{"id":66105,"date":"2017-09-02T08:07:45","date_gmt":"2017-09-02T06:07:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66105"},"modified":"2017-11-03T15:10:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:56","slug":"nucleare-banca-combustibile-centrali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/nucleare-banca-combustibile-centrali\/","title":{"rendered":"Nucleare: banca del combustile per centrali atomiche"},"content":{"rendered":"<p>Il 29 agosto \u00e8 stata inaugurata nella capitale del <strong>Kazakhstan<\/strong>, Astana, una <strong>banca<\/strong> particolare: anzich\u00e9 fornire prodotti finanziari, \u00e8 chiamata a garantire le forniture dell&#8217;<strong>uranio<\/strong> leggermente arricchito che serve da <strong>combustibile<\/strong> per le centrali nucleari. Si tratta di un servizio di primaria importanza che \u00e8 stato affidato all&#8217;Agenzia internazionale di Vienna per l&#8217;<strong>Energia nucleare<\/strong> (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/04\/una-vittoria-della-comunita-internazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Aiea<\/strong><\/a>) in collaborazione con il governo del Kazakhstan che ospita l&#8217;impianto. Il progetto fu originariamente lanciato dall&#8217;Ong americana Nuclear Threat Initiative (Nti), sostenuto dal presidente Obama nello storico discorso di Praga del 2009 e finanziato da varie entit\u00e0 tra cui l&#8217;Unione europea.<\/p>\n<p><strong>Il problema del combustibile<br \/>\n<\/strong>Una delle primordiali preoccupazioni di un Paese che si voglia incamminare sulla strada dell&#8217;energia nucleare \u00e8 quella di disporre con certezza del combustibile nucleare necessario per fare funzionare le sue centrali. Non sia mai che si siano investiti miliardi nella costruzione di una centrale per poi trovarsi a non poterla utilizzare per mancanza dell&#8217;uranio arricchito che serve per farla funzionare.<\/p>\n<p>L&#8217;alternativa \u00e8 o di acquistare il combustibile sul mercato libero o di produrlo in proprio. L&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio \u00e8 per\u00f2 un processo costoso e complesso in cui di norma non conviene addentrarsi e che\u00a0\u00a0 solo raramente si giustifica sul piano economico. Molto meglio rifornirsi sul libero mercato cui normalmente gli Stati e le compagnie non hanno difficolt\u00e0 ad accedere, purch\u00e9 il grado di arricchimento non superi la soglia del 5%, quella necessaria per far funzionare gli impianti civili. Il superamento di tale limite d\u00e0 adito al legittimo sospetto che questo materiale possa essere utilizzato a scopi bellici.<\/p>\n<p>Il garantire l&#8217;accesso al combustibile &#8211; cui tutti hanno diritto &#8211; senza consentirne la deviazione verso scopi militari \u00e8 il compito delicatissimo affidato all&#8217;Aiea, la quale ispeziona con la massima attenzione tutti gli impianti. \u00c8 stato emblematico negli ultimi anni il caso dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/iran-riconferma-rohani-strategia-siria\/\"><strong>Iran<\/strong><\/a> che, temendo di non poter avere accesso al mercato, ha originariamente imboccato la rischiosa strada dell&#8217;arricchimento clandestino provocando la nota crisi internazionale.<\/p>\n<p>Essa si \u00e8 fortunatamente risolta nel 2015 con un accordo che consentir\u00e0 a Teheran di mantenere il proprio progetto ma solo sotto una ferrea sorveglianza internazionale. Si tratta di un accordo che ha evitato che l&#8217;Iran intraprendesse il disastroso percorso seguito dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/corea-del-nord-poverta-sviluppo-nucleare\/\"><strong>Corea del Nord<\/strong><\/a> e che va dunque salvaguardato ad ogni costo, nonostante l&#8217;intenzione del presidente Trump di rimetterlo in discussione.<\/p>\n<p><strong>Significato e valore di una banca dell&#8217;uranio<\/strong><br \/>\nL&#8217;istituzione di una banca dell&#8217;uranio costituisce una via non gi\u00e0 per proibire alcunch\u00e9, bens\u00ec per incoraggiare i Paesi a ricorrere al mercato libero anzich\u00e9 alla rischiosa e costosa produzione in proprio. La banca sar\u00e0 solo un fornitore di ultima istanza, una volta accertato che non sia stato possibile effettuare l&#8217;acquisto sul mercato. In una situazione normale, come quella attuale in cui le riserve non mancano, essa dovrebbe dunque rimanere inattiva ancorch\u00e9 mantenendo sempre a disposizione, come fa ogni istituto bancario che si rispetti, una scorta del prezioso combustibile.<\/p>\n<p>In questo caso non si tratter\u00e0 di valuta o di oro bens\u00ec di cilindri blindati contenenti l&#8217;uranio. L&#8217; impianto inaugurato nel Kazakhstan, un Paese che soffr\u00ec delle centinaia di esplosioni nucleari avvenute sul proprio suolo ai tempi dell&#8217;Unione Sovietica e che si distingue ora per il suo particolare impegno nel campo del disarmo nucleare, costituir\u00e0 il &#8220;Fort Knox&#8221; di tale operazione.<\/p>\n<p>In un periodo in cui si addensano le nubi in aree di tensione dove sono anche presenti le armi nucleari ed in cui ben poco si riesce a fare per ridurre queste pericolose armi di distruzione di massa, l&#8217;iniziativa in Kazakhstan costituisce una boccata di ossigeno che merita il plauso internazionale. \u00c8 anche apprezzabile che l&#8217;Unione europea vi si sia associata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 29 agosto \u00e8 stata inaugurata nella capitale del Kazakhstan, Astana, una banca particolare: anzich\u00e9 fornire prodotti finanziari, \u00e8 chiamata a garantire le forniture dell&#8217;uranio leggermente arricchito che serve da combustibile per le centrali nucleari. 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