{"id":65871,"date":"2017-08-01T16:34:46","date_gmt":"2017-08-01T14:34:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65871"},"modified":"2017-11-03T15:11:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:05","slug":"eta-iper-conflitto-atrofia-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/eta-iper-conflitto-atrofia-democrazia\/","title":{"rendered":"L\u2019et\u00e0 dell\u2019iper-conflitto: l\u2019atrofia della democrazia"},"content":{"rendered":"<p>(<em>Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/eta-conflitto-ipertrofia-mercato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">primo articolo<\/a> \u00e8 stato pubblicato il 20 luglio 2017, ndr<\/em>) &#8211; Nel corso degli ultimi decenni le voci che denunciano uno sbilanciamento dei rapporti tra democrazia e mercato in favore di quest\u2019ultimo si sono moltiplicate, ma le poche teorie articolate che sono state formulate sul fenomeno provengono, tranne poche eccezioni, dall\u2019ambito economico, dalla stessa scienza del mercato.<\/p>\n<p>Analisi come quella di Piketty, solo per citare un esempio di grande successo, affrontano la questione partendo dal mercato e finendo nel mercato: la democrazia viene trattata come un soggetto passivo che si limita a subire l\u2019evoluzione del mercato cercando di contenerne gli effetti.<\/p>\n<p><strong>Dialettica tra democrazia e mercato<\/strong><\/p>\n<p>Seppure l\u2019attuale dialettica tra democrazia e mercato sia sotto molti aspetti inquadrabile in questo modello, sarebbe un errore pensare che lo sbilanciamento sia solo frutto dell\u2019abilit\u00e0 del mercato di irretire, permeare e di conseguenza indebolire i meccanismi democratici; e considerare il fenomeno come il risultato di un\u2019inevitabile evoluzione del rapporto tra le due entit\u00e0. Nessun conflitto di alcun genere ha contrapposto democrazia e mercato.<\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 semplicemente, come avviene ai due liquidi nel principio dei vasi comunicanti, al ritrarsi della democrazia il mercato ha gradualmente preso il sopravvento. La radice profonda della progressiva affermazione del mercato non va perci\u00f2 cercata nelle caratteristiche del mercato stesso, ma nella crisi della democrazia.<\/p>\n<p>Per individuare la chiave di volta del fenomeno, per\u00f2, \u00e8 necessario analizzarlo da un\u2019altra prospettiva, attraverso le riflessioni contenute in due testi, celebri e molto discussi: Lo scontro delle civilt\u00e0 e il nuovo ordine mondiale, di S. P. Huntington e La fine della Storia e l\u2019ultimo uomo, di F. Fukuyama.<\/p>\n<p><strong>La crisi democratica<br \/>\n<\/strong>Huntington, in quello che diventer\u00e0 il suo capolavoro, prevede come effetto della fine della Guerra Fredda \u201cla riconfigurazione del quadro politico mondiale in base a criteri culturali\u201d, la sostituzione degli Stati Nazione come soggetti fondamentali della politica internazionale a opera delle civilt\u00e0 e l\u2019inasprirsi della conflittualit\u00e0 lungo le linee di faglia, geografiche e culturali, tra le medesime.<\/p>\n<p>Fukuyama, invece, partendo dalla constatazione che \u201cthe legitimacy of liberal democracy as a system of government had emerged throughout the world over the past few years, as it conquered rival ideologies like hereditary monarchy, fascism, and most recently communism\u201d, decreta la fine dello scontro che da millenni contrapponeva modelli di sviluppo e sistemi culturali, postulando l\u2019egemonia morale e culturale globale del modello occidentale.<\/p>\n<p>Le due riflessioni si inseriscono in quello che appare il nodo concettuale pi\u00f9 problematico della questione, e cio\u00e8 nella definizione, da una prospettiva politologica, dei meccanismi che portano all\u2019indebolimento della democrazia nei confronti del mercato e nella conseguente degenerazione dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/eta-conflitto-ipertrofia-mercato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ordine mercantile<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>La globalizzazione, infatti, non ha rappresentato una singolarit\u00e0 epocale solo per il mercato, ma anche per la democrazia. Per la prima volta nella sua Storia millenaria il mondo condivide un unico modello di sviluppo, che, bench\u00e9 declinato secondo vie diverse, \u00e8 accomunato da apparati e strutture assimilabili, seppur non del tutto speculari, ed \u00e8 mosso da ambizioni e paranoie analoghe, seppur in misura diversa.<\/p>\n<p>Gli apparati amministrati e burocratici hanno uniformato e standardizzato le relazioni tra le Nazioni, riducendo drasticamente la conflittualit\u00e0 a dispetto di un aumento delle interazioni, mentre la globalizzazione dell\u2019informazione ha costretto anche il pi\u00f9 feroce dei dittatori ad adottare le stesse parole d\u2019ordine delle grandi democrazie, seppur magari distorcendole, storpiandole o disattendendole completamente.<\/p>\n<p><strong>Il grande tradimento<br \/>\n<\/strong>Se, quindi, \u00e8 indiscutibile che la globalizzazione ha posto delle sfide cruciali alla democrazia, non va per\u00f2 dimenticato che le ha anche offerto gli strumenti per vincerle. Sotto l\u2019egida della civilt\u00e0 occidentale, culla dell\u2019Ordine mercantile e trionfatrice dello scontro totale per l\u2019egemonia culturale e morale globale, la democrazia avrebbe dovuto varcare i confini degli Stati Nazione e infiltrarsi lentamente nelle istituzioni sovranazionali, rafforzandole.<\/p>\n<p>Spinta dalla necessit\u00e0 di governare fenomeni sempre pi\u00f9 complessi e compositi, privata di antagonisti e competitori con ambizioni universalistiche, la civilt\u00e0 occidentale avrebbe dovuto accentuare la sua natura inclusiva, mentre gli antichi imperi, gli \u201cStati guida\u201d, avviluppati sempre pi\u00f9 profondamente nelle spire della democrazia e del mercato, si sarebbero a loro volta trasformati progressivamente in proxy involontari, garantendo un\u2019espansione rapida e capillare della democrazia nella periferia globale.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto. Huntington l\u2019aveva cupamente predetto, addossandosi critiche ideologiche e immeritate. Fukuyama, dopo l\u2019entusiasmo iniziale, ha rapidamente virato su posizioni decisamente pi\u00f9 pessimistiche.<\/p>\n<p>Nel momento in cui la democrazia \u00e8 diventata uno strumento per amministrare il mondo e non pi\u00f9 per conquistarlo, la civilt\u00e0 occidentale l\u2019ha tradita, iniziando a chiudersi in se stessa, ad arroccarsi nei suoi privilegi, a esercitare il potere con sempre minor lungimiranza, appannando il prestigio della democrazia e lasciando campo libero al mercato, cinico ma equanime.<\/p>\n<p>Pensare che fosse scontato significa non ricordare lo spirito con cui furono firmati gli accordi Start o con cui fu lanciata l\u2019operazione Restore Hope in Somalia. Vuol dire non tenere in alcun conto proposte come la Tobin Tax e tutti i tentativi di rilancio dell\u2019idea, anche recentissimi, che hanno visto protagonisti personalit\u00e0 estremamente autorevoli, come Mario Monti e Romani Prodi. Soprattutto, vuol dire assolvere la civilt\u00e0 occidentale dalle sue gravi responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Bombe a orologeria come il cambiamento climatico e i fenomeni migratori sono pronte a ricordargliele.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Il primo articolo \u00e8 stato pubblicato il 20 luglio 2017, ndr) &#8211; Nel corso degli ultimi decenni le voci che denunciano uno sbilanciamento dei rapporti tra democrazia e mercato in favore di quest\u2019ultimo si sono moltiplicate, ma le poche teorie articolate che sono state formulate sul fenomeno provengono, tranne poche eccezioni, dall\u2019ambito economico, dalla stessa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":65873,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[452,453,454,428,427],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65871"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65871"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65871\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65877,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65871\/revisions\/65877"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/65873"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65871"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65871"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65871"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}