{"id":65441,"date":"2017-05-22T18:17:44","date_gmt":"2017-05-22T16:17:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65441"},"modified":"2017-11-03T15:12:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:20","slug":"arabia-saudita-rilancio-conservazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/arabia-saudita-rilancio-conservazione\/","title":{"rendered":"Arabia Saudita: tra rilancio e conservazione"},"content":{"rendered":"<p>La salute fragile e la carta di identit\u00e0 di Salman, 81 anni, sovrano dell\u2019Arabia Saudita, rendono la successione al trono saudita un tema caldo per i futuri sviluppi geopolitici del quadrante mediorientale: le immagini della visita a Riad di Donald Trump, appena conclusasi, hanno mostrato un re anziano e fragile.<\/p>\n<p>La delicata transizione, questo \u00e8 certo, dovr\u00e0 seguire uno schema diverso rispetto a quello della successione orizzontale sinora vigente all\u2019interno della casa dei Salman, che ha sempre visto il sovrano sostituito dal pi\u00f9 anziano dei figli ancora viventi di Abdulaziz, il primo re saudita. Il 29 aprile 2015, Re Salman ha infatti sostituito, su sua richiesta, il fratellastro Muqrin con Muhammad bin Nayef, primo dei nipoti di Abdulaziz, come principe della Corona, determinando cos\u00ec uno storico salto generazionale.<\/p>\n<p><b>Re Abdallah e il Consiglio di fedelt\u00e0<\/b><br \/>\nNel 2006, Re Abdallah, tramite la creazione del \u2018Consiglio di fedelt\u00e0\u2019, incaricato di selezionare un principe ereditario tra una rosa di candidati proposta dal sovrano, ha di fatto istituzionalizzato il processo di negoziato informale che gi\u00e0 avveniva tra i membri della casa Saud per determinare la successione al trono.<\/p>\n<p>Alla morte dell\u2019attuale sovrano, la scelta dei 28 membri che compongono l\u2019attuale Consiglio ruoter\u00e0 probabilmente attorno a due figure: il principe ereditario Muhammad bin Nayif, cugino di Salman, e Muhammad bin Salman, 32 anni, figlio del monarca in carica e vice-principe ereditario. La distanza, non solo anagrafica (Nayif \u00e8 del \u201959), tra i due candidati rende la scelta della Consiglio ancora pi\u00f9 importante, nella misura in cui essa contribuir\u00e0 a determinare le future traiettorie geopolitiche dell\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<p><b>Il nipote di Saud, specialista di repressione e anti-terrorismo<\/b><br \/>\nBin Nayef, ministro dell\u2019Interno dal 2012, \u00e8 una figura gi\u00e0 da anni al centro delle dinamiche politiche interne al regno saudita. Sin dalla met\u00e0 degli Anni 2000, quando si occupava di contrastare l\u2019attivit\u00e0 di al Qaeda nel regno in qualit\u00e0 di vice-ministro dell&#8217;Interno, il suo impegno politico si \u00e8 focalizzato sulla sicurezza del Paese, promossa attraverso una attenta e talvolta feroce repressione del dissenso.<\/p>\n<p>Nayef pu\u00f2 inoltre vantare legami diretti con Washington, costruiti nell\u2019ambito della cooperazione tra Arabia Saudita ed Usa nelle attivit\u00e0 di controterrorismo e condivisione di informazioni di intelligence, soprattutto nel periodo post Primavere arabe. \u00c8 stato proprio quando anche il regno saudita, nella provincia orientale a maggioranza shiita, \u00e8 stato lambito dalle proteste che infiammavano il mondo arabo che l\u2019operato di Nayef come ministro dell\u2019Interno si \u00e8 distinto per la sua attenzione a soffocare qualsiasi forma di protesta e di fermento nel Paese.<\/p>\n<p>Facendo leva sulla reputazione che si si \u00e8 costruito nel sedare le rivolte nella provincia orientale ed in Barhein, Nayef si propone all\u2019establishment saudita come garanzia di stabilit\u00e0 e sicurezza per il Paese. Nella sua visione, le priorit\u00e0 strategiche per l\u2019Arabia Saudita sono soprattutto di natura interna.<\/p>\n<p>L&#8217;impegno saudita al di fuori dei confini dovrebbe limitarsi a contrastare al Qaeda e il sedicente Stato islamico nello Yemen, ora che questi gruppi hanno tratto vantaggio del caos che regna nel Paese e che l&#8217;intervento saudita, a cui Nayef si \u00e8 opposto fin dall&#8217;inizio, ha contribuito a produrre.<\/p>\n<p><b>Il figlio di Salman e \u2018Vision 2030\u2019, ambizioni economiche<\/b><br \/>\nContrariamente alla candidatura di Nayef, piuttosto coerente con la tradizione politica saudita, quella di bin Salman, entrato in politica solo nel 2009, rappresenta una rottura significativa con il passato. Il principe Mohammad, nonostante la giovane et\u00e0 e la totale assenza di esperienze all\u2019estero, detiene gi\u00e0 un potere piuttosto significativo. Oltre ad essere il vice principe ereditario, il giovane rampollo \u00e8 infatti ministro della Difesa, capo del Consiglio per gli Affari economici e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, nonch\u00e9 capo della corte reale.<\/p>\n<p>La sua figura \u00e8 legata a \u2018Vision 2030\u2019, l\u2019ambizioso piano economico che mira a rivoluzionare l\u2019economia saudita, diversificandola e diminuendone la dipendenza dalle esportazioni di petrolio, e a risanare le casse dello Stato. Contrariamente all\u2019approccio piuttosto \u201cconservativo\u201d di Nayef, che punta alla preservazione piuttosto che al rilancio del potere saudita, il progetto di bin Salman si caratterizza per livelli pi\u00f9 alti di ambizione ed inevitabile incertezza.<\/p>\n<p>Per dare nuovo vigore al peso politico dell\u2019Arabia Saudita nella regione, Bin Salman intende innanzitutto rafforzare la proiezione verso l\u2019esterno della sua dottrina strategica. Un focus meno esclusivo sulla stabilit\u00e0 interna e un approccio pi\u00f9 attento ad individuare i teatri strategici, vedi Yemen, dove siano in gioco interessi nazionali \u00e8 inoltre giudicato funzionale al contenimento dell\u2019area di influenza iraniana, a rischio di espansione ora che la Repubblica Islamica, libera dal fardello delle sanzioni internazionali, rivendica un ruolo di primo piano nello scacchiere mediorientale.<\/p>\n<p><b>Cugini rivali, tra conservazione e rinnovamento<\/b><br \/>\nNonostante la personalit\u00e0 esuberante del giovane Salman, l\u2019influenza che esso esercita nei confronti del padre a la popolarit\u00e0 che gode tra le fasce pi\u00f9 giovani della popolazione, Nayef, che \u00e8 gi\u00e0 principe ereditario e dispone di legami pi\u00f9 solidi con molti degli alleati storici di Riad, rimane il favorito nella corsa al trono saudita. Tuttavia, l\u2019attenzione mediatica e la concentrazione di potere che il giovane Salman si \u00e8 guadagnato negli ultimi anni hanno dato vita ad una rivalit\u00e0 tra i due cugini per certi versi inaspettata e costringono a seguire i futuri sviluppi interni alla casa Saud con particolare attenzione.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 certo, \u00e8 che gran parte della partita si giocher\u00e0 sul tema della sicurezza. Il regno saudita deve fare i conti con i numerosi fallimenti della sua politica estera, a partire dal tentativo mal riuscito di contenere l\u2019influenza iraniana in Siria e Yemen, mentre sul fronte interno si registrano i diversi attentati alle moschee sciite rivendicati dal sedicente Stato islamico, che destabilizzano il Paese, e il numero crescente di giovani\u00a0<i>foreign fighters\u00a0<\/i>sauditi.<\/p>\n<p>Rimane da vedere se, di fronte a tali minacce, l\u2019establishment del Paese preferir\u00e0 affidarsi all\u2019esperienza di Nayef, oppure intravedr\u00e0 nel giovane Salman una possibilit\u00e0 di rilancio per arginare il declino saudita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La salute fragile e la carta di identit\u00e0 di Salman, 81 anni, sovrano dell\u2019Arabia Saudita, rendono la successione al trono saudita un tema caldo per i futuri sviluppi geopolitici del quadrante mediorientale: le immagini della visita a Riad di Donald Trump, appena conclusasi, hanno mostrato un re anziano e fragile. 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