{"id":65729,"date":"2017-07-20T13:43:49","date_gmt":"2017-07-20T11:43:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65729"},"modified":"2017-11-03T15:11:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:09","slug":"eta-conflitto-ipertrofia-mercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/eta-conflitto-ipertrofia-mercato\/","title":{"rendered":"L\u2019et\u00e0 dell\u2019iper-conflitto: l\u2019ipertrofia del mercato"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2006 usciva un pamphlet dal titolo \u201c<a href=\"https:\/\/fazieditore.it\/catalogo-libri\/breve-storia-del-futuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Breve storia del futuro<\/a>\u201d. L\u2019autore, Jacques<strong> Attali<\/strong>, si cimentava nell\u2019ardua impresa di definire e contestualizzare le direttrici di sviluppo della<strong> Storia<\/strong> nei successivi cinquanta anni. A circa dieci anni dalla pubblicazione, appare molto interessante riprendere in mano il testo.<\/p>\n<p>Nella prima parte dell\u2019opera, Attali si sofferma sull\u2019evoluzione dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/il-cleavage-destra-sinistra-alla-sfida-della-globalizzazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ordine mercantile<\/strong><\/a>, la cui Storia si compenetra in profondit\u00e0 con quella del capitalismo.<\/p>\n<p>Sin dagli albori, nel XIV secolo, l\u2019Ordine mercantile ha parlato \u201cla lingua unica della moneta\u201d, si \u00e8 organizzato in cerchi concentrici intorno a un \u201ccuore\u201d, in cui si riunisce una \u201cclasse creativa\u201d caratterizzata dal gusto per il nuovo e la passione per la scoperta, circondato da un \u201ccentro\u201d, in cui si svolge la lotta per il potere, e da una \u201cperiferia\u201d, in parte legata agli ordini anteriori e costretta a \u201cvendere le proprie materie prime e la propria manodopera al cuore e al centro\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019evoluzione dell\u2019Ordine mercantile<br \/>\n<\/strong>Ciascuna delle nove forme (fasi) dell\u2019Ordine mercantile, che Attali identifica ognuna con una citt\u00e0, ha rappresentato un compromesso pi\u00f9 funzionale tra cuore, centro e periferia: mentre i meccanismi che regolano i rapporti tra gruppi dirigenti e gruppi subalterni si sono evoluti gradualmente da forme di dominio a forme di egemonia culturale, la \u201cdemocrazia del mercato\u201d ha trasformato progressivamente la violenza diretta in violenza strutturale, le barriere verticali in barriere orizzontali, i confini in cerniere, livellando lentamente le identit\u00e0 nazionali, sociali, politiche.<\/p>\n<p>La tensione globalista e universalista della forma californiana traghetter\u00e0 il mondo dall\u2019unipolarismo imperfetto al multipolarismo, plasmato dalla crescente preponderanza del mercato sulle ultime, grandi, potenze continentali.<\/p>\n<p>Con tutta probabilit\u00e0, per\u00f2, la nona forma sar\u00e0 destinata a rappresentare una singolarit\u00e0 nella Storia dell\u2019Ordine mercantile. Un nuovo nomadismo, figlio della globalizzazione e della digitalizzazione, porter\u00e0 il modello al parossismo. \u00a0Il cuore si staccher\u00e0 dalla citt\u00e0 diventando liquido, forse digitale, certamente apolide. La democrazia del mercato conquister\u00e0 tutti i centri nevralgici del globo, abbattendo gli ultimi argini politici, legali e ideologici al totalitarismo della moneta e ponendo perci\u00f2 le basi per tre nuovi scenari, che analizzeremo in un successivo articolo: l\u2019iper-impero, l\u2019iper-conflitto e l\u2019iper-democrazia.<\/p>\n<p><strong>Un futuro piuttosto attuale<br \/>\n<\/strong>Nonostante Attali collochi l\u2019avvento dell\u2019iper-impero intorno al 2050 e quello dell\u2019iper-conflitto intorno al 2060, le definizioni che d\u00e0 dei due scenari riservano numerosi spunti di riflessione sulla realt\u00e0 attuale.<br \/>\nNell\u2019immaginario dell\u2019autore l\u2019iper-impero sancir\u00e0 il sopravvento del mercato sulla democrazia, la progressiva privatizzazione dei servizi pubblici fondamentali e un conseguente trasferimento di sovranit\u00e0 dagli Stati a cartelli multinazionali di stampo corporativo.<\/p>\n<p>L\u2019economia della conoscenza imporr\u00e0 nuove forme di sorveglianza, gestite da privati e volte al controllo e alla commercializzazione di informazioni e servizi. Il continuo sviluppo degli strumenti di calcolo e il potenziamento delle capacit\u00e0 di previsione trasformer\u00e0 il ruolo degli assicuratori, che avranno crescente influenza sulle istituzioni pubbliche e sulle altre aziende, alimentando ulteriormente la domanda di sorveglianza e inducendo progressivamente l\u2019auto-sorveglianza.<\/p>\n<p>Il crescente divario tra capacit\u00e0 tecnologiche, logistiche e finanziarie, raggio operativo e orizzonte temporale capovolger\u00e0 i rapporti di interdipendenza tra Stati e cartelli corporativi, trasformando le Nazioni in \u201coasi in competizione tra loro per attirare carovane di passaggio\u201d e gli Stati in \u201cintermediari delle imprese con l\u2019opinione pubblica\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia, in breve tempo gli squilibri e le idiosincrasie del mercato totale metteranno in crisi l\u2019iper-impero, scatenando l\u2019iper-conflitto. Il multipolarismo (quasi) simmetrico fondato su un club ristretto di potenze continentali con gli Stati Uniti nel ruolo di primus inter pares riaprir\u00e0 le linee di faglia regionali, congelate dall\u2019unipolarismo occidentale. La crescente penuria di risorse e la serrata competizione per drenare gettito fiscale e offerta occupazionale alimenteranno i contrasti tra le Nazioni, rendendo nuovamente possibili conflitti armati tra democrazie di mercato.<\/p>\n<p>Lavoratori e consumatori, contrapposti da priorit\u00e0 divergenti, si troveranno uniti nella contestazione di un modello che tradir\u00e0 le aspettative che alimenta, mentre il mercato, \u201ccol pretesto di aiutare gli uomini a uscire dalla penuria, dovr\u00e0 creane di nuove\u201d. \u201cSar\u00e0 allora facile denunciare anche la democrazia come un\u2019illusione, in cui i pi\u00f9 ricchi concentrano nelle proprie mani il potere di informare, di distrarre, di sapere, di sorvegliare, di curare, di insegnare, di orientare, di decidere, di accumulare\u201d. Difficile non cogliere numerosi, e inquietanti, parallelismi con la realt\u00e0 attuale.<\/p>\n<p><strong>Preveggenza?, o ineluttabilit\u00e0?<br \/>\n<\/strong>Organizzazioni internazionali come la Fifa o accordi come quelli di Basilea possono essere eloquenti esempi del processo di marginalizzazione degli Stati e di autoregolamentazione dei settori economici.\u00a0 G4S, multinazionale britannica leader nel settore della sicurezza privata, \u00e8 gi\u00e0 oggi uno dei maggiori datori di lavoro privati al mondo, mentre compagnie militari private come la Blackwater presidiano stabilmente tutti i principali teatri bellici globali.<\/p>\n<p>Con un giro d\u2019affari stimato in 400 miliardi di dollari l\u2019anno, il settore della sicurezza privata oramai rivaleggia con il bilancio della Difesa Usa, mettendo esplicitamente in discussione il monopolio statale della violenza organizzata in campo internazionale. \u00a0Le forze politiche, strette tra la necessit\u00e0 di cavalcare il malcontento popolare per fini elettorali e di contenerlo per preservare la pace sociale, appaiono sempre pi\u00f9 inadeguate a fare fronte ai grandi dossier globali.<\/p>\n<p>Il peso degli strumenti assicurativi o di copertura del rischio \u00e8 oramai preponderante nel comparto finanziario e in molti segmenti del terziario e del quaternario, mentre strumenti come le dashboard cam e gli health scanner portatili lasciano intravedere forme e modalit\u00e0 della transizione dall\u2019iper-sorveglianza all\u2019auto-sorveglianza.<\/p>\n<p>Le crescenti tensioni sociali e la rabbia popolare che monta nei confronti degli \u201ciper-nomadi\u201d globalisti testimoniano la sempre pi\u00f9 scarsa efficacia della democrazia del mercato nel comporre i conflitti, ridistribuire benessere e creare opportunit\u00e0. \u00a0Perci\u00f2, nonostante gli scenari previsti da Attali non appaiano ancora pienamente compiuti, \u00e8 indiscutibile che le dinamiche preconizzate nell\u2019opera siano in atto, e procedano a una velocit\u00e0 decisamente superiore rispetto a quanto ipotizzato dall\u2019economista. (<em>1 di 2 &#8211; <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/eta-iper-conflitto-atrofia-democrazia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">continua<\/a><\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2006 usciva un pamphlet dal titolo \u201cBreve storia del futuro\u201d. L\u2019autore, Jacques Attali, si cimentava nell\u2019ardua impresa di definire e contestualizzare le direttrici di sviluppo della Storia nei successivi cinquanta anni. A circa dieci anni dalla pubblicazione, appare molto interessante riprendere in mano il testo. 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