{"id":66087,"date":"2017-08-30T06:52:08","date_gmt":"2017-08-30T04:52:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66087"},"modified":"2017-11-03T15:10:57","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:57","slug":"ue-atmosfera-germania-merkel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/ue-atmosfera-germania-merkel\/","title":{"rendered":"Ue: un&#8217;atmosfera di forzato immobilismo, ma non pessimista"},"content":{"rendered":"<p>Un\u2019atmosfera di forzato immobilismo pervade l\u2019Unione europea alle soglie di settembre. Tutto, o quasi, \u00e8 fermo in attesa della fatidica data del 24, giorno delle <strong>elezioni<\/strong> generali in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/difesa-assi-manica-francia-germania\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Germania<\/strong><\/a>. \u00c8 un appuntamento, spiace riconoscerlo, di gran lunga pi\u00f9 importante delle elezioni del Parlamento europeo, che spostano di ben poco il discorso sul futuro dell\u2019Unione. Il che la dice lunga sul ruolo che gli Stati, grandi o piccoli che siano, giocano oggigiorno all&#8217;interno dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/ue-cambio-governance-visione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ue<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Va anche detto, tuttavia, che la stessa atmosfera \u00e8 meno pessimista di quanto ci si aspettasse solo qualche mese fa, allorquando l\u2019ondata anti-Unione sembrava prevalere. Le elezioni in Austria, Olanda e Francia hanno parzialmente allontanato lo spettro di un progressivo sgretolamento dell\u2019Ue, ancora sotto lo shock della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/brexit-ue-gb-negoziati-nebbia-manica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Brexit<\/strong><\/a>. Ci\u00f2 non significa che nazionalismo, sovranismo, euro-scetticismo, e via declinando, siano scomparsi dallo scenario politico, ma almeno ci avviciniamo alle elezioni tedesche nella speranza che \u201cMutti\u201d <strong>Merkel<\/strong> confermi con un buon risultato uno stop deciso all\u2019anti-europeismo.<\/p>\n<p>Ma va anche subito aggiunto che se questo prevedibile risultato positivo in Germania (che non muterebbe nel caso, ormai altamente teorico, di una vittoria di Martin Schulz) significasse poi immobilismo sui temi europei, allora la via verso la frammentazione dell\u2019Unione riprenderebbe con tutto il suo negativo vigore.<\/p>\n<p><strong>Le opzioni, e le preoccupazioni, tedesche<\/strong><br \/>\nA preoccupare un po&#8217; \u00e8 innanzitutto il fatto che il tema Europa non \u00e8 molto presente nel dibattito elettorale tedesco, come se l\u2019opinione pubblica di quel Paese fosse infastidita dall&#8217;assedio che la Germania sta subendo da tempo da parte dei suoi partner a Sud, che chiedono meno austerit\u00e0, e da quelli dell\u2019Est (il gruppo di Visegrad), che mettono in dubbio il valore dell\u2019integrazione e guardano alla Brexit con malcelata simpatia.<\/p>\n<p>In secondo luogo rimane il dubbio sul tipo di coalizione che emerger\u00e0 dalle elezioni tedesche. Dato per scontato che Angela Merkel non potr\u00e0, in caso di vittoria, governare da sola, un\u2019eventuale coalizione con i liberali rischierebbe di indurire ancora di pi\u00f9 i rapporti con i partner del sud e con la Francia sul tema delle garanzie bancarie e della disciplina fiscale. Diversa la situazione se si dovesse ritornare ad una &#8216;Gro\u00dfe Koalition&#8217; con i socialdemocratici.<\/p>\n<p><strong>I dossier aperti europei: tanti e complessi<\/strong><br \/>\nMa a parte queste prospettive politiche interne, la questione vera \u00e8 che sul tavolo di Bruxelles il numero e l\u2019importanza dei dossier aperti \u00e8 a dir poco drammaticamente complessa. Brexit, ripensamento dell\u2019Uem, terrorismo, immigrazione, sicurezza e difesa europea attendono una risposta da parte delle istituzioni dell\u2019Unione, a cominciare dal Consiglio europeo che, come \u00e8 noto, domina largamente i giochi.<\/p>\n<p>Il guaio \u00e8 che sui singoli dossier le posizioni dei 27 non sono del tutto convergenti. Basti solo guardare alla questione dell\u2019immigrazione o dei rapporti con la Libia per rendersi conto che i punti di vista sono abissalmente divergenti. In attesa di comprendere la validit\u00e0 degli accordi raggiunti a Parigi luned\u00ec 28 agosto, l\u2019Italia \u00e8 rimasta fino ad oggi sola, tanto da essere stata obbligata negli ultimi tempi a lanciare un\u2019operazione navale a sostegno della guardia costiera libica per frenare un\u2019immigrazione ormai fuori controllo.<\/p>\n<p><strong>Libia: l&#8217;Italia si muove sul filo del rasoio e da sola<\/strong><br \/>\n\u00c8 chiaro tuttavia che ci stiamo muovendo sul filo del rasoio, malgrado le massicce dosi di realpolitik, ispirate dal ministro dell&#8217;Interno Marco Minniti. Il suo sforzo rischia di essere fragile proprio alla luce della solitudine con cui il nostro governo \u00e8 costretto a muoversi. A latitare di pi\u00f9 \u00e8 proprio l\u2019Europa. Si pensi che la missione navale Ue Sophia doveva fare esattamente, nella sua terza fase operativa, le stesse cose che oggi fa la nostra marina di fronte alle coste di Tripoli. Peccato che la terza fase non sia mai decollata.<\/p>\n<p>L\u2019Ue dovrebbe inoltre vegliare sulla lunga costa della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/libia-muore-sogno-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Libia<\/a> (circa 3000 km) per filtrare l\u2019immigrazione africana: esiste infatti un\u2019operazione Eubam Lybia. Peccato, anche in questo caso, che i componenti della missione si siano acquartierati in Tunisia, in attesa di tempi migliori sul piano della sicurezza in Libia. Ed infine l\u2019Ue dovrebbe varare un grande prestito per costruire e trasformare gli indecenti &#8216;campi di accoglienza&#8217; in Libia. Alla Turchia per gestire sul proprio territorio l\u2019immigrazione siriana sono stati concessi 6 miliardi di euro. Alla Libia, per ora, 90 milioni.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 quindi da chiedersi come sia possibile ri-orientare in senso comunitario una questione che vede i nostri partner europei muoversi in ordine sparso.<\/p>\n<p><strong>La Merkel e l&#8217;ambizione della responsabilit\u00e0<\/strong><br \/>\nLo stesso si pu\u00f2 dire anche per gli altri temi oggi sul tavolo dei 27. Per uscirne \u00e8 abbastanza evidente che ci si aspetta un qualche ruolo guida e di maggiore responsabilit\u00e0 da parte della Germania. La speranza di tutti \u00e8 che una Cancelliera giunta al suo quarto mandato abbia finalmente l\u2019ambizione di prendersi questa responsabilit\u00e0. In realt\u00e0 si tratta di una riflessione che abbiamo sentito fare anche in occasione delle precedenti rielezioni della Merkel.<\/p>\n<p>Oggi a darci qualche motivo di fiducia in pi\u00f9 concorrono alcuni elementi. Il primo \u00e8 che per Angela Merkel la prossima legislatura potrebbe\u00a0essere l\u2019ultima: cos\u00ec facendo,\u00a0raggiungerebbe il record di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/morte-kohl-cancelliere-della-mia-infanzia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Kohl<\/a>\u00a0di 16 anni al potere. Il secondo, e ben pi\u00f9 consistente motivo, \u00e8 la coincidenza di una quasi-sincronizzazione al potere per quattro anni della Merkel e del presidente francese Emmanuel Macron, proprio nel periodo in cui la Gran Bretagna sta allontanandosi e altri stati membri, Polonia e Ungheria, danno segnali di progressivo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/visegrad-nucleo-duro-europa-contro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">distacco<\/a> dall&#8217;Unione. Il ritorno al vecchio modello di tandem franco-tedesco pu\u00f2 quindi avere una sua ragione d\u2019essere.<\/p>\n<p>Un terzo motivo \u00e8 che nelle previsioni di alcuni economisti, l\u2019economia tedesca, che ha ottenuto enormi vantaggi dall&#8217;esistenza di un\u2019eurozona \u201calla tedesca\u201d, stia perdendo alcuni gradi di competitivit\u00e0 e veda al contempo crescere le disuguaglianze interne. Potrebbe essere questa l\u2019occasione per un ripensamento molto pi\u00f9 coraggioso dell&#8217;eurozona, con un proprio bilancio autonomo, un diverso sistema parlamentare di controllo, un ministro per l&#8217;eurozona e un rapporto pi\u00f9 bilanciato fra <em>risk reduction<\/em> e <em>risk sharing<\/em>.<\/p>\n<p>Detto questo, per il tandem franco-tedesco sar\u00e0 molto difficile creare un consenso interno al Consiglio. Una vecchia prassi dell\u2019Unione sar\u00e0 quindi quella di mettere assieme in un unico pacchetto i vari dossier, in modo da accontentare la maggior parte dei 27. Ma oltre a ci\u00f2, sar\u00e0 necessario avere il coraggio di percorrere fino in fondo le diverse forme di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/la-strada-dellintegrazione-differenziata\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">cooperazioni rafforzate<\/a> previste dai trattati o inventarsene, se necessario, di nuove. Insistere per tenere nello stesso gruppo tutti i 27 significherebbe avviare l\u2019Ue verso un inevitabile declino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019atmosfera di forzato immobilismo pervade l\u2019Unione europea alle soglie di settembre. 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