{"id":66096,"date":"2017-09-01T00:34:55","date_gmt":"2017-08-31T22:34:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66096"},"modified":"2017-11-03T15:10:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:56","slug":"ue-mes-crisi-proposta-schaeuble","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-mes-crisi-proposta-schaeuble\/","title":{"rendered":"Ue: Mes anti-crisi, pro e contro la proposta Schaeuble"},"content":{"rendered":"<p>La Bild, il celebre tabloid tedesco, ha lanciato nei giorni scorsi la notizia di una proposta cui starebbe lavorando il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang <strong>Schaeuble<\/strong>: utilizzare il cosiddetto &#8216;fondo salvastati&#8217; (il <strong>Mes<\/strong>) &#8220;non solo in caso di fallimento, ma anche per migliorare le congiunture in periodi negativi&#8221;. Una proposta ripresa e sostenuta anche dalla cancelliera Angela <strong>Merkel<\/strong> il 29 agosto.<\/p>\n<p>Che il ministro Schaeuble ritenga che il Mes possa avere un ruolo pi\u00f9 forte nella prevenzione delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/ue-atmosfera-germania-merkel\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>crisi<\/strong><\/a> dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/ue-bce-ricorso-qe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Eurozona<\/strong><\/a> non \u00e8 una novit\u00e0 (si veda la sua intervista a la Repubblica dell&#8217;11 maggio 2017). Il Trattato che lo ha istituito nel 2012 nasce, del resto, per volont\u00e0 della Germania, che di fronte alla grave crisi finanziaria ha in fondo subito la larghezza di strumenti messi in campo della Banca centrale, ma ha impedito che si sviluppasse un parallelo e complementare ruolo da parte delle altre Istituzioni dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/ue-cambio-governance-visione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> e ha bloccato sul nascere qualunque sviluppo all&#8217;interno del quadro istituzionale dell&#8217;Unione di strumenti nuovi.<\/p>\n<p><strong>Il Mes, che cos&#8217;\u00e8 e come funziona<\/strong><br \/>\nIl Mes nasce come strumento non dell&#8217;Unione ma &#8220;degli Stati la cui moneta \u00e8 l&#8217;euro&#8221;, sulla base di un accordo internazionale che disciplina l&#8217;ampia dotazione finanziaria nonch\u00e9 le modalit\u00e0 di funzionamento. Le decisioni pi\u00f9 importanti del Mes sono prese dal Consiglio dei Governatori (composto dai ministri delle Finanze dei Paesi appartenenti all&#8217;area euro, ai quali il commissario europeo competente come anche il presidente della Bce si aggiungono solo come &#8220;osservatori&#8221;) &#8220;di comune accordo&#8221;, e cio\u00e8 all&#8217;unanimit\u00e0.<\/p>\n<p>Lo stesso vale per le decisioni riguardanti la concessione di assistenza finanziaria a Paesi in difficolt\u00e0 e la gamma degli strumenti utilizzati. Strumenti che &#8211; sempre se vi \u00e8 il comune accordo &#8211; possono essere anche ulteriori rispetto a quelli previsti dal Trattato. In ogni caso, per qualunque decisione \u00e8 necessaria &#8220;la presenza di un quorum di due terzi dei membri aventi diritto di voto che rappresentino almeno i due terzi del diritto di voto&#8221;.<\/p>\n<p>Il diritto di voto \u00e8 suddiviso tra i Paesi dell&#8217;eurozona sulla base del contributo percentuale che ciascuno Stato d\u00e0 a questo fondo. Il contributo tedesco \u00e8 oltre il 27 %, quello francese oltre il 20, quello italiano pari quasi al 18. \u00c8 possibile ricorrere a procedure di urgenza con un voto a maggioranza qualificata dell&#8217;85 % dei voti. Cos\u00ec Germania, Francia e Italia sono in grado di bloccare decisioni del genere; e la Germania da sola, insieme a un piccolo Paese, pu\u00f2 bloccare qualunque decisione, anche quelle adottabili a maggioranza semplice.<\/p>\n<p><strong>La Bce \u00e8 autonoma dai governi, il Mes no<\/strong><br \/>\nMentre la Banca centrale si muove con decisioni assunte in piena autonomia (nelle quali &#8211; ed \u00e8 accaduto &#8211; il rappresentante tedesco pu\u00f2 anche essere messo in minoranza), il Mes \u00e8 governato da meccanismi condizionati da veti nazionali e soprattutto opera in uno spazio giuridico altro rispetto all&#8217;ordinamento dell&#8217;Unione europea.<\/p>\n<p>Quali sono gli obiettivi del Mes e come opera il modus operandi del MesNell&#8217;ordinamento tedesco il ruolo dei rappresentanti (nel Consiglio dei Governatori e in quello di amministrazione del Mes) \u00e8 considerato, addirittura, una proiezione diretta della rappresentanza politica nazionale. Il Tribunale costituzionale tedesco ha infatti chiaramente precisato che tutti i componenti degli organi direttivi &#8220;sono responsabili verso i rispettivi Parlamenti nazionali&#8221;. Ogni decisione dei rappresentanti tedeschi nel Consiglio dei Governatori e in quello di amministrazione del Mes \u00e8 dunque esercitata sulla base di una diretta responsabilit\u00e0 verso il Bundestag.<\/p>\n<p><strong>Gli obiettivi e il modus operandi del Mes<\/strong><br \/>\nL&#8217;articolo 3 del Trattato, nel definire l&#8217;obiettivo dell&#8217;istituendo Mes, chiarisce che esso consiste nel &#8220;mobilizzare risorse finanziarie e fornire un sostegno alla stabilit\u00e0&#8221; dei Paesi membri che si trovino &#8220;o rischino di trovarsi in gravi problemi finanziari&#8221;. Per far questo il Mes pu\u00f2 &#8220;raccogliere fondi con l&#8217;emissione di strumenti finanziari&#8221;. Il Trattato definisce un&#8217;elenco di strumenti, ma contiene anche una clausola generale (l&#8217;articolo 19) che permette al Consiglio dei governatori di integrarlo. Dunque, senza cambiare il Trattato, \u00e8 ben possibile quello sviluppo di cui parla il Ministro Schaeuble, per fare del Mes non solo uno strumento per la gestione delle crisi, ma anche di sostegno ai paesi che si trovino in condizioni congiunturali negative o anche addirittura &#8220;in casi di catastrofi naturali&#8221;.<\/p>\n<p>Questi interventi possono svilupparsi per\u00f2, come recita il Trattato (articolo 12), &#8220;sulla base di condizioni rigorose commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto, che possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche, al rispetto costante di condizioni di ammissibilit\u00e0 predefinite&#8221;.<\/p>\n<p>Nel preambolo del Trattato viene chiarito che la concessione di assistenza finanziaria nell&#8217;ambito dei programmi previsti dal Mes \u00e8 subordinata alla ratifica del fiscal compact e in particolare al rispetto delle regole introdotte a livello nazionale per correggere automaticamente le deviazioni significative dall&#8217;obiettivo di medio termine o dal percorso di avvicinamento a tale obiettivo.<\/p>\n<p>Il rispetto del nucleo portante delle regole del fiscal compact appare cos\u00ec essere la condizionalit\u00e0 essenziale delle azioni che il Mes pu\u00f2 intraprendere. Ed \u00e8 attraverso di esso in primo luogo che il meccanismo europeo di stabilit\u00e0 pu\u00f2 acquisire quella &#8220;maggiore influenza nelle politiche di bilancio degli stati dell&#8217;eurozona&#8221; di cui parla la Bild.<\/p>\n<p><strong>Prospettive e conseguenze della proposta Schaeuble<\/strong><br \/>\nLa proposta per rilanciare la crescita dell&#8217;Eurozona, cui ci potremmo trovare di fronte in autunno dopo le elezioni tedesche, appare dunque chiara.<\/p>\n<p>Il bilancio dell&#8217;Unione europea, per la sua dimensione e le sue rigidit\u00e0, non ha nel medio periodo risorse sufficienti per promuovere quel rilancio degli investimenti europei che \u00e8 stato promesso da ultimo nella campagna elettorale francese dal presidente Emmanuel Macron. N\u00e9 \u00e8 pensabile a breve una riforma dei Trattati (che richiede l\u2019unanimit\u00e0 degli Stati, anche di quelli non euro).<\/p>\n<p>Il Mes ha invece risorse (cui anche l&#8217;Italia ha ampiamente contribuito) oggi largamente inutilizzate. Il Mes funziona per\u00f2 con una logica tutta intergovernativa, dove gli Stati pesano sulla base del loro contributo finanziario, ed eroga assistenza sulla base di condizioni rigorose, prima fra tutte il rispetto delle regole del fiscal compact.<\/p>\n<p>Il Trattato Mes infine non ha una clausola che ne auspica l&#8217;incorporazione nei trattati europei, come invece il fiscal compact. Dunque, in questa prospettiva, il dibattito animato in Italia su un possibile veto all&#8217;incorporazione del fiscal compact nei Trattati dovrebbe forse essere accantonato.<\/p>\n<p>Piuttosto, si dovrebbe valutare con attenzione quanto dirompente possa essere l&#8217;ipotesi che un rilancio economico dell&#8217;Eurozona passi per la valorizzazione di uno strumento giuridico che vede i Governi, e dietro di loro i Parlamenti nazionali, essenziali protagonisti, riducendo la Commissione europea a mero esecutore delle decisioni di questi, assunte poi sulla base di una ponderazione che ordina gli stati secondo la rispettiva forza economica.<\/p>\n<p>Uno strumento che sostanzialmente esclude dalla partita il Parlamento europeo, al quale non a caso il ministro Schaeuble si sforza di conferire comunque un ruolo: nella sua intervista a la Repubblica di maggio scorso, ricordava infatti di aver parlato con il presidente Macron dell&#8217;ipotesi che &#8220;con i parlamentari del Parlamento europeo si potrebbe creare un Parlamento dell&#8217;Eurozona, che potrebbe avere un potere consultivo sul fondo salvastati&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Bild, il celebre tabloid tedesco, ha lanciato nei giorni scorsi la notizia di una proposta cui starebbe lavorando il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble: utilizzare il cosiddetto &#8216;fondo salvastati&#8217; (il Mes) &#8220;non solo in caso di fallimento, ma anche per migliorare le congiunture in periodi negativi&#8221;. 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