{"id":66062,"date":"2017-08-28T09:52:09","date_gmt":"2017-08-28T07:52:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66062"},"modified":"2017-11-03T15:10:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:58","slug":"brexit-ue-gb-negoziati-nebbia-manica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/brexit-ue-gb-negoziati-nebbia-manica\/","title":{"rendered":"Brexit: negoziati Ue\/GB, nebbia fitta sulla Manica"},"content":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio del terzo ciclo negoziale sulla <strong>Brexit<\/strong> tra l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/ue-cambio-governance-visione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> e il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/lombra-di-brexit-sulla-grandeur-inglese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Regno Unito<\/strong><\/a> (28-31 agosto 2017), la distanza tra le parti non accenna a diminuire<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>. Come noto, nell&#8217;incontro iniziale del 19 giugno \u00e8 stata convenuta la struttura dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/gb-londra-piu-debole-hard-soft-brexit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>negoziati<\/strong><\/a> e sono state individuate le tematiche prioritarie oggetto della prima fase delle trattative.<\/p>\n<p>Il governo di Londra ha dovuto rinunciare al cavallo di battaglia lungamente sbandierato: il parallelismo tra negoziato sull&#8217;accordo di recesso e quello concernente gli aspetti essenziali del quadro sulle future relazioni tra Regno Unito e Unione europea.<\/p>\n<p>Si \u00e8 convenuto, invero, che la seconda fase delle trattative, quella in cui si discuter\u00e0 dei reciproci rapporti commerciali, inizier\u00e0 solo se il Consiglio europeo avr\u00e0 constatato l\u2019esistenza di progressi \u201csufficienti\u201d su tre tematiche in particolare: <em>a<\/em>) le questioni inerenti i <strong>diritti dei cittadini<\/strong> delle due parti; <em>b<\/em>) la liquidazione degli aspetti finanziari; <em>c<\/em>) le questioni concernenti la frontiera tra la Repubblica d\u2019Irlanda e l\u2019Irlanda del Nord.<\/p>\n<p><strong>Secondo round, bilancio deludente<\/strong><br \/>\nIl bilancio del secondo incontro negoziale (17-20 luglio), in cui tali tematiche sono state trattate per la prima volta in maniera sostanziale, \u00e8 stato tuttavia estremamente deludente e la distanza tra le due parti, per taluni aspetti, si \u00e8 anche approfondita.<\/p>\n<p>N\u00e9 i numerosi <em>position papers<\/em> pubblicati dal Regno Unito durante la pausa estiva hanno contribuito a semplificare la trattativa. Si \u00e8 assistito, infatti, ad un ulteriore tentativo, da parte britannica, di spostare il negoziato dall\u2019accordo di recesso a quello sulle future relazioni. L\u2019operazione non \u00e8 stata per nulla apprezzata dalla controparte europea. Al riguardo, Guy Verhofstadt, che presiede lo <em>Steering Group<\/em> del Parlamento europeo sulla <em>Brexit<\/em>, ha affermato recisamente che \u201c<em>To be in &amp; out of the Customs Union &amp; \u2018invisible borders\u2019 is a fantasy<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Invero, la proposta di un periodo transitorio (biennale?) dopo il marzo 2019, in cui verrebbe sostanzialmente mantenuta l\u2019esistente unione doganale e, tuttavia, sarebbe consentito al Regno Unito di negoziare accordi commerciali con i Paesi terzi, pare inconcepibile alla luce delle attuali regole europee. Applicare, poi, al transito delle merci e delle persone alla frontiera terrestre nord-irlandese un sistema semplificato di tracciabilit\u00e0 e dichiarazioni doganali telematiche, oltre alle questioni politiche che pone nei due territori coinvolti, di sicuro \u00e8 suscettibile di creare notevoli problemi di sicurezza a tutto tondo, non solo nazionale, in tempi di terrorismo, ma anche legata genericamente ai prodotti, ed a quelli alimentari nello specifico.<\/p>\n<p><strong>Infortuni incredibili e bilanci fumosi<\/strong><br \/>\nA districare la prioritaria e spinosa questione dei diritti dei rispettivi cittadini, in disparte della nota tecnica congiunta pubblicata in esito al secondo incontro, che ha peraltro messo in luce l\u2019esistenza di divergenze considerate \u201cfondamentali\u201d dal negoziatore europeo Michel Barnier, non ha certo contribuito l\u2019incredibile infortunio in cui \u00e8 caduto l\u2019<em>Home Office <\/em>con l\u2019invio &#8211; assertivamente erroneo(!) &#8211; di 100 lettere a cittadini dell\u2019Ue legittimamente residenti nel Regno Unito, a cui \u00e8 stato dato un mese di tempo per lasciare il Paese, pena l\u2019espulsione previa, addirittura, l\u2019irrogazione di misure restrittive della libert\u00e0 personale.<\/p>\n<p>Quanto alla liquidazione delle pendenze finanziare \u00e8 poi calata una spessa coltre di nebbia al di l\u00e0 del Canale della Manica. Il Regno Unito, infatti, non ha finora rappresentato alcuna metodologia di calcolo, salvo dichiarare per bocca dell\u2019immaginifico ministro degli Esteri Boris Johnson, in una conversazione alla <em>BBC Radio Four<\/em> di qualche giorno fa, che \u201c<em>we should pay not a penny more, not a penny less of what we think our legal obligations amount to<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Prospettive e interrogativi del terzo round<\/strong><br \/>\nQuali le prospettive all&#8217;inizio del terzo <em>round<\/em> negoziale? Allo stato pare assolutamente da escludere la pretesa britannica di conciliare, da un lato, l\u2019uscita dal mercato interno e dall&#8217;unione doganale e, dall&#8217;altro, la conclusione di un partenariato speciale e approfondito con l\u2019Ue, su cui ha tanto insistito il primo ministro Theresa May nella notificazione di recesso del 29 marzo 2017. Questo approccio, che Johnson aveva tradotto nella strategia di \u201c<em>have your cake and eat it<\/em>\u201d, \u00e8 stato ovviamente respinto al mittente, ben prima che il negoziato avesse inizio, sia dal Consiglio europeo sia dal Parlamento europeo. E va notato che questa posizione non ha finora subito flessioni di sorta, anzi \u00e8 stata di recente ribadita da vari <em>leader<\/em> europei, tra cui il cancelliere tedesco.<\/p>\n<p>\u00c8 del tutto inverosimile, infatti, che il Regno Unito possa mantenere gli stessi vantaggi garantiti dall\u2019appartenenza all\u2019Ue dopo esserne uscito. Una situazione del genere, tra l\u2019altro, sarebbe suscettibile di innescare un pericoloso effetto domino in quegli Stati membri in cui sono presenti ampi schieramenti di forze euroscettiche.<\/p>\n<p><strong>Verso uno slittamento dei tempi<\/strong><br \/>\nSenza un improbabile salto di qualit\u00e0 delle trattative, allo stato appare molto difficile rispettare la tempistica prevista a giugno, secondo la quale la riunione del Consiglio europeo fissata per il 19-20 ottobre prossimi dovrebbe decidere il passaggio alla seconda fase delle trattative, laddove pare plausibile un rinvio a dicembre. Occorre al riguardo tenere la barra dritta e non consentire che il primo ministro May si cimenti in un negoziato dell\u2019ultima ora, cercando di portare nuovamente il Consiglio europeo a discutere della <em>Brexit <\/em>in aperta violazione di quanto sancisce l\u2019art. 50, par. 4, del Trattato sull\u2019Ue.<\/p>\n<p>A sei mesi dalla notifica di recesso, mentre il ticchettio delle lancette dell\u2019orologio continua inesorabile, parecchi osservatori cominciano a dubitare che venga concluso l\u2019accordo <em>ex <\/em>art. 50 TUE entro il termine di due anni ivi previsto. Occorre fare di tutto, invece, per predisporlo, mettendo in campo, da entrambe le parti, una sapiente miscela di indubbio pragmatismo e notevole creativit\u00e0, conditi da una auspicabile spolverata di lungimiranza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] Per un quadro pi\u00f9 esaustivo dei due primi <em>round<\/em> di trattative sia consentito rinviare al nostro <em>Le trattative tra il Regno Unito e l&#8217;Unione europea per la Brexit alla luce dei primi due cicli negoziali<\/em>, in <a href=\"http:\/\/www.federalismi.it\/ApplOpenFilePDF.cfm?artid=34677&amp;dpath=document&amp;dfile=09082017211031.pdf&amp;content=Le+trattative+tra+il+Regno+Unito+e+l'Unione+europea+per+la+Brexit+alla+luce+dei+primi+due+cicli+negoziali+-+stato+-+dottrina+-\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>federalismi.it<\/em><\/a> 9 agosto 2017, pp. 1-37 .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio del terzo ciclo negoziale sulla Brexit tra l\u2019Unione europea e il Regno Unito (28-31 agosto 2017), la distanza tra le parti non accenna a diminuire[1]. 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