{"id":65934,"date":"2017-08-09T07:00:34","date_gmt":"2017-08-09T05:00:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65934"},"modified":"2017-11-03T15:11:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:03","slug":"eritrea-asmara-patrimonio-retaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/eritrea-asmara-patrimonio-retaggio\/","title":{"rendered":"Eritrea: Asmara &#8216;patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0&#8217; retaggio italiano"},"content":{"rendered":"<p>Ha avuto tutto sommato poco risalto da noi la notizia che l\u2019<strong>Unesco<\/strong> ha recentemente dichiarato <strong>Asmara<\/strong> \u201cpatrimonio dell\u2019umanit\u00e0\u201d con la motivazione: \u201cun esempio eccezionale di urbanistica modernista\u201d. Eppure la cosa avrebbe dovuto interessarci sotto pi\u00f9 di un profilo.<\/p>\n<p>L\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/07\/in-eritrea-lonu-mette-in-luce-le-ombre\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Eritrea<\/strong> <\/a>\u00e8 stata l\u2019unico Paese in cui il \u201cmal della pietra\u201d, che ha caratterizzato a volte in maniera irrazionale la colonizzazione italiana, ha avuto il tempo di lasciare una traccia strutturata.<\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/somalia-in-cerca-di-pace-e-stabilita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Somalia<\/a> \u00e8 sempre stata la retrovia trascurata. In <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/libia-saint-cloud-situazione-fragile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Libia<\/a> l\u2019instabilit\u00e0 continua e la prevalenza data allo sviluppo agricolo (questo s\u00ec, con begli esempi di <strong>architettura<\/strong> rurale) hanno ridotto qualit\u00e0 e quantit\u00e0 degli interventi. In Etiopia i progetti \u201cimperiali\u201d non hanno avuto il tempo per essere realizzati: in tutte le principali citt\u00e0 del Paese sono rimaste solo le tracce delle grandi costruzioni avviate e rimaste incompiute; e il nostro tentativo di recuperare i piani urbanistici, all\u2019avanguardia per l\u2019epoca, per trasmetterli al governo etiopico non and\u00f2 a buon fine, nonostante qualche tentativo.<\/p>\n<p><strong>Esempio vivente dell&#8217;architettura italiana del Novecento<\/strong><br \/>\nIn Eritrea invece no: tempo e impegno hanno permesso di dare vita, soprattutto ad Asmara, a quello che \u00e8 diventato un vero e proprio esempio vivente della storia dell\u2019architettura italiana del Novecento: dalle villette finto-tirolesi e pseudo-liberty che segnalavano il raggiunto status dei primi coloni, al grande sviluppo urbanistico del periodo fascista, con la sua mescolanza di exploits razionalisti e di magniloquenza gradassa, sino ai &#8216;palazzinari&#8217; del secondo dopoguerra, segno ultimo di una presenza italiana che \u00e8 continuata ininterrotta sino alla definitiva espulsione negli Anni Settanta.<\/p>\n<p>Fin qui la cosa potrebbe sembrare un ennesimo amarcord un po\u2019 slabbrato di storia coloniale. Se non fosse per un fatto: quella architettura e quella dimensione urbanistica sono state non solo e non tanto preservate \u2013 cosa forse inevitabile in un Paese che povero era e tale \u00e8 rimasto &#8211; ma introiettate dal Paese che l\u2019occupazione coloniale aveva subito. Non credo vi siano esempi analoghi in altri Paesi, dove i lasciti degli ex colonizzatori sono stati a volte accettati e a volte distrutti, ma sono stati sempre recepiti come estranei.<\/p>\n<p><strong>Architettura da lascito coloniale a modello autoctono<\/strong><br \/>\nL\u2019analisi pi\u00f9 accurata a recente della storia urbanistica del Paese non \u00e8 italiana, bens\u00ec contenuta nel del bel volume: &#8216;Asmara&#8217;, opera di un gruppo di architetti eritrei che la hanno analizzata come parte della loro eredit\u00e0 culturale. Facendo di quella architettura modernista e di quello sviluppo urbanistico razionalista altrettanti modelli autoctoni su cui continuare a costruire lo sviluppo del Paese.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 sembrato un dato che valesse la pena sottolineare. Perch\u00e9 credo sia un esempio senza precedenti di come una eredit\u00e0 coloniale figlia di una logica di sfruttamento si sia trasformata in un fattore di arricchimento e di crescita venendo assunta come propria da parte del Paese che quello sfruttamento ha subito. Lasciando trascolorare la dimensione \u201citaliana\u201d per recuperarne in chiave assolutamente \u201cinterna\u201d la valenza che ne fa un unicum.<\/p>\n<p><strong>Testimonianze culturali vitali e derive politiche letali<\/strong><br \/>\nNon ci sono in <strong>Italia<\/strong> esempi altrettanto completi \u2013 con la parziale eccezione di luoghi come Pontinia o Sabaudia \u2013 per cui chi vorr\u00e0 studiare a fondo il razionalismo italiano e il rapporto con l\u2019architettura dell\u2019intero Novecento, potr\u00e0 farlo solo analizzando questa testimonianza &#8211; ad un tempo preservata e vitale &#8211; di architettura eritrea.<\/p>\n<p>E\u2019 una cosa che dovrebbe farci piacere, specie se osserviamo come sul piano dell\u2019identit\u00e0 politica le cose siano andate in maniera diversa. Isaias Afewerki \u00e8 stato il capo storico della lotta per l\u2019indipendenza nazionale ma, una vota raggiuntala, ha dapprima lanciato l\u2019Eritrea in una delle pi\u00f9 assurde e sanguinose guerre territoriali che l\u2019Africa abbia conosciuto, per trasformarsi poi in un satrapo sanguinario. Dimostrando cos\u00ec di avere posto male a frutto gli insegnamenti avuti all\u2019Universit\u00e0 di Roma, dove era stato anche uno dei protagonisti del movimento studentesco\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha avuto tutto sommato poco risalto da noi la notizia che l\u2019Unesco ha recentemente dichiarato Asmara \u201cpatrimonio dell\u2019umanit\u00e0\u201d con la motivazione: \u201cun esempio eccezionale di urbanistica modernista\u201d. Eppure la cosa avrebbe dovuto interessarci sotto pi\u00f9 di un profilo. 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