{"id":65825,"date":"2017-07-27T12:01:46","date_gmt":"2017-07-27T10:01:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65825"},"modified":"2017-11-03T15:11:07","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:07","slug":"difesa-squadra-europea-giocatori-forti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/difesa-squadra-europea-giocatori-forti\/","title":{"rendered":"Difesa: nella squadra europea entrano solo i giocatori pi\u00f9 forti"},"content":{"rendered":"<p>In vista di ogni campionato si discute spesso su quali giocatori scenderanno in campo. Ve ne sono anche di destinati a non vedersi convocare o, magari, a restare in panchina. In ambedue i casi sarebbe, per\u00f2, meglio che fossero consapevoli che non basta essere a disposizione, e tanto meno autocandidarsi, per giocare poi la partita. Se, invece, si illudono, la delusione sar\u00e0 pi\u00f9 cocente.<\/p>\n<p>Nella partita della<strong> difesa<\/strong> europea, lo sta verificando l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/italiani-ue-delusi-non-ancora-euroscettici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Italia<\/strong><\/a>. L\u2019aver partecipato al lungo dibattito preliminare sul rilancio della difesa europea e l\u2019essere stati coinvolti in alcune iniziative lanciate da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/difesa-assi-manica-francia-germania\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Francia<\/strong> e <strong>Germania<\/strong><\/a>\u00a0ha favorito la speranza, o meglio l\u2019illusione, che avremmo giocato anche noi in serie A.<\/p>\n<p>Ma adesso che \u00e8 giunto il momento di mettere le carte in tavola, dobbiamo prendere atto che le cose non stanno cos\u00ec e che nella nuova Europa post-Brexit in serie A giocheranno solo Francia e Germania. L\u2019accordo franco-tedesco, siglato a Parigi il 13 luglio, lo ha evidenziato a chiare lettere.<\/p>\n<p><strong>Un accordo ambizioso ad ampio\u00a0raggio<br \/>\n<\/strong>I due maggiori\u00a0Paesi europei hanno concordato, oltre ad altri numerosi impegni comuni, anche un ampio elenco di programmi per sviluppare insieme nuovi equipaggiamenti militari. Quasi tutti si sono soffermati sul quarto, relativo ad un velivolo da combattimento per rimpiazzare l\u2019attuale flotta sul lungo termine.<\/p>\n<p>Difficile capire dove andranno a parare: i due Paesi devono sicuramente sostituire i loro cacciabombardieri, Mirage 2000 e Tornado, destinati anche al trasporto di ordigni nucleari, ma questa esigenza non sembra \u201ca lungo termine\u201d; gli altri partner del Tornado, Regno Unito e Italia, stanno gi\u00e0 acquisendo come sostituto l\u2019F 35; la Francia sembrava puntare su un velivolo da combattimento a pilotaggio remoto e, dopo avere sviluppato il dimostratore tecnologico\u00a0 Neuron insieme ad altri Paesi, fra cui l\u2019Italia, li aveva scaricati per proseguire con il Regno Unito sulla base dell\u2019accordo franco-inglese di Londra &#8211; Lancaster House del 2010; adesso, forse, la Francia potrebbe proseguire con un nuovo partner, la Germania (meno capace tecnologicamente e industrialmente, ma molto pi\u00f9 forte finanziariamente) o proseguire in parallelo con un velivolo pilotato.<\/p>\n<p>I primi tre programmi comuni dell\u2019elenco sono: una nuova generazione di sistemi terrestri (a partire da un sistema maggiore di combattimento, cio\u00e8 un nuovo carro da battaglia); un sistema di pattugliamento marittimo; l\u2019Eurodrone (cio\u00e8 l\u2019Euromale attualmente in fase di studio insieme a Italia e Spagna). Ve ne sono poi ulteriori tre: una nuova versione dell\u2019elicottero da combattimento franco-tedesco Tiger con un nuovo missile tattico aria-superficie, attivit\u00e0 nell\u2019osservazione satellitare, attivit\u00e0 nel settore cyber con particolare riferimento alle comunicazioni.<\/p>\n<p>Si prevede, infine, un comune impegno nel campo dell\u2019innovazione tecnologica, con specifico riferimento all\u2019utilizzo dei previsti finanziamenti europei (in primo luogo la Preparatory Action for Defence Research gi\u00e0 avviata dalla Commissione europea).<\/p>\n<p><strong>Un\u2019impostazione non improvvisata e una strategia ben scandita<br \/>\n<\/strong>Interessante risulta anche l\u2019impostazione complessiva del documento.\u00a0 Una prima osservazione riguarda la preparazione di questo accordo. Non \u00e8 una dichiarazione generica, ma dettagliata e deve sicuramente aver richiesto tempo e impegno di non pochi esperti di fiducia dei due capi di Governo. Il tutto \u00e8 peraltro avvenuto senza che ne sia trapelata la portata, a conferma che da tempo la collaborazione fra i due Paesi \u00e8 gi\u00e0 molto stretta , costante e articolata a pi\u00f9 livelli.<\/p>\n<p>Una seconda osservazione \u00e8 relativa all&#8217;ordine, certo non casuale, dei temi affrontati. Si parte dal rafforzamento della difesa europea, con la Pesco e il Fondo europeo di difesa, e si passa a quello del rafforzamento congiunto delle capacit\u00e0 militari attraverso i nuovi programmi proposti. Poi si indica il miglioramento della collaborazione operativa e, infine, l\u2019impegno a garantire la sicurezza e combattere il terrorismo. Fino ad ora l\u2019ordine sarebbe stato probabilmente inverso o quasi, ma sicuramente i programmi di investimento sarebbero stati messi in fondo.<\/p>\n<p>Una terza osservazione riguarda la dichiarata volont\u00e0 di coordinare l\u2019azione dei due Paesi nei confronti delle iniziative e delle Istituzioni europee: vista la loro forza e il loro peso, la loro influenza diventer\u00e0, di conseguenza, determinante. La loro strategia \u00e8 cos\u00ec schematizzabile:<\/p>\n<ul>\n<li>realizzare la Pesco per poter procedere verso un\u2019integrazione a cerchi concentrici;<\/li>\n<li>utilizzare i previsti finanziamenti europei (che sono solo 600 milioni di euro fino al 2020, ma diventeranno 1,5 miliardi all\u2019anno dal 2021);<\/li>\n<li>sviluppare un ventaglio di nuovi equipaggiamenti militari per fare fronte alle mutate esigenze operative, per fare crescere l\u2019autonomia strategica europea, per rendere pi\u00f9 efficiente e competitiva l\u2019industria europea.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il nuovo approccio vede, quindi, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/ue-gli-euro-incompatibili-aspiranti-varoufakis\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione<\/strong><\/a> come incubatore politico, giuridico ed economico in cui costruire un\u2019Europa della difesa guidata da Francia e Germania. \u00c8 attorno alla loro integrazione bilaterale che si dovr\u00e0 catalizzare la disponibilit\u00e0 e l\u2019impegno degli altri Stati membri interessati. La pi\u00f9 stretta collaborazione franco-tedesca si spinge anche in un campo fino ad ora considerato un tab\u00f9, quello del coordinamento della politica di esportazione in campo militare: un obiettivo molto ambizioso visto l\u2019attivismo francese sul mercato internazionale e la tradizionale prudenza tedesca (legata anche alla limitata capacit\u00e0 industriale).<\/p>\n<p><strong>Il momento delle scelte<br \/>\n<\/strong>In Italia quasi tutti sembrano aver creduto che la favola sarebbe continuata in eterno e che le nostre debolezze strutturali nel campo della difesa non avrebbero contato. Questo ha avuto due conseguenze negative:<\/p>\n<ul>\n<li>non ci ha spinti a risolverle o, per lo meno, ad avviarle a soluzione;<\/li>\n<li>ci ha lasciati indifesi di fronte agli avvenimenti che hanno sgretolato le nostre illusioni.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Adesso \u00e8 necessario definire una linea di azione che cerchi di tutelare i nostri interessi nazionali, senza velleitarismi, ma anche senza vittimismi, consapevoli che in questo caso \u00e8 davvero il sistema-paese che deve entrare in campo. Di qui la necessit\u00e0 che il presidente del Consiglio coinvolga i ministri interessati per decidere entro tre mesi (prima quindi della legge finanziaria) sulla base di un chiaro programma di azione:<\/p>\n<ol>\n<li>Stabilire quali sono le capacit\u00e0 tecnologiche e industriali che vogliamo tutelare perch\u00e9 rappresentano le nostre aree di eccellenza a livello europeo ed internazionale (coinvolgendo anche l\u2019industria). Molti lo hanno proposto in passato (e anche recentemente nel Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa), ma questa selezione non \u00e8 mai stata fatta.<\/li>\n<li>Confrontare il risultato con le esigenze delle nostre Forze Armate per verificare la sostenibilit\u00e0 in termini di investimenti e programmi.<\/li>\n<li>Verificare i nostri obiettivi con i programmi franco-tedeschi e, dove possiamo, cercare un accordo. Dove questo non \u00e8 possibile, cercare altri partner, con la consapevolezza che da soli non andiamo da nessuna parte nel campo dei grandi sistemi e non potremmo candidarci per i finanziamenti europei. Peggio ancora, non possiamo avventurarci in programmi nazionali che competerebbero con programmi finanziati dall\u2019Unione europea.<\/li>\n<li>Concentrare coerentemente le risorse finanziarie sulle nostre aree di eccellenza per rafforzarle e non continuare a sussidiare settori e imprese che non hanno pi\u00f9 prospettive sul mercato internazionale. Bisogna sostenere i pi\u00f9 forti, non i pi\u00f9 deboli, perch\u00e9 le problematiche sociali vanno affrontate con altri strumenti, non con il magro bilancio della Difesa.<\/li>\n<li>Puntare di pi\u00f9 sui programmi di sviluppo tecnologico, anche se non sempre e non subito questo porta a nuovi equipaggiamenti immediatamente disponibili. Non dobbiamo considerare solo le esigenze immediate, ma anche quelle future, se vogliamo rimanere agganciati al treno dell\u2019innovazione tecnologica e usare gli investimenti anche per favorire la crescita complessiva del nostro paese.<\/li>\n<li>Rendere subito disponibili nuove risorse finanziarie per realizzare questa linea di azione, anche realizzando le indicazioni del Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa, e per cominciare a rispettare l\u2019impegno ad investire il 2% del Pil nella difesa.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Prendiamo atto con pragmatismo che se non possiamo giocare in serie A, possiamo per\u00f2 vincere la serie B.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vista di ogni campionato si discute spesso su quali giocatori scenderanno in campo. Ve ne sono anche di destinati a non vedersi convocare o, magari, a restare in panchina. 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