{"id":65937,"date":"2017-08-09T19:27:12","date_gmt":"2017-08-09T17:27:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65937"},"modified":"2017-11-03T15:11:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:03","slug":"la-mecca-scontro-arabia-saudita-qatar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/la-mecca-scontro-arabia-saudita-qatar\/","title":{"rendered":"La Mecca: ultimo terreno di scontro tra Arabia Saudita e Qatar"},"content":{"rendered":"<p>La guerra tra Arabia Saudita e Qatar passa per La Mecca, primo luogo sacro per l\u2019<strong>Islam<\/strong> e punto di incontro per l\u2019intera <em>umma<\/em> (comunit\u00e0) musulmana. L\u2019<em>haji<\/em>, ovvero il <strong>pellegrinaggio<\/strong> verso la <strong>citt\u00e0 santa<\/strong>, \u00e8 infatti uno dei cinque pilastri dell\u2019Islam, un dovere che ogni buon musulmano deve compiere almeno una volta nella vita. O almeno dovrebbe, se questo viaggio rimanesse avulso dalla <em>fitna<\/em>, ovvero dallo scontro all\u2019interno dell\u2019<em>umma<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Haji 2017: gli ostacoli per Doha<\/strong><br \/>\nDa quando Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bahrein \u2013 Paesi che formano la cosiddetta \u201c<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/04\/la-nato-araba-scende-in-campo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Nato araba<\/a><\/strong>\u201d &#8211;\u00a0 hanno <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/qatar-nel-golfo-crisi-strategia-tattica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">troncato<\/a> ogni rapporto con il Qatar, vi \u00e8 stata un\u2019impennata di provocazioni che hanno portato <strong>Doha<\/strong> \u2013 intanto alle prese con l\u2019affare Neymar \u2013 ad affrontare una serie di ostacoli alla quale era impreparata. L\u2019ultimo riguarda proprio l\u2019<em>haji<\/em>, visto che Riad ha impedito ai cittadini qatarioti di mettersi in cammino verso La Mecca.<\/p>\n<p>Dall\u2019inizio di giugno non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 una rappresentanza diplomatica saudita in Qatar e <strong>Riad<\/strong> non ha offerto alcun tipo di assistenza ai pellegrini qatarioti.\u00a0Gi\u00e0 questo basterebbe per rendere estremamente complesso lo svolgimento di un pellegrinaggio che viste le rigide procedure \u2013 in primis quella delle quote di visti di ingresso che Riad ogni anno concede ai cittadini degli altri Stati\u00a0musulmani &#8211;\u00a0 non pu\u00f2 fare a meno della collaborazione tra il ministero dell\u2019<em>haji <\/em>saudita e quello degli affari religiosi dei singoli Paesi.<\/p>\n<p>In aggiunta, le agenzie saudite che si occupano di organizzare i flussi di pellegrini diretti alla Mecca hanno ricevuto perentorio ordine di non collaborare con quelle qatariote che svolgono lo stesso compito.\u00a0 Peraltro, l\u2019accesso per i cittadini del Qatar \u00e8 limitato a due aeroporti sauditi e solo se si parte dallo scalo di Doha, senza salire a bordo della Qatar Airways, la compagnia di bandiera diventata uno dei principali bersagli delle sanzioni economiche varate dalla \u201cNato araba\u201d.<\/p>\n<p>Infine, i pochi qatarioti che hanno gi\u00e0 in mano il visto per andare alla Mecca sono diventati bersaglio dei mezzi di informazione leali alla casa regnate saudita, che li descrivono come una minaccia alla sicurezza della citt\u00e0 santa. Questa campagna mediatica \u00e8 cos\u00ec forte che i centri per i diritti umani del Golfo temono che possa innescare aggressioni ai danni dei qatarioti.<\/p>\n<p><strong>Internazionalizzare la citt\u00e0 santa<\/strong><br \/>\nSecondo il ministro degli Esteri saudita, Adel al-Jubair, la vera responsabile di quanto sta accadendo \u00e8 la famiglia Al-Thani, al potere a Doha, colpevole di aver politicizzato l\u2019<em>haji<\/em>, avanzando la richiesta di internazionalizzare la citt\u00e0 santa, cos\u00ec da sottrarre La Mecca\u00a0alla sovranit\u00e0 saudita.\u00a0 Anche se per ora \u00e8 pi\u00f9 corretto parlare di una presunta proposta \u2013 visto che non se ne trova traccia n\u00e9 nella Qatar National Agency, n\u00e9 negli altri canali ufficiali di Doha \u2013 gli Al-Thani sembrano determinati a voler portare la questione davanti alle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Per i sauditi, si tratta di una inaccettabile provocazione; anzi, nelle parole del ministro degli Esteri, \u00e8 un \u201cvero atto di guerra\u201d. Nei fatti, la proposta \u2013 o presunta tale \u2013 ha scoperchiato un vaso di Pandora stracolmo gi\u00e0 da tempo. Perch\u00e9 se Doha ora accusa Riad di sbattere le porte in faccia ai cittadini che vogliono incamminarsi verso la citt\u00e0 santa, la proposta di internazionalizzare La Mecca non \u00e8 nulla di nuovo. Gi\u00e0 l\u2019<strong>Iran<\/strong> l\u2019aveva avanzata nel 2016, dopo il tragico incidente avvenuto l\u2019anno precedente a Mina \u2013 una delle tappe previste nell\u2019<em>haji<\/em> \u2013, quando nella calca morirono oltre duemila pellegrini, circa 500 dei quali iraniani.<\/p>\n<p>Accusando i sauditi di non essere in grado n\u00e9 di garantire un sicuro svolgimento del pellegrinaggio, n\u00e9 di portare avanti inchieste che facciano luce sugli incidenti avvenuti, l\u2019Iran boicott\u00f2 l\u2019<em>haji<\/em>, impedendo ai suoi cittadini di incamminarsi verso La Mecca, come aveva gi\u00e0 fatto per motivi simili fra l&#8217;87 e il &#8217;90. L\u2019ayatollah Khamenei e, in toni meno incendiari, il presidente Hassan Rouhani, avevano chiesto\u00a0di affidare la gestione dei luoghi sacri dell\u2019Islam alle mani di un organo super partes, magari a quelle dell&#8217;Organizzazione della cooperazione islamica, che da tempo ha preso le distanze da Riad.<\/p>\n<p>Coinvolgendo prima l\u2019Iran e poi il Qatar, la guerra sulla Mecca \u00e8 solo l\u2019ultima battaglia dello scontro geopolitico tra sunniti e sciiti, che negli ultimi tempi \u00e8 sfociato anche nella guerra fredda intra-sunnita.<\/p>\n<p><strong>Restyling di lusso<\/strong><br \/>\nGeopolitica a parte, in ballo per\u00f2 ci sono anche interessi economici visto che negli ultimi anni attorno all\u2019<em>haji<\/em> \u00e8 nata una vera e propria industria del turismo religioso. Un mercato di lusso che portato a un restyling della Mecca. Negli anni, lo skyline della citt\u00e0 santa \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 simile a quello di New York.<\/p>\n<p>Addio spirito di sacrificio alla base del pellegrinaggio: oggi i devoti di\u00a0Allah posso soggiornare in alberghi con spa e centro massaggi che arrivano a costare 10mila euro a notte. Introiti che fanno gola a tutti, anche a una petro-monarchia &#8211; quale quella saudita &#8211; che da anni deve fare i conti con il deprezzamento del greggio.<\/p>\n<p>Tra <em>fitna<\/em>, crisi regionali, globalizzazione e mercato turistico, di anno in anno l\u2019<em>haji <\/em>sembra cambiare pelle. Da sempre un&#8217;importante occasione di incontro tra musulmani del mondo intero in quanto segno dell\u2019unit\u00e0 di una\u00a0comunit\u00e0 dispersa a diverse latitudini, con l\u2019avvento della globalizzazione e l\u2019acuirsi dello scontro tra sciiti e sunniti l\u2019<em>haji<\/em> \u00e8 diventato specchio delle divisioni che attraversano la regione. Quelle tra le capitali dei Paesi, e quelle \u2013 sociali \u2013 interne a ogni popolazione.<\/p>\n<p>Il luogo pi\u00f9 sacro all\u2019Islam rischia al contempo di diventare un terreno di battaglie geopolitiche e un opulento ghetto riservato a pochi privilegiati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra tra Arabia Saudita e Qatar passa per La Mecca, primo luogo sacro per l\u2019Islam e punto di incontro per l\u2019intera umma (comunit\u00e0) musulmana. L\u2019haji, ovvero il pellegrinaggio verso la citt\u00e0 santa, \u00e8 infatti uno dei cinque pilastri dell\u2019Islam, un dovere che ogni buon musulmano deve compiere almeno una volta nella vita. 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