{"id":65574,"date":"2017-07-13T09:24:48","date_gmt":"2017-07-13T07:24:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65574"},"modified":"2017-11-03T15:11:12","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:12","slug":"trump-sfida-le-scelte-ambientali-globali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/trump-sfida-le-scelte-ambientali-globali\/","title":{"rendered":"Trump sfida le scelte ambientali globali"},"content":{"rendered":"<p>Il 1\u00b0 giugno 2017 rester\u00e0, senza dubbio, una data importante nella storia ambientale del Pianeta. Quel giorno, infatti, uno dei Paesi pi\u00f9 inquinanti, gli Stati Uniti, ha ufficializzato la propria volont\u00e0 di recedere dall&#8217;Accordo di Parigi sul clima entrato in vigore il 5 novembre 2016. Se da una parte \u00e8 bene ricordare che il recesso, a norma dell&#8217;articolo 28 della Convenzione, potr\u00e0 essere ufficializzato non prima di tre anni dalla data di entrata in vigore e che avr\u00e0 effetto solo un anno dopo il deposito della comunicazione, dall&#8217;altra \u00e8 evidente che l&#8217;Amministrazione statunitense ha deciso di dissociarsi,\u00a0<i>de facto<\/i>\u00a0gi\u00e0 da ora, dalla\u00a0<i>green policy<\/i>\u00a0che unisce, ormai, tutti i Paesi del Mondo eccezion fatta per Siria e Nicaragua.<\/p>\n<p>In un sistema di pesi e contrappesi com&#8217;\u00e8 quello della comunit\u00e0 internazionale, per\u00f2, le reazioni ad una tale scelta non sono mancate. Infatti, mentre l&#8217;Unione europea e la Cina con un comunicato congiunto, proprio il 1\u00b0 giugno, parlavano di &#8216;joining forces to forge ahead on the implementation of the Paris agreement and accelerate the global transition to clean energy&#8217;, le Nazioni Unite, definendo la decisione di Washington &#8216;a major disappointment&#8217;, continuano nella propria opera di contrasto al degrado ambientale.<\/p>\n<p><b>Cambiamento climatico: minaccia per la sicurezza internazionale.<\/b><br \/>\nSe il presidente statunitense, che il 20 luglio compir\u00e0 sei mesi alla Casa Bianca, parla di necessit\u00e0 di tutelare gli interessi economici del Paese e &#8211; come pi\u00f9 volte ribadito nel corso della campagna elettorale &#8211; di contrastare un falso mito come il\u00a0<i>climate change<\/i>, in Europa il neo-presidente francese Emmanuel Macron, con lo slogan &#8216;make our planet great again&#8217; &#8211; che richiama proprio la campagna di Trump &#8211; ribadisce l&#8217;impegno del Vecchio Continente nella battaglia per l&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>Intanto, a maggio, l&#8217;Onu con la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.unisdr.org\/conferences\/2017\/globalplatform\/en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><b><u>Global Platform for Disasters Risk Reduction<\/u><\/b><\/a>ricordava che solo nel 2016 quasi mezzo milione di persone sono morte a causa di disastri naturali connessi alle conseguenze, sempre pi\u00f9 evidenti, del cambiamento climatico. Il tutto mentre il fenomeno, costante oggetto dell&#8217;agenda internazionale, \u00e8 divenuto, negli ultimi decenni, motivo di crescente preoccupazione. Tanto che nel 2007 prima, e nel 2015 poi, anche il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si \u00e8 dovuto interrogare sulla potenziale minaccia alla pace e alla sicurezza che esso costituisce.<\/p>\n<p>Se l&#8217;aggiunta del presidente statunitense all&#8217;esigua lista dei cosiddetti negazionisti desta non poche preoccupazioni, le dichiarazioni di sindaci e governatori Usa, assieme a quelle dei governanti di tutto il mondo, lasciano invece presagire un aumento degli sforzi capace, nonostante ci\u00f2 appaia quasi una missione impossibile, di compensare il venire meno del contributo statunitense.<\/p>\n<p>E pensare che, nel corso di un incontro sul tema nel giugno 2015, l&#8217;allora ambasciatrice Usa all&#8217;Onu, Susan Rice, parlava di &#8216;dozens of countries whose very existence is threatened&#8217;, mentre oggi proprio il suo Paese reputa un mito il cambiamento climatico. Ci\u00f2 induce a una riflessione che trova nell&#8217;azione delle Nazioni Unite e dell&#8217;Unione europea un decisivo elemento di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p><b>La risposta internazionale a una minaccia globale<\/b><br \/>\nE&#8217; quindi fondamentale non sottovalutare gli sforzi che il resto del mondo continua a compiere in materia di protezione ambientale. Infatti, mentre l&#8217;Unione europea, all&#8217;avanguardia nel settore, ha avviato gi\u00e0 dal 2000 l&#8217;<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/clima\/policies\/eccp_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><b><u>European Climate Change Programme<\/u><\/b><\/a>\u00a0l&#8217;Onu, principale attore nel campo dell&#8217;informazione, prevenzione e risposta ai disastri naturali che dipendono dal clima, si d\u00e0 da fare ogni giorno di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Da ultimo, l&#8217;Organizzazione ha indetto l&#8217;<a href=\"https:\/\/oceanconference.un.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><b><u>Ocean Conference<\/u><\/b><\/a>\u00a0dal 5 al 9 giugno, per discutere di protezione dell&#8217;ambiente marino e delle conseguenze del cambiamento climatico su questa vasta area del pianeta &#8211; oggetto tra l&#8217;altro del 14\u00b0 dei 17 ambiziosi Sustainable Development Goals adottati nel 2015 dall&#8217;Assemblea generale per stimolare e rafforzare il dibattito in materia di sostenibilit\u00e0 ambientale e lotta alla povert\u00e0-.<\/p>\n<p>A tal proposito giova ricordare, infine, che al di l\u00e0 della portata economica del fenomeno (stimata dalla Banca mondiale in 520 miliardi di dollari di danni annui), il\u00a0<i>climate change<\/i>\u00a0\u00e8 una delle principali cause dell&#8217;innalzamento del livello del mare che minaccia numerosi Paesi, anzitutto i cosiddetti\u00a0<i>Small Island Developing States<\/i>. Qui, l&#8217;acidificazione delle acque provoca danni ingenti alla pesca, che va cos\u00ec ad aggiungersi alla lista delle attivit\u00e0 economiche, tra cui l&#8217;agricoltura, minacciate dal cambiamento climatico.<\/p>\n<p>Appare chiaro, quindi, che se da una parte Trump pone l&#8217;ambiente in secondo piano rispetto ad una visione evidentemente arcaica dell&#8217;economia, il resto del Pianeta prosegue la propria marcia ambientalista, consapevole che &#8211; come ricordato nel 2013 dall&#8217;allora segretario generale Onu Ban Ki-moon &#8211; &#8216;the increase of extreme weather events and mega-disasters is one of the great challenges of our present age&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 1\u00b0 giugno 2017 rester\u00e0, senza dubbio, una data importante nella storia ambientale del Pianeta. 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