{"id":66044,"date":"2017-08-25T08:17:44","date_gmt":"2017-08-25T06:17:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66044"},"modified":"2017-11-03T15:10:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:58","slug":"iraq-referendum-curdi-riavvicinamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/iraq-referendum-curdi-riavvicinamento\/","title":{"rendered":"Iraq: referendum curdi e riavvicinamento con Riad"},"content":{"rendered":"<p>Nulla pu\u00f2 essere escluso ma appare sempre pi\u00f9 difficile che il 25 settembre prossimo si svolga il referendum annunciato dal presidente della Regione autonoma del Kurdistan iracheno (Krg), Massud Barzani, per fare decidere i <strong>curdi<\/strong> dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/iraq-sconfitto-lisis-rischi-restano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Iraq<\/strong> <\/a>sull&#8217;indipendenza di quella parte dell&#8217;assai pi\u00f9 ampia nazione curda che le vicende successive alla Prima Guerra Mondiale e alla fine dell&#8217;Impero Ottomano hanno lasciato senza uno Stato.<\/p>\n<p>La costituzione irachena del 2005, frutto del compromesso tra arabo-sciiti e curdi in un&#8217;Assemblea costituente che gli arabo-sunniti avevano in larghissima maggioranza boicottato, attribuisce al Krg un&#8217;amplissima autonomia nei campi economico e della sicurezza interna. La dirigenza curda, posto fine con la mediazione occidentale al lungo conflitto tra le sue due principali componenti, il Kdp dei Barzani a nord-ovest e il Puk dei Talabani a sud-est, l&#8217;ha energicamente esercitata grazie anche alle condizioni in cui si trovava il resto del Paese.<\/p>\n<p><strong>I curdi e le regole non scritte osservate o eluse<\/strong><br \/>\nRegole non scritte, ma rigorosamente osservate, attribuiscono inoltre alla componente curda un ruolo importante nel governo centrale. Ad essa va la presidenza della Repubblica, che in un sistema parlamentare con complesse coalizioni da formare e mantenere dopo ogni elezione ha un rilevante potere di mediazione, oltre ad alcuni ministeri chiave. A lungo i curdi hanno avuto il ministero degli Esteri e poi quello delle Finanze.<\/p>\n<p>Quelle che non sono state osservate sono invece le intese sulla rotazione delle diverse cariche, a Erbil e a Baghdad, tra le due principali componenti curde, per le quali quella di maggiore potere \u00e8 la presidenza del Krg. E ci\u00f2 anche in relazione all&#8217;irruzione di una terza forza, Goran, nata da una scissione del Puk ma con capacit\u00e0 di erosione anche sul Kdp.<\/p>\n<p>Alla scadenza dell&#8217;estensione del suo secondo mandato nel 2015 il presidente Barzani non ha trovato un Parlamento regionale disposto a rinnovarglielo, in attesa di nuove elezioni presidenziali. Ne ha quindi impedito il funzionamento con la motivazione che la priorit\u00e0 fosse l&#8217;unit\u00e0 per combattere l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/iran-terrore-insorti-isis-interferenze-saudite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Isis<\/strong><\/a>, il sedicente Stato islamico, che avanzava e scaraventava nella Regione autonoma centinaia di migliaia di rifugiati.<\/p>\n<p><strong>Tra Turchia, sviluppo, Isis e petrolio<br \/>\n<\/strong>La sicurezza interna alla Regione aveva consentito negli anni precedenti uno sviluppo economico assai maggiore rispetto al resto dell&#8217;Iraq, con un forte apporto di investimenti dalla <strong>Turchia<\/strong>, che, dopo le iniziali ostilit\u00e0 all&#8217;autonomia interna curda, si era bene adattata ad una situazione da cui ha saputo trarre notevoli vantaggi politici ed economi.<\/p>\n<p>Barzani, malgrado le remore del Puk e le proteste di Baghdad per violazioni di confini non controllabili e difendibili, non ha ostacolato le azioni turche contro il Pkk sul territorio della Regione. E quando, per le mancate intese tra Baghdad ed Erbil sulla gestione delle risorse petrolifere, il Krg ha iniziato a sfruttare autonomamente le proprie, Ankara \u00e8 stata ben lieta di acquistarle a prezzi di favore. Ne \u00e8 derivata la sospensione di previsti trasferimenti finanziari da Baghdad a Erbil, con conseguenze sul bilancio pubblico della Regione e sulle condizioni di vita della popolazione.<\/p>\n<p>Nella resistenza all&#8217;Isis e nella controffensiva i peshmerga curdi, unificati ma con differenziate fedelt\u00e0 alle forze politiche di appartenenza, hanno occupato zone contese tra il governo centrale e il Krg con popolazione mista (curdi, arabi e\u00a0 turcomanni sunniti e sciiti, assiro-caldei cristiani, yazidi). Tra queste aree vi \u00e8 quella petrolifera di Kirkuk il cui possesso curdo \u00e8 contestato dagli arabi, sia sunniti che sciiti.<\/p>\n<p>Ora che l&#8217;Isis \u00e8 pressoch\u00e9 sconfitto sul piano del controllo territoriale riemerge con forza la questione del destino di queste zone i cui abitanti sono chiamati a partecipare al referendum sull&#8217;indipendenza.<\/p>\n<p>La costituzione del 2005 prevede che la decisione sul loro accorpamento o meno al Krg sia adottata sulla base di un referendum che non si \u00e8 mai fatto per dispute su chi vi possa partecipare dopo gli spostamenti di popolazioni, a danno dei curdi, a suo tempo effettuati da Saddam Hussein. Ora che il controllo lo hanno i curdi \u00e8 facile prevedere quale ne sarebbe l&#8217;esito.<\/p>\n<p>All&#8217;interno del Krg le componenti diverse dal Kdp cavalcano il malcontento popolare per le deteriorate condizioni economiche e la gestione accentratrice di un potere la cui legittimazione \u00e8 ormai dubbia.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;azzardo referendario<br \/>\n<\/strong>In questo contesto si colloca la mossa di Barzani di giocare la carta del referendum per l&#8217;indipendenza, tema caro a tutti i curdi ma realisticamente tenuto nel cassetto dei sogni ai quali non si rinuncia ma che non si perseguono per non perdere quel che si ha. Se il referendum si facesse e l&#8217;esito fosse positivo perch\u00e9 le preoccupate forze politiche curde diverse dal Kdp non oserebbero boicottare un sogno, Barzani ne uscirebbe rafforzato e rilegittimato.<\/p>\n<p>Ma egli \u00e8 il primo a sapere che le possibilit\u00e0 di realizzazione dell&#8217;indipendenza sono scarsissime. Tutte le reazioni esterne sono state chiare. Le forze politiche irachene sono unanimi nel considerare il referendum incostituzionale. Per la Turchia, in questi anni principale alleato nei fatti del Krg, non avere uno Stato curdo indipendente ai propri confini meridionali fa decisamente premio sulla tentazione di avere come vicino un piccolo Stato petrolifero vassallo ma del quale non si possono prevedere gli sviluppi futuri. Molto meglio avere con questa entit\u00e0 rapporti come quelli attuali nell&#8217;ambito della formale integrit\u00e0 territoriale irachena.<\/p>\n<p>Le reazioni pi\u00f9 apertamente ostili sono venute dall&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/iran-riconferma-rohani-strategia-siria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Iran<\/strong><\/a> preoccupato per gli effetti che quell&#8217;indipendenza avrebbe sulla propria consistente minoranza curda. La Lega Araba \u00e8 ovviamente contraria a che sia messa in discussione l&#8217;integrit\u00e0 territoriale di un propri Stato membro, precedente quanto mai pericoloso per tutti. Gli Stati Uniti e l&#8217;Unione europea, che hanno sostenuto il Krg nella sua resistenza all&#8217;Isis e che dalla guerra del Golfo dell&#8217;inizio degli Anni Novanta hanno un rapporto privilegiato con i curdi purch\u00e9 non pretendano l&#8217;indipendenza, hanno chiaramente ribadito questo concetto a Barzani. La Russia non ha interesse a sostenere una prospettiva invisa a iraniani, turchi e arabi. Lo stesso vale per la Cina. L&#8217;unico ad essersi espresso in favore del referendum \u00e8 stato il governo israeliano accentuando cosi le ostilit\u00e0 a questa ipotesi in tutto il Medio Oriente.<\/p>\n<p>L&#8217;appello referendario si sta pertanto rivelando sempre pi\u00f9 come un mezzo per alzare il prezzo nel negoziato con Baghdad sulle tre questioni fondamentali: modalit\u00e0 di gestione delle risorse petrolifere, status e finanziamento dei peshmerga e destino delle aree contese e in particolare di Kirkuk. Ed \u00e8 quest&#8217;ultima questione quella di pi\u00f9 difficile soluzione. Ma lo sarebbe assai di pi\u00f9, con il rischio di un altro bagno di sangue e di ulteriori esodi di popolazioni, se il Kurdistan iracheno proclamasse la propria indipendenza. Incontri tra Erbil e Baghdad, a livello istituzionale e soprattutto di forze politiche, si sono svolti nei giorni scorsi ed altri seguiranno.<\/p>\n<p><strong>Riavvicinamento Iraq-Arabia Saudita<br \/>\n<\/strong>Intanto si sta profilando una svolta che se si consolidasse potrebbe avere rilevanti conseguenze sulla\u00a0 stabilizzazione dell&#8217;Iraq e di tutta la regione. Il primo ministro Al Abadi si \u00e8 recato in giugno, seguito da diversi ministri, in <strong>Arabia Saudita<\/strong>, la cui forte ostilit\u00e0 nei confronti del governo iracheno a guida sciita \u00e8 stata a lungo tra le cause della mancata stabilizzazione del Paese. \u00c8 stato riaperto un valico di frontiera chiuso da 27 anni ed \u00e8 stata annunciata l&#8217;apertura di un consolato a Najaf, cuore dello sciismo iracheno, con la benedizione del Grande Ajatollah Al Sistani.<\/p>\n<p>In agosto \u00e8 andato a Riad il leader politico-religioso sciita Moqtada al Sadr, gi\u00e0 bestia nera degli americani, nazionalista iracheno e aperto al dialogo con i sunniti. Egli si \u00e8 recato anche negli Emirati, dove ha incontrato il leader religioso sunnita Al Kubaisi.<\/p>\n<p>Segni di nervosismo sono venuti dall&#8217;Iran, ove Al Abadi \u00e8 andato subito dopo la sua visita a Riad. Teheran pu\u00f2 contare all&#8217;interno dell&#8217;Iraq su milizie sciite il cui ruolo \u00e8 stato importante nella lotta contro l&#8217;Isis e che ora pretendono un conto che il governo Al Abadi non vuole pagare per intero per non pregiudicare i propri sforzi di riconciliazione interna. La prospettiva di buoni uffici iracheni tra i due Paesi, su cui l&#8217;Arabia Saudita si \u00e8 espressa positivamente, \u00e8 invece accolta finora con freddezza da Teheran, probabilmente in attesa di vedere gesti americani diversi da quelli finora registrati.<\/p>\n<p>In questo contesto un attivo perseguimento dell&#8217;indipendenza del Kurdistan iracheno attraverso il referendum non darebbe un contributo all&#8217;auspicata stabilizzazione dell&#8217;Iraq e della regione e al mantenimento di quanto, con tutti i suoi limiti, i curdi hanno finora conquistato.<\/p>\n<p>Resta inoltre da vedere se il riavvicinamento tra Iraq e Arabia Saudita possa avere effetti positivi anche su uno schiarimento dei rapporti con l&#8217;Iran. Ma su questo incideranno probabilmente in modo rilevante i comportamenti americani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nulla pu\u00f2 essere escluso ma appare sempre pi\u00f9 difficile che il 25 settembre prossimo si svolga il referendum annunciato dal presidente della Regione autonoma del Kurdistan iracheno (Krg), Massud Barzani, per fare decidere i curdi dell&#8217;Iraq sull&#8217;indipendenza di quella parte dell&#8217;assai pi\u00f9 ampia nazione curda che le vicende successive alla Prima Guerra Mondiale e alla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":66045,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[162,491,93,94,436,130],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66044"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66044"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66044\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66051,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66044\/revisions\/66051"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66045"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66044"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66044"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66044"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}