{"id":66038,"date":"2017-08-24T21:23:26","date_gmt":"2017-08-24T19:23:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66038"},"modified":"2017-11-03T15:10:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:59","slug":"visegrad-nucleo-duro-europa-contro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/visegrad-nucleo-duro-europa-contro\/","title":{"rendered":"Visegrad: il nucleo duro della contro-Europa sovranista"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019estate 2017 ha portato nuovamente all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica europea il gruppo dei quattro Paesi del <strong>club di<\/strong> <strong>Visegrad <\/strong>(V4): Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, che &#8211; rappresentando circa 65 milioni di europei &#8211; insieme hanno un peso di popolazione pari a quello della Francia all\u2019interno dell\u2019<strong>Unione europea<\/strong> (Ue). In piena discussione sul futuro dell\u2019Europa dopo il referendum sulla Brexit, l\u2019estate ha portato alla ribalta il V4 come area geopolitica di riferimento in senso sovranista. Che questo periodo di iperattivit\u00e0 coincida con l\u2019anno di presidenza ungherese \u00e8 per di pi\u00f9 non casuale, essendo Budapest particolarmente dinamica nel proporsi come punto di riferimento regionale ed europeo.<\/p>\n<p><strong>Sovranismo e flussi migratori<\/strong><br \/>\nIn tempi di migrazioni, il governo ungherese di Viktor Orb\u00e1n esercita una sorta di attrazione particolare proprio sugli altri Paesi del gruppo di Visegrad: mentre con la Polonia governata dal PiS (\u201cLegge e Giustizia\u201d) di Jaros\u0142aw Kaczy\u0144ski, per\u00f2, si sarebbe creato una sorta di \u201casse\u201d, la Repubblica Ceca e la Slovacchia non seguirebbero Budapest e Varsavia sulla strada del sovranismo illiberale.<\/p>\n<p>Come nel caso della lettera diffusa il 20 luglio e indirizzata al governo italiano sulla questione dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/migranti-regionalizzare-ue-concorde\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>migranti<\/strong><\/a>, presentata come un\u2019iniziativa del governo ungherese di Orb\u00e1n condivisa da quello polacco, ceco e slovacco, la posizione del V4 richiamava l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/migranti-salvataggi-dilemma-italiano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Italia<\/strong><\/a> al rispetto delle regole sul controllo dei confini esterni dell\u2019area Schengen. \u201cAustria e Germania ne hanno avuto abbastanza\u201d, \u00e8 il presupposto della richiesta di chiusura dei porti ai migranti economici, con la disponibilit\u00e0 a cofinanziare hotspot in Africa per selezionare i richiedenti asilo prima del loro ingresso nel territorio dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, gi\u00e0 qualche giorno prima una posizione analoga era emersa dalle parole del ministro degli Esteri austriaco Sebastian <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/austria-la-grande-coalizione-crisi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Kurz<\/a>: il leader popolare, aspirante al cancellierato nelle elezioni di ottobre, aveva ammonito l\u2019Italia a non trasferire i migranti sulla terraferma e a mantenerli nelle isole, come Lampedusa, in attesa dei processi di identificazione e concessione di asilo. In pratica, pur con le inevitabili differenze e posizioni dei governi nazionali, su una questione come l\u2019emergenza migranti il V4 si presenta come un bastione del rispetto delle frontiere e della difesa dell\u2019identit\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Sebbene la lettera dei V4 sia stata recepita con forte irritazione in Italia, in altri Paesi la mossa politica ha riportato l\u2019accento sull\u2019isolamento italiano nella gestione dei migranti provenienti dalla sponda sud del Mediterraneo.<\/p>\n<p><strong>Solidit\u00e0 all\u2019indirizzo di Bruxelles<\/strong><br \/>\nNelle stesse ore, si evidenziava una certa capacit\u00e0 di iniziativa dei V4 nell\u2019incontro promosso a Budapest con il capo del governo di <strong>Israele<\/strong> Benjamin Netanyahu. La conferenza ha promosso iniziative bilaterali dei V4 con lo Stato ebraico, nell\u2019ambito delle tante opportunit\u00e0 \u201cnon\u201d sfruttate di cooperazione dell\u2019Europa con Israele. Netanyahu, proprio di fronte a un pubblico che in qualche modo avrebbe apprezzato la critica, credendo che i microfoni fossero spenti si lasciava andare a uno sfogo contro l\u2019Ue \u201cfolle\u201d, accusando Bruxelles di tentare di condizionare la politica di Israele (cosa che altri grandi paesi come Russia o India non farebbero).<\/p>\n<p>Le condizioni economico-sociali simili, poi, che fin dall\u2019inizio hanno caratterizzato i tre (con la Cecoslovacchia) e poi quattro (con Repubblica Ceca e Slovacchia) Paesi della fascia occidentale dell\u2019ex blocco comunista, permettono anche a cechi e slovacchi di far forza sul peso del V4 per avanzare richieste a Bruxelles e al nucleo dei paesi fondatori dell\u2019Unione. \u00c8 stato ultimamente il caso del <strong>mercato del lavoro<\/strong> e della differenza del costo salariale, per cui la pi\u00f9 bassa retribuzione dei lavoratori dei Paesi centro-orientali funziona come un fattore di \u201csocial dumping\u201d nei confronti dei lavoratori dei Paesi della vecchia Europa.<\/p>\n<p>Dopo un primo incontro con i leader del V4 svoltosi a fine giugno a Bruxelles, il presidente francese Emmanuel <strong>Macron<\/strong> ha tenuto un nuovo meeting sul tema il 23 agosto a Salisburgo \u2013 prima tappa di una tre giorni nell\u2019Europa centro-orientale \u2013 con il cancelliere austriaco Christian Kern e i capi di governo ceco e slovacco Bohuslav Sobotka e Robert Fico: un\u2019occasione in cui l\u2019inquilino dell\u2019Eliseo ha annunciato la volont\u00e0 di rivedere la direttiva Ue sui lavoratori distaccati, che ad oggi \u00e8 un \u201ctradimento dello spirito europeo\u201d.<\/p>\n<p>Se la solidit\u00e0 del V4 sembra dunque incentrata su posizioni nazionaliste e sovraniste anti-migranti, questa stessa rigidit\u00e0 sembra non dispiacere pi\u00f9 di tanto a vicini come l\u2019Austria, la Slovenia e la Croazia, che vedono il V4 \u2013 come in occasione dell\u2019ultimo meeting lo scorso 10 luglio \u2013 come punto di riferimento per la stabilizzazione e la cooperazione dell\u2019intera area dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/vertice-trieste-sui-balcani-occidentali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Balcani occidentali<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Analogie e differenze nel blocco<\/strong><br \/>\nDi fatto, Budapest e Varsavia si presentano decisamente solide al proprio interno: il governo Orb\u00e1n, in attesa di nuove elezioni nel 2018, \u00e8 ben saldo al potere con il sostegno di 2\/3 del Parlamento. Anche il governo polacco guidato da Beata Szyd\u0142o non \u00e8 impensierito dai movimenti di piazza e da quelli anti-establishment e anti-partitocrazia. Alcune analogie emergono nelle coalizioni di Praga e Bratislava, anche se di recente entrambe presentano crescenti difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>La Repubblica Ceca che si affaccia alle legislative di ottobre ha vissuto a maggio una crisi di governo fra i due maggiori partner della coalizione, il Partito social-democratico del premier Sobotka e la formazione Ano 2011 (\u201cano\u201d significa \u201cs\u00ec\u201d ma \u00e8 anche la sigla per \u201cazione di cittadini insoddisfatti\u201d), fondata dall\u2019imprenditore multimilionario Andrej Babi\u0161. Ano 2011, che in un paio di anni ha raccolto il 18% in pi\u00f9 di consensi sulla base della critica all\u2019euro e contro la burocrazia di Bruxelles, \u00e8 adesso in testa ai sondaggi.<\/p>\n<p>Anche in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/07\/slovacchia-socialisti-populisti-alla-guida-dellue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Slovacchia<\/a> il governo di coalizione \u00e8 guidato dai social-democratici di Smer (\u201cDirezione\u201d), che nelle elezioni dello scorso anno hanno mantenuto la maggioranza relativa, pur se coinvolgendo formazioni in partenza differenti per cultura politica: dal nazionalista Partito nazionale slovacco fino al movimento ungaro-slovacco Most-H\u00edd (che significa in entrambe le lingue \u201cponte\u201d, e raccoglie, con il 6,5%, la maggior parte dei consensi della comunit\u00e0 ungherese della Slovacchia meridionale, insieme a un bacino di voti slovacchi). Un\u2019alleanza resasi necessaria anche per far fronte al preoccupante successo elettorale del Partito del popolo Nostra Slovacchia, formazione di estrema destra anti-rom, filorussa, contro l\u2019Ue e la Nato. Nella Slovacchia a guida socialdemocratica, cos\u00ec come in Ungheria, le posizioni di sovranismo espresse dai governi sulla questione della ricollocazione dei richiedenti asilo godono di un generale consenso nell\u2019opinione pubblica, non solo di destra, e sono finalizzate a non lasciare troppo spazio politico sul tema alle formazioni estremiste.<\/p>\n<p>Il gruppo di Visegrad, in questi ultimi tempi, ha dunque evidenziato al proprio interno le sintonie di approccio e cultura politica e lasciato in secondo piano i contrasti (come sulle autonomie e sulla concessione della doppia cittadinanza per le comunit\u00e0 minoritarie interne agli Stati, noti ambiti di tensione tra Ungheria e Slovacchia): la resistenza al piano di ricollocazione dei migranti costituisce per i quattro paesi un tema di facile mobilitazione per le opinioni pubbliche nazionali e potrebbe, in qualche modo, anche risultare utile per tentare di evitare la pericolosa affermazione elettorale e di consenso di formazioni neonaziste e movimenti populisti all\u2019interno della fascia geopolitica che va dal Baltico ai Balcani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019estate 2017 ha portato nuovamente all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica europea il gruppo dei quattro Paesi del club di Visegrad (V4): Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, che &#8211; rappresentando circa 65 milioni di europei &#8211; insieme hanno un peso di popolazione pari a quello della Francia all\u2019interno dell\u2019Unione europea (Ue). 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