{"id":66075,"date":"2017-08-28T16:23:29","date_gmt":"2017-08-28T14:23:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66075"},"modified":"2017-11-03T15:10:57","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:57","slug":"ue-galline-uova-insetticidi-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/ue-galline-uova-insetticidi-sicurezza\/","title":{"rendered":"Ue: galline, uova, insetticidi e meriti europei"},"content":{"rendered":"<p>A proposito di <strong>uova<\/strong> e di galline ovaiole, sul Corriere della Sera del 18 febbraio 2017 il politologo Angelo Panebianco ironizzava sugli \u201cimballaggi delle uova europee\u201d, per stigmatizzare gli eccessi di regolamentazione dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/ue-bce-ricorso-qe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> e in particolare dell&#8217;euroburocrazia.<\/p>\n<p>Panebianco, come tutti noi, ignorava quel che covava (non ci potrebbe essere parola pi\u00f9 adatta) negli allevamenti olandesi \u2013 e non solo &#8211; con l\u2019uso del<strong> fipronil<\/strong>, un insetticida di cui tanto s\u2019\u00e8 parlato nelle ultime due settimane, e trascurava pure il vantaggio che i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/privacy-dati-corte-suprema-usa-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>consumatori<\/strong><\/a> europei traggono dagli imballaggi delle uova e dalla identificazione dell\u2019origine delle stesse.<\/p>\n<p><strong>L\u2019elogio degli imballaggi e della tracciabilit\u00e0<\/strong><br \/>\nIl fondista del Corriere ignorava anche il fatto che le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/lue-dichiara-guerra-allo-spreco-alimentare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>direttive<\/strong><\/a> e i regolamenti europei nascono da esigenze concrete, sono sottoposti al controllo di sussidiariet\u00e0 dei Parlamenti nazionali &#8211; che gi\u00e0 incidono sulla legislazione europea nella fase ascendente e nella fase discendente e che potrebbero incidere di pi\u00f9 controllando di pi\u00f9 i loro governi -, sono emendati dal Consiglio dei Ministri dell\u2019Ue e dal Parlamento di Strasburgo con una doppia lettura da parte dei rappresentanti sia degli Stati sia dei cittadini.<\/p>\n<p>Confidando nell\u2019obiettivit\u00e0 di Panebianco, attendiamo ora un suo elogio degli imballaggi delle uova europee con la richiesta di codici di identificazione per la provenienza delle uova anche nei prodotti alimentari derivati e l\u2019avvertimento ai lettori che ci sono settori che incidono sulla vita dei cittadini europei in cui ci vuole \u201cpi\u00f9 Europa\u201d (federale) e non pi\u00f9 Stati nazionali (confederati).<\/p>\n<p><strong>Una direttiva con un tocco \u2018spinelliano\u2019<\/strong><br \/>\nAutocitandomi, recupero un mio articolo sulle galline ovaiole scritto nel 2009 quand\u2019ero direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea: ricordo che della proposta di direttiva sugli allevamenti di pollame mi occupai gi\u00e0 nel 1977 come assistente di Altiero Spinelli, allora membro supplente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo.<\/p>\n<p>Prendendo spunto da una lettera a La Stampa di un lettore, il signor Cipriano Perruquet (&#8220;Specchio dei Tempi&#8221; di Torino del\u00a021.8.09), scrivevo: \u201cFa piacere vedere che il vuoto agostano permetta d\u2019interessarsi alla legislazione europea \u2026 Sarebbe bene che cittadini, stampa e classe dirigente mantenessero la stessa attenzione anche per gli altri 11 mesi dell&#8217;anno sulla legislazione Ue, che spazia, come quella degli Stati membri, dalle regole a tutela dei consumatori alle norme sull&#8217;allevamento, dalla lotta al cambiamento climatico alla previdenza sociale, dal lavoro ai diritti umani\u201d.<\/p>\n<p><strong>Norme che mantengono la loro validit\u00e0<\/strong><br \/>\nVenendo al punto, scrivevo nel 2009, \u201cla direttiva 74\/1999 prevede norme dettagliate affinch\u00e9 in tutta Europa gli allevatori di galline in batteria tengano gli animali in condizioni igieniche ed etologiche accettabili e soprattutto, per non falsare la concorrenza, alle stesse condizioni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;allevamento in batteria \u2013 proseguivo &#8211; \u00e8 da anni al centro di discussioni e polemiche (anni fa si tenevano anche 22 galline &#8211; ventidue &#8211; per metro quadro). Tanto che l&#8217;allevamento in batteria sar\u00e0 proibito dal 2012 e che gi\u00e0 oggi molti consumatori preferiscono comprare uova di galline allevate a terra.\u00a0 Anzi, se l&#8217;etichetta delle uova riporta il modo in cui sono state allevate le galline, il merito \u00e8 proprio della legislazione Ue\u201d.<\/p>\n<p>Oltre a questa norma, c\u2019\u00e8 in quella direttiva anche l&#8217;obbligo di prevedere almeno 600 cm2 per ogni gallina (cio\u00e8 uno spazio di 30 x 20, che a pensarci bene non \u00e8 certo esagerato: come dire che un uomo o una donna debbono avere almeno uno spazio di, a occhio, tre metri per due). Oppure l&#8217;obbligo di prevedere mangiatoie, abbeveratoi e simili. Insomma niente di rivoluzionario, al punto che tutti i governi degli Stati membri recepirono pacificamente la direttiva (quello italiano con il Decreto legislativo 29 luglio 2003, n. 267).<\/p>\n<p><strong>L\u2019iter delle direttive e la gaffe di Chirac<\/strong><br \/>\nE&#8217; bene ricordare che i testi delle direttive e dei regolamenti dell&#8217;Ue sono proposti dalla Commissione e sono poi esaminati dal Consiglio dei Ministri dove alti funzionari dei ministeri degli Stati membri modificano se necessario il testo. Da pi\u00f9 di quindici anni poi, i deputati europei possono adottare degli emendamenti e molti importanti testi di direttive o di regolamenti entrano in vigore solo se governi e Parlamento sono d&#8217;accordo. Nulla di &#8220;imposto da Bruxelles&#8221;, dunque. Anzi, le statistiche dicono che oltre il 60% delle proposte della Commissione provengono da iniziative dei governi nazionali.<\/p>\n<p>Si racconta che durante una riunione del Consiglio europeo, l&#8217;allora presidente francese Jacques Chirac abbia violentemente attaccato la Commissione per una proposta di direttiva sui formaggi a pasta molle e che i suoi funzionari lo abbiano faticosamente indotto a tacere, ricordandogli che la direttiva proveniva da una richiesta della Francia per facilitare l&#8217;esportazione del roquefort, del camembert e del caprice des Dieux. E, a proposito di formaggi, grazie all&#8217;Ue nessun Paese al di fuori dell&#8217;Italia pu\u00f2 produrre ed esportare formaggi chiamandoli mozzarella, fiordilatte, grana o parmigiano-reggiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A proposito di uova e di galline ovaiole, sul Corriere della Sera del 18 febbraio 2017 il politologo Angelo Panebianco ironizzava sugli \u201cimballaggi delle uova europee\u201d, per stigmatizzare gli eccessi di regolamentazione dell\u2019Unione europea e in particolare dell&#8217;euroburocrazia. 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