{"id":65848,"date":"2017-07-30T17:38:06","date_gmt":"2017-07-30T15:38:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65848"},"modified":"2017-11-03T15:11:06","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:06","slug":"cina-myanmar-nuovo-corso-feudale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/cina-myanmar-nuovo-corso-feudale\/","title":{"rendered":"Cina-Myanmar: un nuovo corso dal sapore feudale"},"content":{"rendered":"<p>Il presidente cinese Xi Jinping ha avviato una nuova strategia per il <strong>Myanmar<\/strong>. Grazie all\u2019assenza statunitense dopo la vittoria di Donald Trump, la <strong>Cina<\/strong>\u00a0sta investendo in numerose infrastrutture nel Paese e sta portando avanti una politica di concertazione con i gruppi ribelli nel nord del Myanmar, sfruttando sia i presunti legami etnici sia i solidi rapporti creati con i dissidenti negli scorsi decenni.<\/p>\n<p>Il rapporto tra la Repubblica popolare e il Myanmar \u00e8 da sempre determinante, per molti fattori. Innanzitutto geografici: la Cina e il Paese del sud-est asiatico condividono pi\u00f9 di duemila chilometri di frontiera e Naypyidaw \u00e8 per Pechino il solo possibile corridoio sull\u2019Oceano Indiano, aggirando lo stretto di Malacca, e una via d\u2019accesso privilegiata per la regione. Nello scorso decennio, la Cina ha di fatto garantito la sopravvivenza del regime militare birmano durante il periodo delle sanzioni occidentali, con un flusso costante di valuta straniera in cambio di gas, petrolio, pietre preziose e legname.<\/p>\n<p>La modificazione del paesaggio nel nord del Myanmar a causa della deforestazione, come evidenziato dallo storico Thant Myint-U, sta creando una nuova via di comunicazione tra i due Paesi che determiner\u00e0 uno scenario inedito. Il territorio che divide Cina e India, i due Paesi pi\u00f9 popolosi del mondo, diventer\u00e0 per la prima volta interamente percorribile.<\/p>\n<p><strong>I fratelli minori di Pechino<\/strong><br \/>\nNel giugno 2015, appena cinque mesi prima delle elezioni birmane, <strong>Aung San Suu Kyi<\/strong> si rec\u00f2 in Cina per incontrare il presidente <strong>Xi Jinping<\/strong>. Pechino si assicur\u00f2 la tutela degli interessi economici cinesi\u00a0e il premio Nobel per la Pace evit\u00f2 qualsiasi riferimento ad argomenti scomodi per la Cina, anticipando l\u2019approccio pragmatico che ha contraddistinto i primi anni del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/lex-autista-di-aung-san-suu-kyi-e-presidente\/\">suo governo de facto<\/a>. La relazione tra i due Paesi \u00e8 descritta dal frequente uso della parola birmana <em>pauk-phaw<\/em>, tradotta in cinese con <em>baobo<\/em>, che pu\u00f2 significare sia fratello che cugino. Il termine \u00e8 stato soprattutto usato nell\u2019accezione di \u201cfratello minore\u201d a dimostrare la dipendenza birmana dalla Cina, che ha sempre considerato il Myanmar uno Stato vassallo.<\/p>\n<p>Il nuovo corso politico in Myanmar ha inaugurato un\u2019inedita strategia cinese nel Paese. Pechino e Naypyidaw hanno trovato una rapida intesa sul delicato tema dei diritti umani. La Cina ha bloccato una dichiarazione delle Nazioni Unite, proposta dagli Stati Uniti, sulla persecuzione birmana dei <strong>Rohingya<\/strong>. La stampa occidentale ha dedicato grande attenzione alla politica nei confronti della minoranza di religione musulmana in Myanmar, mentre il Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi \u2013 nel frattempo divenuta ministro degli Esteri &#8211; veniva accusata di permettere un vero e proprio genocidio nei confronti dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/rohingya-fra-myanmar-bangladesh\/\">Rohingya<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Conflitti etnici e protagonismo cinese<\/strong><br \/>\nLa posizione di Pechino, da sempre incentrata sulla percezione delle critiche in tema di diritti umani come una interferenza negli affari interni del Paese, \u00e8 assolutamente in linea con quella del governo birmano. Il ruolo di Pechino come mediatore per i conflitti etnici nel nord del Paese \u00e8 cruciale: sia i Kokang sia gli Wa hanno ricevuto negli scorsi anni un intenso supporto militare, economico e logistico dalla Cina. Entrambi i gruppi rivendicano una presunta appartenenza etnica e linguistica alla Cina.<\/p>\n<p>Le due necessit\u00e0 prioritarie del progetto politico di Aung San Suu Kyi sono la ricerca di una convivenza con le strutture di potere che hanno governato il Myanmar negli ultimi decenni e quella di portare a termine il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/myanmar-la-pace-non-piu-un-gioco-somma-zero\/\">processo di unificazione del Paese<\/a>.<\/p>\n<p>Il passaggio di potere e la coesistenza con la Tatmadaw (l\u2019esercito birmano) \u00e8 stato gestito in maniera ottimale dal nuovo esecutivo, mentre la sovranit\u00e0 del Myanmar in molte aree resta debole. In alcuni territori, i gruppi ribelli gestiscono completamente l\u2019amministrazione sia politica sia economica.<\/p>\n<p>Gli Wa dispongono di un proprio esercito, equipaggiato con armamenti fabbricati in apposite industrie belliche nel territorio e usano esclusivamente valuta cinese per le transazioni monetarie. I Kachin posso contare su 10.000 soldati che controllano il confine sino-birmano. L\u2019apporto cinese nella pacificazione dei gruppi etnici si sta dimostrando indispensabile e un eventuale successo nella trattativa con i ribelli dovr\u00e0 necessariamente passare per un ruolo sempre maggiore di Pechino.<\/p>\n<p><strong>Tensioni al confine e risorse energetiche<\/strong><br \/>\nL\u2019interesse di Pechino per la sicurezza del Myanmar \u00e8 anche legato a esigenze geo-strategiche. Nel Rakhine, a ovest, \u00e8 principalmente connesso alla volont\u00e0 di scongiurare disordini e proteggere le condutture cinesi che trasportano petrolio e gas dal Golfo del Bengala alla Cina meridionale, ma anche alla prospettiva del ruolo che l\u2019area ricoprir\u00e0 nell\u2019ambizioso progetto della <strong><em>Belt and Road Initiative<\/em><\/strong>, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/nuova-via-della-seta-dubbi-ue-india-contraria\/\">nuova Via della Seta<\/a>. Nelle zone in mano ai gruppi ribelli, invece, l\u2019azione cinese \u00e8 tesa a evitare pericolosi focolai vicino al confine ma soprattutto per mantenere il flusso di legname e risorse energetiche.<\/p>\n<p>Pechino non ha mai abbandonato l\u2019idea di riprendere la costruzione della diga di Myitsone, una controversa infrastruttura idrica che fu bloccata dalla stessa giunta militare birmana nel 2011. L\u2019attuale governo di Naypyidaw, orfano dell\u2019appoggio di Washington, potrebbe trovarsi di fronte alla possibilit\u00e0 di cedere alle pressioni di Pechino per tentare di portare a termine il processo di pacificazione di quella che \u00e8 stata definita \u201cla pi\u00f9 lunga <strong>guerra civile<\/strong> ancora in corso\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente cinese Xi Jinping ha avviato una nuova strategia per il Myanmar. 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