{"id":65959,"date":"2017-08-15T06:46:48","date_gmt":"2017-08-15T04:46:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65959"},"modified":"2017-11-03T15:11:01","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:01","slug":"ue-cambio-governance-visione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/ue-cambio-governance-visione\/","title":{"rendered":"Ue: cambio di governance, una visione italiana"},"content":{"rendered":"<p><u><\/u>Nonostante il dilagante euro-scetticismo, per gli italiani l&#8217;<strong>Unione europea<\/strong> \u00e8 ancora fondamentale non solo per promuovere il ruolo dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/francia-leuropa-en-marche-litalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Italia<\/strong><\/a>, ma anche per la stabilit\u00e0 nell&#8217;arena globale. La sua <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/11\/litalia-traini-la-governance-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>governance<\/strong><\/a>, per\u00f2, va cambiata radicalmente. Questo \u00e8 quanto emerso dal gruppo di riflessione nazionale riunito dallo <strong>IAI<\/strong> nel corso del 2016 e del 2017 nell&#8217;ambito del progetto <strong>New Pact for Europe<\/strong>. Secondo gli italiani, l\u2019Unione europea sembra in effetti bloccata in una generale impasse, incapace di superare le crisi multiple che l\u2019hanno colpita. Sebbene la colpa non sia solo europea, ma di quelli stessi Stati membri che continuano a considerare prioritari gli interessi nazionali rispetto al bene comune, l\u2019Ue deve necessariamente mettere in atto una serie di azioni giudicate essenziali al rilancio del progetto europeo e al superamento dello stallo che la affligge.<\/p>\n<p><strong>Poca convergenza e poco aiuto<\/strong><br \/>\nAd esempio, sebbene il Pil europeo sia cresciuto nell&#8217;arco del 2016, una qualsiasi forma di convergenza economica, necessaria alla stabilit\u00e0 dell&#8217;eurozona, \u00e8 ben lontana dall&#8217;essere raggiunta. Il benessere non \u00e8 equamente ripartito sia tra Stati sia tra cittadini. E a fronte di un numero di Paesi membri che hanno un surplus della bilancia commerciale superiore al 6%, ce ne sono molti altri, tra cui l\u2019Italia, che faticano a tenere il passo. Inoltre, a livello sociale, le politiche di austerit\u00e0 imposte hanno portato ad un innalzamento della pressione fiscale, l\u2019occupazione quando c\u2019\u00e8 non \u00e8 accompagnata da salari o garanzie adeguate e il sistema di welfare sociale \u00e8 continuamente ridotto.<\/p>\n<p>Sicuramente, la situazione italiana va ricondotta a problemi precedenti alla crisi economica e, nello specifico, alle mancate riforme in grado di modernizzare il sistema-Paese quando l\u2019economia mondiale stava crescendo. Tuttavia, secondo il gruppo di riflessione nazionale, l\u2019 Unione europea pu\u00f2 e deve fare molto di pi\u00f9 per aiutare l\u2019Italia e migliorare le condizioni di vita dei cittadini.<\/p>\n<p><strong>Idee per il futuro, banche e sicurezza<\/strong><br \/>\nUn\u2019idea \u00e8 quella di completare l\u2019 Unione economica e monetaria con strumenti adeguati a prevenire ulteriori crisi. Uno di questi \u00e8 il Meccanismo di Risoluzione unico per\u00a0 garantire una risoluzione ordinata delle banche in dissesto, con costi minimi per i contribuenti e per l&#8217;economia reale, e il Deposit Insurance Scheme europeo a completamento dell\u2019 Unione bancaria. Inoltre, i Paesi in crescita economica come la Germania o l\u2019Olanda dovrebbero stimolare la domanda interna con pi\u00f9 spesa e investimenti per incoraggiare convergenza economica tra i Paesi membri ed essere in linea con le regole fiscali e di bilancio europee. In questo frangente, gli italiani sono ancora favorevoli alla creazione di un ministro delle Finanze responsabile del budget europeo e di un fondo per gli investimenti che sviluppi programmi per la lotta contro la disoccupazione e la promozione del benessere sociale.<\/p>\n<p>Per gli italiani, anche la sicurezza rimane un area dove serve maggiore cooperazione. La Strategia Globale europea rischia infatti di rimanere solo verbo se non viene tradotta in azioni concrete. Gli Stati membri dovrebbero necessariamente coordinare le loro politiche estere e integrare i loro sistemi di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/difesa-squadra-europea-giocatori-forti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>difesa<\/strong><\/a>. Per questo motivo l\u2019implementazione di una Permanent Structured Cooperation (Pesco), decisa dal Consiglio europeo lo scorso giugno, o di programmi europei per la lotta al terrorismo tramite la cyber-security o l\u2019information sharing sono una priorit\u00e0.\u00a0 Tuttavia l\u2019accordo siglato tra Francia e Germania lo scorso luglio sembra non procedere nella destinazione \u201ccomunitaria\u201d auspicata. Infatti, sembra che ogni sviluppo europeo di accordi sulla difesa e la sicurezza debba costruirsi attorni all&#8217;integrazione bilaterale franco-tedesca, che di fatto esclude l\u2019Italia.<\/p>\n<p><strong>La crisi migratoria acuita dagli egoismi nazionali<\/strong><br \/>\nIn questo contesto, anche la crisi migratoria \u00e8 considerata dagli italiani come un problema europeo acuito dagli egoismi nazionali. Da un lato la riluttanza di alcuni Paesi membri come la Polonia o l\u2019Ungheria, che \u00a0hanno rifiutato di mostrare solidariet\u00e0 verso l\u2019 Italia e gli altri Paesi pi\u00f9 colpiti dall&#8217;ondata migratoria, ha sicuramente esasperato la crisi oltre a delegittimare i meccanismi europei di \u00a0ricollocamento e reinsediamento dei richiedenti asilo nei diversi Stati membri sulla base di quote ben definite.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro, l\u2019iniziativa di Macron in Libia ha rappresentato uno schiaffo morale per l\u2019Italia, che da tempo cerca di promuovere, tramite il supporto europeo, forme di cooperazione politica ed economica con il Paese, al fine di prevenire massicci flussi di emigrazione. Secondo gli Italiani, al di l\u00e0 delle innumerevoli dichiarazioni, non da ultimo quella del Consiglio a Tallin, \u00e8 necessario sviluppare un approccio comunitario al problema. E, oltre all&#8217;attuazione di una politica di asilo europea, bisogna predisporre un\u2019 effettiva redistribuzione del costi sociali e non dei migranti economici, cio\u00e8 coloro che partono per motivi non strettamente umanitari e che rappresentano il gran numero degli sbarchi in Italia. Inoltre, la crisi migratoria non dovrebbe essere affrontata solo dal punto di vista della gestione delle frontiere, ma anche come un processo pi\u00f9 ampio che predispone lo sviluppo di vie legali per l&#8217;ingresso nell&#8217;Ue e di programmi per l&#8217;integrazione dei migranti nelle economie locali.<\/p>\n<p><strong>I rischi di una Multispeed Europe<\/strong><br \/>\nIn conclusione, il futuro dell\u2019 Unione europea va visto in chiave di una maggiore cooperazione tra Paesi membri. Certamente, al di l\u00e0 della Brexit, \u00e8 difficile pensare a decisioni politiche comuni prese a 27. Tuttavia lo sviluppo di un sistema di governance a pi\u00f9 velocit\u00e0, la cosiddetta Multispeed Europe, \u00a0cos\u00ec come prospettato dalla Dichiarazione di Roma per il 60\u00b0 Anniversario della firma del Trattato, non pu\u00f2 risultare in un&#8217;Europa di egoismi o di iniziative franco-tedesche a cui il resto degli Stati si pu\u00f2, o deve, adeguare. Servono maggiori azioni di coordinamento da parte delle istituzioni comunitarie. Infatti, se i Paesi membri continueranno a sacrificare l\u2019interesse europeo per questioni di politica interna e potere nazionale, non danneggeranno solo il processo di integrazione, ma anche l\u2019efficacia delle stesse azioni europee, svuotando l\u2019 Unione della proprio storica missione, quella di creare un comune benessere, pace e stabilit\u00e0 regionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante il dilagante euro-scetticismo, per gli italiani l&#8217;Unione europea \u00e8 ancora fondamentale non solo per promuovere il ruolo dell\u2019Italia, ma anche per la stabilit\u00e0 nell&#8217;arena globale. La sua governance, per\u00f2, va cambiata radicalmente. 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