{"id":65889,"date":"2017-08-04T01:02:09","date_gmt":"2017-08-03T23:02:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65889"},"modified":"2017-11-03T15:11:04","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:04","slug":"difesa-bilancio-italia-rimandata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/difesa-bilancio-italia-rimandata\/","title":{"rendered":"Difesa: Bilancio, Italia rimandata a settembre"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante i numerosi impulsi esterni che avrebbero dovuto spingere ad accrescere e rendere pi\u00f9 efficienti gli investimenti nazionali nel settore della difesa, l\u2019<strong>Italia<\/strong> nei prossimi anni continuer\u00e0 a diminuire la propria spesa in questo campo. Il perdurare di uno stato di insicurezza lungo i confini nazionali, gli impegni presi in ambito <strong>Nato<\/strong> per un incremento degli investimenti militari, nonch\u00e9 il crescente attivismo dei maggiori stati europei \u2013 Francia e Germania in primis &#8211; non sono infatti riusciti a evitare i tagli al <strong>bilancio della difesa<\/strong> italiano. Questo quanto emerge dalla recente pubblicazione IAI <a style=\"color: #4ab2d9;\" href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/bilanci-e-industria-della-difesa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Bilanci e industria della difesa<\/a> che offre una panoramica del budget della difesa italiano e dei trend dei maggiori Paesi europei, oltre a delineare i principali sviluppi nel settore industriale dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/tabelle-grafici-it.pdf\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-65901 size-large\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/170804Stanziamenti-1024x761.png\" alt=\"slide su stanziamenti difesa\" width=\"750\" height=\"557\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/170804Stanziamenti-1024x761.png 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/170804Stanziamenti-300x223.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/170804Stanziamenti-768x570.png 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/170804Stanziamenti-125x93.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/170804Stanziamenti.png 1061w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Difesa: meno risorse per le Forze Armate, nonostante l\u2019abolizione della Forestale<br \/>\n<\/strong>Dopo anni di tagli, il 2016 aveva fatto sperare in una svolta positiva grazie al leggero incremento della risorse destinate alla Funzione Difesa, passate a 13.400 milioni di euro rispetto ai 13.186 del 2015. Tuttavia, i dati relativi a questa funzione per il 2017 ci riportano rapidamente alla \u201cnormalit\u00e0\u201d, riaffermando il precedente trend negativo. In effetti, quest\u2019anno la Funzione Difesa fa registrare una leggera flessione con 13.212 milioni di euro, riassestandosi su valori simili a quelli del 2015.<\/p>\n<p>E\u2019 interessante osservare come questa riduzione si inserisca nel quadro di un bilancio della difesa complessivamente in crescita rispetto al 2016, che nel 2017 arriva a 20.269 milioni di euro con un incremento dell\u20191,4%. Questa apparente incoerenza trova spiegazione in alcune variazioni relative alla composizione delle voci di bilancio. In particolare, il 2017 ha visto la scomparsa del Corpo Forestale, le cui funzioni sono state ripartite tra vari corpi dello Stato, con assegnazioni che hanno coinvolto soprattutto l\u2019Arma dei Carabinieri determinando conseguenti riflessi anche sulla relativa voce di bilancio \u2013 la cosiddetta Funzione Sicurezza del Territorio. I fondi a quest\u2019ultima hanno, infatti, registrato un cospicuo aumento di ben 429.6 milioni di euro, passando da 6.090.2 milioni per il 2016 a 6519.8 per il 2017.<\/p>\n<p>Il generale aumento del bilancio della difesa nel suo complesso, dunque, non accresce le risorse destinate alle Forze Armate, ma \u00e8 bens\u00ec asseribile alla summenzionata variazione, nonch\u00e9 all\u2019aumento degli stanziamenti per le cosiddette Funzioni Esterne che negli ultimi due anni sono aumentate del 45% dai 97 milioni del 2015 ai 141,1 assegnati per il 2017.<\/p>\n<p><strong>Quanto spende veramente l\u2019Italia nel campo della difesa?<br \/>\n<\/strong>Questo quadro negativo \u00e8 parzialmente mitigato dalle risorse che sono messe a disposizione per le Forze Armate, ma che non sono ricomprese nel bilancio della difesa. Infatti, per un\u2019analisi pi\u00f9 precisa e completa relativamente al budget effettivamente disponibile \u00e8 necessario tenere conto anche degli stanziamenti del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) a supporto degli investimenti in equipaggiamenti, e altres\u00ec delle risorse extra stanziate dal governo per sostenere la partecipazione italiana alle missioni internazionali.<\/p>\n<p>Considerando anche queste fondi, unitamente ad una minima parte del budget destinato alla Funzione Sicurezza del Territorio \u2013 stimata considerando il numero di unit\u00e0 dei Carabinieri resi disponibili per missioni di Difesa e Polizia Militare \u2013, le spese complessive nel campo della difesa per il 2017 avrebbero registrato un lievissimo incremento. Dai 17.411 milioni di euro stimati per il 2016 si \u00e8 passati a 17.454 milioni nel 2017.<\/p>\n<p>Ad incidere principalmente su questo dato \u00e8 stato l\u2019aumento delle risorse stanziate dal MiSE che per il 2017 si attestano sui 2.704 milioni: ben 200 milioni in pi\u00f9 rispetto ai 2504 del 2016. Queste risorse sono estremamente importanti per sostenere i nuovi programmi di ammodernamento, ricerca e sviluppo tecnologico e contribuiscono a mantenere capacit\u00e0 strategiche in settori ad alta valenza tecnologica e industriale, considerati per questo di elevato interesse nazionale.<\/p>\n<p><strong>Esportazioni: la commessa Eurofighter fa impennare le autorizzazioni<br \/>\n<\/strong>Positivo, invece, il trend che emerge considerando i dati relativi alle autorizzazioni all\u2019esportazione nel mercato internazionale della difesa Nel 2016 quest\u2019ultime hanno raggiunto un valore complessivo di 12.046 milioni di euro, pi\u00f9 che raddoppiando, quindi, i 4.700 milioni del 2015. Questo balzo \u00e8 principalmente ascrivibile alla commessa vinta da Leonardo per la vendita di 28 Eurofighter Typhoon al Kuwait, che nel 2016 \u00e8 salito al primo posto tra i principali partner dell\u2019Italia in questo settore. In lieve flessione, invece, il valore relativo alle esportazioni definitive che passano da 2.943 milioni di euro a 2.755.<\/p>\n<p>Nel considerare questi dati \u00e8 importante tenere a mente, tuttavia, alcune precisazioni. Innanzitutto, \u00e8 bene ricordare che le autorizzazioni precedono le esportazioni e costituiscono di fatto il portafoglio ordini, che diverranno effettivi solo con l\u2019inizio dei pagamenti. In secondo luogo, il valore fornito dalla <a href=\"http:\/\/www.senato.it\/leg\/17\/BGT\/Schede\/docnonleg\/34275.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell\u2019esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento<\/em><\/a> include anche i programmi intergovernativi che, in realt\u00e0, non costituiscono delle vere e proprie esportazioni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/tabelle-grafici-it.pdf\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-65903\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/170804Esportazioni-1024x773.png\" alt=\"slide su esportazioni difesa\" width=\"750\" height=\"566\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/170804Esportazioni-1024x773.png 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/170804Esportazioni-300x227.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/170804Esportazioni-768x580.png 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/170804Esportazioni-125x94.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/170804Esportazioni.png 1058w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>L\u2019importanza di attuare riforme incisive<br \/>\n<\/strong>Nel complesso la situazione della spesa nella difesa non sembra dunque incoraggiante, n\u00e9 in termini di quantit\u00e0 di risorse investite, n\u00e9 in termini di qualit\u00e0 della spesa. A riguardo, basta osservare il continuo allargarsi della forbice tra spesa per Personale, Esercizio ed Investimento: dal 2013 ad oggi la percentuale della funzione difesa destinata al pagamento degli stipendi dei dipendenti militari e civili del ministero della difesa \u00e8 aumentata costantemente, con un parallelo costante decremento della percentuale destinata all&#8217;Investimento in equipaggiamenti, cos\u00ec come dei fondi per la formazione dei militari, le esercitazioni, la manutenzione dei mezzi e le varie spese operative \u2013 la voce Esercizio.<\/p>\n<p>L\u2019attuale suddivisione di risorse vede il 74,3% della spesa destinato al Personale, il 16,3% ad Esercizio e il 9,4% all\u2019Investimento, ben lontano dal livello minimo di efficacia ed efficienza dello strumento militare cui tendono i maggiori Paesi europei: 50% Personale, 25% Esercizio, 25% Investimento.<\/p>\n<p>A fronte di un contesto segnato da risorse sempre pi\u00f9 limitate e ripartite in maniera inefficiente, risulta evidente come l\u2019Italia non possa permettersi di rimandare ulteriormente l\u2019adozione di riforme incisive, soprattutto in un momento in cui Paesi quali <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/difesa-assi-manica-francia-germania\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Francia e Germania<\/a> si stanno dimostrando particolarmente attivi nell\u2019ambito della difesa. Se il nostro Paese non vuole rischiare di venire definitivamente isolato rispetto a queste iniziative, \u00e8 cruciale che adotti una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/difesa-squadra-europea-giocatori-forti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">chiara linea di azione<\/a> che dovrebbe partire dall\u2019attuazione delle linee guida fornite dal Libro Bianco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante i numerosi impulsi esterni che avrebbero dovuto spingere ad accrescere e rendere pi\u00f9 efficienti gli investimenti nazionali nel settore della difesa, l\u2019Italia nei prossimi anni continuer\u00e0 a diminuire la propria spesa in questo campo. 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