{"id":6560,"date":"2007-11-05T00:00:00","date_gmt":"2007-11-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ritorno-alla-politica\/"},"modified":"2017-11-03T15:41:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:41:15","slug":"ritorno-alla-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/11\/ritorno-alla-politica\/","title":{"rendered":"Ritorno alla politica?"},"content":{"rendered":"<p>Nelle elezioni parlamentari anticipate che si sono tenute in Polonia il 21 ottobre scorso si \u00e8 riconfermata la tendenza alla alta mobilit\u00e0 del voto e all\u2019alternanza di governo. Dal 1993 quando si tennero le prime elezioni dopo la caduta del comunismo, si sono avvicendati ben nove Governi. Anche questa volta il partito leader della coalizione di governo uscente non \u00e8 stato riconfermato. Piattaforma civica (PO), guidata da Donald Tusk, ha infatti con il 41,51% delle preferenze sconfitto Legge e Giustizia (PiS), il partito del primo ministro Jaros&#322;aw Kaczy&#324;ski, che si \u00e8 attestato al 32,11%. <\/p>\n<p>Sulla base di <a href= \"http:\/\/wybory2007.pkw.gov.pl\/SJM\/EN\/WYN\/M\/index.htm\" target= \"blank\"><b><u> questi risultati<\/u><\/b><\/a>, 209 seggi saranno attribuiti al PO (su un totale di 460 seggi nella camera bassa del parlamento polacco) e 166 al il PiS. Soltanto altri due partiti, il partito degli Agricoltori (PSL), considerato il potenziale alleato di coalizione dal PO, e il gruppo dei partiti di sinistra (LiD) riusciranno ad entrare nel Sejm con rispettivamente 31 e 53 seggi. La Lega delle famiglie polacche (LPR) e Samoobrona, i partiti alleati del PiS, hanno subito una vera e propria <i>d\u00e9b\u00e2cle<\/i> riportando rispettivamente appena l\u20191,3% e l\u20191,53% delle preferenze. Tale risultato non consentir\u00e0 ai due partiti di entrare in parlamento dal momento che la soglia di accesso \u00e8 del 5%. Al Senato, PO si aggiudica 60 seggi, mentre il PiS 39. <\/p>\n<p>Ma il dato pi\u00f9 positivamente sorprendente che emerge da questa ondata elettorale \u00e8 quello dell\u2019affluenza alle urne dei polacchi, cos\u00ec inaspettata che la commissione elettorale ha dovuto in extremis prendere la decisione di tenere aperte le urne pi\u00f9 a lungo del previsto per consentire ai cittadini di alcune zone di Varsavia di poter espletare il proprio diritto di voto. La percentuale della partecipazione \u00e8 infatti la pi\u00f9 alta dalla fine del comunismo, toccando il 55,3% con un incremento del 14,73% in confronto alle ultime elezioni politiche del 25 settembre 2005, quando solo il 38% dei polacchi si rec\u00f2 alle urne. Pi\u00f9 alta era stata l\u2019affluenza in occasione del referendum sull\u2019adesione all\u2019Ue (58.8%), mentre ancora pi\u00f9 bassa quella registrata in occasione delle elezioni per il Parlamento europeo (20.4%). L\u2019apatia elettorale del 2005 aveva fatto s\u00ed che il governo guidato da Jaros&#322;aw Kaczy&#324;ski fosse espressione solo di una parte del paese. <\/p>\n<p>Da un\u2019analisi del voto del 2005 condotta da <i>Rzeczpospolita<\/i>, l\u2019astensionismo risult\u00f3 maggiormente diffuso tra i giovani, nella fascia diciotto-trent\u2019anni, e tra i contadini. La svolta in queste elezioni \u00e8 venuta proprio dalla partecipazione al voto dei giovani appartenenti alla fascia diciotto-ventiquattro anni. Dal punto di vista della distribuzione territoriale del voto, risulta che la Polonia occidentale, centrale e del nord ha votato per il PO, mentre le regioni poste sulla frontiera orientale hanno dato la propria preferenza al PiS. Riguardo al voto dei polacchi all\u2019estero, quelli residenti negli altri stati Ue hanno sostenuto il PO, mentre quelli negli Stati Uniti il PiS.<\/p>\n<p><b>Una nuova fase politica: dalla riconciliazione al rilancio economico<\/b><br \/>Commentando i risulati delle elezioni, Lena Kolarkska-Bobinska, direttrice dell\u2019<i>Instytut Spraw Publicznych<\/i>, ha affermato che siamo di fronte ad \u201cuna rivoluzione generazionale\u201d che potrebbe consentire al paese di compiere una svolta e di guardare finalmente in avanti realizzando quello che ormai quasi venti anni fa Tadeusz Mazowiecki, alla guida del primo governo post-comunista, invocava: la <i>gruba kreska<\/i>, una linea di cesura con il passato. <\/p>\n<p>Da quando infatti nel 2005 il PiS dei gemelli Kaczy&#324;ski vinse le elezioni e Lech come Presidente e Jaros&#322;aw come primo ministro guidano la Polonia, c\u2019\u00e8 stata una corsa a disseppellire il passato e a rinvenire ovunque nemici &#8211; dai comunisti ai russi, dai tedeschi agli ebrei e ai gay &#8211; da far diventare questione politica ed accrescere il consenso. I Kaczy&#324;ski hanno sapientemente sfruttato sentimenti e risentimenti latenti nella societ\u00e0 polacca o almeno nell\u2019elettorato conservatore che li sostenne allora. La decisione che pi\u00f9 ha suscitato clamore all\u2019interno e all\u2019esterno del paese \u00e8 stata l\u2019adozione (15 marzo 2007) della cosiddetta <i>L\u00f9strazia<\/i>, una legge che obbliga migliaia di cittadini polacchi a dichiarare per iscritto se hanno collaborato o meno con i servizi di sicurezza dell&#8217;ex regime comunista.<\/p>\n<p>Solo una partecipazione attiva alla vita politica dei giovani e un ricambio generazionale dell\u2019\u00e9lite politica potrebbe contribuire a rompere il grigiore e la stagnazione politica instaurata dai Kaczy&#324;ski. La riconciliazione e una pi\u00f9 equilibrata percezione della memoria sarebbero meno faticosi se mediati da una nuova classe politica che non abbia avuto trascorsi n\u00e9 comunisti n\u00e9 con la dissidenza e Solidarno&#347;&#263;. In questo modo si supererebbero le debolezze che alcuni identificano con la transizione \u201cmorbida\u201d dal comunismo e quei tanti complessi di inferiorit\u00e0 che la Polonia si \u00e8 trascinata nel tempo e che ancora oggi ne determinano comportamenti aggressivi. <\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio il tema della riconciliazione nazionale e della pacificazione della memoria collettiva che Tusk, il vincitore delle elezioni, ha enfatizzato nelle interviste rilasciate subito dopo la proclamazione della sua vittoria. Del resto la campagna elettorale di Tusk, soprattutto nelle ultime settimane, aveva abbandonato i toni critici precedenti a favore di una strategia costruttiva tutta mirata a motivare i polacchi prospettandogli per il futuro un \u201cnuovo miracolo economico polacco\u201d sull\u2019esempio dell\u2019Irlanda, della Slovenia e dell\u2019Estonia. <\/p>\n<p>Tusk ha anche fatto leva sulla voglia di riscatto a livello internazionali dei giovani polacchi soprattutto quelli che sono migrati o che per un livello di istruzione alto sono pi\u00f9 sensibili ai temi di politica estera e all\u2019immagine esterna del proprio paese. La Polonia, secondo il leader di PO, deve poter tornare ad essere un paese rispettato sia nel mondo che in Europa dove, per esempio, durante la crisi ucraina il presidente Kwa&#347;niewski svolse un pregevole lavoro diplomatico contribuendo a rafforzare il ruolo di ponte fra Ue ed est della Polonia. <\/p>\n<p>Dopo l\u2019euforia del successo Tusk deve ora affrontare la difficile fase negoziati per la formazione del governo. Bench\u00e9 il PO sia vicino alla maggioranza assoluta, ha tuttavia bisogno del sostegno di altre formazioni politiche come la sinistra o il partito degli Agricoltori (PSL). Ed \u00e8 proprio con il PSL che Tusk sta conducendo serrate trattative per raggiungere un\u2019intesa in vista della sessione inaugurale del nuovo Parlamento. Successivamente, entro 14 giorni il Presidente polacco dovr\u00e0 nominare il candidato per il posto di premier, il quale avr\u00e0 due settimane per ottenere il voto di fiducia del nuovo parlamento. Il leader di PSL, Waldemar Pawlak, dovrebbe ottenere la carica di vice-primo ministro o quella di ministro dell\u2019economia. Insieme PO (209) e PSL (31) potranno contare su una maggioranza di 240 seggi. Intanto il presidente Jaros&#322;aw Kaczy&#324;ski ha promesso \u201cun\u2019opposizione diversa e pi\u00f9 dura rispetto a quella subita negli ultimi due anni dal suo governo\u201d.<\/p>\n<p><b>Il programma di governo<\/b><br \/>Il PO si trova in un\u2019ottima posizione per poter adottare misure decisive per la modernizzazione del paese. L\u2019economia polacca cresce a un ritmo del 6,5% e ci\u00f2 consentirebbe al nuovo governo di procedere alla riforma delle finanze pubbliche (si prevede un taglio al disavanzo nel bilancio del 2008 di circa 20 miliardi di z&#322;oty rispetto ai previsti 28,6 miliardi del governo del PiS), alla semplificazione del sistema della tassazione e a intraprendere consistenti investimenti per il miglioramento della rete dei trasporti e lo svecchiamento della pubblica amministrazione. Il PO spera anche di poter contribuire alla progressiva riduzione della disoccupazione e si impegna anche a favore del graduale aumento degli stipendi pi\u00f9 bassi che hanno spinto molti polacchi ad emigrare. Ci si attende anche che sia dato nuovo impulso al processo di privatizzazione riducendo il ruolo dello stato in quei settori industriali in cui \u00e8 ancora consistente. Con il nuovo Governo anche la preparazione per l\u2019adozione dell\u2019euro potrebbe subire un\u2019accelerazione e la Polonia potrebbe farcela gi\u00e0 per il 2012. <\/p>\n<p>Tusk sembra anche determinato a compiere l\u2019atteso disgelo nelle relazioni con l\u2019UE ed in particolare con la Germania. Una Polonia pi\u00f9 costruttiva all\u2019interno della UE (tale atteggiamento dovrebbe essere favorito dall\u2019inclusione durante il vertice di Lisbona della Clausola di Ioannina nel nuovo Trattato come richiesto dal paese e dall\u2019inserimento di un proprio avvocato generale permanente presso la Corte europea di giustizia) contribuir\u00e0 a migliorare anche le relazioni con la Russia. Nonostante l\u2019inclinazione pro-atlantista della Polonia non sia destinata a mutare, Tusk ha tuttavia annunciato di voler ritirare le truppe polacche dall\u2019Iraq e di voler ri-negoziare i termini dell\u2019installazione dei 10 missili intercettori sul territorio polacco, parte del progetto di scudo antimissilistico Usa, per altro osteggiato dall\u2019opinione pubblica polacca. <\/p>\n<p>Tusk se vorr\u00e0 mantenere stabile il potere acquisito dovr\u00e0 impegnarsi affinch\u00e9 il consenso ottenuto dalle nuove generazioni si traduca anche in una loro maggiore partecipazione attiva alla politica ma soprattutto dovr\u00e0 continuare la lotta alla corruzione, la fonte di maggior consenso per i Kaczy&#324;ski. Inoltre Tusk sar\u00e0 costretto ad una potenziale difficile \u201ccoabitazione\u201d con Lech Kaczy&#324;ski che lo sconfisse proprio alle elezioni presidenziali dell\u2019ottobre 2005 e che manterr\u00e0 la sua carica fino al 2010. Il presidente ha diritto di veto \u2013 e ha minacciato pi\u00f9 volte che non esiter\u00e0 a ricorrervi &#8211; che il parlamento pu\u00f2 solo superare qualora raggiunga una maggioranza dei 3\/5 dei voti espressi da almeno la met\u00e0 dei parlamentari. La scena politica polacca promette quindi di continuare ad essere effervescente.<\/p>\n<p>Vedi pure \u201c<a href= \"http:\/\/www.ispionline.it\/it\/documents\/pb_62_2007.pdf\" target= \"blank\"><b><u> La Polonia tra memoria e modernizzazione\u201d  <\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle elezioni parlamentari anticipate che si sono tenute in Polonia il 21 ottobre scorso si \u00e8 riconfermata la tendenza alla alta mobilit\u00e0 del voto e all\u2019alternanza di governo. Dal 1993 quando si tennero le prime elezioni dopo la caduta del comunismo, si sono avvicendati ben nove Governi. 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