{"id":65859,"date":"2017-07-31T07:02:45","date_gmt":"2017-07-31T05:02:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65859"},"modified":"2018-01-04T10:00:05","modified_gmt":"2018-01-04T09:00:05","slug":"libia-italia-missione-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/libia-italia-missione-legge\/","title":{"rendered":"Libia-Italia: la missione navale e la legge sulle missioni internazionali"},"content":{"rendered":"<p>Ormai \u00e8 deciso! Il Consiglio dei Ministri del 28 luglio ha varato la <strong>missione<\/strong> della nostra Marina Militare nelle acque libiche allo scopo di contrastare il traffico illegale di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/migranti-salvataggi-dilemma-italiano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>migranti<\/strong><\/a> e comunque di contenerne il flusso e di addestrare la guardia costiera libica. A quanto risulta, c\u2019\u00e8 stata una precisa richiesta del Governo libico facente capo ad al-Serraj, peraltro prontamente smentita, ma poi riaffermata, per quanto riguarda l\u2019ingresso di navi italiane in acque libiche, territoriali ed interne. Di nuovo membri del Governo e\/o dell\u2019ambiente militare hanno smentito che la Marina italiana possa entrare in acque libiche per la lotta agli scafisti senza un permesso ad hoc e dato di volta in volta. Piroette quasi quotidiane!<\/p>\n<p><strong>La Legge 145\/2016<br \/>\n<\/strong>Le missioni internazionali, sia quelle che riguardano la partecipazione italiana a missioni Onu, Nato o Ue, sia quelle intraprese singolarmente, necessitano, dopo l\u2019entrata in vigore della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/migranti-porti-italia-francia-spagna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Legge<\/strong><\/a> 145\/2016, dell\u2019autorizzazione parlamentare. Non \u00e8 pi\u00f9 possibile per il Governo agire autonomamente o chiedere l\u2019autorizzazione a posteriori, con il decreto legge di finanziamento della missione.<\/p>\n<p>Ora l\u2019iter \u00e8 molto preciso e irto di paletti a garanzia delle prerogative del Parlamento e la L. 145, inutile nasconderlo, ha imbrigliato severamente l\u2019azione governativa. La missione deve essere deliberata dal Consiglio dei Ministri. previa comunicazione al presidente della Repubblica ed eventuale convocazione del Consiglio supremo di difesa. La delibera del Consiglio viene trasmessa alle Camere che, con appositi atti di indirizzo (mozione o risoluzione), autorizzano ovvero negano lo svolgimento della missione. L&#8217;autorizzazione pu\u00f2 essere sottoposta a condizioni, ad esempio con la formulazione di <em>caveat<\/em> per quanto riguarda le modalit\u00e0. Senza l\u2019assenso parlamentare la missione non pu\u00f2 essere effettuata.<\/p>\n<p>La deliberazione governativa deve essere molto precisa e contenere tutti gli elementi che mettano in grado il Parlamento di esprimere un giudizio sulla congruit\u00e0 della missione, autorizzandola o negandola. Il Governo deve infatti indicare:<\/p>\n<ol>\n<li>L\u2019area geografica d\u2019intervento;<\/li>\n<li>Gli obiettivi;<\/li>\n<li>La base giuridica di riferimento;<\/li>\n<li>La composizione degli assetti da inviare e il numero massimo delle unit\u00e0 di personale coinvolte;<\/li>\n<li>La durata programmata e il fabbisogno finanziario per l\u2019anno in corso in cui si svolge la missione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Inoltre la missione deve aver luogo nel rispetto:<\/p>\n<ol>\n<li>a) dei principi stabiliti dall&#8217;art. 11 della Costituzione,<\/li>\n<li>b) del diritto internazionale generale,<\/li>\n<li>c) del diritto internazionale umanitario,<\/li>\n<li>d) del diritto penale internazionale.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>I nodi principali della missione libica<br \/>\n<\/strong>Senza conoscere i dettagli della missione, \u00e8 difficile pronunciarsi sulla sua conformit\u00e0 alla L. 145. A nostro parere le questioni principali sono due.<\/p>\n<p>La prima riguarda il consenso dell\u2019avente diritto, cio\u00e8 dello stato Territoriale &#8211; in questo caso, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/libia-saint-cloud-situazione-fragile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Libia<\/strong><\/a> -. La sua mancanza, in assenza di una risoluzione autorizzativa del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, renderebbe la presenza delle nostre navi nelle acque territoriali libiche illegittima e non conforme al diritto internazionale generale.<\/p>\n<p>La questione non \u00e8 di poco momento per due motivi: sia perch\u00e9 il Governo Serraj \u00e8 solo un ente fiduciario, legittimato dalle Nazioni Unite, ma la cui effettivit\u00e0 \u00e8 scarsa; sia perch\u00e9 non mancano affermazioni contraddittorie, come \u00e8 avvenuto di recente, con cui il governo Serraj ha affermato, poi negato, e successivamente confermato di avere prestato il consenso. Si badi bene che il consenso potrebbe essere ritirato in qualsiasi momento, rendendo illegittima la presenza italiana. Quanto all\u2019effettivit\u00e0 del Governo Serraj basti pensare al suo diretto competitor, Generale Heftar, e ad altri signorotti della guerra e capitrib\u00f9 che controllano vaste porzioni del territorio libico.<\/p>\n<p>La seconda questione riguarda la conformit\u00e0 dell\u2019operazione libica ai diritti dell\u2019uomo, una delle condizioni richieste dalla L. 145. E\u2019 certamente conforme ai diritti dell\u2019uomo l\u2019addestramento della guardia costiera libica e l\u2019aiuto a sconfiggere il traffico illegale di migranti. Non lo \u00e8, stando ad una giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell\u2019uomo, il respingimento di migranti e rifugiati verso le coste libiche. Non sarebbe un alibi far fare il \u201clavoro sporco\u201d ai libici, poich\u00e9 si potrebbe configurare una nostra corresponsabilit\u00e0 nell\u2019illecito.<\/p>\n<p><strong>Gli sviluppi<br \/>\n<\/strong>Marted\u00ec la delibera del Consiglio dei Ministri sar\u00e0 sottoposta al vaglio del Parlamento. Non \u00e8 necessario che si pronunci l\u2019Aula, ma \u00e8 sufficiente che lo facciano le commissioni riunite esteri e difesa della Camera e del Senato, ovviamente non congiuntamente, ma separatamente. Come si \u00e8 detto, il Parlamento deve esaminare un testo preciso e molto dettagliato e non \u00e8 consentito che taluni elementi siano specificati successivamente a discrezione del Governo.<\/p>\n<p>Per fugare, almeno in parte, i dubbi che abbiamo prospettato \u00e8 necessario che il governo Serraj s\u2019impegni a mantenere fermo il consenso per la durata della missione o, almeno, per un tempo certo e, in ogni caso, precisandone una volta per tutte il contenuto. Inoltre \u00e8 essenziale che l&#8217; <strong>Italia<\/strong> non sia coinvolta in azioni di respingimento che siano in contrasto con la Convenzione internazionali sui rifugiati e con le norme sui diritti dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Ma questo comporta, come minimo, che siano assicurati in Libia meccanismi imparziali per l\u2019accertamento dei titolari del diritto d\u2019asilo e messi a disposizione locali in cui siano assolutamente vietati trattamenti inumani e degradanti. A questo proposito il Parlamento pu\u00f2 porre condizioni per l\u2019autorizzazione della missione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai \u00e8 deciso! Il Consiglio dei Ministri del 28 luglio ha varato la missione della nostra Marina Militare nelle acque libiche allo scopo di contrastare il traffico illegale di migranti e comunque di contenerne il flusso e di addestrare la guardia costiera libica. 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