{"id":65475,"date":"2017-05-11T19:30:01","date_gmt":"2017-05-11T17:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65475"},"modified":"2017-11-03T15:12:25","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:25","slug":"terrorismo-larma-dello-scambio-dei-dati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/terrorismo-larma-dello-scambio-dei-dati\/","title":{"rendered":"Terrorismo: l\u2019arma dello scambio dei dati"},"content":{"rendered":"<p>Il dibattito sulla lotta al terrorismo internazionale \u00e8 purtroppo sempre all\u2019ordine del giorno, sulle agende dei governi nazionali e sui tavoli di lavoro a Bruxelles. I nefasti eventi di Parigi, Nizza, Bruxelles, Berlino e altrove hanno messo in evidenza che le maglie delle polizie nazionali non sono impenetrabili e che una cooperazione rafforzata in materia di sicurezza europea passa anche da uno scambio di informazioni e dati pi\u00f9 sistematizzato.<\/p>\n<p>Le reti terroristiche hanno cellule operanti in diversi Stati membri dell\u2019Unione e si avvalgono di punti di contatto poliedrici, che richiedono un\u2019azione pi\u00f9 sistematica da parte delle polizie europee. Nell\u2019Unione europea, tra i numerosi mezzi impiegati nella lotta al terrorismo, senza dubbio assurge a un ruolo di primo piano l\u2019agenzia per la cooperazione di polizia europea, Europol.<\/p>\n<p><b>Un passo importante<\/b><br \/>\nDopo tre anni di negoziati, l\u201911 maggio dello scorso anno, esattamente un anno fa, il Parlamento europeo ha finalmente raggiunto un accordo per il nuovo\u00a0<a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/ALL\/?uri=CELEX:32016R0794\" target=\"blank\"><b><u>regolamento europeo 2016\/794<\/u><\/b><\/a>\u00a0che sostituisce e abroga la\u00a0<a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/?uri=CELEX:32009D0371\" target=\"blank\"><b><u>decisione 2009\/371\/GAI<\/u><\/b><\/a>\u00a0del Consiglio dell\u2019Ue che istituiva Europol come entit\u00e0 dell\u2019Unione nel 2009.<\/p>\n<p>Il nuovo regolamento ha dovuto attendere quasi un anno prima di entrare in vigore: solo dallo scorso Primo Maggio, infatti, sono divenute applicabili le nuove disposizioni. Una piccola rivoluzione nella gestione della sicurezza in Europa, passata abbastanza in sordina, soppiantata dalle presidenziali francesi e dagli attriti in Corea del Nord, che vedr\u00e0 i suoi auspicabili positivi effetti dispiegarsi nel corso dei prossimi mesi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 sin dalla natura giuridica dell\u2019atto si possono scorgere i primi fondamentali cambiamenti: non pi\u00f9 una decisione del Consiglio, ma un passaggio attraverso il Parlamento europeo che rende la decisione pi\u00f9 democratica e soprattutto concordata non solo in maniera intergovernativa ma anche tra le forze politiche dei vari Paesi membri dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><b>I cambiamenti di maggiore impatto<\/b><br \/>\nEuropol \u00e8 stata spesso criticata in passato per la mancanza di autonomia dai propri Stati membri e per un ruolo quasi mai di primo piano nel confronto alla criminalit\u00e0 organizzata e al terrorismo, ma piuttosto di secondo piano in supporto alle polizie nazionali. Il nuovo regolamento porta in dote invece quattro importanti cambiamenti, che potrebbero ridimensionare in positivo l\u2019azione e l\u2019efficacia dell\u2019agenzia di cooperazione di polizia europea.<\/p>\n<p>In primis, l\u2019articolo sei del nuovo regolamento prevede la possibilit\u00e0 per Europol di avviare un\u2019indagine\u00a0<i>motu proprio<\/i>, proponendo a due o pi\u00f9 Stati membri la formazione sotto la propria egida e il proprio coordinamento di task force regionali per determinate materie o settori di indagine. Uno dei maggiori limiti di Europol in passato stava proprio nella mancanza di un\u2019autonomia di azione. Ci voleva la richiesta di supporto da parte di polizie degli Stati membri per l\u2019avvio di indagini congiunte con forze di polizia di due o pi\u00f9 Stati.<\/p>\n<p>La seconda novit\u00e0 rilevante per il rafforzamento del ruolo di Europol \u00e8 la previsione di unit\u00e0 nazionali di contatto di Europol. Tale articolo era gi\u00e0 presente nel precedente testo istitutivo di Europol, e alcune unit\u00e0 nazionali erano gi\u00e0 costituite in seno alle polizie nazionali, tra cui l\u2019unit\u00e0 nazionale italiana con sede a Roma. La novit\u00e0 presente in questo caso \u00e8 da ricercare nell\u2019obbligatoriet\u00e0 della formazione di tali unit\u00e0 che godranno anche di un controllo tramite relazioni annuali da parte dello stessa agenzia Europol.<\/p>\n<p>Tale relazione sar\u00e0 in seguito trasmessa ai Parlamenti nazionali, al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione. Gli Stati membri passano quindi in questo caso specifico da una cooperazione piuttosto volontaria ad una pi\u00f9 vincolante, con l\u2019Ue che mostra agli stessi stati membri una chiara volont\u00e0 di rafforzare la pi\u00f9 importante agenzia in materia di sicurezza.<\/p>\n<p><b>Privacy e sicurezza\u00a0<\/b><br \/>\nAltra critica soventemente mossa contro l\u2019agenzia europea, spesso dagli stessi operatori di polizia, riguarda la difficolt\u00e0 di trasmissione di dati sensibili su individui sospetti. La decisione del Consiglio prevedeva infatti un robusto sistema di protezione dei dati personali per tutelare la privacy dei cittadini europei con forti garanzie per il privato cittadino ma evidenti limitazioni nelle operazioni di indagine.<\/p>\n<p>Solo per citare un esempio, il periodo di conservazione dei dati personali all\u2019interno dei database Europol non poteva superare i tre anni, se non rinnovato attraverso una problematica procedura, inficiando quindi notevolmente i dati a disposizione e conseguentemente lo svolgimento di operazioni di lungo periodo.<\/p>\n<p>Il nuovo regolamento facilit\u00e0 lo scambio di informazioni, senza ledere i diritti di privacy, prevedendo un forte controllo da parte di designati ufficiali di protezione dei dati nazionali, in supporto al lavoro del responsabile della protezione dei dati Europol e del Garante europeo della protezione di dati. Il bilanciamento tra sicurezza e privacy si prevede quindi risolvibile attraverso un controllo bidirezionale verso gli indiziati ma anche verso gli stessi controllori.<\/p>\n<p>Infine, quarto e ultimo punto di rilevante cambiamento, sar\u00e0 la possibilit\u00e0 per gli ufficiali di Europol di ricevere dati da fonti private; una maggiore collaborazione con grandi aziende, come Microsoft, Apple o Facebook , sar\u00e0 di certo aiuto per lo svolgimento di indagini in ambito cibernetico e nella lotta al terrorismo, anche attraverso operazioni che partiranno da investigazioni via web. Un solido regolamento per un\u2019agenzia che finora ha espresso solo in parte le sue enormi potenzialit\u00e0 in essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dibattito sulla lotta al terrorismo internazionale \u00e8 purtroppo sempre all\u2019ordine del giorno, sulle agende dei governi nazionali e sui tavoli di lavoro a Bruxelles. 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