{"id":65438,"date":"2017-05-22T18:16:13","date_gmt":"2017-05-22T16:16:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65438"},"modified":"2017-11-03T15:12:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:20","slug":"iran-riconferma-rohani-strategia-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/iran-riconferma-rohani-strategia-siria\/","title":{"rendered":"Iran: riconferma di Rohani e strategia in Siria"},"content":{"rendered":"<p>La riconferma di Hassan Rohani alla presidenza dell\u2019Iran segna una grande vittoria per l\u2019ala riformista dell\u2019establishment persiano. Con una significativa maggioranza, il popolo iraniano ha rieletto per un altro mandato l\u2019uomo artefice dell\u2019accordo sul nucleare, preferendo un approccio pi\u00f9 moderato rispetto alle politiche conservatrici del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3954\" target=\"blank\"><b><u>diretto sfidante<\/u><\/b><\/a>\u00a0Ebrahim Raisi.<\/p>\n<p>La vittoria di Rohani apre dunque un altro capitolo nella storia della Repubblica islamica, facendo sorgere molte domande riguardo alle future mosse di Teheran. In particolar modo, oltre ai continui problemi interni legati al rispetto dei diritti umani, l\u2019Iran \u00e8 atteso al varco anche rispetto alla sua politica estera nel conflitto siriano, entrato ormai nel suo sesto anno.<\/p>\n<p>Nella sua strategia di quattro punti per la Siria, redatta nel 2014, l\u2019Iran aveva messo in chiaro quale fosse la sua posizione sul conflitto siriano e gli obiettivi da raggiungere nel breve termine. Un immediato cessate il fuoco, seguito da riforme costituzionali per salvaguardare le minoranze religiose; libere elezioni supervisionate da organizzazioni internazionali e la formazione di un governo di unit\u00e0 nazionale basato su una nuova costituzione. Ad oggi, a seguito dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3797\" target=\"blank\"><b><u>colloqui di Astana<\/u><\/b><\/a>\u00a0che hanno portato ad un piano per 4 zone cuscinetto, l\u2019Iran, secondo quando affermato dal viceministro degli Esteri Hossein Jaberi Ansari continuer\u00e0 ad attenersi al suo piano iniziale.<\/p>\n<p><b>Supporto ad Assad<\/b><br \/>\nEppure, gli interessi dell\u2019Iran in Siria vanno ben oltre i punti condivisi dal suo progetto strategico. Sin dal 2011, anno dello scoppio della guerra civile, Teheran ha mostrato il suo incondizionato supporto al regime di Bashar al Assad. L\u2019alleanza tra Siria ed Iran costituisce infatti una delle pi\u00f9 durevoli e consolidate amicizie di tutta la regione.<\/p>\n<p>La perdita di Damasco costituirebbe per Teheran una battuta d\u2019arresto tra le pi\u00f9 significative dai tempi della rivoluzione islamica. Per mantenere Assad al potere, Teheran, per la prima volta nella sua storia militare, ha dispiegato sul campo le truppe appartenenti alle guardie rivoluzionarie per combattere assieme alle milizie fedeli al regime siriano. Una mossa che spiega bene quanto la Repubblica degli ayatollah sia pronta a fare tutto il necessario per assicurarsi un posto di rilievo nelle prime linee siriane.<\/p>\n<p>L\u2019eventuale caduta di Assad impedirebbe a Teheran di continuare ad esercitare un\u2019influenza ad ovest, grazie al suo supporto ad Hezbollah, gruppo armato sciita libanese, finanziato e rifornito militarmente da Teheran attraverso il canale diretto con la Siria. Hezbollah rappresenta uno dei pi\u00f9 importanti assi nella manica dell\u2019Iran per contrastare Israele e l\u2019influenza americana nella regione. Inoltre, la sconfitta di Assad potrebbe portare all\u2019instaurarsi di un governo sunnita, supportato dalle monarchie del Golfo &#8211; Arabia Saudita e Qatar -, certo non favorevole a Teheran.<\/p>\n<p><b>Milizie sciite per contare<\/b><br \/>\nD\u2019altro canto, l\u2019Iran non rimane di certo a guardare. La strategia militare iraniana, per quanto preveda come primo obiettivo il mantenimento di Bashar al Assad al potere, ha pronto un piano di riserva. Le guardie della rivoluzione iraniana e la sua unit\u00e0 speciale, le forze Quds, comandate dal generale Qassem Suleimani, stanno costruendo importanti network sul territorio addestrando milizie sciite, che, nel caso di una sconfitta di Assad, garantirebbe a Teheran un relativo grado di ascendenza in Siria e un\u2019importante influenza politica per fare leva su futuri accordi di pace.<\/p>\n<p>Iran e Siria hanno rappresentato per quasi quarant\u2019anni l\u2019asse della resistenza mediorientale. Dalla guerra fra Iran e Iraq al lungo conflitto civile libanese, passando per la prima guerra americana nel golfo, e l\u2019invasione statunitense dell\u2019Iraq, Teheran e Damasco sono sempre rimasti fedeli partner. L\u2019Iran sembra interessato a mantenere a tutti i costi questo livello di cooperazione, ma il prolungarsi del conflitto e l\u2019ampio aiuto concesso ad Assad potrebbero rivelarsi fatali a un Paese che rischia di rimanere bloccato nel pantano siriano senza una valevole via d\u2019uscita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La riconferma di Hassan Rohani alla presidenza dell\u2019Iran segna una grande vittoria per l\u2019ala riformista dell\u2019establishment persiano. Con una significativa maggioranza, il popolo iraniano ha rieletto per un altro mandato l\u2019uomo artefice dell\u2019accordo sul nucleare, preferendo un approccio pi\u00f9 moderato rispetto alle politiche conservatrici del\u00a0diretto sfidante\u00a0Ebrahim Raisi. 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