{"id":65495,"date":"2017-05-05T19:51:42","date_gmt":"2017-05-05T17:51:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65495"},"modified":"2017-11-03T15:12:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:28","slug":"francia-macron-vs-le-pen-la-sfida-decisiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/francia-macron-vs-le-pen-la-sfida-decisiva\/","title":{"rendered":"Francia: Macron vs Le Pen, la sfida decisiva"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 stata una campagna lunga, a tratti logorante, quella che ha portato al faccia a faccia decisivo di domenica 7 maggio fra Marine Le Pen e Emmanuel Macron, al secondo turno delle presidenziali francesi.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la Le Pen, la sua presenza \u00e8 ormai percepita come normale, tanto il Front National si \u00e8 affermato nelle urne negli ultimi scrutini. Il paradosso sta nell\u2019altro sfidante, Emmanuel Macron: si presenta come il favorito mentre la sua candidatura appariva molto fragile fino a pochi mesi fa. \u00c8 stata una congiunzione assai rara fra volont\u00e0 politica e circostanze favorevoli quella che ha aperto la strada al candidato centrista, il quale ha beneficiato delle debolezze delle primarie sia di destra, quelle dei \u201cr\u00e9publicains\u201d, sia di sinistra, quelle del partito socialista.<\/p>\n<p><b>Macron sulle orme di Giscard d\u2018Estaing<\/b><br \/>\nMacron realizza quindi quello che molti hanno tentato senza riuscirsi, una candidatura di centro che unisca la destra e la sinistra intorno a una piattaforma riformista, centrando l\u2019obiettivo di Giscard d\u2019Estaing che gi\u00e0 voleva mettere d\u2019accordo sul suo nome \u201cdue francesi su tre\u201d.<\/p>\n<p>Macron rappresenta un\u2019espressione politica in piena evoluzione. Da un lato, \u00e8 un compromesso anti-Le Pen: il candidato giovane che appare il migliore rifugio per il campo dei moderati impegnato a evitare un\u2019ulteriore affermazione del candidato del Front National. Dall\u2019altro, rappresenta una nuova cesura nella politica francese, che rimette in questione il classico bipolarismo destra\/sinistra, per opporre i partigiani di un modello aperto, europeo e social-democratico, a quelli che promuovono un modello chiuso, nazionale, con forti interventi statalisti, di matrice di estrema destra ma anche di sinistra radicale.<\/p>\n<p>Macron si impone quindi anche come il candidato della societ\u00e0 aperta contro le chiusure proclamate dalla Le Pen. Ed \u00e8 la miscela fra queste due dimensioni, quella di essere il campione anti-Le Pen ma anche di costituire una cesura politica al passo coi tempi, che rappresenta la forza della candidatura Macron.<\/p>\n<p><b>Nuovi scenari per la Quinta Repubblica<\/b><br \/>\nMa questo vantaggio apre scenari nuovi nel contesto della Quinta Repubblica francese. Nelle elezioni politiche, le legislative, il maggioritario a due turni appariva come una grande macchina di semplificazione che permetteva a un campo di vincere le elezioni in modo chiaro e di avere una maggioranza nell\u2019Assemblea nazionale a sostegno di un governo.<\/p>\n<p>Il perno della legge elettorale sta nella soglia del 12,5% degli iscritti che un candidato deve superare per presentarsi al secondo turno. Con tassi di partecipazione relativamente bassi, soltanto le formazioni che registravano risultati superiori al 20% dei votanti passavano al ballottaggio, nella stragrande maggioranza dei casi sinistra di governo (socialisti) contro destra di governo (r\u00e9publicains).<\/p>\n<p>Oggi, per\u00f2, la frammentazione osservata nell\u2019ambito del primo turno delle presidenziali fa temere una relativa dispersione dei voti per le politiche. Con quattro formazioni che si aggirano intorno al 20%, possiamo pensare di avere una serie di scontri \u201ctriangolari\u201d oppure \u201cquadrangolari\u201d, il che rende abbastanza improbabile che un solo partito possa raggiungere la maggioranza assoluta dei 289 seggi.<\/p>\n<p><b>Un presidente e un ventaglio di coalizioni<\/b><br \/>\nAnche se il movimento di Macron, \u201cEn Marche\u201d, potrebbe beneficiare di una vittoria del suo leader alle presidenziali, sembra difficile pensare che possa governare da solo. Il che lascia la porta aperta a eventuali coalizioni sia con i socialisti che con i \u201cr\u00e9publicains\u201d. La Francia dovr\u00e0 quindi re-imparare a governare in coalizione, una prassi che risale al periodo politico precedente la Quinta Repubblica, ovvero a prima del 1958.<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo, la Francia si avvicina anche alla politica tedesca o italiana, il che paradossalmente potrebbe essere portatore di un certo realismo europeo sinonimo di potenziali convergenze. Il movimento \u201cEn Marche\u201d non ha esitato a dichiarare il suo europeismo, ovvero la costruzione di una proposta politica riformista all\u2019interno delle istituzioni europee presentate come un valore positivo.<\/p>\n<p>Anche da questo punto di vista si tratta di una svolta epocale, poich\u00e9 la critica all\u2019Europa era diventata oggetto di competizione fra una destra e una sinistra impegnate a rincorrere i populismi. La logica politica centrista offre il vantaggio di chiarire questo equivoco e di ristabilire il dibattito intorno all\u2019Europa in un contesto pragmatico molto pi\u00f9 sano.<\/p>\n<p>Il discorso francese \u00e8 stato spesso percepito, a ragione, come molto nazionalista e piuttosto diffidente nei confronti dell\u2019Europa. \u00c8 paradossale constatare che oggi, nel contesto dell\u2019opposizione all\u2019estrema destra, l\u2019Europa diventa il baricentro della politica francese, uno spostamento che potrebbe potenzialmente trascinare i principali partner europei, anche tenendo conto dei calendari elettorali in Germania e in Italia.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque vero che il futuro dell\u2019Europa \u00e8 in gioco nella presidenziale francese, ma per essere pi\u00f9 precisi \u00e8 in gioco la possibilit\u00e0 di un\u2019accelerazione europea. Se questo succeder\u00e0, molto si dovr\u00e0 allo spauracchio Le Pen, non ultimo dei paradossi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 stata una campagna lunga, a tratti logorante, quella che ha portato al faccia a faccia decisivo di domenica 7 maggio fra Marine Le Pen e Emmanuel Macron, al secondo turno delle presidenziali francesi. 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