{"id":65969,"date":"2017-08-16T06:13:06","date_gmt":"2017-08-16T04:13:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=65969"},"modified":"2017-11-03T15:11:01","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:01","slug":"italia-egitto-regeni-ambasciatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/italia-egitto-regeni-ambasciatore\/","title":{"rendered":"Italia-Egitto: ambasciatore al Cairo, i camaleonti"},"content":{"rendered":"<p>Era nell&#8217;aria da tempo. E da quando, lo scorso luglio, il senatore Nicola Latorre era andato a incontrare il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi, si sapeva che ormai era solo questione di giorni. Per questo desta ancora pi\u00f9 amarezza che il cambio di rotta con l\u2019<strong>Egitto<\/strong> sia stato annunciato il 14 agosto, nell&#8217;obnubilamento ferragostano \u2013 come scrive la famiglia di Giulio <strong>Regeni<\/strong> -, a Camere chiuse e quando i giornalisti stanno andando in riposo. In una data poi che \u2013 revisionismo a parte \u2013 verr\u00e0 ricordata sui libri di storia come una delle pi\u00f9 sanguinose dell\u2019Egitto contemporaneo.<\/p>\n<p>Il governo italiano ha infatti annunciato di volere fare tornare l\u2019<strong>ambasciatore<\/strong> al Cairo proprio nel quarto anniversario del massacro di Rabaa al Adawya: in questa piazza del Cairo l\u2019esercito egiziano massacr\u00f2 almeno 900 persone che si opponevano al golpe del mese precedente, quando Al-Sisi prese il potere dopo aver arrestato il presidente islamista Morsi, eletto un anno prima.<\/p>\n<p><strong>Lo slalom del Pd sull\u2019ambasciatore al Cairo<br \/>\n<\/strong>La crisi tra <strong>Italia<\/strong> e Egitto scatenata dalla tragica morte di Regeni aveva raggiunto l\u2019apice nell\u2019aprile 2016, quando il governo Renzi &#8211; a guida Pd &#8211; decise di fare rientrare a Roma l\u2019ambasciatore Maurizio Massari, diplomatico che all\u2019indomani della scomparsa di Giulio si era distinto per la sua fermezza. Dote grazie alla quale era riuscito ad evitare che il corpo del nostro ricercatore scomparisse come quello di migliaia di <em>desaparecidos <\/em>egiziani. Vista la scarsa collaborazione della procura del Cairo e considerati i goffi tentativi di depistaggio delle indagini, Roma aveva deciso che l\u2019Egitto sarebbe stato sprovvisto dell\u2019ambasciatore fino a quando non avrebbe aiutato la procura italiana a ottenere verit\u00e0 sul caso.<\/p>\n<p>Il gesto di tenere l\u2019ambasciatore lontano dal Cairo \u2013 l\u2019unico vero atto politico del nostro governo- era considerato come il modo pi\u00f9 efficace \u2013 e il solo tentato &#8211; per fare pressione sul regime di Al-Sisi.<\/p>\n<p>Questo almeno fino all&#8217;altro ieri, quando il governo Gentiloni \u2013 sempre a guida Pd \u2013 ha comunicato un cambio di strategia, annunciando che ora il modo pi\u00f9 efficace per ottenere la verit\u00e0 \u00e8 fare partire Giampaolo Cantini, uno dei nostri pi\u00f9 bravi diplomatici, soprattutto in Medio Oriente, vista la sua profonda esperienza in questa parte del mondo. Designato ambasciatore gi\u00e0 nel maggio 2016, Cantini aspetta ora il gradimento egiziano.<\/p>\n<p>Il governo \u2013 che in questo slalom ha ricevuto un inedito sostegno bipartisan, al quale si \u00e8 sottratto solo l\u2019anima secessionista del Pd &#8211; \u00e8 stato convito a compiere questo passo dopo aver ricevuto dal Cairo i verbali \u2013 non ancora tradotti dall&#8217;arabo &#8211; \u00a0degli interrogatori dei poliziotti che avrebbero convinto il capo degli ambulanti a denunciare Giulio. A questi si \u00e8 aggiunta la notizia dell\u2019affidamento \u2013 gi\u00e0 pi\u00f9 volte promesso &#8211; delle attivit\u00e0 di recupero delle immagini registrate dalle telecamere della metropolitana a una societ\u00e0 in grado di recuperarle bench\u00e9 sovrascritte.<\/p>\n<p>Due elementi che sono evidentemente ritenuti dal procuratore capo Giuseppe Pignatone un segnale di una parziale collaborazione. Non per\u00f2 la consegna della verit\u00e0 alla quale il governo aveva condizionato il ritorno dell\u2019ambasciatore.<\/p>\n<p><strong>I diritti di un cittadino piegati agli interessi dello Stato<br \/>\n<\/strong>Da mesi, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/caso-regeni-rapporti-italia-egitto\/\">anche su questa rivista<\/a>, si era capito che per molti la ricerca della <strong>verit\u00e0<\/strong> sulla morte di Giulio era diventata un intralcio ai nostri interessi nazionali: cinque miliardi di interscambio, Eni, Edison e ItalCementi.<\/p>\n<p>E poi la situazione libica e i conseguenti flussi migratori. L\u2019Egitto, principale sostenitore del generale Haftar e delle sue milizie, \u00e8 una pedina indispensabile per Roma che in questi mesi ha anche dovuto fare i conti con la destrezza della Francia che ha sfruttato la nostra assenza dal Cairo per diventare protagonista.<\/p>\n<p>Anche se il governo ha preferito chiamare le cose con altri nomi, nei fatti i diritti di un cittadino italiano si sono piegati agli interessi dello Stato. Quelli economici e geostrategici, non certo quelli di difesa dello Stato di Diritto.<\/p>\n<p><strong>L\u2019invio di Cantini non sia una resa<br \/>\n<\/strong>La responsabilit\u00e0 della politica \u00e8 ora dimostrare che ottenere verit\u00e0 per Regeni \u00e8 ancora una priorit\u00e0 italiana, che interesse degli italiani \u2013 interscambio a parte \u2013 \u00e8 anche non accettare che un proprio cittadino venga torturato e ucciso dal governo di un Paese che si professa amico.<\/p>\n<p>Per evitare che l\u2019invio dell\u2019ambasciatore sia una resa \u00e8 ora essenziale che nell&#8217;ottica delle misure progressive di cui lo stesso Gentiloni \u2013 allora nelle vesti di ministro degli ester i- aveva parlato, si debbano prendere in esame altre possibili risposte alla mancanza di progressi nelle indagini.<\/p>\n<p>\u00c8 vero <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/ue-egitto-modo-dimenticare-giulio-regeni\/\">che gli Stati europei si sono sostanzialmente disinteressati alla vicenda<\/a> , ma \u00e8 stato fatto di tutto per convincerli? Sono stati fatti sforzi in sede multilaterale? Abbiamo provato, ad esempio, a proporre una risoluzione al Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite per l\u2019istituzione di un\u2019inchiesta che lamenti la sistematica violazione della Convenzione contro la tortura, dentro la quale ricade il caso di Giulio? Forse non riuscirebbe ad ottenere la maggioranza necessaria per la sua adozione, ma sarebbe un tentativo per sollevare la questione in quadro internazionale.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel febbraio 2016, partendo dal presupposto che Regeni \u00e8 stato torturato e che tali atti di tortura siano dovuti ad agenti dei servizi di sicurezza locali, il professor Ronzitti, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/02\/caso-regeni-le-vie-del-diritto-per-ottenere-giustizia\/\">aveva scritto<\/a> che il Cairo potrebbe essere convenuto in giudizio di fronte ai tribunali italiani per far constatare la commissione di un crimine internazionale e chiedere il risarcimento.<\/p>\n<p>Sono azioni come queste quelle che la famiglia, e a fianco di essa la Campagna Verit\u00e0 per Giulio,\u00a0 continuer\u00e0 a sollecitare alla diplomazia italiana, chiedendo alla Farnesina e all&#8217;ambasciatore Cantini di evitare che il suo arrivo al Cairo sia davvero un passo indietro nella ricerca della verit\u00e0.<\/p>\n<p>Per la stampa leale al regime, quella di ieri \u00e8 l\u2019ennesima vittoria di Al-Sisi. Il ritorno al <em>business as usual<\/em>, nonostante la vicenda Regeni. Tocca ora al governo \u2013 e a tanti che hanno sostenuto questa sua decisione &#8211; smentirla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era nell&#8217;aria da tempo. E da quando, lo scorso luglio, il senatore Nicola Latorre era andato a incontrare il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi, si sapeva che ormai era solo questione di giorni. 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