{"id":65820,"date":"2017-07-26T19:50:11","date_gmt":"2017-07-26T17:50:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65820"},"modified":"2017-11-03T15:11:07","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:07","slug":"riunificazione-cipro-vicolo-cieco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/riunificazione-cipro-vicolo-cieco\/","title":{"rendered":"Cipro: il vicolo cieco della riunificazione"},"content":{"rendered":"<p>Pensavo che questa volta sarebbe andata diversamente. Pensavo che per la prima volta da quel lontano 1963, un allineamento delle stelle, pi\u00f9 unico che raro, avrebbe permesso una riconciliazione a Cipro.<\/p>\n<p>Sbagliavo.<\/p>\n<p>Quando il 7 luglio a Crans Montana, in Svizzera, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres entr\u00f2 in conferenza stampa dichiarando con tono sommesso che i negoziati si erano interrotti senza un accordo, mi sono posta una domanda scomoda: siamo giunti alla fine di un vicolo cieco a Cipro?<\/p>\n<p>Il conflitto a Cipro \u00e8 tra i pi\u00f9 antichi dell\u2019epoca post coloniale, ed \u00e8 l\u2019unico all\u2019interno dell\u2019Unione europea. Quel delicato compromesso costituzionale raggiunto nel 1960 che prevedeva un\u2019eguaglianza politica tra greco-ciprioti e turco-ciprioti, e garanzie di sicurezze \u2013 con un sapore tutto coloniale \u2013 di Grecia, Turchia e Regno Unito, dur\u00f2 solo tre anni.<\/p>\n<p>Nel 1963, gli articoli consociativi della Costituzione cipriota furono violati da parte greco-cipriota, dando via ad una stagione di violenza intercomunale. Nel 1974, a seguito di un colpo di stato militare greco sull\u2019isola di Afrodite, la Turchia intervenne militarmente, occupando il 37% della parte settentrionale del Paese. Quell\u2019occupazione dura ancora oggi. Dalla fine degli anni \u201870, ogni segretario generale dell\u2019Onu si \u00e8 speso sul conflitto cipriota. Innumerevoli gli inviati speciali che speravano di chiudere in bellezza le loro carriere per ritrovarsi immancabilmente con un pugno di mosche in mano. L\u2019inviato dell\u2019Onu Espen Barthe Eide \u00e8 l\u2019ultima tra queste vittime.<\/p>\n<p><strong>I dolori della soluzione federale<\/strong><\/p>\n<p>Eppure quello\u00a0di Cipro sembrerebbe il pi\u00f9 facile da risolvere fra i conflitti. Dal 1974, tranne sporadiche eccezioni, non c\u2019\u00e8 violenza sull\u2019isola. Dal 2003, il confine non riconosciuto tra nord e sud \u00e8 aperto. Greco-ciprioti e turco-ciprioti sono liberi di attraversare il \u201cconfine\u201d, visitare l\u2019altra parte dell\u2019isola, fare compere, e nel caso di molti turco ciprioti, ottenere la cittadinanza della Repubblica (e dell\u2019Unione europea) e lavorare a sud e nel resto dell\u2019Ue. Sarebbe eccessivo sostenere che non esiste animosit\u00e0 tra le due comunit\u00e0. Ma in confronto a molti conflitti a poche miglia dall\u2019isola, da Israele-Palestina all\u2019Ucraina, dalla Libia al Caucaso, dallo Yemen ai Balcani, Cipro \u00e8 un\u2019isola di relativa tranquillit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche la dimensione regionale del conflitto, ossia le relazioni tra Turchia e Grecia, seppur non rosee, a partire dal <em>rapprochement<\/em> inaugurato dai terremoti del 1999, sono caratterizzate tanto da competizione strategica quanto da cooperazione economica e politica. A partire dalla fine degli anni \u201890, la Grecia sostiene ad esempio l\u2019integrazione della Turchia nell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Cosa spiega, dunque, questa triste sequenza di fallimenti negoziali? Perch\u00e9 il conflitto cipriota, la cui soluzione federale sembrerebbe essere cos\u00ec a portata di mano, persiste ancora oggi? Paradossalmente, o forse no, \u00e8 proprio la relativa tranquillit\u00e0 sull\u2019isola che rende un accordo cos\u00ec difficile da sancire. Qualunque accordo di pace richiede, inevitabilmente, compromessi spesso dolorosi per ognuna delle parti nel conflitto.<\/p>\n<p>Una soluzione federale a Cipro richiederebbe, in sintesi, ai greco-ciprioti di co-governare in modo paritario l\u2019isola con quella che loro considerano una minoranza turco-cipriota, mentre i turco-ciprioti sarebbero chiamati a cedere parte del loro territorio, a restituire molte propriet\u00e0 private greco-cipriote situate nel nord dell\u2019isola. Da par suo, la Turchia \u2013 cos\u00ec come la Grecia e il Regno Unito \u2013 dovrebbe cedere in parte i diritto di intervento unilaterale sull\u2019isola e ridurre notevolmente la propria presenza militare a Cipro Nord.<\/p>\n<p>I contorni di un accordo si conoscono perlomeno dai primi anni \u201890, se non addirittura dalla fine degli anni \u201870. Dal 2004 se ne conoscono anche i dettagli, illustrati nel piano Annan rigettato dai greco-ciprioti con un referendum nel 2004, e rivisti nell\u2019ultimo round negoziale dal 2014 fino al fallimento di Crans Montana, poche settimane fa. Insomma l\u2019accordo a grandi e piccole linee \u00e8 noto.<\/p>\n<p><strong>Lo status quo che piace ad Ankara e Atene<\/strong><\/p>\n<p>Quel che manca \u00e8 la volont\u00e0 politica di fare quel salto nel buio richiesto in qualunque processo di pace. E quando lo status quo per una o pi\u00f9 parti del conflitto \u00e8 sostanzialmente tollerabile se non positivo, la motivazione politica di fare quel salto si diluisce fino a sparire completamente provocando il collasso del processo di pace. \u00c8 questo quel che avvenne nel 2004, quando il governo greco-cipriota fece campagna per il \u201cno\u201d alla riunificazione, ottenendo la stragrande maggioranza dei voti.<\/p>\n<p>Nel 2017, la ripartizione delle responsabilit\u00e0 non ricade per\u00f2 esclusivamente sui greco-ciprioti. Mentre i turco-ciprioti \u2013 vivendo in uno Stato non riconosciuto \u2013 sono fortemente motivati a raggiungere un accordo, greco-ciprioti, greci e turchi, per motivi diversi sono molto meno motivati ad accettare i compromessi intrinseci ad un accordo.<\/p>\n<p>La Turchia di Erdo\u011fan non \u00e8 ideologicamente contraria ad un accordo federale sull\u2019isola. A differenza della vecchia guardia kemalista, l\u2019Akp di Erdo\u011fan sostenne il piano Annan nel 2004 ed era aperta ad un accordo nel 2017. Ma per Erdo\u011fan la priorit\u00e0 pare essere una e una sola: il consolidamento del proprio potere. Dunque, nella misura in cui la popolarit\u00e0 del presidente turco \u00e8 in parte radicata nei settori nazionalisti del Paese, la volont\u00e0 di raggiungere un compromesso a Cipro esiste ma risulta secondaria.<\/p>\n<p>La Grecia \u00e8 anch\u2019essa ben disposta in linea di principio a raggiungere un accordo sull\u2019isola. Ma un po\u2019 per caso e un po\u2019 per via delle posizioni personali dell\u2019attuale ministro della Difesa di Atene\u00a0Panos Kammenos, appartenente al partito degli indipendentisti (nazionalisti di destra), la Grecia ha giocato un ruolo poco costruttivo negli ultimi mesi negoziali da gennaio in poi.<\/p>\n<p>Infine, i greco-ciprioti che, arrivati agli sgoccioli del negoziato sulle garanzie di sicurezza e la presenza militare turca sull\u2019isola, hanno alzato ulteriormente l\u2019asticella, provocando il collasso delle trattative a Crans Montana.<\/p>\n<p><strong>Le vittime dello stallo<\/strong><\/p>\n<p>Sono passati 55 anni dallo scoppio del conflitto a Cipro, e 40 dall\u2019avvio dei negoziati sulla riunificazione dell\u2019isola. La sostanza del compromesso \u00e8 nota a tutti. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che le parti, ed in primis i greco-ciprioti, sembrano essere relativamente soddisfatti dello status quo, o perlomeno insufficientemente scontenti per accettare quello che inevitabilmente sarebbe un compromesso doloroso e rischioso.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 scomoda che nessuno ha il coraggio di dire apertamente \u00e8 che tutto sommato greco-ciprioti e turchi preferiscono lo status quo a Cipro. A rimetterci, come sempre, sono i pi\u00f9 deboli, ossia la minoranza sempre pi\u00f9 esigua di turco-ciprioti che controvoglia si vedr\u00e0 progressivamente assorbita in una Turchia a sua volta sempre pi\u00f9 lontana dall\u2019Unione europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pensavo che questa volta sarebbe andata diversamente. Pensavo che per la prima volta da quel lontano 1963, un allineamento delle stelle, pi\u00f9 unico che raro, avrebbe permesso una riconciliazione a Cipro. Sbagliavo. 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