{"id":65447,"date":"2017-05-20T18:22:51","date_gmt":"2017-05-20T16:22:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65447"},"modified":"2017-11-03T15:12:21","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:21","slug":"nato-vertice-verso-roadmap-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/nato-vertice-verso-roadmap-2\/","title":{"rendered":"Nato: Vertice, verso roadmap per 2%"},"content":{"rendered":"<p>Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parteciper\u00e0 al Vertice della Nato a Bruxelles il 25 maggio. L\u2019incontro sar\u00e0 il primo tra il nuovo presidente Usa e tutti i leader dei Paesi membri dell\u2019Alleanza atlantica.<\/p>\n<p>Trump intende riproporre le richieste americane per una maggiore partecipazione degli alleati alla ripartizione degli oneri (burden-sharing). Lo scorso mese il segretario di Stato Rex Tillerson ha chiesto ai Paesi della Nato di formulare una road map per raggiungere il livello di spesa del 2% del Pil, road map da discutere proprio nel prossimo Vertice alleato.<\/p>\n<p>Il tema della ripartizione degli oneri &#8211; ovvero il raggiungimento della soglia di spesa per la difesa del 2% del Pil &#8211; sar\u00e0 quindi argomento di confronto il 25 maggio, insieme a quelli di una maggiore assunzione di responsabilit\u00e0 e della definizione delle modalit\u00e0 di lotta al terrorismo.<\/p>\n<p><b>I limiti di un target solo quantitativo<\/b><br \/>\nNonostante il target del 2% abbia assunto un ruolo di primo piano nel dibattito attuale sulla difesa europea e transatlantica, questo parametro va comunque valutato con cautela per una serie di ragioni.<\/p>\n<p>Innanzitutto, la difficolt\u00e0 di applicare i parametri Nato alle diverse contabilit\u00e0 nazionali rende problematica una comparazione coerente e precisa delle effettive spese nazionali per le Forze Armate.<\/p>\n<p>Inoltre, il riferimento al 2% fornisce una fotografia parziale delle capacit\u00e0 di difesa di un Paese.Questo parametro, infatti, non tiene conto di prontezza operativa, capacit\u00e0 di dispiegamento e sostenibilit\u00e0 delle Forze Armate. Inoltre, non fornisce indicazioni rispetto alla ripartizione delle spese all\u2019interno dei bilanci nazionali, non valutando qualit\u00e0 ed efficienza degli investimenti.<\/p>\n<p>Infine, il legame diretto con il Pil &#8211; che varia considerevolmente tra gli Stati membri &#8211; rende questo target poco sostenibile nel lungo periodoper alcuni Paesi. Ad esempio, la Germania dovrebbe sostenere una spesa di oltre 70 miliardi per raggiungere il 2% del proprio Pil.<\/p>\n<p><b>Il quadro europeo<\/b><br \/>\nIn Europa solamente Estonia, Grecia, Polonia e Regno Unito rispettano questo target; gli altri Stati se ne discostano, nonostante negli ultimi anni si registri una tendenza verso un\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/defence-budgets-and-cooperation-europe-trends-and-investments\" target=\"blank\"><b><u>aumento generale<\/u><\/b><\/a>\u00a0delle spese per la difesa.<\/p>\n<p>Analizzando i piani di spesa relativi all\u2019anno corrente, in Europa solamente Finlandia, Grecia e Romania hanno previsto, nelle rispettive leggi finanziarie, delle diminuzioni di spesa. Tutti gli altri hanno invece proposto aumenti che, in alcuni casi, raggiungono le due cifre percentuali.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 nello specifico, Paesi come Francia e Germania sono ancora lontani dal raggiungimento della soglia. Parigi spender\u00e0 circa 40.3 miliardi nel 2017, circa l\u20191,8% del Pil nazionale. La percentuale include per\u00f2 anche la spesa per le pensioni &#8211; attorno ai 7,82 miliardi &#8211; che incide positivamente sulla proporzione con il Pil.<\/p>\n<p>Berlino, per contro, che pure ha stanziato per il 2017 un aumento corrispondete a circa l\u20198% rispetto al budget della difesa del 2016, \u00e8 ancora all\u20191,2% del Pil nazionale, prevedendo di raggiungere la soglia del 2% entro il 2024. Le prossime elezioni potrebbero per\u00f2 influenzare le tempistiche previste.<\/p>\n<p><b>Il contesto italiano<\/b><br \/>\nIn un quadro europeo generalmente positivo, anche l\u2019<a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/bilanci-e-industria-della-difesa\" target=\"blank\"><b><u>Italia<\/u><\/b><\/a>\u00a0sembra seguire questo trend. Secondo il rapporto Nato pubblicato a marzo 2017, la spesa militare \u00e8 aumentata tra il 2015 e il 2016, passando da 17,642 a 19,980 miliardi. Quest\u2019incremento, che equivale ad un aumento del 10%, fa crescere la percentuale di spesa per la difesa in rapporto al Pil, dall\u20191,01% all\u20191,11%. Questi dati vanno tuttavia ridimensionati e valutati alla luce di due precisazioni.<\/p>\n<p>In primo luogo, le cifre Nato includono anche la Funzione Sicurezza e Difesa del Territorio (Carabinieri), le Funzioni Esterne, e le pensioni provvisorie del Personale in Ausiliaria. Una valutazione pi\u00f9 accurata dovrebbe considerare la Funzione Difesa unitamente alle spese relative agli investimenti stanziati dal MiSE, le risorse per il fondo missioni internazionali e una minima parte della Funzione Difesa e Sicurezza del Territorio relativa alle missioni Difesa e Polizia Militare dei Carabinieri.Secondo questa logica la spesa italiana per le Forze Armate nel 2016 si assesterebbe sui 17 miliardi, pari a circa l\u20191% del Pil nazionale.<\/p>\n<p>In secondo luogo, considerando nello specifico la Funzione Difesa, l\u2019aumento registrato tra il 2015 e il 2016, da 13.186 milioni a 13.360 milioni, \u00e8 in realt\u00e0 riconducibile all\u2019incremento dei costi per il personale e solo marginalmente alla voce esercizio. Inoltre, le previsioni per le risorse destinate alla Funzione Difesa nel 2017 prevedono un lieve calo rispetto all\u2019anno precedente, da 13,36 a 13,212 miliardi. Questo riduzione, nonostante un concomitante aumento degli investimenti MiSE &#8211; che nel 2017 dovrebbero assestarsi attorno ai 2,7 miliardi -, condurrebbe ad un ulteriore allontanamento del bilancio della difesa nazionale dal target del 2%.<\/p>\n<p><b>L\u2019importanza politica del 2% e l\u2019Italia<\/b><br \/>\nNonostante le sue limitazioni \u00e8 importante sottolineare come questo target rimanga un valido punto di riferimento in termini politici. In questo senso, l\u2019obiettivo del 2% ha valore programmatico e costituisce uno stimolo se non ad aumentare le risorse quantomeno ad arrestare i tagli. In effetti, esso fornisce una sorta di obbligazione esterna per i governi che spesso faticano a giustificare le spese per la difesa di fronte alle proprie opinioni pubbliche.<\/p>\n<p>Anche nel caso italiano, bench\u00e9 questo parametro non valorizzi l\u2019impegno nazionale in termini di prontezza operativa e partecipazione alle iniziative Nato, costituisce comunque un impegno politico sottoscritto in ambito alleato. \u00c8 importante, quindi che anche l\u2019Italia mostri la volont\u00e0 di invertire la rotta attraverso l\u2019elaborazione di una road map credibile e sostenibile nel lungo termine. Proprio il Vertice di Bruxelles potrebbe essere un buon punto di partenza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parteciper\u00e0 al Vertice della Nato a Bruxelles il 25 maggio. L\u2019incontro sar\u00e0 il primo tra il nuovo presidente Usa e tutti i leader dei Paesi membri dell\u2019Alleanza atlantica. Trump intende riproporre le richieste americane per una maggiore partecipazione degli alleati alla ripartizione degli oneri (burden-sharing). Lo scorso mese [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,96,100,140,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65447"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65447"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65447\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65449,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65447\/revisions\/65449"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65447"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65447"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65447"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}