{"id":65442,"date":"2017-05-21T18:17:48","date_gmt":"2017-05-21T16:17:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65442"},"modified":"2017-11-03T15:12:21","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:21","slug":"nord-corea-tutte-le-oscillazioni-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/nord-corea-tutte-le-oscillazioni-mosca\/","title":{"rendered":"Nord Corea: tutte le oscillazioni di Mosca"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSiamo categoricamente contrari all\u2019ampliamento del club delle potenze nucleari. Lo consideriamo controproducente, dannoso e pericoloso\u201d, ha dichiarato Vladimir Putin da Pechino. Il presidente russo ha per\u00f2 anche tenuto a precisare che Mosca considera altres\u00ec le intimidazioni rivolte alla Corea del Nord come \u201cinaccettabili\u201d.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 potrebbe sorprendere, se consideriamo che la distanza tra la citt\u00e0 russa di Vladivostok e il sito nucleare nordcoreano di Punggye-ri non supera i 400 chilometri.<\/p>\n<p>Se in seno al Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu la condanna dell\u2019ultimo test missilistico ordinato da Kim Jong-un \u00e8 stata unanime, \u00e8 tuttavia difficile stabilire fino a che punto la Russia intenda spingersi su questo dossier. L\u2019opposizione di Mosca verso le sanzioni &#8211; e la preferenza di una soluzione diplomatica &#8211; \u00e8 ormai un atteggiamento tipico, adottato in diverse occasioni e che lascia spazio ad ambiguit\u00e0. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che il dilemma di Putin \u00e8 di natura politica: collaborare o meno con l\u2019Occidente &#8211; e a che prezzo &#8211; o insistere sull\u2019unicit\u00e0 del proprio ruolo e creare un polo di interessi alternativo.<\/p>\n<p><b>I legami con Pyongyang\u2026<\/b><br \/>\nAlcuni analisti che si occupano di Nord Corea sostengono che semmai Pechino dovesse approvare sanzioni contro la Corea del Nord, quest\u2019ultima non avrebbe alcun problema a rivolgersi a Mosca. Tra Mosca e Pyongyang al momento non \u00e8 stato registrato alcun incremento dell\u2019interscambio commerciale, ma si intensificano i collegamenti via mare e via terra con la ferrovia che collega Khasan, sul confine orientale russo, e il porto norcoreano di Rajinper il trasporto di carbone, metalli e prodotti petroliferi.<\/p>\n<p>La Russia \u00e8 un\u2019importante fonte di valuta estera per la Corea del Nord, grazie alla presenza a Vladivostok della pi\u00f9 grande comunit\u00e0 di nordcoreani all\u2019estero, le cui rimesse ammontano a decine di migliaia di dollari al mese. I legami tra i due Paesi non sono, per\u00f2, sempre cristallini: un recente report delle Nazioni Unite denuncia le attivit\u00e0 della compagnia Kumsan che partirebbero dall\u2019ambasciata nordcoreana a Mosca.<\/p>\n<p>Tali elementi, tuttavia, non sembrano sufficienti a giustificare una protezione russa a vantaggio di Pyongyang. Stando al tasso di cambio molto basso e inaffidabile della valuta nordcoreana, la Russia dovrebbe sostenere il commercio con Pyongyang con sussidi e riserve federali, circostanza piuttosto improbabile.<\/p>\n<p><b>\u2026 e quelli con Seul<\/b><br \/>\nBen diversa \u00e8 invece la sinergia con la Corea del Sud. Al forum economico di Vladivostok dello scorso settembre sono stati firmati molti accordi nel settore energetico e Seul ha chiesto di aderire all\u2019accordo di libero scambio nell\u2019ambito dell\u2019Unione economica euroasiatica. Gli investimenti delle societ\u00e0 sudcoreane nell\u2019economia russa superano i 2,3 miliardi di dollari, mentre Mosca, grazie ai giacimenti Sakhalin-2, ha consegnato a Seul circa 1,5 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto.<\/p>\n<p>Nel corso del summit, il presidente Putin aveva dichiarato che la Russia si sarebbe opposta al programma nucleare di Pyongyang, ma allo stesso tempo di ritenere che una soluzione dovesse essere ricercata nel quadro diplomatico specifico dell\u2019Asia nordorientale, cercando di ridurre il livello di confronto militare.<\/p>\n<p><b>Convergenze con la Cina\u00a0<\/b><br \/>\nPer molto tempo la Corea del Nord ha tenuto un piede in due scarpe per ottenere maggiori vantaggi a seconda dei diversi settori di cooperazione, con l\u2019intento di mettere Pechino e Mosca in competizione per il ruolo di punto di riferimento politico ed economico contro l\u2019isolamento. La Cina esporta circa 500 mila tonnellate di petrolio e 270 mila tonnellate di prodotti petroliferi all\u2019anno, secondo le fonti dell\u2019industria petrolifera cinese. Quando due anni fa la Cina dato uno stop alle esportazioni di carburante per gli aerei, la Russia ha preso il suo posto.<\/p>\n<p>Se sul piano formale Mosca e Pechino condannano i test della Corea del Nord, sul piano pratico entrambe propendono per una soluzione diplomatica e sembrano opporsi a nuove sanzioni o all\u2019azione unilaterale di Washington.<\/p>\n<p><b>Opposizione alle sanzioni<\/b><br \/>\nLa contrariet\u00e0 della Russia alle sanzioni come strumento di soluzione delle controversie non \u00e8 una novit\u00e0, se pensiamo alla posizione mantenuta anche rispetto a Iran e Siria, ma soprattutto alle sanzioni internazionali che la riguardano e che hanno fatto seguito all\u2019intervento in Ucraina (misure di cui Mosca mirerebbe a ottenere la rimozione).<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento russo a riguardo non sembra dettato da motivazioni economiche o dal timore dello scoppio di una guerra con il coinvolgimento degli Stati Uniti nel suo cortile asiatico: la Russia possiede basi militari relativamente vicine al confine nordcoreano, da cui far partire missili balistici a corto e medio raggio; inoltre la Corea del Sud ospita gi\u00e0 molte basi militari statunitensi.<\/p>\n<p>Da un lato c\u2019\u00e8 la naturale opposizione russa nei confronti di un cambiamento di regime in Corea del Nord e dell\u2019unilateralismo americano che di fatto impedisce a Mosca di esercitare il ruolo geopolitico tanto agognato dal crollo dell\u2019Unione sovietica; i buoni rapporti con Pyongyang la indurrebbero, poi, ad escludere l\u2019eventualit\u00e0 di essere possibile bersaglio del regime di Kim Jong-un.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro, per\u00f2, nel lunghissimo periodo, la Russia potrebbe beneficiare della riduzione e forse della riunificazione delle due Coree, sia dal punto di vista economico sia politico (a differenza della Cina, che vedrebbe una Corea unita come un competitor). Lasciare questo compito agli americani non sar\u00e0 facile, ma al momento la Russia \u00e8 impegnata su fronti gi\u00e0 piuttosto dispendiosi e sarebbe difficile liberare risorse.<\/p>\n<p>Se alla luce di ci\u00f2 un atteggiamento attendista \u00e8 comprensibile, \u00e8 altres\u00ec probabile che presto gli eventi prenderanno una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3906\" target=\"blank\"><b><u>svolta<\/u><\/b><\/a>\u00a0e la Russia rischia di restare fuori dai giochi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSiamo categoricamente contrari all\u2019ampliamento del club delle potenze nucleari. Lo consideriamo controproducente, dannoso e pericoloso\u201d, ha dichiarato Vladimir Putin da Pechino. Il presidente russo ha per\u00f2 anche tenuto a precisare che Mosca considera altres\u00ec le intimidazioni rivolte alla Corea del Nord come \u201cinaccettabili\u201d. 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