{"id":65780,"date":"2017-07-24T08:03:41","date_gmt":"2017-07-24T06:03:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65780"},"modified":"2017-11-03T15:11:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:08","slug":"siria-buoni-cattivi-diverse-facce-jihad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/siria-buoni-cattivi-diverse-facce-jihad\/","title":{"rendered":"Siria: buoni e cattivi, le diverse facce della jihad"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019accordo raggiunto fra Russia, Usa e Giordania per un cessate-il-fuoco nei governatorati del sud-ovest della Siria di Daraa, Quneitra e Suwayda ha dimostrato, dopo gli anni di presidenza Obama, una prima concreta convergenza di intenti fra le due Super-Potenze: oltre alle forze pro-Damasco, a detenere il controllo nelle tre regioni oggetto dell\u2019accordo di de-escalation \u00e8 l\u2019organizzazione ribelle Fronte del Sud.<\/p>\n<p>Il gruppo, vicino ma non affiliato all\u2019Esercito Siriano Libero (Esl), \u00e8 nato nel febbraio del 2014 dall\u2019unione di 49 diverse milizie e, presentandosi come la \u201cvoce moderata\u201d dell\u2019opposizione siriana, \u00e8 riuscito ad attirare il supporto militare, finanziario e logistico di Stati Uniti, Arabia Saudita ed Eau.<\/p>\n<p>Il documento di Amman, parallelo a quello di Astana, si va a collocare nella pi\u00f9 ampia logica relativa alla creazione di quattro zone di de-escalation in diverse aree del territorio siriano, che includono i territori a nord di Homs, la Ghouta Orientale (Damasco), i tre sopra citati governatorati e la regione di Idlib.<\/p>\n<p><strong>Separare l\u2019opposizione legittima dai movimenti terroristi<br \/>\n<\/strong>In Siria, al momento, una delle questioni principali fra il governo, l\u2019<strong>opposizione<\/strong> e i vari attori esterni coinvolti risulta essere la separazione dei gruppi ribelli \u201clegittimi\u201d, da quelli considerati \u201c<strong>terroristi<\/strong>\u201d. E\u2019 ormai conclamata la designazione nella lista delle organizzazioni terroristiche del sedicente Stato islamico, l\u2019<strong>Isis<\/strong>, o Daesh, e dell\u2019organizzazione ombrello Hay\u2019at Tahrir al-Sham (Hts), in cui prevalgono gli elementi appartenenti all\u2019ex Jabhat Fateh al-Sham e Jabhat al-Nusra, ovvero <strong>al-Qaida<\/strong> in Siria.<\/p>\n<p>Ma la questione per la seconda formazione risulta essere ancora oggi spinosa, a causa della notevole influenza che Hts esercita su Idlib, uno dei governatorati oggetto dell\u2019accordo di de-escalation. Infatti, oltre a rappresentare l\u2019ultimo bastione dell\u2019opposizione, tale regione costituisce il cuore pulsante di Hts, che \u00e8 riuscita a imporsi sia a livello militare che amministrativo, influenzando al momento 81 dei 156 consigli locali e arrivando a controllare numerose zone al confine con la Turchia. Come <a href=\"http:\/\/reliefweb.int\/report\/syrian-arab-republic\/transcript-press-conference-un-special-envoy-syria-staffan-de-mistura-10\">ribadito<\/a> dall\u2019inviato speciale dell\u2019Onu de Mistura \u00e8 proprio sul futuro di quest\u2019area che si stanno incontrando le maggiori difficolt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>L\u2019opposizione \u201clegittima\u201d isola Hay\u2019at Tahrir al-Sham<br \/>\n<\/strong>Nei giorni in cui ancora si credeva in Siria di potere destituire militarmente il governo Assad, i gruppi che formano l\u2019odierna Hay\u2019at Tahrir al-Sham hanno spesso serrato i ranghi assieme alle formazioni secolari e ad altri gruppi Islamisti: nel nemico comune, gruppi ribelli con ideologie diverse hanno trovato il collante per combattere fianco a fianco. Tuttavia, ora che le condizioni per un dibattito sul futuro politico del Paese si stanno &#8211; seppur lentamente &#8211; venendo a creare, i ribelli riconosciuti dalle potenze esterne come \u201clegittimi\u201d starebbero progressivamente isolando Hts.<\/p>\n<p>A riprova di ci\u00f2, possiamo citare le recenti tensioni venutesi a creare fra la stessa Hts e l\u2019altro attore principale del governatorato, Ahrar al-Sham (AaS), suo storico alleato in armi. Queste due formazioni Islamiste sono riuscite ad imporre la loro presenza nella regione, fagocitando quella sfilacciata unione di milizie dell\u2019Esl che, nonostante il supporto statunitense, ha finito per combattere con inefficienti tattiche di insorgenza de-centralizzata. Il rapporto odi et amo fra Ahrar al-Sham ed Hay\u2019at Tahrir al-Sham \u00e8 dovuto alla complessit\u00e0 della realt\u00e0 jihadista siriana, la quale ha mutato forma nel corso del tempo, modificando la propria natura.<\/p>\n<p><strong>Mutamenti di forma e tattiche camaleontiche<br \/>\n<\/strong>Un esempio \u00e8 stata la trasformazione da Jabhat al-Nusra a Jabhat Fateh al-Sham annunciata nel luglio del 2016 dall\u2019ex leader al-Joulani \u2013 ora eminenza grigia dell\u2019organizzazione \u2013 il quale, con un chiaro riferimento ad al-Qaeda (a-Q) centrale, dichiar\u00f2 pubblicamente la scissione da qualsiasi \u201centit\u00e0 esterna\u201d. Tale tattica camaleontica si collocava nella pi\u00f9 ampia strategia atta ad abbandonare le mire internazionaliste di a-Q centrale: infatti, come affermato alcuni mesi prima dall\u2019allora leader di al-Nusra in un\u2019intervista concessa ad al-Jazeera, la Siria non sarebbe stata utilizzata come &#8220;rampa di lancio\u201d per colpire l\u2019Occidente, cio\u00e8, per intenderci, non avrebbe rappresentato un nuovo Afghanistan.<\/p>\n<p>Nonostante quest\u2019operazione di \u2018rebranding\u2019, l\u2019allora Jabhat Fateh al-Sham \u00e8 rimasta inserita nella lista delle organizzazioni terroristiche perch\u00e9 entit\u00e0 salafita-jihadista avente legami con al-Qaeda, destino incontrato anche dalla sua pi\u00f9 recente trasformazione, Hay\u2019at Tahrir al-Sham.<\/p>\n<p>Al momento, Hts si ritrova progressivamente isolata: la leadership di al-Qaeda centrale ha criticato la sua decisione di abbandonare la jihad globale; la comunit\u00e0 internazionale la continua ad accusare di essere una costola di al-Qaeda; e il suo fedele alleato, Ahrar al-Sham, nonostante non l\u2019abbia ancora scomunicata ufficialmente, sta adottando \u2013 in maniera di certo non casuale rispetto al dibattito \u2018ribelli legittimi \/ terroristi\u2019 in seno ai tavoli negoziali ad Amman ed Astana &#8211; posizioni sempre pi\u00f9 conciliatrici verso le fazioni dell\u2019Esl, tracciando un evidente solco con Hts. Al momento, si registrerebbero addirittura intensi scontri fra le due fazioni.<\/p>\n<p><strong>Ahrar al-Sham e il jihadismo revisionista<br \/>\n<\/strong>Pur non facendone parte, l\u2019oramai scomparso Abu Khalid al \u2013 Suri, uno dei co-fondatori di Ahrar al Sham, \u00e8 stato una figura di riferimento per il network di al-Qaeda durante gli anni \u201980 e \u201990. In <a href=\"https:\/\/justpaste.it\/ez9c\">un video<\/a> del 2000, egli \u00e8 persino ritratto vicino ad Osama bin-Laden ed Ayman al-Zawahiri nel campo di addestramento afghano di al-Farouq, famoso perch\u00e9 di l\u00ec passarono alcuni degli attentatori delle Torri Gemelle.<\/p>\n<p>Khalid al-Suri fu poi il corriere di al-Qaeda in Europa, avendo avuto legami con la cellula responsabile degli attacchi di Madrid del 2004, anni nel quale egli era anche in stretti legami con Abu Musab al-Suri, proficuo stratega jihadista. Pi\u00f9 recentemente, nel maggio del 2013, il co-fondatore di AaS fu nominato mediatore da Ayman al-Zawahiri in persona nella faida sfociata tra il Jabhat al-Nusra di Joulani ed il Daesh di Baghdadi. Nonostante questo passato ambiguo, sulle colonne del Washington Post \u00e8 apparso il 10 luglio del 2015 un Op-Ed dell\u2019allora capo delle relazioni estere di AaS, Labib al Nahhas, il quale negava categoricamente qualsiasi tipo di legame politico ed ideologico con al-Qaeda.<\/p>\n<p>Seppur in principio la piattaforma ideologica di Ahrar-al-Sham fosse quella salafita-jihadista infatti, l\u2019organizzazione ha saputo ritagliarsi nel tempo una posizione intermedia fra gli Islamisti pi\u00f9 intransigenti e le forze secolari, diluendo parzialmente la propria ideologia e rigettando l\u2019affinit\u00e0 dottrinale con Daesh ed al-Qaeda. Negando da subito i legami con a-Q, rifiutandone perci\u00f2 l\u2019assioma del jihadismo transnazionale in favore di quello locale, e accennando timidamente ai diritti delle minoranze nella cornice di uno stato basato sulla Shari\u2019a, Ahrar ha assunto una posizione jihadista revisionista, montando una critica all\u2019interno (e dall\u2019interno) del movimento salafita-jihadista, pur preservandone lo spirito.<\/p>\n<p>La storia di Ahrar al-Sham, che storicamente ha visto al suo interno diverse correnti di pensiero pi\u00f9 o meno vicine ad al-Nusra, \u00e8 un j\u2019accuse verso tutti coloro che ignorano le complessit\u00e0 annidate nelle sfumature dell\u2019Islam politico, in particolare in Siria: chi avrebbe mai pensato infatti, che un\u2019organizzazione fondata da un nucleo di ex jihadisti vessati nella prigione delle torture di Sednaya, avrebbe finito per issare, accanto a quella della Shahada, la bandiera (pro-democrazia) della Rivoluzione siriana, candidandosi verosimilmente per un ruolo nel futuro governo siriano?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019accordo raggiunto fra Russia, Usa e Giordania per un cessate-il-fuoco nei governatorati del sud-ovest della Siria di Daraa, Quneitra e Suwayda ha dimostrato, dopo gli anni di presidenza Obama, una prima concreta convergenza di intenti fra le due Super-Potenze: oltre alle forze pro-Damasco, a detenere il controllo nelle tre regioni oggetto dell\u2019accordo di de-escalation \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":65781,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[437,436,438,114,439],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65780"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65780"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65780\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65795,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65780\/revisions\/65795"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/65781"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65780"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65780"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65780"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}