{"id":65840,"date":"2017-07-29T09:59:34","date_gmt":"2017-07-29T07:59:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65840"},"modified":"2017-11-03T15:11:06","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:06","slug":"libia-saint-cloud-situazione-fragile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/libia-saint-cloud-situazione-fragile\/","title":{"rendered":"Libia: dopo Saint-Cloud, resta fragile e complessa"},"content":{"rendered":"<p>Il 25 luglio, il presidente francese Emmanuel Macron ha patrocinato, nelle vicinanze di Parigi, a La Celle Saint-Cloud, un incontro sulla Libia fra il premier libico al-<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/tutte-le-incognite-dellincontro-serraj-haftar\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Serraj<\/strong><\/a> e il comandante del sedicente Esercito nazionale libico (Enl) <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/08\/sarraj-e-la-vittoria-di-pirro-a-sirte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Heftar<\/a>.<\/strong> L\u2019incontro s\u2019\u00e8 concluso con una dichiarazione comune nella quale le due parti sottolineano che la soluzione della crisi libica deve avere un carattere politico e s\u2019impegnano a cessare il fuoco, a rendere operativi gli accordi di Skhirat conformandosi alla mediazione delle Nazioni Unite, ad avviare l\u2019integrazione delle forze combattenti in una sola compagine nazionale al servizio del governo, a combattere il terrorismo e i traffici illeciti e, infine, ad appoggiare i lavori comuni della Camera dei Deputati (CdD) di Tobruk e dell\u2019Alto Consiglio di Stato (Acs) di Tripoli per arrivare \u201cappena possibile\u201d ad elezioni presidenziali e parlamentari.<\/p>\n<p><strong>Una dichiarazione non firmata da nessuna delle due parti<\/strong><\/p>\n<p>La corrispondenza del Libya Herald che riporta la Dichiarazione avverte che essa non \u00e8 stata firmata da nessuna delle due parti. Non \u00e8 tuttavia solo questa circostanza a lasciare incerti sul significato e il valore del terzo dei vertici Serraj &#8211; Heftar che hanno avuto luogo negli ultimi sei mesi. I due precedenti, al Cairo in febbraio sotto il patrocinio dell\u2019Egitto e ad Abu Dhabi in maggio, si sono entrambi conclusi senza nessun risultato di rilievo, anzi hanno avuto seguiti piuttosto polemici, nel cui contesto il generale Heftar ha tenuto a far sapere di non volere raggiungere nessun compromesso.<\/p>\n<p>Le foto e i reportage hanno mostrato a Saint-Cloud un Heftar pi\u00f9 disponibile e hanno commentato positivamente l\u2019incontro. Ma, dietro lo sforzo e le potenzialit\u00e0 positive della diplomazia francese, la situazione resta estremamente fragile e complessa.<\/p>\n<p><strong>Un percorso per la Libia apparentemente concordato<\/strong><\/p>\n<p>In quale situazione \u00e8 la <strong>Libia<\/strong>? Fra la seconda parte del 2016 ed oggi, il generale Heftar si \u00e8 assai rafforzato sia sul piano militare che su quello politico. In questo contesto, il dibattito interno congiuntamente alla diplomazia internazionale e regionale (il terzetto Algeria, Egitto, Tunisia) hanno messo capo a una sorta di riforma degli accordi di Skhirat che si fonda su un compromesso fra Serraj e Heftar.<\/p>\n<p>Questo compromesso dovrebbe tradursi in una transizione guidata da un Consiglio presidenziale (Cp) ridotto da nove a tre membri e da consultazioni fra la CdD di Tobruk e l\u2019Acs di Tripoli &#8211; il primo guidato da Aguila Sale Issa, presidente della CdD e alleato di primo piano di Heftar, e il secondo da Abdarrahman Swehli, che rappresenta invece forze di Misurata pi\u00f9 o meno vicine a Serraj e alla sua piattaforma politica. Questa transizione sarebbe destinata a portare a elezioni presidenziali e parlamentari (e verosimilmente anche all\u2019approvazione della costituzione).<\/p>\n<p><strong>Quattro fattori minano la transizione in Libia<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Questo percorso, confermato \u2013 come abbiamo visto \u2013 nella Dichiarazione di Saint-Cloud, \u00e8 tuttavia abbondantemente minato da almeno quattro fattori.<\/p>\n<p>Innanzitutto, non \u00e8 chiaro chi andr\u00e0 a comporre il nuovo Cp a tre. Una proposta iniziale era la rituale ma ormai largamente superata formula di un rappresentante per ognuna delle tre macroregioni della Libia, la Tripolitania, la Cirenaica e il Fezzan, La proposta che invece \u00e8 poi circolata \u00e8 che sia formato da Serraj, Heftar e Sale Issa.<\/p>\n<p>A chi scrive questa formazione appare fortemente squilibrata a favore di Heftar e quindi altamente provocatoria. Piuttosto che incentivare un dialogo \u00e8 destinata a scatenare nuovi conflitti e indebolire gravemente la piattaforma centrista attorno a Serraj, che \u00e8 poi quella che resta al cuore del percorso di risoluzione del conflitto che si vuole ancora nelle mani dell\u2019Onu.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 plausibile il dialogo fra la CdD di Tobruk e l\u2019Acs di Tripoli, anche se resta da capire attraverso quali procedure esso potr\u00e0 smussare le forti asperit\u00e0 che comunque continuano a dividere i singoli delegati e i loro gruppi. Va poi notato che nessuna proposta emerge sul modo di rappresentare o imbrigliare (ma \u00e8 possibile?) i comandanti delle milizie, che spesso hanno i politici alle loro dipendenza piuttosto che dipenderne (Heftar \u00e8 un caso in parola!). In effetti, il punto della Dichiarazione di Saint-Cloud che accenna alla volont\u00e0 delle due parti di porre mano a una riforma del settore di sicurezza \u00e8 priva di ogni base fattuale e intellettuale.<\/p>\n<p><strong>Altri elementi di debolezza delle conclusioni di Saint-Cloud<\/strong><\/p>\n<p>In secondo luogo, la strategia che affida la risoluzione della crisi a un compromesso con Heftar pu\u00f2 avere l\u2019effetto di distruggere il centro politico che la mediazione dell\u2019<strong>Onu<\/strong> con gli accordi di Skhirat ha creato facendo staccare diversi gruppi di moderati dalle fazioni rivoluzionare. Esistono gi\u00e0 segni evidenti di una ricomposizione dell\u2019ala rivoluzionaria. Un compromesso perseguito senza nel contempo rafforzare la piattaforma centrista di Serraj pu\u00f2 portare alla saldatura dei rivoluzionari, al collasso della piattaforma centrista e forse anche a un nuovo ciclo di guerra civile.<\/p>\n<p>In terzo luogo, un aspetto specifico di quanto abbiamo appena detto \u00e8 che alcuni a Misurata cominciano a vedere la transizione Serraj-Heftar &#8211; con la possibile inclusione di Sale Issa nel Cp di transizione e la possibile scomparsa dopo le elezioni dell\u2019Acs, oggi in mano a Swehli, uomo di Misurata &#8211; come un processo che mette Misurata ai margini. In effetti, al posto di Sale Issa nel Cp dovrebbe esserci Ahmed Maetig, che rappresenta Misurata ed \u00e8 l\u2019anello di congiunzione fra i duri e i meno duri della citt\u00e0. Il sospetto di Misurata che si tratti di una transizione dominata da Heftar \u00e8 pi\u00f9 che giustificato.<\/p>\n<p>Il quarto e ultimo fattore \u00e8 che l\u2019appoggio esterno dell\u2019Egitto, degli Emirati Arabi Uniti (Eau), del Golfo e, pi\u00f9 da lontano, della Russia ad Heftar \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 importante e condizionante. Che a mediare i vertici Serraj-Heftar del Cairo e di Abu Dhabi ci fossero mediatori cos\u00ec partigiani come l\u2019Egitto e gli Emirati \u00e8 ridicolo e soprattutto non pu\u00f2 portare a nessuna soluzione se non alla conflagrazione di un nuovo conflitto civile.<\/p>\n<p><strong>I rischi di un nuovo conflitto civile<\/strong><\/p>\n<p>In questo quadro, quali possibilit\u00e0 di maggiore efficacia ha la mediazione francese? Nell\u2019ambito della sua politica di controterrorismo, Parigi ha usato Heftar come \u201cproxy\u201d e l\u2019ha appoggiato. La sua mediazione non \u00e8 in principio meno partigiana di quella del Cairo e di Abu Dhabi o almeno cos\u00ec pu\u00f2 apparire. Tuttavia, l\u2019influenza francese su Heftar pu\u00f2 anche essere un fattore che favorisce la mediazione a patto che Macron poggi la sua mediazione su una piattaforma in grado di andare oltre i soli interessi della politica estera francese e della sicurezza della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/francia-macron-pensiona-classe-politica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Francia<\/strong><\/a>. A differenza degli arabi pu\u00f2 farlo se riesce anche a rappresentare gli interessi dell\u2019Europa, dell\u2019Unione europea e dell\u2019Onu. Se lo far\u00e0, sar\u00e0 forse allora anche in grado di venire a capo della frammentazione e delle complessit\u00e0 libiche che abbiamo ricordato pi\u00f9 sopra.<\/p>\n<p>In questo senso la sfida libica \u00e8 parte di quella pi\u00f9 ampia che Macron ha lanciato nell\u2019intento di ricostituire la leadership internazionale del suo Paese. Ma resta da vedere il risultato, perch\u00e9 la strada \u201cgaullo-mitterandiana\u201d che per sua esplicita ammissione ha intrapreso nella restaurazione del ruolo della Francia potrebbe giocargli contro, in Libia come altrove<strong><em>.<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 25 luglio, il presidente francese Emmanuel Macron ha patrocinato, nelle vicinanze di Parigi, a La Celle Saint-Cloud, un incontro sulla Libia fra il premier libico al-Serraj e il comandante del sedicente Esercito nazionale libico (Enl) Heftar. 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