{"id":65777,"date":"2017-07-24T00:31:35","date_gmt":"2017-07-23T22:31:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65777"},"modified":"2017-11-03T15:11:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:08","slug":"ue-egitto-modo-dimenticare-giulio-regeni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/ue-egitto-modo-dimenticare-giulio-regeni\/","title":{"rendered":"Ue-Egitto: un modo per dimenticare Giulio Regeni"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Unione europea e l&#8217;<strong>Egitto<\/strong> stanno avanzando sull&#8217;impegno nel quadro delle priorit\u00e0 condivise dell&#8217;accordo di associazione e cooperazione siglato nel 2001: \u00e8 questo il messaggio principale dell\u2019ultimo <a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_IP-17-1981_en.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">country report<\/a>\u00a0sul Paese delle piramidi preparato dalla Commissione europea e dal Servizio europeo per l&#8217;azione esterna, Seae. Il rapporto, un documento che di per s\u00e9 non ha un forte peso politico, \u00e8 stato reso noto una settimana prima del prossimo Consiglio di Associazione <strong>Ue<\/strong>-Egitto, che si svolger\u00e0 il 25 luglio a Bruxelles. Un appuntamento che l\u2019Italia guarder\u00e0 con particolare interesse, per capire come l\u2019Unione si pone nei confronti del Paese con il quale, dall\u2019aprile scorso &#8211; a causa della scarsa cooperazione giudiziaria sul caso <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/02\/caso-regeni-le-vie-del-diritto-per-ottenere-giustizia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Regeni<\/strong><\/a> \u2013 l\u2019Italia ha in corso una crisi diplomatica, segnata dall\u2019assenza del nostro ambasciatore al Cairo.<\/p>\n<p>Dal momento che l\u2019Egitto fa fronte a un sempre pi\u00f9 complesso ambiente economico, sociale, politico e di sicurezza, spiega la nota europea che d\u00e0 notizia della pubblicazione dello studio, l&#8217;Ue \u00e8 fermamente impegnata a continuare a sostenerlo nel fare fronte alle sfide attuali, sulla base di nuove priorit\u00e0 di partenariato.<\/p>\n<p><strong>Le dimenticanze europee sull\u2019Egitto<br \/>\n<\/strong>Anche se non \u00e8 privo di riferimenti e richiami al rispetto dei diritti umani, dello stato di diritto e delle leggi, l\u2019accento posto a queste questioni dal country report a firma Ue \u00e8 molto debole. E lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 se si pensa che il rapporto prende in esame il periodo che va dal gennaio 2015 al maggio 2017. Anni in cui in Egitto, dove dal 2013 sono tornati al potere i militari, si \u00e8 instaurato un regime per alcuni aspetti addirittura pi\u00f9 brutale di quello di Mubarak, rovesciato dai rivoluzionari di piazza Tahrir che all\u2019epoca incassarono anche applausi provenienti da Bruxelles.<\/p>\n<p>Sfogliando il rapporto, soprattutto a occhi italiani, salta all\u2019occhio l\u2019assenza d\u2019una qualsiasi menzione di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano tragicamente morto a seguito di brutali torture a inizio 2015. La mancanza di alcun richiamo al nostro cittadino mostra il pi\u00f9 ampio isolamento italiano, in ambito europeo, sul caso. Nel marzo 2016, il parlamento di Strasburgo ha presentato una proposta comune di risoluzione non vincolante che, menzionando il caso Regeni, ha criticato fortemente il ricorso alla tortura. Questo richiamo non si \u00e8 tradotto in alcuna pratica politica. A nulla \u00e8 servita la comparsa a Bruxelles dei genitori di Regeni che, nel giugno 2016, hanno chiesto ai parlamentari europei di isolare il Cairo. Anzi, sin dall\u2019inizio della crisi bilaterale, diversi Paesi dell\u2019Ue, Francia in primis, hanno cercato di sostituire l\u2019Italia nella relazione privilegiata che aveva con l\u2019Egitto.<\/p>\n<p><strong>Omissioni e sottovalutazioni<br \/>\n<\/strong>Quello di Regeni non \u00e8 l\u2019unico nome dimenticato. Il country report non fa accenno neanche a Ibrahim Halawa, il cittadino irlandese di origini egiziane arrestato ancora minorenne al Cairo, durante le manifestazioni della Fratellanza musulmana contro la deposizione di Mohamed Morsi. Halawa fin\u00ec in carcere alla vigilia del massacro \u2013 anche questo non menzionato dal rapporto &#8211; di piazza Rabaa al-Adawya, quando i militari egiziani usarono la violenza per fare piazza pulita del sit-in qui in corso a sostegno del deposto presidente Mohammed Mursi \u2013 rappresentante della Fratellanza.<\/p>\n<p>Se dai nomi si passa ai fatti, il country report \u2013 che in una frase menziona presunti, ma non confermati, casi di tortura \u2013 non fa accenno alle sparizioni forzate, il pi\u00f9 nuovo, e in alcuni casi brutale, strumento repressivo di cui si sta servendo il regime egiziano. Nessun richiamo neanche alla libert\u00e0 di espressione \u2013 tutt\u2019altro che garantita lungo il Nilo \u2013 ai diritti delle minoranze e alla violenza settaria, questione che \u2013 nonostante i buoni propositi- <strong>Al-Sisi<\/strong> non riesce a risolvere.<\/p>\n<p><strong>L\u2019appello delle Ong alla Mogherini<br \/>\n<\/strong>Superficiali, almeno secondo il parere di chi scrive, anche le menzioni alla legge contro le manifestazioni e, pi\u00f9 in generale, le riunioni. Lo stesso si pu\u00f2 dire sulla legge riguardante le organizzazioni non governative, la cui chiusura forzata \u00e8 solo accennata.<\/p>\n<p>Mancanze, quelle elencate fino ad ora, che erano gi\u00e0 state oggetto di una <a href=\"http:\/\/www.euromedrights.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/2017-06-22-joint-INGO-letter-EU-Egypt-Association-Council.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">lettera<\/a> inviata il 22 giugno a Federica <strong>Mogherini<\/strong> da una serie di associazioni internazionali ( dall\u2019Arci al Cairo Institute for Human Rights Studies, passando per network di EuroMedRights) che avevano invitato l\u2019Alto Rappresentante a posticipare il Consiglio di Associazione. Secondo i firmatari, dal dicembre 2016 &#8211; quando si sono concluse le negoziazioni sulle priorit\u00e0 dalla partnership tra Egitto e Ue &#8211; ad oggi, le autorit\u00e0 egiziane hanno soffocato ogni manifestazione pacifica di dissenso, chiudendo ulteriormente non solo la sfera pubblica, ma anche quella politica in previsione delle presidenziali previste per il 2018.<\/p>\n<p><strong>Ue, serve una nuova ricetta<br \/>\n<\/strong>Nonostante i progressi macroeconomici, dovuti a riforme strutturali tutt\u2019altro che indolori, l\u2019\u00a0 Egitto di oggi \u00e8 un Paese che deve affrontare una serie di crisi, securitarie, politiche e socioeconomiche tutt\u2019altro che facili, soprattutto per un Paese le cui istituzioni faticano ad essere indipendenti ed efficienti. Tutto ci\u00f2 rende l\u2019 Egitto una nazione la cui stabilit\u00e0 \u00e8 solamente di facciata. In aggiunta, essa non sembra sostenibile nel lungo periodo. Non tanto perch\u00e9 \u00e8 molto costosa in termini di diritti umani, ma anche perch\u00e9 il regime non appare intenzionato a promuovere un processo politico realmente inclusivo, l\u2019unico in grado di garantire una credibile stabilit\u00e0 nel lungo periodo.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 gi\u00e0 successo in un passato piuttosto recente, il semaforo verde arrivato al Cairo da Bruxelles rischia di dimostrarsi controproducente. Ecco perch\u00e9, per scongiurare altre crisi, l\u2019Europa dovrebbe proporre una ricetta pi\u00f9 articolata e pi\u00f9 originale. Stabilit\u00e0 e sviluppo richiedono apertura e riconciliazione politica. L\u2019esatto contrario di quanto sta accadendo in questi anni lungo il Nilo.<\/p>\n<p>Piuttosto che garantire un pieno avallo all\u2019attuale regime, l\u2019Ue avrebbe interessi a sostenere un percorso che vada in direzione opposta. Probabilmente questa nuova via porterebbe su sentieri pi\u00f9 irti, ma arrivati in vetta ci sarebbero pi\u00f9 possibilit\u00e0 di rimanervi a lungo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Unione europea e l&#8217;Egitto stanno avanzando sull&#8217;impegno nel quadro delle priorit\u00e0 condivise dell&#8217;accordo di associazione e cooperazione siglato nel 2001: \u00e8 questo il messaggio principale dell\u2019ultimo country report\u00a0sul Paese delle piramidi preparato dalla Commissione europea e dal Servizio europeo per l&#8217;azione esterna, Seae. 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