{"id":65876,"date":"2017-08-02T09:00:31","date_gmt":"2017-08-02T07:00:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65876"},"modified":"2017-11-03T15:11:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:05","slug":"libia-muore-sogno-politica-estera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/libia-muore-sogno-politica-estera\/","title":{"rendered":"Libia: se l\u00ec muore il sogno di una politica estera comune europea"},"content":{"rendered":"<p>La Francia \u00e8 stata protagonista di un incontro tra il generale Heftar e il premier del governo di Tripoli Serraj<em>, <\/em>il 25 luglio, a La Celle-Saint-Cloud, che ha prodotto un fragile accordo per il cessate-il-fuoco ed elezioni nella prossima primavera. Due giorni dopo, il presidente Macron ha annunciato la creazione in <strong>Libia<\/strong> di un <em>hotspot<\/em> per l&#8217;esame delle domande di asilo dei migranti gi\u00e0 nel corso di questa estate.<\/p>\n<p>Il 26 luglio, il presidente del Consiglio Gentiloni ha incontrato a Roma Serraj, intercettandolo nel suo rientro da Parigi, nel tentativo di mantenere l\u2019Italia nella partita libica; e a distanza di due giorni il Consiglio dei Ministri ha approvato la delibera per il dispiegamento di una missione nelle acque territoriali libiche a supporto della guardia costiera libica nella lotta ai trafficanti di esseri umani.<\/p>\n<p><strong>Francia e Italia: obiettivi evidenti e comprensibili<br \/>\n<\/strong>Gli obiettivi di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/libia-saint-cloud-situazione-fragile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Francia<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/libia-italia-missione-legge\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Italia<\/strong><\/a> sono piuttosto evidenti e comprensibili. Macron \u00e8 alla ricerca di un\u2019affermazione internazionale che punta sugli scenari europeo ed africano. La crisi internazionale libica offre un\u2019occasione ghiotta per accreditarsi come attore strategico regionale, oltre a rappresentare uno snodo cruciale per l\u2019attivismo francese, andando a incidere sulle dinamiche pi\u00f9 rilevanti che interessano l\u2019asse saheliano-libico-mediterraneo.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, dal canto suo, cerca di giocare un ruolo rilevante in un teatro che ha sempre considerato di suo diretto interesse, nel tentativo di evitare la marginalizzazione e al contempo di trovare una soluzione di breve periodo per la gestione dei flussi migratori del Mediterraneo centrale, individuando nella instabilit\u00e0 libica una delle sue principali cause.<\/p>\n<p><strong>Fughe in avanti potenzialmente controproducenti<br \/>\n<\/strong>Tuttavia, queste fughe in avanti di Francia e Italia possono rivelarsi dannose per tre ordini di ragioni. In primo luogo, non sono coerenti tra loro: se la Francia sceglie un percorso diplomatico inclusivo che coinvolge a pieno titolo entrambe le parti che oggi si spartiscono il gioco libico \u2013 il governo di Tobruk e quello di Tripoli \u2013, l\u2019Italia punta sul rapporto privilegiato con il premier Serraj, unico leader libico riconosciuto dalla comunit\u00e0 internazionale, per attivare un\u2019azione operativa immediata. In seconda battuta, non \u00e8 chiaro come queste mosse bilaterali si inseriscano nella pi\u00f9 ampia strategica diplomatica messa in atto dalle Nazioni Unite, attualmente affidata al libanese Ghassan Salam\u00e9.<\/p>\n<p>Infine, quello che emerge dalle iniziative dei giorni scorsi \u00e8 un\u2019assordante assenza dell\u2019Unione europea, che rischia di minare le fondamenta di una politica estera e di difesa comune, che faticosamente in questi mesi si stava cercando di rilanciare.<\/p>\n<p>La crisi libica del 2011 aveva gi\u00e0 inferto una ferita profonda all\u2019immagine dell\u2019<strong>Ue<\/strong> e delle sue capacit\u00e0 diplomatiche e operative da poco rinnovate con l\u2019entrata in vigore del Trattato di Lisbona nel dicembre del 2009. L\u2019azione bilaterale di Francia e Gran Bretagna, poi appoggiata dagli Stati Uniti e dalla Nato, aveva posto fine al regime di Muhammar Gheddafi e relegato l\u2019Unione ad un ruolo subalterno. L\u2019Ue aveva poi deciso, nell\u2019aprile del 2011, di dispiegare una missione militare che avrebbe dovuto sostenere l\u2019Ufficio delle Nazioni Unite per l\u2019assistenza umanitaria (Ocha) in Libia: questo, per\u00f2, non ha mai presentato una domanda di intervento e l\u2019operazione europea \u00e8 nata morta.<\/p>\n<p>Anche la missione civile di assistenza per la gestione delle frontiere libiche Eubam Libya, lanciata nel 2013, si \u00e8 rivelata ben presto inadeguata al suo mandato e alla situazione sul terreno ed \u00e8 stata ricollocata in Tunisia in attesa che il contesto di sicurezza libico migliori. Nondimeno, il contributo dell\u2019Ue all\u2019azione diplomatica delle Nazioni Unite \u00e8 stato significativo e le missioni marittime Eunavfor Med Sophia e Triton, lanciate nella cornice \u2013rispettivamente \u2013 della Politica di difesa e sicurezza comune (Psdc) e dell\u2019agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell\u2019Unione Frontex, hanno condotto efficacemente azioni di pattugliamento e salvataggio nel Mediterraneo.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Ue in Libia senza un ruolo da protagonista<br \/>\n<\/strong>Tuttavia, l\u2019Unione non \u00e8 mai riuscita a recuperare un ruolo da protagonista n\u00e9 sul fronte diplomatico, n\u00e9 su quello operativo. Difficile poter riabilitare l\u2019azione europea se non \u00e8 in grado di intervenire in uno scenario di crisi che si apre nel suo immediato vicinato e con conseguenze cos\u00ec dirette sulla sicurezza del suo territorio e dei suoi cittadini.<\/p>\n<p>La nuova Strategia Globale dell\u2019Unione redatta dall\u2019alto rappresentante Federica Mogherini nel 2016 e le recenti iniziative in materia di difesa europea intraprese dalle istituzioni di Bruxelles e da alcuni Stati membri (da ultima la proposta di attivazione della Cooperazione strutturata permanente in materia di difesa prevista nel Trattato di Lisbona) avevano fatto sperare in un nuovo slancio europeo in questi settori. La Libia rischia invece di confermare l\u2019incapacit\u00e0 europea di sviluppare una strategia comune che imbrigli le velleit\u00e0 nazionali e di affermarsi come un attore di stabilit\u00e0 e sicurezza per i paesi vicini e per i suoi stessi cittadini.<\/p>\n<p><strong>Velleit\u00e0 e difficolt\u00e0 delle azioni bilaterali = inconsistenza<\/strong><br \/>\nC\u2019\u00e8 da dire che l\u2019azione bilaterale di Francia e Italia non sembra essere risolutiva e, alla lunga, potrebbe anche risultare, come gi\u00e0 detto, controproducente. Se la dichiarazione comune concordata a Parigi tra Heftar e Serraj potrebbe (e non \u00e8 detto) portare a risultati positivi nel breve termine con la tenuta del cessate-il-fuoco, ad eccezione della lotta contro i gruppi terroristici, la promessa di elezioni nel Paese nel marzo del 2018 sembrano velleitarie. Non soltanto la situazione di sicurezza resta precaria, ma ci sono molti impedimenti legali da superare prima, incluso capire chi convocher\u00e0 le elezioni e sulla base di quale legge.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, la proposta di creare un <em>hotspot<\/em> in Libia, ovvero un centro di esame delle domande di asilo dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/migranti-porti-italia-francia-spagna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>migranti<\/strong> <\/a>in partenza o in transito dal territorio libico, si \u00e8 subito scontrata con ostacoli operativi e di sicurezza, ma anche con la necessit\u00e0 di agire di concerto con agenzie internazionali (Unhcr e Oim) e con le istituzioni europee.<\/p>\n<p>Della missione italiana che dovrebbe essere lanciata a sostegno della guardia costiera libica non si conoscono ancora i dettagli tecnici (e manca ancora l\u2019approvazione parlamentare, che dovrebbe arrivare in settimana), ma emergono gi\u00e0 i primi dubbi sui profili di legalit\u00e0 internazionale in materia di rispetto del principio di non respingimento dei rifugiati e su quelli di coordinamento con le azioni intraprese a livello europeo, in particolare con la fase tre della missione Eunavfor Med Sophia.<\/p>\n<p>Dunque molto probabilmente le iniziative francese e italiana mostreranno presto la loro inconsistenza, lasciando spazio per un\u2019iniziativa politica pi\u00f9 solida e coerente e uno sforzo operativo congiunto. L\u2019Unione dovr\u00e0 farsi trovare pronta a cogliere questa opportunit\u00e0, o la politica estera e di difesa europea si infranger\u00e0 inesorabilmente sulle coste libiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Francia \u00e8 stata protagonista di un incontro tra il generale Heftar e il premier del governo di Tripoli Serraj, il 25 luglio, a La Celle-Saint-Cloud, che ha prodotto un fragile accordo per il cessate-il-fuoco ed elezioni nella prossima primavera. 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