{"id":65491,"date":"2017-05-06T19:48:35","date_gmt":"2017-05-06T17:48:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65491"},"modified":"2017-11-03T15:12:27","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:27","slug":"soccorsi-mare-titanismo-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/soccorsi-mare-titanismo-dellitalia\/","title":{"rendered":"Soccorsi in mare, titanismo dell\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Italia giganteggia nel Mediterraneo per gli sforzi profusi, in gran parte da sola, nel salvataggio dei migranti e nella loro accoglienza. La comunit\u00e0 internazionale plaude al nostro sacrificio, ma l\u2019Unione europea lo vede come un dissonante approccio alla sicurezza delle proprie frontiere marittime aggravato dalla prassi della flottiglia delle Ong che cooperano nel soccorso (Sar, dall\u2019acronimo inglese).<\/p>\n<p><b>Unilateralismo italiano<\/b><br \/>\n\u00c8 oramai di dominio pubblico, dopo l\u2019<a href=\"http:\/\/webtv.senato.it\/webtv_comm_hq?video_evento=3608\" target=\"blank\"><b><u>audizione del Comandante generale della Guardia costiera<\/u><\/b><\/a>\u00a0alla Commissione Difesa del Senato del 4 maggio, che il Centro nazionale Sar (Mrcc, dall\u2019acronimo inglese) coordina tutte le operazioni nel Mediterraneo centrale, comprese quelle delle Ong, in un\u2019area di circa 1.000.000 di Kmq.<\/p>\n<p>Tale area va ben al di l\u00e0 della zona Sar italiana prevista dal Dpr 662-1994 e, scavalcando quella maltese, arriva sino alle coste libiche. Nessuno ha regolamentato una simile situazione, ma essa si \u00e8 creata di fatto, giorno per giorno, sulla spinta della necessit\u00e0 di salvare migliaia di vite umane.<\/p>\n<p>Siamo stati dunque noi a presentarci &#8211; di fronte all\u2019indifferenza o all\u2019incapacit\u00e0 di altri &#8211; come il principale riferimento nel Sar mediterraneo anche in considerazione degli obblighi giuridici che ricadono sul primo Mrcc che \u00e8 informato di una situazione di pericolo.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che l\u2019Italia \u00e8 giunta a coordinare tutte le operazioni di soccorso davanti alla Libia ed \u00e8 divenuta l\u2019unico Paese a ricevere nei propri place of safety (1) (Pos) le persone salvate da navi private e da quelle di EunavforMed e Triton.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/IMAGE\/Caffio1-s.jpg\" border=\"0\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/><\/p>\n<p><i>Fonte: Maricogecap<\/i>.<\/p>\n<p><b>Frontiere marittime europee<\/b><br \/>\nFrontex \u00e8 stata trasformata in Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera con poteri rafforzati per preservare la libera circolazione nello spazio Schengen minacciata dagli ingressi irregolari. Frontex era nata per attuare\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3098\" target=\"blank\"><b><u>respingimenti in mare<\/u><\/b><\/a>, ma, mentre la Spagna e la Grecia si sono avvalsi di questa funzione, l\u2019Italia non l\u2019ha mai richiesta pur attuandola per un breve periodo con la Libia.<\/p>\n<p>L\u2019impiego in prossimit\u00e0 dell\u2019Italia e di Malta di mezzi di Frontex con l\u2019operazione Triton \u00e8 stato attuato su nostra richiesta per avere sostegno al Sar, dopo il termine di Mare Nostrum cui l\u2019Ue, come chiarito da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2641\" target=\"blank\"><b><u>Marco del Panta su queste pagine<\/u><\/b><\/a>, non aveva voluto partecipare considerandola un \u201cpull factor\u201d. Le navi di Triton, paradossalmente, non differiscono perci\u00f2 da quelle delle Ngo, se non fosse per i compiti di identificazione dei migranti.<\/p>\n<p><b>Guardia costiera Ue<\/b><br \/>\nBen altra sarebbe la situazione del Mediterraneo centrale, se si fosse istituita una forza europea, civile e militare, incentrata sulla Funzione Guardia Costiera, con compiti Sar secondo regole ed assetti comuni.<\/p>\n<p>In effetti, il Parlamento europeo &#8211; pur non affrontando la questione in tali termini &#8211; con la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/sides\/getDoc.do?type=TA&amp;reference=P8-TA-2016-0102&amp;language=EN&amp;ring=A8-2016-0066\" target=\"blank\"><b><u>Risoluzione del 12 aprile 2016 sulla situazione nel Mediterraneo<\/u><\/b><\/a>\u00a0ha considerato il Sar nel quadro della politica di asilo, ritenendo che il rafforzamento dei servizi nazionali sia prioritario per esigenze umanitarie e per specifici obblighi giuridici. Secondo la stessa Risoluzione, l\u2019impiego di mercantili ed Ong nel soccorso non pu\u00f2 comunque essere un\u2019opzione alternativa all\u2019organizzazione di un servizio Sar con assetti pubblici.<\/p>\n<p><b>Incertezza zone Sar<\/b><br \/>\nLa necessit\u00e0 per il Mrcc italiano di agire oltre la zona Sar nazionale deriverebbe anche dal fatto che la Libia e la Tunisia non hanno mai istituito proprie zone Sar e che Malta ha difficolt\u00e0 a definire con noi i limiti della sua zona. Sappiamo della Libia, in cui \u00e8 in corso un grande sforzo internazionale per dotare il Paese di un\u2019organizzazione statuale, Guardia costiera compresa.<\/p>\n<p>Conosciamo le\u00a0<a href=\"http:\/\/archive.maltatoday.com.mt\/2009\/08\/23\/t3.html\" target=\"blank\"><b><u>radicate pregiudiziali di Malta<\/u><\/b><\/a>\u00a0che sinora hanno impedito ogni soluzione negoziata per risolvere la sovrapposizione della sua zona Sar con la nostra e stabilire una collaborazione secondo i canoni della Convenzione di Amburgo del 1979.<\/p>\n<p>Ma ci meravigliamo che esista un problema con la Tunisia da sempre nostro interlocutore privilegiato, che nel 2011 concord\u00f2 di riaccompagnare nei porti di partenza le persone salvate al largo delle proprie coste. Perch\u00e9, allora, non adire l\u2019Organizzazione Marittima Internazionale per ottenere, sotto la sua egida e con la mediazione dell\u2019Ue, una definizione concordata delle zone Sar mediterranee che elimini ogni residua incertezza e faciliti la cooperazione ?<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/IMAGE\/Caffio2-s.jpg\" border=\"0\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/><\/p>\n<p><i>Le zone Sar mediterranee<\/i>.<\/p>\n<p><b>Armonizzazione norme Ue<\/b><br \/>\nTra le iniziative che l\u2019Italia dovrebbe considerare vi \u00e8 anche l\u2019armonizzazione delle norme Ue sugli obblighi di soccorso, sulle sanzioni penali in caso di omissione e sull\u2019organizzazione del Sar.<\/p>\n<p>Non si tratterrebbe di attribuire all\u2019Ue una competenza non prevista, ma solo raggiungere standard comuni nello svolgimento di un servizio che la citata Risoluzione del Parlamento europeo considera essenziale.<\/p>\n<p>Chiaramente, in parallelo bisognerebbe affrontare il tema della scelta del Pos, in caso di operazioni condotte in zone Sar di Paesi che non possono o non vogliono accettare le persone salvate, anche prevedendo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2700\" target=\"blank\"><b><u>deroghe volontarie al sistema di Dublino<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p><b>Centralit\u00e0 Italia<\/b><br \/>\nLe operazioni multinazionali Triton ed Eunavformed ( e domani quella Nato \u2018Sea Guardian\u2019) continueranno a trasportare in Italia le persone salvate davanti alla Libia, sotto il coordinamento di Roma. Anche le Ong continueranno a svolgere il loro apprezzato lavoro in ausilio della nostra Guardia costiera, magari agendo in una cornice di verifiche da parte italiana e dei Paesi di bandiera.<\/p>\n<p>L\u2019Italia non pu\u00f2 tuttavia lasciar perdere l\u2019occasione che le recenti polemiche sul Sar delle Ong hanno creato. S\u2019impone ora una regolamentazione realistica dei limiti delle zone di intervento italiano, degli assetti pubblici disponibili e dei costi necessari, senza fare affidamento eccessivo sulle risorse private di Ong e mercantili che non possono essere considerati un fattore sistemico.<\/p>\n<p>Ma soprattutto \u00e8 necessaria una forte iniziativa euromediterranea per coinvolgere attivamente nel Sar tutti i Paesi rivieraschi secondo principi di condivisione delle risorse e delle responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\">(1)La regolamentazione IMO stabilisce che le persone salvate debbano essere portate al pi\u00f9 presto in un \u201cplace of safety\u201d, luogo sicuro dove siano loro garantiti assistenza, cure, cibo e protezione dei diritti personali, in vista del raggiungimento della meta finale<\/span>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia giganteggia nel Mediterraneo per gli sforzi profusi, in gran parte da sola, nel salvataggio dei migranti e nella loro accoglienza. 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