar Adriatico del nord sarebbe di circa 8.600 miglia, con un tempo di percorrenza inferiore di 8 giorni rispetto al porto tedesco. Una volta operativo, il complesso portuale dovrebbe quindi essere in grado di gestire tra 1,8 e 3 milioni di TEU all\u2019anno; numeri importanti, se consideriamo che, ad oggi, la totalit\u00e0 dei porti italiani pu\u00f2 gestire fino a 6 milioni di TEU l\u2019anno.<\/p>\n<p><b>Il flusso di capitali cinesi<\/b><br \/>\nCome ha per\u00f2 sottolineato Xi nel discorso di apertura del Forum, nell\u2019iniziativa non rientrano soltanto progetti di \u201cinfrastructure connectivity\u201d, ma anche gli investimenti. In Italia si conta infatti che gli investimenti diretti esteri provenienti dalla Cina, nel periodo 2000-2016, si aggirano intorno ai 13 miliardi di euro, cifra che fa della penisola il terzo Paese europeo \u2013 dopo Regno Unito e Germania \u2013 destinatario dei flussi di capitali cinesi.<\/p>\n<p>Tuttavia, \u00e8 a partire dal 2014, pochi mesi dopo la proposta di Xi, che il cambio di passo della strategia cinese \u00e8 diventato evidente. La People\u2019s Bank of China ha rilevato il 2% di alcune tra le pi\u00f9 grandi industrie italiane: Fiat Chrysler Automobiles, le partecipate Eni ed Enel e, nel campo delle telecomunicazioni, Telecom Italia e Prysmian, per un investimento totale di 3,2 miliardi di euro. Nel settore energetico, ricordiamo l\u2019acquisizione da parte di Shanghai Electric del 40% di Ansaldo Energia, per un esborso totale di 400 milioni di euro, seguita dall\u2019acquisto da parte di State Grid Corporation of China del 35% di Cassa Depositi e Prestiti Reti per 2,1 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Il 2015 si \u00e8 aperto con la People\u2019s Bank of China che, complice il periodo del sistema bancario italiano, ha rilevato il 2% di UniCredit, Monte dei Paschi di Siena e Intesa Sanpaolo, ed \u00e8 terminato con la pi\u00f9 grande operazione registrata fino a questo momento, la scalata per il controllo di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3020\" target=\"blank\"><b><u>Pirelli<\/u><\/b><\/a>\u00a0da parte di Chem China, per un totale di 7 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Tra gli investimenti, la Cina ha di recente iniziato a guardare al calcio. Dopo il passaggio di propriet\u00e0 dell\u2019Inter, che nel giugno 2016 \u00e8 diventata asset del gruppo Suning, \u00e8 di aprile la notizia della vendita da parte di Fininvest del Milan, rilevato dalla cordata guidata dall\u2019uomo d\u2019affari Yonghongh Li. Infine, sempre del mese scorso \u00e8 la cessione da parte di Atlantia del 5% del capitale di Autostrade per l&#8217;Italia al Silk Road Fund.<\/p>\n<p><b>L\u2019Italia nella strategia di Pechino<\/b><br \/>\nDiverse sono le ragioni che hanno condotto in Italia il flusso di investimenti cinesi: il Paese \u00e8 infatti la seconda manifattura d\u2019Europa, con settori altamente all\u2019avanguardia ed eccellenze che possono, con il loro alto know-how, aiutare lo sviluppo delle industrie cinesi. In secondo luogo, \u00e8 chiara la volont\u00e0 di Pechino di porsi nel mercato italiano come attore non aggressivo, ma partner presente e affidabile; in tale direzione vanno interpretate le acquisizioni cinesi di quote delle principali societ\u00e0 italiane ma soprattutto i recenti passaggi di propriet\u00e0 delle societ\u00e0 calcistiche Inter e Milan.<\/p>\n<p>Se, quindi, nei prossimi anni si prevede un incremento dei flussi per gli investimenti cinesi, \u00e8 il piano infrastrutturale a vivere una situazione di incertezza. Il progetto dei \u201ccinque porti\u201d, a quattro anni dal lancio della\u00a0<i>Belt and Road Initiative<\/i>, \u00e8 ancora fermo alla fase di pianificazione: al momento sono stati stanziati per l\u2019inizio dei lavori 350 milioni di euro da parte del governo, a fronte di un costo stimato di 2,2 miliardi di euro.<\/p>\n<p>L\u2019Italia sconta da una parte la concorrenza del porto del Pireo, per il quale la China Ocean Shipping Company gi\u00e0 a partire dal 2008 ha investito pi\u00f9 di 4,3 miliardi di dollari. Da allora, la capacit\u00e0 del porto greco \u00e8 quadruplicata ed ha raggiunto nel 2015 un traffico di 3,36 milioni di TEU.<\/p>\n<p>Dopo il Forum di Pechino e il Congresso del Partito comunista cinese di quest\u2019anno, molti dei progetti della nuova Via della Seta entreranno nella fase di realizzazione: tocca ora all\u2019Italia coglierne le potenzialit\u00e0 e non lasciare che la \u201cwin-win cooperation\u201d evocata da Xi resti un\u2019occasione mancata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il viaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Cina nel febbraio scorso e la recente partecipazione del premier Paolo Gentiloni al\u00a0Belt and Road Forum for International Cooperation\u00a0di Pechino, torna al centro dell\u2019interesse italiano la nuova Via della Seta, la strategia di sviluppo promossa da Pechino volta a stimolare gli scambi commerciali, gli investimenti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[77,151,96],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65430"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65430"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65430\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65433,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65430\/revisions\/65433"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}