{"id":65772,"date":"2017-07-23T17:20:41","date_gmt":"2017-07-23T15:20:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65772"},"modified":"2017-11-03T15:11:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:09","slug":"difesa-assi-manica-francia-germania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/difesa-assi-manica-francia-germania\/","title":{"rendered":"Gli assi (fuori) dalla manica di Francia e Germania"},"content":{"rendered":"<p>Durante l\u2019incontro bilaterale franco-tedesco tenutosi a Parigi lo scorso 13 luglio, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno messo in cantiere una serie di iniziative comuni nel campo della <strong>difesa<\/strong>. Si tratta innanzitutto di un messaggio politico rilevante, a dimostrazione della crescente cooperazione franco-tedesca, la quale sta assumendo sempre pi\u00f9 forma e concretezza all\u2019interno delle dinamiche europee. La situazione sul campo sembra, quindi, poter evolvere e consolidarsi rapidamente, anche se andr\u00e0 verificata la reale volont\u00e0 e capacit\u00e0 della <strong>Germania<\/strong> di cambiare faccia sul tema della difesa, mentre sullo sfondo rimane ancora incerto il ruolo della Gran Bretagna anche dal punto di vista tecnologico e industriale.<\/p>\n<p><strong>Le iniziative di cooperazione tra Parigi e Berlino<br \/>\n<\/strong>Come si legge nel <a href=\"http:\/\/www.elysee.fr\/assets\/Uploads\/Conseil-des-ministres-franco-allemand2.pdf\">dossier<\/a> preparato dall\u2019Eliseo, la cooperazione tra Parigi e Berlino si svilupper\u00e0 attorno a diversi temi, da quelli a carattere istituzionale &#8211; come la cooperazione strutturata permanente &#8211; a quelli pi\u00f9 operativi, passando per quelli di natura industriale e tecnologica &#8211; come il fondo europeo per la difesa, lo <em>European Defence Industrial Development Programme <\/em>(Edidp) e la <em>Coordinated Annual Review on Defence<\/em> (Card).<\/p>\n<p>Questi ultimi, in particolare, comprendono altres\u00ec il rafforzamento di alcune capacit\u00e0 militari e riguardano: lo sviluppo di una nuova generazione di sistemi terrestri e di pattugliamento marittimo, la partecipazione al programma Eurodrone, lo sviluppo \u2013 ed \u00e8 qui che molte delle attenzioni si stanno concentrando \u2013 di una nuova generazione di velivoli da combattimento, il settore elicotteristico e missilistico, lo spazio, l\u2019ambito cyber e, infine, una strategia comune in materia di innovazione e ricerca tecnologica applicata alla difesa. I ministri della difesa dei due Paesi si incontreranno a ottobre e a dicembre 2017 per monitorare i relativi progressi e sviluppi mentre lavoreranno per coordinare le rispettive politiche di controllo delle esportazioni di prodotti militari.<\/p>\n<p><strong>\u201cA European air combat system\u201d<br \/>\n<\/strong>Desta particolare curiosit\u00e0 e interesse l\u2019avvio di un nuovo programma volto a sviluppare &#8211; come si legge nella comunicazione, peraltro priva di ulteriori dettagli &#8211; <em>a European air combat system <\/em>per sostituire l\u2019attuale flotta di velivoli da combattimento. Un programma sotto la leadership dei due Paesi coadiuvato da una tabella di marcia che Berlino e Parigi si sono impegnati ad elaborare entro la met\u00e0 del 2018. Il peso di questa decisione va al di l\u00e0 della tipologia di sistema che si vorr\u00e0 sviluppare e operare per i prossimi 40\/50 anni: <strong>Francia<\/strong> e Germania riconoscono il carattere strategico dell\u2019industria aeronautica militare sia in termini di volumi che di innovazione tecnologica e si pongono in prima linea per preservare e alimentare un settore chiave per l\u2019industria europea della difesa.<\/p>\n<p>Al momento per\u00f2 il mosaico dei programmi in corso appare disarticolato, con programmi a livello nazionale, europeo e internazionale. Ad esempio, Berlino sta lavorando al Next Generation Weapon System (NGWS) per sostituire i Tornado intorno al 2035 mentre Parigi potrebbe essere intenzionata a sostituire la sua flotta di Mirage 2000 intorno allo stesso periodo.<\/p>\n<p>Che la capacit\u00e0 di trasporto di armamento nucleare sia una necessit\u00e0 e un obiettivo comune da perseguire tra Francia e Germania, magari nel lungo termine? Che questo sia solo l\u2019inizio per una discussione pi\u00f9 ampia sul tema del nucleare tra i due Paesi? Il ciclo di vita sia del Rafale che l\u2019Eurofighter, attraverso adeguamenti e modifiche, potrebbero essere prolungato affinch\u00e9 l\u2019eventuale nuovo sistema possa operare a fianco dei due velivoli attualmente in uso dalle rispettive aeronautiche. Mentre il <em>Future Combat Air System<\/em> tra la francese Dassault e la britannica BAe potrebbe rimanere schiacciato o rivisto radicalmente, Svezia e Spagna potrebbero potenzialmente essere interessate a partecipare all\u2019iniziativa franco-tedesca.<\/p>\n<p><strong>L\u2019eventuale spazio per Regno Unito e Italia<br \/>\n<\/strong>In questo contesto c\u2019\u00e8 spazio per Regno Unito e <strong>Italia<\/strong>, ovvero gli unici due Paesi coinvolti prima con il Tornado, poi con l\u2019Eurofighter e, ora, nel programma F-35? Se per il Regno Unito, come molti sostengono, la partita si fa sempre pi\u00f9 incerta con la tentazione di cadere esclusivamente nell\u2019orbita a stelle e strisce americana o in altre sulla sponda del Pacifico, per l\u2019Italia \u00e8 il tempo delle scelte, anche eventualmente difficili: ovvero identificare in maniera intelligente su quali settori e programmi puntare sulla base delle proprie reali capacit\u00e0 industriali e tecnologiche, delle risorse finanziarie a disposizione cos\u00ec come delle esigenze ritenute strategiche in termini di capacit\u00e0 militari.<\/p>\n<p>Potrebbero emergere delle finestre di opportunit\u00e0 affinch\u00e9 Roma possa collaborare con il duo franco-tedesco &#8211; come sta gi\u00e0 avvenendo con l\u2019Eurodrone &#8211; con pragmatismo e consapevolezza. L\u2019ambito spaziale, cyber, missilistico e dell\u2019innovazione tecnologica potrebbero essere aree da esplorare o quantomeno sviluppare all\u2019interno di una riflessione pi\u00f9 articolata a livello europeo.<\/p>\n<p>Sempre in tema F-35, l\u2019avvio di un programma franco-tedesco sembrerebbe escludere l\u2019opzione JSF per la Germania, nonostante la recente richiesta di Berlino inviata agli Stati Uniti di ricevere informazioni riservate relative al velivolo americano per condurre, come si evince da indiscrezioni di stampa, \u201cuna valutazione approfondita delle soluzioni di mercato disponibili nel corso dell\u2019anno\u201d.<\/p>\n<p><strong>Trovare la quadra a livello europeo\u2026<br \/>\n<\/strong>\u00c8 certamente un programma ambizioso, articolato e complesso, auspicabilmente inclusivo alla partecipazione di altri Stati membri interessati; non fosse altro perch\u00e9 dal punto di vista finanziario, industriale e tecnologico, una collaborazione esclusivamente bilaterale &#8211; bench\u00e9 formata da due pesi massimi &#8211; non sarebbe sufficiente a garantire il successo dell\u2019iniziativa. Bisogner\u00e0, quindi, vedere come la proposta rientrer\u00e0 all\u2019interno dei nuovi strumenti europei, ovvero il fondo per la difesa e la cooperazione strutturata permanente, affinch\u00e9 tutte le iniziative in corso e future, nonch\u00e9 gli interessi degli Stati membri trovino una loro coerenza dal punto di vista politico, strategico, militare e industriale.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 i rischi siano dietro l\u2019angolo &#8211; basti ricordare l\u2019avventura dell\u2019A400M per farsi un\u2019idea &#8211; la sensazione \u00e8 che Parigi e Berlino stiano scommettendo sull\u2019<strong>Europa<\/strong>, voltando le spalle a Londra (e a Washington), e facendo un ulteriore passo in avanti verso quell\u2019autonomia strategica tanto decantata &#8211; con diverse sfumature &#8211; nelle capitali europee e a Bruxelles.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante l\u2019incontro bilaterale franco-tedesco tenutosi a Parigi lo scorso 13 luglio, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno messo in cantiere una serie di iniziative comuni nel campo della difesa. 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