{"id":65451,"date":"2017-05-18T18:28:52","date_gmt":"2017-05-18T16:28:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65451"},"modified":"2017-11-03T15:12:21","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:21","slug":"difesa-europea-verso-un-sistema-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/difesa-europea-verso-un-sistema-paese\/","title":{"rendered":"Difesa europea: verso un sistema-Paese"},"content":{"rendered":"<p>Quante volte si \u00e8 parlato in Italia della necessit\u00e0 di \u201cfare sistema\u201d? Tante, forse troppe, spesso in maniera disarticolata e astratta. E cosa vuol dire \u201cfare sistema\u201d in un mercato internazionale della difesa sempre pi\u00f9 competitivo, complesso e in continuo mutamento sul fronte politico e dell\u2019evoluzione tecnologica?<\/p>\n<p>Una pratica sempre pi\u00f9 diffusa \u00e8 quella degli accordi governo-governo (G2G), i quali rappresentano uno strumento strategico di politica internazionale, consentendo anche di sostenere la propria industria nazionale della difesa. Crescente \u00e8 inoltre il numero dei Paesi terzi che prediligono un approccio G2G alla fornitura di equipaggiamenti militari, sia come strumento di garanzia al momento della stipula dei contratti sia come tramite per stringere nuove collaborazioni militari e industriali.<\/p>\n<p><b>L\u2019esempio britannico e francese<\/b><br \/>\nLondra e Parigi praticano gi\u00e0 da tempo un supporto all\u2019export di equipaggiamenti militari particolarmente efficace e strutturato. La politica britannica, per esempio, viene definita e realizzata in modo sistemico attraverso l\u2019azione della Defence Growth Partnership (Dgp) e della Defence and Security Organization (Dso). Il ruolo e la rilevanza del lavoro congiunto tra Dgp e Dso sono destinati a crescere nei prossimi anni per rafforzare la posizione internazionale del Regno Unito alla luce dei possibili impatti economici e politici della Brexit.<\/p>\n<p>In modo analogo, la politica francese si caratterizza da sempre per un forte sostegno governativo all\u2019esportazione di prodotti militari, facendo leva su un\u2019organizzazione articolata sia a livello politico-strategico sia a livello \u201cperiferico\u201d.<\/p>\n<p><b>L\u2019ambiguit\u00e0 italiana\u2026<\/b><br \/>\nL\u2019Italia, come accade troppo spesso, vive una situazione di mezzo, per certi versi ambigua. La normativa del 2015 &#8211; con la quale si introduce l\u2019attivit\u00e0 G2G &#8211; \u00e8 certamente di un\u2019assoluta novit\u00e0 ma ha delle debolezze intrinseche: esclude, infatti, espressamente ogni coinvolgimento dello Stato italiano, e in particolare della Difesa, nelle trattative commerciali, limitando la sua attivit\u00e0 a quella di supporto tecnico-amministrativo.<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 spesso per\u00f2 viene chiesto alla Difesa di ricoprire il ruolo di rappresentante del Paese e di garante dell\u2019accordo, per assicurare la corretta attuazione dei contratti. C\u2019\u00e8 innanzitutto di un problema di immagine e credibilit\u00e0 dell\u2019Italia come sistema-paese perch\u00e9 l\u2019impostazione corrente espone lo Stato sul piano dell\u2019immagine giuridica-legale senza tuttavia fornire la capacit\u00e0, gli strumenti e la responsabilit\u00e0 di controllare il buon esito del contratto.<\/p>\n<p>Non a caso, la Commissione Difesa del Senato sta discutendo sull\u2019eventualit\u00e0 di rivedere la normativa G2G per renderla pi\u00f9 simile a quelli che altri paesi concorrenti. Ci\u00f2 avrebbe ricadute non solo per la politica di sicurezza e difesa dell\u2019Italia ma altres\u00ec sul rafforzamento competitivo del comparto tecnologico-industriale.<\/p>\n<p><b>\u2026e come superarla\u00a0<\/b><br \/>\nA questo proposito, un recente\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/i-regimi-di-esportazione-g2g-di-sistemi-darma\" target=\"blank\"><b><u>studio IAI<\/u><\/b><\/a>\u00a0per il Parlamento cerca di fornire alcune proposte concrete per superare l\u2019attuale ambiguit\u00e0 e conferire cos\u00ec maggiori competenze e responsabilit\u00e0 alla Difesa nell\u2019ambito degli accordi G2G. Innanzitutto, la decisione circa l\u2019esportazione di un determinato prodotto nell\u2019ambito di un accordo governo-governo dovrebbe essere presa a livello politico, attraverso un organismo di natura sistemica, una sorta di Consiglio dei ministri ristretto che includa i dicasteri interessati.<\/p>\n<p>Il lavoro tecnico potrebbe essere svolto da un tavolo tecnico interministeriale, sulla falsariga della cabina di regia per l\u2019aerospazio o di quello per il coordinamento delle attivit\u00e0 in ambito Edap (European Defence Action Plan). In quest\u2019ottica si potrebbe anche affrontare in termini pi\u00f9 generali la politica del supporto all\u2019esportazione di equipaggiamenti militari italiani nel caso si identifichi uno specifico interesse nazionale.<\/p>\n<p>Si potrebbe, quindi, riattivare e aggiornare l\u2019iniziativa Gliced, il gruppo di lavoro interministeriale per il coordinamento delle esportazioni di materiali per la difesa istituito all\u2019inizio dello scorso decennio presso la Presidenza del Consiglio e mai decollato.<\/p>\n<p><b>Cambio di passo tra Difesa e industria<\/b><br \/>\nA livello pi\u00f9 operativo, si potrebbe pensare di rivedere la funzione e il ruolo della societ\u00e0 Difesa Servizi. Quest\u2019ultima, a fronte di un cambiamento della sua legge istitutiva, potrebbe rispondere in maniera adeguata alle caratteristiche intrinseche degli accordi governo-governo. Si tratta, peraltro, di una societ\u00e0 per azioni di cui il Ministero della Difesa \u00e8 socio unico: esegue gi\u00e0 attivit\u00e0 di vendita di beni e servizi civili e potrebbe acquisire i necessari profili professionali su base temporanea senza appesantire la sua struttura.<\/p>\n<p>Al centro di un\u2019eventuale nuova impostazione della politica italiana in materia rimane per\u00f2 un punto fondamentale, ovvero un cambio di passo nelle relazioni tra Difesa e industria. Gi\u00e0 il Libro bianco del 2015 definisce tale direzione, sottolineando come le esportazioni rappresentino \u201cimportanti risorse spendibili nei rapporti intergovernativi tesi alla cooperazione militare.<\/p>\n<p>Su di esse, si possono sviluppare politiche di partenariato e di trasferimento di tecnologie, privilegiando gli accordi \u00abGoverno a Governo\u00bb\u201d. Un potenziale coinvolgimento dello Stato deve quindi necessariamente essere gestito attraverso uno stretto rapporto con la controparte industriale interessata all\u2019accordo affinch\u00e9 sia in grado di monitorare l\u2019intera attivit\u00e0 del programma e possa tempestivamente intervenire nel caso si presentino criticit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quante volte si \u00e8 parlato in Italia della necessit\u00e0 di \u201cfare sistema\u201d? Tante, forse troppe, spesso in maniera disarticolata e astratta. E cosa vuol dire \u201cfare sistema\u201d in un mercato internazionale della difesa sempre pi\u00f9 competitivo, complesso e in continuo mutamento sul fronte politico e dell\u2019evoluzione tecnologica? 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