{"id":65455,"date":"2017-05-17T18:32:26","date_gmt":"2017-05-17T16:32:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65455"},"modified":"2017-11-03T15:12:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:22","slug":"cina-litalia-nella-nuova-via-della-seta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/cina-litalia-nella-nuova-via-della-seta\/","title":{"rendered":"Cina: l\u2019Italia nella nuova Via della Seta"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono conferenze che fanno la storia. \u00c8 sufficiente evocare, per esempio, nomi quali Bretton Woods, oppure i Trattati di Roma, e immediatamente il pensiero corre a quei consessi che hanno fondato l\u2019ordine monetario internazionale nel primo caso, oppure gettato le basi della costruzione europea nel secondo.<\/p>\n<p>Anche il\u00a0<i>Belt and Road Forum for International Cooperation\u00a0<\/i>che si \u00e8 tenuto a Pechino il 14 e 15 maggio rester\u00e0 negli annali. La Cina \u00e8 stata capace di far convergere nella capitale 29 capi di Stato e di governo &#8211; tra cui il premier italiano Paolo Gentiloni &#8211; e i capi delle pi\u00f9 importanti organizzazioni internazionali (inclusi il segretario generale delle Nazioni Unite, Ant\u00f3nio Guterres, il managing director del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, e il direttore generale dell\u2019Organizzazione mondiale del commercio, Roberto Azev\u00eado) per quello che \u00e8 probabilmente il pi\u00f9 importante evento diplomatico dell\u2019anno, organizzato a poca distanza dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/archivio_articoli.asp?TagID=175\" target=\"blank\"><b><u>G7 di Taormina<\/u><\/b><\/a>\u00a0e dal G20 di Amburgo.<\/p>\n<p><b>Il piano Marshall di Pechino<\/b><br \/>\nL\u2019obiettivo dell\u2019incontro \u00e8 stata la promozione della\u00a0<i>Belt and Road Initiative<\/i>\u00a0(Bri) ideata dal Presidente cinese Xi Jinping per stimolare la connettivit\u00e0 tra la Cina e (per ora) 65 Paesi del territorio euroasiatico e africano &#8211; ma anche oltre, visto che alcuni Stati sudamericani ne vogliono far parte &#8211; attraverso la promozione degli scambi commerciali e culturali, gli investimenti in vari settori, la costruzione di reti infrastrutturali e piattaforme di cooperazione. Il tutto inquadrato nella componente terrestre attraverso la\u00a0<i>Silk Road Economic Belt\u00a0<\/i>e marittima con la\u00a0<i>Maritime Silk Road<\/i>.<\/p>\n<p>La rilevanza del Forum sta nel fatto che attraverso di esso la Cina si propone di costruire un\u2019alternativa multilaterale agli attuali consessi internazionali creati all\u2019indomani della fine del secondo conflitto mondiale e tradizionalmente dominati dagli Stati Uniti e dai loro alleati. Non per niente John L. Thornton, co-chairman della Brookings Institution, durante il suo intervento al\u00a0<i>Belt and Road Forum\u00a0<\/i>ha associato l\u2019iniziativa del presidente cinese Xi Jinping al Piano Marshall che ha ricostruito l\u2019Europa, con la differenza, per\u00f2, che &#8211; calcolato ai dollari attuali &#8211; l\u2019impegno finanziario di Pechino \u00e8 12 volte superiore alle somme stanziate dagli americani all\u2019indomani della seconda Guerra mondiale.<\/p>\n<p><b>L\u2019importanza del Forum<\/b><br \/>\nNon \u00e8 un caso che proprio sabato 13 maggio, il giorno prima che si aprisse il Forum, la Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib, la banca infrastrutturale per gli investimenti asiatici con sede a Pechino \u00e8 stata creata appositamente per promuovere la Bri e che \u00e8 alternativa alla Banca mondiale con sede a Washington) abbia ammesso 7 nuovi Paesi, portando il totale dei suoi membri a 77. Tra questi anche l\u2019Italia, che \u00e8 uno dei paesi fondatori dal marzo 2015.<\/p>\n<p>Anche i tempi (alquanto lunghi) assomigliano a quelli del Piano Marshall. Il Forum della\u00a0<i>Belt and Road\u00a0<\/i>dovrebbe tenersi ogni due anni (il prossimo \u00e8 previsto per il 2019), per fare il punto dell\u2019avanzamento dei progetti e delle iniziative legate alla costruzione della Nuova Via della Seta, e dovrebbe durare &#8211; nelle intenzioni di Xi, ispiratore di questo progetto &#8211; almeno per i prossimi tre decenni, concludendosi nel 2049, in occasione del centenario della fondazione della Repubblica popolare cinese. Per quella data, la Cina spera di aver creato, attraverso la realizzazione della\u00a0<i>Belt and Road<\/i>, un sistema di partenariati e alleanze che farebbero di Pechino quello che Washington \u00e8 stato in questi ultimi 70 anni: il perno dell\u2019ordine mondiale.<\/p>\n<p>Riuscir\u00e0 la dirigenza cinese in questo tentativo cosi grandioso e audace al tempo stesso? Difficile dirlo ora. Molte sono le voci critiche che si sono levate negli ultimi tempi, sia fuori che dentro la Cina. \u00c8 certo, per\u00f2, che Pechino \u00e8 intenzionata ad inondare di investimenti quanti accetteranno di far parte di questo progetto.<\/p>\n<p>La potenza finanziaria che si sta mettendo in moto potrebbe raggiungere i 4-6 trilioni di dollari nell\u2019arco dei prossimi tre decenni. Una somma enorme, che nessun altro paese al mondo riuscirebbe, in questo momento, anche solo a immaginare di poter stanziare. E parte di questi fondi potrebbe essere intercettati anche dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3836\" target=\"blank\"><b><u>Italia<\/u><\/b><\/a>, visto che il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3849\" target=\"blank\"><b><u>Mediterraneo<\/u><\/b><\/a>\u00a0\u00e8 considerato il punto terminale della Via della Seta marittima.<\/p>\n<p><b>Ruolo (e mancanze) dell\u2019Italia<\/b><br \/>\nGli investimenti cinesi sul territorio italiano sono aumentati considerevolmente negli ultimi anni, in concomitanza con il lancio della nuova Via della Seta. Basti pensare che l\u2019acquisizione di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3020\" target=\"blank\"><b><u>Pirelli<\/u><\/b><\/a>\u00a0da parte di Chem China fu fatta, per circa il 25%, attraverso il\u00a0<i>Silk Road Fund<\/i>, un fondo cinese creato per promuovere gli investimenti legati alla\u00a0<i>Belt and Road Initiative<\/i>. Ed anche le acquisizioni cinesi delle squadre di calcio del Milan e dell\u2019Inter sono considerate, a Pechino, tasselli della costruzione della connettivit\u00e0 euro-asiatica.<\/p>\n<p>Il ruolo dell\u2019Italia nella costruzione della Via della Seta \u00e8 stato uno dei punti del colloquio bilaterale tra Gentiloni e Xi, il 15 maggio. Peccato, per\u00f2, che il premier italiano non sia potuto essere presente alla cerimonia di apertura del\u00a0<i>Belt and Road Forum<\/i>, essendo arrivato a Pechino solo nel pomeriggio di domenica. \u00c8 mancata pertanto la voce dell\u2019Italia, mentre gli altri grandi Paesi europei, tra cui Germania, Francia e Gran Bretagna, avevano mandato propri rappresentanti a parlare la mattina, consci dell\u2019importanza di essere presenti in quel momento storico.<\/p>\n<p>Alcuni di loro, come il ministro tedesco degli Affari economici Brigitte Zypries, hanno sottolineato le criticit\u00e0 del progetto cinese, facendo capire in tal modo che Berlino \u00e8 s\u00ec pronta ad approfittare delle innumerevoli opportunit\u00e0 della\u00a0<i>Belt and Road<\/i>, senza tuttavia rinunciare ai propri valori. Sarebbe stato bello ascoltare anche la voce dell\u2019Italia in proposito. Speriamo nel 2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono conferenze che fanno la storia. \u00c8 sufficiente evocare, per esempio, nomi quali Bretton Woods, oppure i Trattati di Roma, e immediatamente il pensiero corre a quei consessi che hanno fondato l\u2019ordine monetario internazionale nel primo caso, oppure gettato le basi della costruzione europea nel secondo. 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