{"id":65955,"date":"2017-08-14T13:38:51","date_gmt":"2017-08-14T11:38:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65955"},"modified":"2017-11-03T15:11:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:02","slug":"globalizzazione-rivoluzione-tecnologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/globalizzazione-rivoluzione-tecnologica\/","title":{"rendered":"Globalizzazione: i rischi della rivoluzione tecnologica"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>globalizzazione<\/strong> ha generato, nelle economie avanzate, un processo di delocalizzazione produttiva senza precedenti. Un processo accelerato negli ultimi anni dalla crisi economica. Le conseguenze negative sull\u2019occupazione non sono ancora state metabolizzate, mentre all\u2019orizzonte s\u2019intravede una nuova <strong>rivoluzione<\/strong>: quella\u00a0<strong>tecnologica<\/strong>.<\/p>\n<p>Per le economie avanzate, la crescente automazione del settore manifatturiero costituisce una nuova importante sfida. Per quelle emergenti \u2013 le cui economie spesso dipendono da produzioni ad alta intensit\u00e0 di manodopera \u2013, il cambiamento tecnologico pu\u00f2 essere addirittura una questione di sopravvivenza.<\/p>\n<p>La progressiva digitalizzazione e <strong>robotizzazione<\/strong> di produzioni che erano state delocalizzate alla ricerca di risparmi sul costo del lavoro, render\u00e0 infatti meno importante la disponibilit\u00e0 di manodopera a basso costo e riavviciner\u00e0 molte produzioni ai mercati di sbocco finale. Il rischio \u00e8 che in alcune economie emergenti vada in crisi l\u2019attuale modello di crescita, basato in gran parte sulle esportazioni. Con conseguenze che, in un\u2019economia globale e ricca di interdipendenze, non sarebbero solo locali.<\/p>\n<p><strong>Industria 4.0: cambiamento\u00a0per tutti<\/strong><br \/>\nIn Europa, negli Stati Uniti e in Giappone &#8211; le cosiddette economie avanzate &#8211; si parla molto di digitalizzazione e industria 4.0. L\u2019impatto del cambiamento tecnologico sull\u2019economia presenta opportunit\u00e0, in particolare in termini di aumento della produttivit\u00e0, ma anche rischi, soprattutto per l\u2019occupazione. Per anni, i posti di lavoro sono stati minacciati da globalizzazione e delocalizzazione. Oggi a fare paura \u00e8 la progressiva automazione del settore manifatturiero, con l\u2019introduzione sempre pi\u00f9 massiccia di robot.<\/p>\n<p>Quella che per le economie avanzate \u00e8 una sfida seria, per i Paesi emergenti pu\u00f2 tradursi presto in una questione ben pi\u00f9 cruciale. La possibilit\u00e0 di automatizzare molte produzioni rende infatti meno importanti, e a volte irrilevanti, i vantaggi della delocalizzazione in termini di riduzione del costo del lavoro. Molti Paesi in via di sviluppo perderanno l\u2019attuale vantaggio competitivo nelle attivit\u00e0 manifatturiere ad alta intensit\u00e0 di lavoro.<\/p>\n<p>Il trend \u00e8 irreversibile. L\u2019introduzione di nuove tecnologie ha costi fissi elevati ma costi variabili molto bassi. Pertanto, una volta sostituite le braccia con i robot, la convenienza aumenta col passare del tempo. Il fenomeno \u00e8 gi\u00e0 in atto. Molte produzioni da <em>labour intensive<\/em> stanno diventando <em>capital intensive<\/em>. Un ottimo esempio viene dall\u2019assemblaggio nel settore dell\u2019elettronica, cambiato radicalmente. Lo stesso accadr\u00e0 a molte produzioni semplici che richiedono lavoro a basso costo ma che sono facilmente automatizzabili. Come per il tessile, l\u2019abbigliamento, la calzatura. E molti altri settori.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra conseguenza &#8211; e questo \u00e8 un serio problema per molte economie emergenti votate all\u2019esportazione &#8211; \u00e8 che i nuovi impianti automatizzati possono essere installati vicino ai mercati di sbocco finale e non devono pi\u00f9 inseguire il costo del lavoro pi\u00f9 conveniente. Significativo l\u2019esempio di Adidas, che sta investendo in fabbriche automatizzate per produrre scarpe sportive in Germania e negli Stati Uniti. Si parla sempre di pi\u00f9 di <em>reshoring<\/em>.<\/p>\n<p><strong>La sfida per le economie emergenti<\/strong><br \/>\nLa difficile sfida per le economie emergenti \u00e8 non farsi travolgere dal cambiamento tecnologico ma, al contrario, riuscire a cavalcarlo. Ci\u00f2 significa investire in tecnologia e in capitale umano. Puntando sull\u2019aumento di produttivit\u00e0 anzich\u00e9 su quello di capacit\u00e0 produttiva. Molte economie emergenti saranno sotto forte pressione e non riusciranno a mantenere i tassi di crescita del recente passato. Con implicazioni anche sociali e politiche.<\/p>\n<p>Alcuni paesi sono meno a rischio di altri. \u00c8 il caso di India e Filippine, che si sono spostate per tempo sui servizi e sono meno esposte al manifatturiero. L\u2019India ha anche il vantaggio di avere un buon sistema educativo che forma ottimo capitale umano. \u00c8 dimostrato che popolazioni con livello d\u2019istruzione elevato si adattino pi\u00f9 facilmente al cambiamento tecnologico. Meno esposti anche i Paesi che hanno grandi mercati interni in crescita &#8211; come la Cina e ancora l\u2019India -, che soffriranno dal lato delle esportazioni ma potranno investire nel proprio apparato produttivo e modernizzarlo cos\u00ec da porlo al servizio del mercato interno. La Cina sta gi\u00e0 investendo massicciamente in automazione e nuove tecnologie.<\/p>\n<p><strong>Interdipendenza globale e rischi diffusi <\/strong><br \/>\nNon tutti i Paesi sono attrezzati per affrontare il cambiamento in atto. Il nuovo scenario pu\u00f2 produrre pericolose distorsioni. Le economie emergenti, spesso dotate di mercati finanziari poco liquidi, possono essere tentate, per sostenere la domanda interna, di ricorrere a capitali esteri piuttosto che a risparmio domestico, e in particolare all\u2019indebitamento piuttosto che a capitali di rischio. In questa evenienza tuttavia, il flusso di capitali dall\u2019estero rafforzerebbe la valuta locale deprimendo ulteriormente le esportazioni ed esporrebbe il Paese al rischio di una fuga di quegli stessi capitali.<\/p>\n<p>Peraltro, l\u2019attuale scenario macroeconomico caratterizzato da tassi d\u2019interesse ancora generalmente bassi consente di indebitarsi a relativo e basso costo: ci\u00f2 costituisce un forte disincentivo ad affrontare seriamente le riforme di cui molti di questi Paesi avrebbero bisogno per tornare a crescere. Come gi\u00e0 dimostrato in crisi internazionali recenti, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/mondo-multipolare-tra-conflitto-e-cooperazione\/\">nell\u2019<strong>economia globale<\/strong> dalle forti interdipendenze<\/a>, gli squilibri delle economie emergenti possono facilmente diventare un problema anche per quelle avanzate.<\/p>\n<p>La rivoluzione tecnologica avr\u00e0 conseguenze rilevanti sull\u2019economia globale, in particolare sull\u2019occupazione. Le economie avanzate sperano di poter rimpiazzare almeno una parte dei posti di lavoro persi con altri, nuovi, legati proprio all\u2019innovazione tecnologica. Si punta su settori <strong><em>hi-tech<\/em><\/strong>, servizi, <strong><em>sharing economy<\/em><\/strong>. Non \u00e8 detto che sia sufficiente e alcuni Paesi si stanno preparando meglio di altri.<\/p>\n<p>Per le economie emergenti la situazione sar\u00e0 pi\u00f9 complessa e la loro sopravvivenza dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 di cambiare per tempo il proprio modello di crescita. Non tutte sono attrezzate per affrontare la sfida e non tutte riusciranno a superarla senza danni. Con conseguenze che non rimarranno circoscritte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La globalizzazione ha generato, nelle economie avanzate, un processo di delocalizzazione produttiva senza precedenti. Un processo accelerato negli ultimi anni dalla crisi economica. Le conseguenze negative sull\u2019occupazione non sono ancora state metabolizzate, mentre all\u2019orizzonte s\u2019intravede una nuova rivoluzione: quella\u00a0tecnologica. Per le economie avanzate, la crescente automazione del settore manifatturiero costituisce una nuova importante sfida. 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