{"id":65459,"date":"2017-05-17T18:40:18","date_gmt":"2017-05-17T16:40:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65459"},"modified":"2017-11-03T15:12:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:22","slug":"g7-la-vigilia-berlino-parigi-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/g7-la-vigilia-berlino-parigi-roma\/","title":{"rendered":"G7: la vigilia a Berlino, Parigi e Roma"},"content":{"rendered":"<p>La foto ricordo del G7 di Taormina del 26 e 27 maggio prossimi metter\u00e0 insieme leader esordienti come Donald Trump, Paolo Gentiloni, Emmanuel Macron &#8211; fresco di vittoria &#8211; e Theresa May &#8211; in attesa di una simile vittoria -, e leader che di queste foto ne hanno fatte diverse, Angela Merkel (11), Shinzo Abe (5) e Justin Trudeau (2).<\/p>\n<p>Lo scatto, difficile da prevedere solo un anno fa, diventer\u00e0 &#8211; con ogni probabilit\u00e0 &#8211; il simbolo di un mondo profondamente mutato a seguito del cambio di inquilino alla Casa Bianca. Gli equilibri tra le varie potenze dovranno ricomporsi per far fronte alle politiche di chiusura e di divisione dell\u2019attuale amministrazione americana. In particolare, i tre principali Paesi europei &#8211; Germania, Francia e Italia &#8211; dovranno mostrare unit\u00e0, nonostante situazioni economiche e politiche parecchio distanti.<\/p>\n<p><b>Germania, Francia, Italia: condizioni non comparabili\u00a0<\/b><br \/>\nLa Germania registra la performance economica migliore: il tasso di variazione del prodotto interno lordo \u00e8 in linea con la media dell\u2019area dell\u2019euro e pari all\u20191,6% &#8211; la disoccupazione \u00e8 ai minimi storici &#8211; quella totale supera di poco il 4%, quella della fascia di et\u00e0 compresa tra i 15 e i 24 anni, sfiora il 7% -, i conti pubblici sono in ordine.<\/p>\n<p>Dal punto di vista politico, il Paese \u00e8 stabile. Grazie a un approccio sul tema dell\u2019immigrazione \u201cmeno tollerante e pi\u00f9 europeo\u201d, il governo \u00e8 riuscito a arginare\u00a0<i>Alternative f\u00fcr Deutschland<\/i>, una forza xenofoba e anti-sistema che sembrava destinata a dominare la scena politica tedesca.<\/p>\n<p>I principali istituti demoscopici concordano nel prevedere che la Cdu e l\u2019Spd dovrebbero raccogliere complessivamente i due terzi delle preferenze, nelle urne delle legislative di settembre: si profila, quindi, una riedizione della\u00a0<i>Grosse Koalition<\/i>. A capo, dovrebbe esserci per la quarta volta Angela Merkel, visto che \u201cl\u2019effetto Schulz\u201d sembra essersi esaurito: nelle recenti elezioni in Saarland, in Schleswig-Holstein e, soprattutto in Nord Reno-Vestfalia &#8211; Land tradizionalmente roccaforte dei socialdemocratici &#8211; il partito della cancelliera \u00e8 arrivato primo, con risultati ben al di sopra delle attese.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 la Francia che, con la battuta d\u2019arresto inflitta al Front National di Marine Le Pen, ha acquisito una immagine politica decisamente rinnovata. Il Paese, per\u00f2, ha bisogno di riforme &#8211; la crescita supera di poco l\u20191% e la disoccupazione si attesta al 10% &#8211; e di rigore fiscale &#8211; il disavanzo \u00e8 al 3,3%, il debito sfiora il 100% del Pil.<\/p>\n<p>E, infine, c\u2019\u00e8 l\u2019Italia, in veste di padrona di casa ma in posizione di fanalino di coda: \u00e8 lo Stato che cresce meno (1% del Pil) tra i paesi dell\u2019eurozona, con il quarto livello pi\u00f9 alto di disoccupazione (11,7% quella totale, 39% quella giovanile) e il secondo di debito (133%). Ma, soprattutto, \u00e8 l\u2019unico che vive una prolungata fase di incertezza politica anche perch\u00e9 non \u00e8 riuscito a ridimensionare l\u2019avanzata delle forze populiste.<\/p>\n<p><b>Collaborazione e agenda economica<\/b><br \/>\nA fronte del nuovo contesto, con i negoziati della Brexit alle porte e con Trump che mira ad indebolire l\u2019Europa, dividendola, (e, infatti, dopo solo una settimana dal suo insediamento ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3816\" target=\"blank\"><b><u>attaccato pesantemente il governo di Berlino<\/u><\/b><\/a>\u00a0e la sua politica commerciale), Germania, Francia e Italia non hanno alternativa che lavorare insieme.<\/p>\n<p>Del resto, nessun Paese dell\u2019Unione ha la forza e le dimensioni per agire da solo. A cominciare dalla Germania che, infatti, conta su un rafforzamento del tradizionale asse franco-tedesco per accelerare il processo di integrazione europeo. Sui temi dell\u2019immigrazione, della sicurezza e della difesa c\u2019\u00e8 da scommettere che non sar\u00e0 difficile trovare una convergenza di vedute; su quelli economici, invece, la strada rischia di presentarsi in salita.<\/p>\n<p>Alla proposta di una politica fiscale comune, avanzata in campagna elettorale da Emmanuel Macron, Angela Merkel si oppone. A suo avviso, la condivisione dei rischi pu\u00f2 avvenire solo dopo una riduzione di tali rischi e, soprattutto, nel rispetto di quelle regole fiscali che la Francia viola da quasi un decennio. La cancelliera \u00e8 consapevole, tuttavia, delle complessit\u00e0, in termini di equilibri politici interni, che dovr\u00e0 affrontare Macron.<\/p>\n<p>Arroccarsi su posizioni troppo rigide, pertanto, rischierebbe di isolarla, come avvenuto durante la crisi. Dovr\u00e0 quindi mediare, accettando tempi pi\u00f9 lunghi per l\u2019aggiustamento dei conti francesi in cambio di riforme. Procedendo in questo modo, verrebbe ripristinato un rapporto fiduciario minato in questi anni dalle tante promesse non sempre mantenute della presidenza Hollande.<\/p>\n<p>La ritrovata fiducia consentirebbe a Macron di conquistare spazi negoziali su dossier come l\u2019introduzione di un ministro delle Finanze unico o l\u2019istituzione di un budget comune dell\u2019eurozona, primi passi verso la costruzione di un\u2019unione di bilancio, fondamentale secondo Macron, non solo per la Francia, ma per la tenuta dell\u2019intero progetto europeo: \u201cBisogna far passare il principio dei trasferimenti da un Paese all\u2019altro, altrimenti non ci sar\u00e0 mai convergenza economica\u201d ha ripetuto pi\u00f9 volte nei mesi che hanno preceduto la sua elezione.<\/p>\n<p><b>Italia: riforme o campagna elettorale?<\/b><br \/>\nCerto, non sar\u00e0 semplice convincere la Merkel: quest\u2019ultima deve fare i conti con un elettorato tedesco che di\u00a0<i>Transfer Union<\/i>, dopo ben otto salvataggi (tre alla Grecia, uno all\u2019Irlanda, uno al Portogallo, uno alle banche spagnole e uno a Cipro), proprio non ne vuole sentire parlare. Macron ha, quindi, bisogno di alleati. In questa partita, l\u2018Italia potrebbe giocare un ruolo di primaria importanza. Con il governo di Roma impegnato a riprendere il cammino delle riforme &#8211; avviato e poi interrotto dalla perenne campagna elettorale &#8211; e a invertire la rotta del debito, per il neopresidente francese sarebbe pi\u00f9 facile trovare un compromesso con la Germania.<\/p>\n<p>Del resto, per un Paese come il nostro, che deve risanare le finanze pubbliche e tornare a crescere, non sembra esserci alternativa a un mix di riforme e rigore. Ci\u00f2 richiede, per\u00f2, un netto cambio di strategia. A questo proposito, la legge di stabilit\u00e0 dell\u2019autunno prossimo rappresenta un importante banco di prova per capire se verr\u00e0 data priorit\u00e0 ai conti oppure alla campagna elettorale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La foto ricordo del G7 di Taormina del 26 e 27 maggio prossimi metter\u00e0 insieme leader esordienti come Donald Trump, Paolo Gentiloni, Emmanuel Macron &#8211; fresco di vittoria &#8211; e Theresa May &#8211; in attesa di una simile vittoria -, e leader che di queste foto ne hanno fatte diverse, Angela Merkel (11), Shinzo Abe [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[151,402,403,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65459"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65459"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65459\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65463,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65459\/revisions\/65463"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65459"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65459"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65459"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}