{"id":66010,"date":"2017-08-21T15:20:02","date_gmt":"2017-08-21T13:20:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66010"},"modified":"2017-11-03T15:11:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:11:00","slug":"usa-canada-frontiera-calda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/usa-canada-frontiera-calda\/","title":{"rendered":"Usa\/Canada: la frontiera calda tra Trump e Trudeau"},"content":{"rendered":"<p>In<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/canada-trudeau-bello-giovane-un-po-ipocrita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> <strong>Canada<\/strong><\/a>, c\u2019era chi l\u2019aveva previsto con largo anticipo e s\u2019era portato avanti: Cap Breton, un\u2019isola della Nuova Scozia, aveva offerto asilo politico agli americani che fossero stati \u201cdisgustati\u201d dall\u2019eventuale vittoria di Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/usa-trump-preoccupazioni-speranze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Trump<\/strong><\/a>, muovendosi addirittura otto mesi prima dell\u2019Election Day.<\/p>\n<p>Cap Breton s\u2019era cos\u00ec fatta una bella pubblicit\u00e0. Sul sito della sua \u2018pro loco\u2019, l\u2019isola, che \u00e8 un luogo di turismo, citava, fra i suoi pregi, il fatto che le donne sono libere di pianificare la loro maternit\u00e0, che i musulmani possono muoversi senza restrizioni e che gli unici muri sono quelli delle case (per altro, estremamente a buon mercato). E se qualcuno dovesse pensare che, siccome \u00e8 Canada, ci far\u00e0 un freddo becco, eccolo rassicurato: \u201cLe estati sono gradevoli e gli inverni sono come sulla Costa Est degli Stati Uniti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il muro e la porta aperta<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>L\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/migranti-usa-strage-nei-deserti-della-morte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>immigrazione<\/strong><\/a> \u00e8 una delle cartine di tornasole della diversit\u00e0 tra gli <strong>Usa<\/strong> di Trump, che \u00e8 l\u2019uomo del muro, e il Canada di Justin <strong>Trudeau<\/strong>, che \u00e8 l\u2019uomo della porta aperta. Il 28 gennaio, quando Trump tentava per la prima volta d\u2019introdurre il \u2018muslim ban\u2019, Trudeau scriveva su Twitter : \u201cA coloro che scappano dalla persecuzione, dal terrore e dalla guerra, sappiate che il Canada vi accoglier\u00e0, indipendentemente dalla vostra fede. La diversit\u00e0 \u00e8 la nostra forza\u201d.<\/p>\n<p>La proposta di riforma dell\u2019immigrazione dell\u2019Amministrazione Trump e il giro di vite contro chi non ha i documenti in ordine fanno molto discutere e destano critiche nel Congresso di Washington, a maggioranza repubblicana. La scelta di puntare sull&#8217;immigrazione di qualit\u00e0, favorendo l\u2019ingresso nell&#8217;Unione di persone istruite e con una buona conoscenza dell&#8217;inglese, \u00e8 contestata dal New York Times, secondo cui \u201cil vero rischio che corriamo con i migranti poco istruiti \u00e8 che non arrivino pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p>Pochi giorni or sono, il premier canadese, 46 anni, figlio d\u2019arte \u2013 il padre Pierre fu a lungo premier tra gli Anni 60 e gli 80 \u2013 s\u2019\u00e8 guadagnato la copertina di Rolling Stone, come \u201cstella del Nord\u201d e \u201cmigliore speranza\u201d dell\u2019America tutta, perch\u00e9 &#8220;il Canada di Trudeau pare un posto meraviglioso\u201d nella \u201ctempesta americana&#8221;; e Ottawa pare essere a un &#8221;mondo di distanza da Washington&#8221;, anche se le due capitali distano solo mille chilometri.<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 di 36 milioni di abitanti, su una superficie di quasi 10 milioni di kmq, che ne fa il secondo Stato al mondo per estensione dietro la Russia e davanti alla Cina e agli Usa, il Canada \u00e8 grande quanto quasi tutta l\u2019Europa (che ha per\u00f2 743 milioni di abitanti, oltre 20 volte di pi\u00f9). Vuoto e ricco, il Paese di Trudeau, premier liberal e \u2018liberal\u2019, specie per i diritti civili e l\u2019ambiente, si propone come modello alternativo agli Stati Uniti, per il clima e anche per l\u2019immigrazione: accoglienza invece di deportazioni.<\/p>\n<p><strong>Un flusso senza precedenti<br \/>\n<\/strong>Al tempo della guerra del Vietnam, il Canada fu la meta scelta da molti giovani americani che volevano evitare l\u2019arruolamento. E, ora, il fenomeno degli esuli politici si sta in qualche misura ripetendo, seppure su scala minore. Ma, a preoccupare le autorit\u00e0 canadesi, \u00e8 soprattutto, il numero &#8220;senza precedenti&#8221; di richieste di asilo di persone che arrivano dagli Usa.<\/p>\n<p>Non si tratta di statunitensi che vogliono \u2018evadere\u2019 da Trump \u2013 ce ne sono, ma non chiedono asilo e sono relativamente pochi -. Sono immigrati irregolari negli Stati Uniti \u2013 per l\u201980% haitiani -, che temono i controlli in atto da mesi e la stretta della riforma dell\u2019immigrazione annunciata dall&#8217;Amministrazione repubblicana.<\/p>\n<p>&#8220;Non abbiamo mai visto numeri del genere: i nostri agenti stanno pattugliando 24 ore al giorno\u201d, riferisce il portavoce della Royal Canadian Mounted Police, le Giubbe Rosse, Claude Castongua. Nelle ultime sei settimane, e nel solo Quebec si sono contati quasi 7.000 richiedenti asilo. &#8220;Venire in Canada e chiedere asilo non d\u00e0 la garanzia di una residenza permanente&#8221;, precisa un portavoce del Ministero per l&#8217;Immigrazione.<\/p>\n<p>E cos\u00ec Trudeau manda l\u2019esercito al confine con gli Usa. Non a fare la guerra agli yankees; e neppure a respingere i migranti: i militari devono, anzi, costruire un campo per organizzare e migliorare l\u2019accoglienza di quanti, in fuga dagli Usa, cercano asilo in Canada.<\/p>\n<p>Di fronte al flusso crescente, le autorit\u00e0 di Ottawa hanno deciso di ricorrere ai militari, per allestire un campo da 500 persone e sopperire alla carenza di strutture d\u2019accoglienza adeguate. I soldati non dovranno occuparsi della sicurezza e rientreranno alle loro basi una volta concluso l&#8217;incarico.<\/p>\n<p><strong>Il problema degli haitiani<br \/>\n<\/strong>Il flusso di persone che cercano protezione in Canada, in particolare nella provincia del Quebec, confinante con il Maine \u2013 qui si parla francese, come ad Haiti &#8211; tocca il ritmo di 250 al giorno, dopo che nei primi sei mesi del 2017 ne erano arrivati 3.300. In gran parte, sono cittadini haitiani da anni residenti negli Usa, ma spaventati dall&#8217;intenzione espressa a maggio dall&#8217;Amministrazione Trump di chiudere il programma umanitario che garantisce loro uno statuto di protezione temporanea (Tps), esponendone cos\u00ec 58 mila al rischio di rimpatrio.<\/p>\n<p>Il programma \u00e8 stato protratto per altri sei mesi, per consentire agli haitiani di prepararsi a lasciare gli Usa e a rientrare in patria. Di qui, il flusso verso il Canada, incoraggiato anche da false notizie postate su Facebook, secondo cui Ottawa avrebbe \u2018invitato\u2019 gli haitiani, mentre gli accordi esistenti tra Usa e Canada limitano i margini di manovra a favore dei richiedenti asilo. Fra cui ci sono pure siriani e africani.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 del Quebec hanno risposto allestendo centinaia di posti letto nello stadio di Montreal e aprendo anche le porte di un ex convento e di un ospedale in disuso. E il governo federale ha ora deciso d\u2019inviare i soldati a costruire un campo di prima accoglienza. Infatti, le procedure canadesi, parametrate su un flusso di circa 26mila richiedenti asilo annui, sono andate in crisi e i tempi di gestione delle domande si sono dilatati \u2013 pensate! \u2013 a due\/tre giorni, costringendo centinaia di persone ad attese in aree non attrezzate, a Saint-Bernard-de-Lacolle, valico di frontiera sulla direttrice New York \u2013 Montreal.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Canada, c\u2019era chi l\u2019aveva previsto con largo anticipo e s\u2019era portato avanti: Cap Breton, un\u2019isola della Nuova Scozia, aveva offerto asilo politico agli americani che fossero stati \u201cdisgustati\u201d dall\u2019eventuale vittoria di Donald Trump, muovendosi addirittura otto mesi prima dell\u2019Election Day. Cap Breton s\u2019era cos\u00ec fatta una bella pubblicit\u00e0. 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